venerdì 27 marzo 2026

Buone nuove da Spinaceto!

 


   Roma è tutta una sorpresa, non basta il centro storico, quello racchiuso nelle mura Aureliane, ma anche la periferia è piena di belle sorprese. Di nuovo aperta al pubblico l’area archeologica di Tor de Cenci oggetto di lavori di restauro e valorizzazione curati dalla Soprintendenza. La villa è un esempio significativo di residenza suburbana il cui arco di vita si estende dalla tarda età repubblicana (I se. A.C.) alla fine dell’età imperiale (V sec. d.C.). E’ visitabile dal 25 marzo. Roma non basta una vita!



La Valle dell'Inferno e la fornace Veschi, ricordi della Roma di una volta

 


Rinascono la fornace Veschi e l'auditorium di via Albergotti. Dieci anni fa l'auditorium venne devastato da un incendio, è stato ricostruito, sarà inaugurato nei prossimi giorni, è una sala che dispone di 264 posti e nuovi spazi modulari per teatro, mostre e musica. Stanno per iniziare i lavori preliminari al cantiere che trasformerà la storica fornace Veschi con due milioni di fondi del PNRR, diventerà un centro civico con sale dedicate alla socialità e alla lettura.




Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la villa romana che vedi sotto.



Nella foto di ieri la Torre di Mezzavia che si trova sulla via Tuscolana all'altezza del GRA.

   Così chiamata perché si trova a metà strada tra Roma e Frascati. Ha un ruolo importante perché si trova a cavallo di due strade molto frequentate: la via Tuscolana e la via Latina, il cui tracciato ricalca quello dell’attuale via Anagnina. Si tratta di una torre del XIII secolo sorta su resti di una villa romana mentre una cisterna è sul lato Est. L’edificio è circondato da un muro di pietra, in peperino, alto quasi tre metri, sulla sommità è stato ricavato un camminamento di ronda in legno di cui rimangono i fori d’impalcatura. A costruirla sembra sia stata la famiglia Mardoni, importanti funzionari della Curia romana nel medioevo, addetti all’archivio pontificio.

     Nel 1729, nei pressi della torre il cardinale Melchior de Polignac, ambasciatore francese a Roma, effettua alcuni scavi, dal terreno affiorano: un rilievo che raffigura un personaggio a cavallo e varie statue, una di Esculapio, dio della Medicina, un’altra della dea Salute, un Apollo che suona la cetra e Polimnia, una delle nove muse. Tutte queste opere oggi conservate a Berlino, sono pertinenti a una villa romana di cui si ha notizia solo tra il 1828 e il 1829, della gens Calpurnia. Da: Sara Fabrizi, Storia di Cinecittà Don Bosco, ed. Typimedia, pag.84.

giovedì 26 marzo 2026

Buone nuove per il quartiere Coppedè

 


   Piazza Mincio - il cuore del quartiere Coppedé - sarà pedonalizzata, saranno rimossi gli spartitraffico. L’inaugurazione a breve, al posto degli spartitraffico bianchi e rossi ci saranno colonnotti in travertino. Dai quotidiani romani del 20.3.26.

     Costruito dall’architetto Gino Coppedè[1] tra il 1919 e il 1926, è un incredibile incrocio di linguaggi architettonici che ben ci riportano nell’atmosfera borghese di inizio Novecento. “E’ un tardo episodio liberty, del tutto anacronistico e spaesato. La decorazione è sovrabbondante e fantastica, vi prevalgono gli elementi neo medioevali e manieristici”[2]. Ilaria Beltramme in “101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita”, ed. Newton, 2007, invita a visitare il quartiere Coppedè (pag.278).

     Entrando da via Dora (già via Diagonale, al civico 2 ha abitato Gino Coppedè) abbiamo ai lati i palazzi degli Ambasciatori (completati nel 1921[3]) collegati tra loro attraverso la soluzione scenografica del grande arcone (illuminato da un elegante lampadario in ferro battuto), ornato da un grande mascherone in stucco sorretto da due efebi michelangioleschi. In asse col mascherone, tra le finestre del primo piano l’architetto colloca poi l’emblema dei Medici, probabile omaggio alla sua città Firenze. Verso la torretta d’angolo con via Arno, la decorazione diventa maggiormente ricca: nei bassorilievi si ravvisano figure di donne rappresentate con vasi, incensieri, civette e farfalle, mentre le figure maschili mostrano altri attributi, tra cui un braciere, un gallo e una lepre. La firma dell’architetto va scoperta nell’arcone e precisamente  tra le colonne[4].

