martedì 31 marzo 2026

Un fantastico Stadio Centrale.

 


   Approvata la delibera per la riqualificazione architettonica e funzionale dello stadio Centrale del Foro Italico. L’intervento prevede l’aumento dei posti a sedere fino a 12.500 posti, la realizzazione di quattro terrazze panoramiche sul Tevere e sul Parco, un diaframma vetrato che dialoga con il paesaggio, l’installazione di una copertura di 6.500 mq fissi e 1.700 mobili che trasformare lo stadio Centrale in una struttura polifunzionale.  Percorsi di accesso e deflusso più rapidi e sicuri e accessibili. Dai quotidiani romani del 29.3.26. 

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Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova il ponte che vedi sotto.


Nella foto di ieri villa Farinacci o Casal del Pazzi che si trova nell'omonimo quartiere sulla Nomentana dopo Monte Sacro.

lunedì 30 marzo 2026

Una bella proposta per il quartiere Nomentano

 



C'è un progetto per celebrare le 4 grandi menti vissute vicino piazza Bologna: Grazia Deledda, Rita Levi Montalcini, Enrico Fermi e Luigi Pirandello, se abbiamo capito bene, si tratta di collocare statue nelle strade in cui hanno abitato. Ci sembra una bellissima idea, come esiste a Londra e a Trieste, solo per fare due esempi. In alto: Grazia Deledda e Rita Levi Montalcini; in basso: Enrico Fermi e Luigi Pirandello. Le foto provengono da wikipedia.org.it.

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Una bellissima novità per il parco degli Acquedotti

 


   Parco degli Acquedotti. Il laghetto del parco degli Acquedotti è risultato vincitore del censimento “I luoghi del cuore FAI”. Così ha ottenuto un finanziamento di 106.000 euro per restaurare e valorizzare il laghetto stesso e l’area limitrofa. E' una bellissima notizia per uno dei parchi più belli di Roma, un luogo del cuore, che fa parte del più vasto parco archeologico dell'Appia Antica.

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova il casale/villa che vedi sotto.


Nelle foto di ieri i murales che si trovano all'interno del Santa Maria della Pietà.

domenica 29 marzo 2026

Bella pedalata al Tempio dei Santi degli Ultimi Giorni

 


Quest'oggi con VediROMAinBici abbiamo fatto una bella e lunga pedalata fino al Tempio della Chiesa dei Santi degli Ultimi Giorni, comunemente chiamati Mormoni che si trova in via di Settebagni nelle vicinanze del Centro Commerciale Porta di Roma e del GRA. Abbiamo percorso circa Km 40, ma è stata un'occasione unica per poter conoscere questa religione e il centro dotato di un bellissimo giardino di tre ettari. 


Evviva! Apre al pubblico Gabii!

 


   Ogni sabato e domenica dall’11 aprile al 5 luglio si potrà visitare il parco di Gabii sulla via Prenestina con visite guidate in italiano. Un tesoro di 70 ettari tra campagna e resti archeologici. Il tempio di Giunone Gabina, una lussuosa casa arcaica, probabile dimora di un rex legato ai Tarquini, santuari monumentali, terme e strade. Un sito antichissimo con reperti risalenti a un periodo compreso dall’età del ferro e l’epoca medioevale. Dalla Città Metropolitana in campo 1,5 milioni per dotare di videosorveglianza sette chilometri di percorsi e per illuminare viali, scavi e punti di maggiore interesse. Ci sarà un info point e servizi igienici. La stazione metro C Finocchio diventerà Finocchio Antica Città di Gabii. Dai quotidiani romani del 27.3.26.

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 sai dove si trovano i murales che vedi sotto.




Nelle foto di ieri l'ex Ospedale Santa Maria della Pietà.

sabato 28 marzo 2026

Rinasce una fabbrica di grissini

 


Nella ex fabbrica di grissini di Tor Sapienza sorgeranno trenta case per anziani e rifugiati su iniziativa di Sant’Egidio, a finanziare i lavori Leonardo Maria Del Vecchio quarto figlio del fondatore di Essilux e presidente della Luxottica Italia. Su un’area di 2.400 mq lavori per due anni. Info dai quotidiani romani del 21.3.26. Nella foto la scuola che si trova a piazza De Cupis, cuore di Tor Sapienza.

Buone nuove per il parco di Tor Marancia

 


E' stata aggiudicata la gara per il restauro dei casali che si trovano all'interno del parco di Tor Marancia, è una bellissima notizia perché quel parco merita di essere valorizzato. E’ un’area verde di circa 200 ha, con vincolo paesaggisti ed archeologico dal 1997 grazie ad un soprintendente coraggioso Adriano La Regina, e parco pubblico dal 2002. Si sono sventati così i rischi di cementificazione che gravavano sull’area dai primi anni Novanta.

