giovedì 19 febbraio 2026

Rotta la zanna dell'elefantino del Bernini

 


Nella notte tra lunedì e martedì degli ignoti hanno rotto la zanna dell'elefantino del Bernini. Un vero dolore! Uno dei luoghi magici di Roma, che si trova in quella parte di città a due passi dal Pantheon. Speriamo che presto la sovrintendenza provveda ad un restauro perchè la zanna è stata ritrovata poco distante.

     L’elefantino del Bernini. Chiamato anche “Obelisco della Minerva”. Per i romani è “er purcin della Minerva”[1], composto da un obelisco egizio del sec. VI a.C. trovato nel 1665 nell’area dell’Iseo Campense, l’elefante che lo sostiene fu concepito da Gian Lorenzo Bernini e scolpito nel 1667 da Ercole Ferrata. Sulla base del monumento una epigrafe spiega il significato dell’opera: “Chiunque qui vede i segni della Sapienza d’Egitto scolpiti sull’obelisco, sorretto dall’elefante, la più forte delle bestie, intenda questo come prova che è necessaria una mente robusta per sostenere una solida sapienza”.

     Il modello fu un elefantino portato in omaggio alla città da Cristina di Svezia. Nel Settecento è stato replicato nella piazza del Duomo di Catania.

     Un aneddoto curioso: nel 1946 un impostore riuscì a vendere il piccolo monumento ad un ufficiale americano. Arrivarono gli operai la mattina presto e fissarono il cantiere, un portiere andò ad informarsi di cosa stava accadendo, quindi avvertì la Polizia e la truffa fu sventata. Il 13 novembre 2016 l’elefantino viene vandalizzato nella notte, la mattina alcune turiste spagnole trovano la terra la zanna mancate. La soprintendenza provvede subito al restauro.


[1] Purcin dove il termine sta per porco, non pulcino, data la forma sgraziata, grassottella dell’elefante.

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 sai come si chiama e dove si trova la chiese che vedi sotto (l'interno).


Nella foto di ieri la Chiesa Dives in Misericordia che si trova a Tor Tre Teste, in via Tovaglieri.

     Chiesa di Dio Padre Misericordioso, o Dives in Misericordia (titolo della seconda enciclica di Giovanni Paolo II), meglio conosciuta come chiesa del Giubileo o chiesa del Terzo Millennio. In vista del Giubileo del 2000 il Vicariato bandì un concorso internazionale per erigere una chiesa in ricordo del Giubileo stesso, risultò vincitore il progetto di Richard Meier[1], autore anche della teca dell’Ara Pacis. Nel marzo 1998 venne posata la prima pietra che si vede all’ingresso, a sinistra. I lavori furono condotti dalla Italcementi e dalla Lamaro Costruzioni. La consacrazione avvenne nell’ottobre del 2003.

     Completamente bianca, è composta da tre vele, la maggiore è alta 26 metri. Le vele sono autoportanti (=si reggono da sole), per realizzarle sono state suddivise in grandi pannelli prefabbricati a doppia curvatura, ciascuno del peso di 12 tonnellate (in tutto 256 pannelli detti conci). Per montarli è stata usata una gru (detta carroponte) alta 38 metri. La chiesa è stata costruita con uno speciale cemento, realizzato e brevettato da Italcementi, con la straordinaria capacità di autopulirsi, è il cosiddetto cemento mangiasmog.

    Simbologia. Con le sue tre vele la chiesa vuole dare l’idea di una barca che rappresenta la Chiesa che porta il suo popolo nel terzo millennio. Non ha un soffitto. Le vele sono tre come la Trinità, comunicano un senso di protezione, la protezione di Dio sulla comunità cristiana. La luce solare non entra mai direttamente in chiesa, tranne che in un periodo di pomeriggio d’estate, quando colpisce il Crocefisso in cartapesta del XVIII secolo. Protagonista assoluto è il bianco, il colore preferito di Meier perché “capace di riflettere la differenza tra ciò che è stato fatto dall’uomo e ciò che è naturale… il bianco ha la capacità di assorbire e diffondere la luce che cambia durante il giorno e nel corso delle stagioni, rendendo vivi elementi architettonici, per loro natura statici”.

     La chiesa è ritenuta un capolavoro di architettura religiosa ed è meta di visitatori e turisti. I giornali del 2015 riflettevano che si rimane basiti nell’osservare le inaccettabili colature di ruggine e macchie d’umidità presenti sulla struttura realizzata in polvere di marmo di Carrara e calcestruzzo autopulente, un edificio simbolo come questo non può essere abbandonato al suo destino.