     Piazza Mincio è stata riqualificata nel 2010, pedonalizzandola e allargando i marciapiedi in sampietrini (nel novembre 2023 si sta sostituendo la pavimentazione, sarà in sampietrini, i lavori dovrebbero terminare nel dicembre 2023). Al centro della piazza si trova la fontana delle Rane, del 1920 – 24, con grandi conchiglie sorrette da coppie di uomini inginocchiati. Una rivisitazione in chiave ironica della fontana delle tartarughe in piazza Mattei. Otto esemplari del simpatico anfibio compaiono sul bordo del catino superiore, mentre in atto di spiccare un salto gettano zampilli d’acqua nella vasca. Altre quattro rane, più grandi, ritornano al centro delle valve di conchiglia tenute da coppie di giovani che con le gote gonfie spruzzano l’acqua nel bacino più basso polilobato[5]. Nel settembre 2019 / gennaio 2020 la fontana è stata restaurata, tra le criticità il parziale cedimento strutturale di alcuni centimetri verso Est.

     Nel caldo giugno 1965 i Beatles a Roma per un concerto al teatro Adriano di piazza Cavour, si tuffarono completamente vestiti nella fontana, dopo una serata trascorsa con il giornalista Gianni Minà a girare tra i locali, compreso il vicino Piper, da: Dall’Oglio Giustini, Roma fuori centro, ed. Efesto, 2025, pag.91.


[1] Gino Coppedè (Firenze1886- Roma1927) architetto, scultore e decoratore. Fu un artista eclettico, sviluppò un suo stile ornamentale che coincise con i caratteri dello stile liberty. Il suo primo importante lavoro fu il castello Mackenzie (1897-1902) a Genova dove si trasferì. Realizzò ville signorili, progettò l’arredamento dei piroscafi, hotel di lusso, stabilimenti balneari. A Roma ha realizzato anche il palazzo al n. 7 di via Veneto ornato con iscrizioni latine e un’altana a colonne, si tratta della sua ultima opera (1925-27). Aveva sposato, nel 1889, Beatrice Romanelli, figlia dello scultore Pasquale, da lei ebbe tre figlie. E’ sepolto in San Miniato. Da Irene de Guttry, Guida di Roma Moderna, ed. De Luca; da it.wikipedia.org. La notizia del palazzo di via Veneto da: Guida di Roma del Tci, 1993. Il progetto originario prevedeva 18 palazzi e 27 villini, non tutti costruiti. Da rivista: “Roma ieri oggi e domani”, ed. Newton, n. 49.

[2] Riferimento da Irene de Guttry, Roma moderna, ed. De Luca, 1989.

[3] Palazzi degli ambasciatori. La notizia dell’anno di fine lavori dalla rivista: “Roma ieri, oggi e domani”, ed. Newton, n.49, anche scritto sulla facciata del palazzo stesso.

[4] Palazzi degli Ambasciatori. Le notizie da: Pratesi – Rendina (a cura di), Roma liberty. Fascino e storia di uno stile. Palombi editore, 2001.

[5] Fontana delle Rane. Le notizie da : Pratesi – Rendina, cit. Invece per la rivista “Roma ieri, oggi e domani”, ed. Newton, n. 49, la fontana è del 1925.

Notte prima degli esami 3.0, un bel film

 


   E' nelle sale, in questi giorni, il film "Notte prima degli esami 3.0" diretto da Tommaso Renzoni, al suo debutto alla regia, co-sceneggiato con Fausto Brizzi, con Tommaso Cassissa, Sabrina Ferilli, Gianmarco Tognazzi. Il film è ambientato a Roma (si vede il Pincio e altri luoghi di Roma), creato in occasione dei 20 anni di "Notte prima degli esami". E' un film veramente piacevole, è un ritratto positivo dei giovani di oggi che si trovano alla vigilia della maturità e vivono fra amori segreti, tradimenti ed amicizie messe a dura prova con piani disperati per ingannare la professoressa più terribile e odiata dagli studenti, quella di italiano la prof. Castelli, ovvero Sabrina Ferilli. C'è anche spazio per avere dal vivo la canzone di Antonello Venditti. Complessivamente un film che lascia bene.

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la torre che vedi sotto.


Nella foto di ieri la stazione del tram Termini - Capannelle che era anche la linea tramviaria dei Castelli.

mercoledì 25 marzo 2026

Buone nuove per Corviale

 


Corviale è un quartiere di Roma noto per avere un palazzo lungo un chilometro che a sua volta ha ispirato un film sul progetto di riqualificazione "Scusate se esisto" con Paola Cortellesi e Raul Bova. In queste ore si sta lavorando al Pala Corviale, un palazzetto per attività sportive in via Lanfranco Maroi, sulla sinistra della via Portuense uscendo da Roma. La consegna dei lavori entro luglio. E' bello vdere che anche questa parte della città sta migliorando e offre opportunità ai giovani.


