La Torre dei Conti è uno dei simboli della Roma medioevale, quando la nostra città aveva molte torri, ne rimangono ancora alcune, la più celebre è la torre delle Milizie che si trova poco lontano, sempre nel rione Monti. Dopo il crollo dello scorso 3 novembre ecco il cronoprogramma degli interventi. Entro fine aprile lavori messa in sicurezza straordinaria con un intervento altamente qualificato dei vigili del fuoco. A settembre terminerà la messa in sicurezza ordinaria, conclusa la quale potranno riprendere i lavori di recupero definitivo.
Questa torre fu, con la torre delle Milizie la maggiore di Roma. Ricordata dal Petrarca che la definì “unica al mondo”; sembra abbia ospitato alcune osservazioni astronomiche di Galileo. Costruita nel 1203 per volontà di papa Innocenzo III[1] e destinata alla sua famiglia che erano conti di Segni. La base appare esageratamente larga e poderosa in relazione alle dimensioni attuali, infatti era alta 60 metri mentre oggi arriva a 29 metri. Fino al 9 settembre 1349 quando Roma fu scossa da un violento terremoto che demolì anche parte di torre delle Milizie inclinandola come vediamo oggi, e fece crollare l’anello del Colosseo che guarda il Celio. E’ un esempio di torre-abitazione, venne costruita con il materiale prelevato dal tempio della Pace. In un primo tempo venne ricoperta di travertino, sempre prelevato dai fori, poi asportato per la costruzione di porta Pia. In seguito al violento terremoto del 1349 venne abbandonata, fin quando il papa Alessandro VIII[2] la restaura con i contrafforti che ancora oggi si vedono. Dobbiamo immaginarla immersa in un dedalo di stradine, così possiamo capire l’effetto di potenza, forza e sicurezza che emanava. Nel 1937 la torre su donata dal regime fascista alla Federazione Nazionale Arditi[3] d’Italia divenendone le sede. Tuttora sepolto in un sarcofago romano giace il presidente della federazione, Alessandro Parisi morto nel 1938 in un incidente stradale. Dal 2006, anno dello sgombero degli uffici pubblici, la torre non è stata più utilizzata, ne mantenuta per cui versa in uno stato di totale abbandono. I lavori di restauro, finanziati dal PNRR sono iniziati nel 2025 ma la mattina del 3 novembre 2025 parte della torre è crollata in due riprese. L’operaio – rimasto 11 ore sotto le macerie - Octay Stroici di 66 anni è morto al Policlinico Umberto I.