[1] Richard Meier (Newark, New Jersey 1934) Si laurea a New York nel 1957. Tra le sue opere più importanti: Chiesa di Dio Padre Misericordioso a Roma 1996-2003, Paul Getty for the Fine Art a Los Angeles 1984-97, Museo d'Arte Contemporanea MACBA di Barcellona 1987-96, The Atheneum a New Harmony in Indiana nel 1975-79, Museo delle Arti Applicate a Francoforte sul Meno in Germania, 1979-85, Museo dell'Ara Pacis a Roma 1995-2006.

mercoledì 18 febbraio 2026

Una bellissima ciclabile

 


Una bellissima notizia per tutti gli amanti della mobilità dolce. Il V municipio ha ricevuto un finanziamento dalla regione Lazio per una nuova pista ciclabile lungo l'acquedotto Alessandrino da Tor Pignattara fino a Tor Tre Teste passando per Centocelle e l'Alessandrino. La sua realizzazione comporterà la riqualificazione di tutta l'area intorno all'ultimo degli acquedotti romani.

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Nella foto di ieri il teatro biblioteca Quarticciolo che si trova in via Castellaneta 10.

martedì 17 febbraio 2026

Roma nel mondo

 


Per tutti gli amanti di Romanon è da perdere la mostra che mette Roma a confronto con le maggiori città del mondo che si tiene in questi giorni al MAXXI fino al 6 aprile. Vi sono una serie di dati che danno in maniera precisa un raffronto tra le nostra città e le maggiori capitali. Ne emerge un quadro in cui vi emergono aspetti positivi e altri negativi. Bellissimo il plastico che conclude l'esposizione. Non mancano quadri dei secoli passati e frasi di scrittori, poeti e pittori che hanno visitato la nostra città. Da non perdere!




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Nella foto di ieri la chiesa dell'Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo al Quarticciiolo. 

     Costruita nel 1954 su progetto dell’arch. Francesco Fornari[1]. La parrocchia è stata istituita dal cardinale vicario Francesco Marchetti Selvaggiani nel 1948. Fu visitata da Giovanni XXIII il 3 marzo 1963 e Giovanni Paolo II il 3 febbraio 1980. Nella parte superiore della facciata c’è una finestra semicircolare e un frontone classico. Interno rettangolare a tre navate suddivise da colonne di marmo rosso alternate a pilastri verdi. L’abside è dominata da una grande vetrata raffigurante l’Ascensione di Gesù al cielo con gli apostoli e Maria. La navata laterale destra termina con una piccola abside nella quale si trova il fonte battesimale sormontato da un bassorilievo raffigurante il Battesimo di Gesù e vetrata circolare con lo Spirito Santo in forma di colomba.


[1] Francesco Fornari. Autore di tantissime chiese di Roma, tra queste: Santa Maria del Carmine e San Giuseppe al Casaletto (1933-34) direzione dei lavori su progetto di Tullio Rossi. San Leonardo da Porto Maurizio ad Acilia nel 1936. Santa Maria del Soccorso 1937-38 direzione dei lavori su progetto di Tullio Rossi. Santa Emerenziana a Tor Fiorenza 1942 direzione dei lavori su progetto di Tullio Rossi. Santa Maria Consolatrice a Casal Bertone 1942-43 direzione dei lavori su progetto di Tullio Rossi. San Pio V a villa Carpegna 1952-53 direzione dei lavori su progetto di Tullio Rossi. San Giustino all’Alessandrino nel 1953. San Barnaba alla Marranella 1956-57 direzione dei lavori su progetto di Tullio Rossi. San Girolamo a Corviale 1960. Santissimo Sacramento a Tor de’ Schiavi 1966-68. Tutti i dati da info.roma.it

lunedì 16 febbraio 2026

Un libro per Roma

 


"Roma, la città dei segreti" di Francesco Rutelli, ed. Newton, è un libro che ci porta per mano alla scoperta della città "più bella del mondo", ma non i monumenti più visitati dal turismo mordi e fuggi, tra le pagine di questo libro si scoprono tanti segreti che solo un amante vero di Roma conosce. Da non perdere!

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Nella foto di ieri la Fondazione d'Arc in via dei Cluniacensi.

     La fondazione d’ARC (Rifugio d’Arte Contemporanea) nasce nel 2024 come spazio espositivo permanente e come centro l’arte contemporanea, con l’intento di ospitare mostre, residenze, eventi, attività culturali e educative. La fondazione nasce dalla collezione privata dei coniugi Giovanni e Clara Floridi, con opere italiane e internazionali del XX e XXI secolo iniziando dal futurismo, passando all’astrattismo, l’arte cinetica e programmata, l’arte povera, il post moderno fino ai linguaggi attuali.