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Gulistan alla Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea

 


Alla Galleria fino all'8 aprile è possibile vedere la mostra "Gulistan. Time Garden" a cura di Gabriele Simongini. L'esposizione presenta 45 opere dell'artista cinese che vuole creare un ponte tra Oriente e Occidente con uno stile che unisce calligrafia orientale e astrazione moderna. 




Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la stazione che vedi sotto.


Nella foto di ieri il sepolcro di via Bisignao o Tempio di Coriolano che si trova allo Statuario presso la via Appia Nuova.

     L’edificio sorge lungo una deviazione della via Appia che conduceva a Castrimoenium, oggi Marino. Si tratta di un sepolcro a pianta quadrata, costituita da due camere sovrapposte, quella inferiore era la cella funeraria illuminata da strette finestrelle e coperta da volta a crociera di cui rimangono solo i pennacchi agli angoli delle pareti. La camera superiore, destinata ai riti funerari, era decorata da una nicchia per lato, contenenti i ritratti dei defunti. Anche questo ambiente era coperto da una volta a crociera di cui restano i pennacchi. L’esterno è in laterizi: mattoni gialli per la cortina e rossi per le decorazioni. E’ simile alla Sedia del Diavolo e al tempio del Dio Redicolo in Caffarella. Datato al II secolo d.C. Nel medioevo fu torre di guardia. 

martedì 24 marzo 2026

Bello il nuovo volto del lato Sud del Colosseo

 



     Il giorno 18 di questo mese sono terminati i lavori dell'area Sud del Colosseo con una nuova pavimentazione e 44 blocchi in travertino che citano gli antichi pilastri che fungeranno da sedute. Il progetto firmato da Stefano Boeri e approvato dalla soprintendenza, riceve critiche da parte di alcuni come sempre quando si fanno grandi cambiamenti nel centro storico. Lo trovo piacevole.

Avanza il GRAB



Vanno avanti i lavori per realizzare il GRAB, il Grande Raccordo Anulare delle Bici, un anello intorno Roma di oltre 50 Km con partenza e arrivo dal Colosseo. E' stato completato in questi giorni il tratto di via Celio Vibenna, praticamente intorno al Colosseo. Più piste ciclabili, più gente invogliata a lasciare la macchina a casa e prendere la bici. Per una città con meno traffico e meno inquinata, via le piste ciclabili! viva la bici!


In molti ritornammo


 

Venerdì prossimo non si può mancare alla presentazione di questo libro della mia amica Chiara Novelli.

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova il sepolcro che vedi sotto.


Nella foto di ieri un obelisco posto lungo la via Appia Nuova negli anni Quaranta dopo lavori di bonifica nell'area che permisero le abitazioni allo Statuario (presso Capannelle).

lunedì 23 marzo 2026

Una nuova piazza per il MAXXI

 


La piazza interna del MAXXI diventerà una vera oasi, sarà triplicata la superficie verde di piazza Alighiero Boetti ed entro l'estate il Museo delle Arti del XXI secolo avrà un nuovo volto.


Prende forma il parco di Centocelle

 


    Vanno avanti i lavori nel parco di Centocelle, si profila la fine dei lavori per luglio. Gran parte dell’area sulla via Casilina è stata bonificata, si apriranno nuovi accessi su via Centocelle e via degli Angeli. Con i suoi 126 ettari custodisce sette ville romane di età Repubblicana (di nuovo sotterrate) una fitta rete di cunicoli sotterranei e la cosiddetta metro di Mussolini. Già piantumati 500 alberi, realizzata area ludica. A luglio ci saranno sette ingressi anche sul lato del quartiere Don Bosco, la piazza avrà una fontana a raso e parcheggio (progettata per accogliere eventi), ci sarà la casa del parco dove c'era un benzinaio e un playground dove era la pista di atterraggio e decollo (lunga 350 metri, sport vari per non consumare verde). I tracciati dei sentieri realizzati dopo la bonifica saranno tutti percorribili, mentre le finiture arriveranno per ultime (brecciolino). Gli autodemolitori erano 30 ne sono rimasti 4. Sarà recuperato il tracciato del tunnel di Mussolini, diventerà una passeggiata botanica con percorsi ciclopedonali. Dai quotidiani romani del 21.3.26.