E' terminato il restauro delle sculture di arte contemporanea presenti in villa Glori. Si tratta di opere realizzate nel 1997 in seguito al progetto "Varcare la soglia", sono di Pino Castagna, Nunzio, Mauro Staccioli e Giuseppe Uncini. Nella foto l'opera di Uncini.
Il parco si estende su una superficie di
25 ettari. Il Comune di Roma, con delibera del 23 ottobre 1923, decise di
trasformare l’area dove oggi è villa Glori, in Parco della Rimembranza dedicato
ai caduti della Grande Guerra. Il progetto del nuovo parco fu affidato a
Raffaele de Vico, architetto del Servizio Giardini, in soli otto mesi creò un
giardino per passeggiate immerse nel verde mediterraneo di pini, lecci, querce,
lauri, aceri, cedri, ippocastani ed ulivi, tutti puntigliosamente allineati a
filari. Il parco fu inaugurato il 18 maggio 1924 alla presenza della madre di
Enrico Toti. Una grande croce e un enorme altare sono la memoria tangibile dei
caduti in guerra.
Venne scelto questo luogo perché il 23
ottobre 1867 qui avvenne uno scontro tra le truppe pontificie e una settantina
di patrioti al comando dei fratelli Cairoli. Tale azione doveva scatenare
l’insurrezione della popolazione romana, cosa che avvenne ma in misura minore,
ma soprattutto doveva anticipare e giustificare l’intervento di volontari
guidati da Garibaldi. Purtroppo i patrioti vennero sopraffatti dalle truppe
pontificie e uccisi, sulla sommità dell’altura si trova ancora un ramo secco di
mandorlo dove morì Enrico Cairoli,
mentre il fratello Giovanni, gravemente ferito, morì poco dopo. I superstiti
raggiunsero Mentana dove combatterono con Garibaldi. In quegli anni vi era una
vigna proprietà di un tale Vincenzo Glori, in essa anche un casale poi
riadattato ad uso agricolo.