sai come si chiama e dove si trova l'edificio che vedi sotto.
Nella precedente foto pubblicata il plastico della Roma imperiale che si trova nel museo della Civiltà Romana all'Eur, purtroppo chiuso al pubblico per importanti lavori di restauro.
Il pezzo forte della collezione di tale museo è
il plastico di Roma in scala 1:250,
dell’arch. Italo Gismondi, il più grandioso e aggiornato esistente,
riproduce la città quale doveva essere ai tempi di Costantino. Venne realizzato
in gesso alabastrino dall’architetto Italo Gismondi nell’ex pastificio
Pantanella a via dei Cerchi utilizzando soprattutto la Forma Urbis di Rodolfo
Lanciani. Iniziato nel 1933 venne completato per la Mostra Augustea della Romanità
del 1937. La scala è 1:250, le dimensioni sono 17x17 metri.
Piero di Carlo
è colui che ha costruito materialmente il Plastico della Roma Imperiale.
Piero pratica fin da piccolo il suo apprendistato nel
laboratorio di Luigi Bucci attivo dal 1915 a Roma per la produzione di calchi
in gesso di carattere prevalentemente decorativo.
Pierino ha accompagnato gli studi scolastici con attività
artigiane diventando successivamente esperto plasticista nel suo primo
laboratorio in Via Giulia.
Nel 1933 vince
a pieni voti la gara per costruire il grande modello architettonico di Roma da
esibire alla Mostra Augustea della Romanità inaugurata il 23 settembre 1937. Il
modello fu costruito presso l'ex Fabbrica di pasta Pantanella presso il Circo
Massimo da Di Carlo con i suoi assistenti. Piero di Carlo ha portato in scala
tridimensionale gli intricati disegni prodotti da Italo Gismondi, partendo dal
terreno riprodotto dai contorni topografici. Il modello in plastica è stato
realizzato totalmente in gesso alabastro, rafforzato da fibre vegetali di
Manilla e Canvas Jute, sopra i telai in legno di abete. Totalmente costituito
da ben 160 telai di varie forme che si adattano perfettamente tra loro, senza
lasciare spazi incompleti, di solito lungo le strade.
Gli elementi più sottili e delicati, come colonne,
obelischi, alberi contengono sottili armature metalliche.
Dopo la Mostra
Augustea, Di Carlo ha continuato a lavorare appassionatamente sul suo modello
architettonico fino al 1941, quando il progetto fu bruscamente interrotto a
causa della guerra. Fortunatamente, dopo la guerra, il lavoro sul modello è
iniziato con nuovi finanziamenti in alcune sale del Mercati Traianei e poi, nel
1955, è stato finalmente collocato nel nuovo Museo della Civiltà Romana.