     La fondazione si trova in una ex fabbrica di manufatti in cemento ristrutturata preservando l’assetto architettonico della destinazione originaria. Si sviluppa su un’area di circa 6.000 mq di cui 1.500 dedicati alla collezione permanente e mostre temporanee, un piazzale destinato a parcheggio, un’abitazione destinata a casa studio per residenze di artisti internazionali, un capannone per la produzione artigianale di cornici, telai e arredi di design infine vi è un bistrot per eventi privati. L’intera struttura è alimentata da un impianto fotovoltaico che permette l’autoproduzione del proprio fabbisogno energetico.

     Si segnalano solo alcuni artisti che sono presenti con delle opere (in archivio le foto). NAVATA: He Wei, Schnell, Pomodoro, Turcato, Matta, Perilli, Tirelli, Sanfilippo, Dorazio. SALA1: Uncini, Christo, Pistoletto. SALA2: Ceroli, Festa, Schifano, Angeli, Biasi. SALA3 Vasarely, Haley. SALA4 Fathy, SALA5 Paladino, Cucchi Chia. SALA6 Vedova, Isgrò, Canevari. SALA8 Houseago, Bonafini. Sala9 Takadiwa, Favelli. SALA10 Capogrossi, Consagra.

domenica 15 febbraio 2026

Bellissimo il viadotto del Gelsomino

 


Bellissima passeggiata in bici proposta da VediROMAinBici questa mattina. Da largo Argentina siamo andati sul viadotto del Gelsomino con una meravigliosa vista sulla cupola di San Pietro. Giunti a monte Ciocci abbiamo percorso la ciclabile fino a Monte Mario. Stupenda. Nella foto sopra siamo sul viadotto, nella foto sotto siamo a monte Ciocci.


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Nelle foto di ieri la cosiddetta "Rambla di Pietralata" che si trova lungo via delle Cave di Pietralata nel quartiere omonimo.

sabato 14 febbraio 2026

Nuovi parcheggi di scambio

 


    Via libera della Giunta che identifica 13 siti sui quali realizzare futuri nodi di scambio: non solo parcheggi per auto e moto ma veri e propri hub con servizi per i cittadini con uffici comunali e supermercati. Sorgeranno lungo la metro C e delle ferrovie per Fiumicino, Tivoli e Viterbo. Un  progetto molto ambizioso e giusto, la nostra città necessita di parcheggi di scambio, sempre più bisogna incoraggiare i cittadini a lasciare l'auto e a prendere i bus o metro Atac. Significa un beneficio per tutti. Nella foto sopra il parcheggio di scambio dell'Arco di Travertino.


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Nella foto di ieri la stele che introduce a Pietralata.

venerdì 13 febbraio 2026

Bella la visita alla casa di Sandro Pertini

 


     Nel palazzo sulla destra per chi guarda la fontana, si trova la Casa nella quale dal 1978 vissero Sandro Pertini e Carla Voltolina, qui nel 1990 si spense Pertini e nel 2005 la moglie Carla. Dopo vent’anni di chiusura, nel luglio 2025 è aperto al pubblico l’appartamento con abiti arredi documenti fotografie libri e opere d’arte fino alle celebri 100 pipe tra cui quelle regalate da Enzo Bearzot e Luciano Lama. L’appartamento si compone di una prima sala, del salotto, della sala da pranzo con il caminetto, lo studio privato e la biblioteca, la camera da letto, la cucina e il terrazzo che rappresenta il punto più alto tra i palazzi della piazza.

     Il palazzo Castellani, in cui si trova l’appartamento è dell’Ottocento e fu voluto dall’orafo e collezionista Augusto Castellani che vi abitò fino al 1930. Parte dell’edificio è proprietà di Roma Capitale, altra di Fendi. Sullo stesso pianerottolo della casa Pertini vi era un appartamento in uso del ministro degli Interni, fu usato da Francesco Cossiga e Oscar Luigi Scalfaro. Nell’atrio del palazzo si trova la statua di Saffo dello scultore Roberto Bompiani. 


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Nelle foto di ieri i murales delle Case IACP di Tor Marancia (quartiere Ardeatino).

giovedì 12 febbraio 2026

Al via la riqualificazione del Mandrione

 


Una stupenda notizia per tutti gli abitanti del Tuscolano, Appio Latino e Prenestino Labicano. E' pronto un progetto e sono pronti 7 milioni per la riqualificazione di via del Mandrione, una strada straordinanaria, dalla storia incredibile, tra gli acquedotti dell'antica Roma e un acquedotto rinascimentale, un tempo popolata da baracche di povera gente venuta dal sud in cerca di lavoro, oggi sede di studi di artisti. Nel progetto si prevede una pista ciclabile che si connette con quella della Tuscolana, punti ristoro, arredi urbani, illuminazione, videosorveglianza e zona 30. Il progetto elaborato dal VII Municipio è stato approvato dall'assemblea capitolina. Speriamo presto nella sua realizzazione. Dai quotidiani romani del 9.2.26.