sai come si chiama e dove si trova la guglia della cupola che vedi sotto.
Nelle foto di ieri la chiesa di Don Bosco che si trova a Cinecittà (quartiere omonimo).
La chiesa opera di Gaetano
Rapisardi,
che è autore anche della piazza, la prima pietra venne posta il 12 settembre
1952 dal cardinale vicario Clemente Micara, fu consacrata il 2 maggio 1959 dal
papa Giovanni XXIII. Per l’occasione arrivarono da Torino le sacre spoglie di
San Giovanni Bosco. Gran parte degli interni era ancora da realizzare, solo nel
1964 fu ultimato. Ha il titolo di Basilica Minore. E’ a forma di
parallelepipedo, su cui sovrasta una grandiosa cupola orientaleggiante visibile
da vari punti di Roma (es. parco degli Acquedotti, Appia Antica, Parco di
Centocelle, Terrazza del Vittoriano, sembra che sia la terza cupola più grande
di Roma dopo San Pietro e il Pantheon, ha 40 metri di diametro). Una seconda
cupola più piccola è dietro, dove vi sono anche due campanili gemelli con un
concerto di nove campane fuse a Bassano del Grappa, si tratta di uno dei più
grandi concerti di campane di Roma.
Contiene circa 70 opere
d’arte e 100 vetrate. Sono 50 gli artisti, tra i migliori del Novecento, che
hanno lavorato per la chiesa, tra questi: Marcello Avenali, Giovanni
Brancaccio, Venanzo Crocetti, Pericle Fazzini, Emilio Greco, Francesco Messina,
Alessandro Monteleone, Attilio Selva.
La cupola è coronata da
statue di bronzo di Alessandro Monteleone. Nella facciata si apre un portico a tre
fornici: quello mediano è sormontato da un altorilievo raffigurante il Santo
titolare fra Angeli e giovinetti, di Arturo Dazzi,
mentre quelli laterali incorniciano le statue degli Arcangeli Gabriele e
Michele, di Ercole Drei;
nelle nicchie le statue di San Francesco di Sales, di Giovanni Amoroso, di San
Giuseppe Cafasso di Antonello Venditti, di Pio IX e Pio XI (che ha canonizzato
don Bosco) di Francesco Nagni. Sotto il portico si aprono cinque porte bronzee,
sulla porta centrale è scritto il motto di Don Bosco: “Da mihi animas caetera
tolle”, cioè “Lasciami le anime prenditi il resto”. Tale porta è ornata di
bassorilievi di Federico Papi (con sottotitoli) e le due estreme sormontate
dalle statue bronzee del Redentore e di San Giovanni Battista di Attilio Selva.