     Il parco fa parte del Parco Regionale dell’Appia Antica. Ha una forma quadrangolare, si sviluppa tra via Giulio Aristide Sartorio (a Nord), via Ardeatina (a Est), Roma 70 e via di Grotta Perfetta (a Sud) e via Vittore Carpaccio (a Ovest).

     Il parco ha tre ingressi: due sono dal lato di via Giulio Aristide Sartorio, cioè in piazza Lante (dove si trova un punto di informazioni turistiche dell’ente parco Appia Antica) e nella vicina via Francesco Belloni. Un altro ingresso è da viale Londra (lato Grotta Perfetta, Roma 70).


Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova l'ospedale che vedi sotto.



Nella foto di ieri la villa Sette Bassi che si trova sulla destra di via Tuscolana dopo la piazza di Cinecittà. Fa parte del parco della via Appia Antica. Si tratta della più grande villa di Roma dopo quella dei Quintili, sorse nel II secolo, venne sempre chiamata "Roma Vecchia" perché la vastità dei resti archeologici facevano pensare ad una vera e propria città, un'altra  Roma.

venerdì 27 marzo 2026

Buone nuove da Spinaceto!

 


   Roma è tutta una sorpresa, non basta il centro storico, quello racchiuso nelle mura Aureliane, ma anche la periferia è piena di belle sorprese. Di nuovo aperta al pubblico l’area archeologica di Tor de Cenci oggetto di lavori di restauro e valorizzazione curati dalla Soprintendenza. La villa è un esempio significativo di residenza suburbana il cui arco di vita si estende dalla tarda età repubblicana (I se. A.C.) alla fine dell’età imperiale (V sec. d.C.). E’ visitabile dal 25 marzo. Roma non basta una vita!



La Valle dell'Inferno e la fornace Veschi, ricordi della Roma di una volta

 


Rinascono la fornace Veschi e l'auditorium di via Albergotti. Dieci anni fa l'auditorium venne devastato da un incendio, è stato ricostruito, sarà inaugurato nei prossimi giorni, è una sala che dispone di 264 posti e nuovi spazi modulari per teatro, mostre e musica. Stanno per iniziare i lavori preliminari al cantiere che trasformerà la storica fornace Veschi con due milioni di fondi del PNRR, diventerà un centro civico con sale dedicate alla socialità e alla lettura.




Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la villa romana che vedi sotto.



Nella foto di ieri la Torre di Mezzavia che si trova sulla via Tuscolana all'altezza del GRA.

   Così chiamata perché si trova a metà strada tra Roma e Frascati. Ha un ruolo importante perché si trova a cavallo di due strade molto frequentate: la via Tuscolana e la via Latina, il cui tracciato ricalca quello dell’attuale via Anagnina. Si tratta di una torre del XIII secolo sorta su resti di una villa romana mentre una cisterna è sul lato Est. L’edificio è circondato da un muro di pietra, in peperino, alto quasi tre metri, sulla sommità è stato ricavato un camminamento di ronda in legno di cui rimangono i fori d’impalcatura. A costruirla sembra sia stata la famiglia Mardoni, importanti funzionari della Curia romana nel medioevo, addetti all’archivio pontificio.

     Nel 1729, nei pressi della torre il cardinale Melchior de Polignac, ambasciatore francese a Roma, effettua alcuni scavi, dal terreno affiorano: un rilievo che raffigura un personaggio a cavallo e varie statue, una di Esculapio, dio della Medicina, un’altra della dea Salute, un Apollo che suona la cetra e Polimnia, una delle nove muse. Tutte queste opere oggi conservate a Berlino, sono pertinenti a una villa romana di cui si ha notizia solo tra il 1828 e il 1829, della gens Calpurnia. Da: Sara Fabrizi, Storia di Cinecittà Don Bosco, ed. Typimedia, pag.84.

giovedì 26 marzo 2026

Buone nuove per il quartiere Coppedè

 


   Piazza Mincio - il cuore del quartiere Coppedé - sarà pedonalizzata, saranno rimossi gli spartitraffico. L’inaugurazione a breve, al posto degli spartitraffico bianchi e rossi ci saranno colonnotti in travertino. Dai quotidiani romani del 20.3.26.

     Costruito dall’architetto Gino Coppedè[1] tra il 1919 e il 1926, è un incredibile incrocio di linguaggi architettonici che ben ci riportano nell’atmosfera borghese di inizio Novecento. “E’ un tardo episodio liberty, del tutto anacronistico e spaesato. La decorazione è sovrabbondante e fantastica, vi prevalgono gli elementi neo medioevali e manieristici”[2]. Ilaria Beltramme in “101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita”, ed. Newton, 2007, invita a visitare il quartiere Coppedè (pag.278).

     Entrando da via Dora (già via Diagonale, al civico 2 ha abitato Gino Coppedè) abbiamo ai lati i palazzi degli Ambasciatori (completati nel 1921[3]) collegati tra loro attraverso la soluzione scenografica del grande arcone (illuminato da un elegante lampadario in ferro battuto), ornato da un grande mascherone in stucco sorretto da due efebi michelangioleschi. In asse col mascherone, tra le finestre del primo piano l’architetto colloca poi l’emblema dei Medici, probabile omaggio alla sua città Firenze. Verso la torretta d’angolo con via Arno, la decorazione diventa maggiormente ricca: nei bassorilievi si ravvisano figure di donne rappresentate con vasi, incensieri, civette e farfalle, mentre le figure maschili mostrano altri attributi, tra cui un braciere, un gallo e una lepre. La firma dell’architetto va scoperta nell’arcone e precisamente  tra le colonne[4].

     Piazza Mincio è stata riqualificata nel 2010, pedonalizzandola e allargando i marciapiedi in sampietrini (nel novembre 2023 si sta sostituendo la pavimentazione, sarà in sampietrini, i lavori dovrebbero terminare nel dicembre 2023). Al centro della piazza si trova la fontana delle Rane, del 1920 – 24, con grandi conchiglie sorrette da coppie di uomini inginocchiati. Una rivisitazione in chiave ironica della fontana delle tartarughe in piazza Mattei. Otto esemplari del simpatico anfibio compaiono sul bordo del catino superiore, mentre in atto di spiccare un salto gettano zampilli d’acqua nella vasca. Altre quattro rane, più grandi, ritornano al centro delle valve di conchiglia tenute da coppie di giovani che con le gote gonfie spruzzano l’acqua nel bacino più basso polilobato[5]. Nel settembre 2019 / gennaio 2020 la fontana è stata restaurata, tra le criticità il parziale cedimento strutturale di alcuni centimetri verso Est.

     Nel caldo giugno 1965 i Beatles a Roma per un concerto al teatro Adriano di piazza Cavour, si tuffarono completamente vestiti nella fontana, dopo una serata trascorsa con il giornalista Gianni Minà a girare tra i locali, compreso il vicino Piper, da: Dall’Oglio Giustini, Roma fuori centro, ed. Efesto, 2025, pag.91.


[1] Gino Coppedè (Firenze1886- Roma1927) architetto, scultore e decoratore. Fu un artista eclettico, sviluppò un suo stile ornamentale che coincise con i caratteri dello stile liberty. Il suo primo importante lavoro fu il castello Mackenzie (1897-1902) a Genova dove si trasferì. Realizzò ville signorili, progettò l’arredamento dei piroscafi, hotel di lusso, stabilimenti balneari. A Roma ha realizzato anche il palazzo al n. 7 di via Veneto ornato con iscrizioni latine e un’altana a colonne, si tratta della sua ultima opera (1925-27). Aveva sposato, nel 1889, Beatrice Romanelli, figlia dello scultore Pasquale, da lei ebbe tre figlie. E’ sepolto in San Miniato. Da Irene de Guttry, Guida di Roma Moderna, ed. De Luca; da it.wikipedia.org. La notizia del palazzo di via Veneto da: Guida di Roma del Tci, 1993. Il progetto originario prevedeva 18 palazzi e 27 villini, non tutti costruiti. Da rivista: “Roma ieri oggi e domani”, ed. Newton, n. 49.

[2] Riferimento da Irene de Guttry, Roma moderna, ed. De Luca, 1989.

[3] Palazzi degli ambasciatori. La notizia dell’anno di fine lavori dalla rivista: “Roma ieri, oggi e domani”, ed. Newton, n.49, anche scritto sulla facciata del palazzo stesso.

[4] Palazzi degli Ambasciatori. Le notizie da: Pratesi – Rendina (a cura di), Roma liberty. Fascino e storia di uno stile. Palombi editore, 2001.

[5] Fontana delle Rane. Le notizie da : Pratesi – Rendina, cit. Invece per la rivista “Roma ieri, oggi e domani”, ed. Newton, n. 49, la fontana è del 1925.