giovedì 4 marzo 2021

Il monumento più brutto alla Resistenza

    Il mio è un giudizio assolutamente personale, è assolutamente estetico, non ho nulla contro la Resistenza, anzi, al contrario sono debitore ai tanti italiani che hanno lottato e sono morti per la libertà di tutti noi. Ma assolutamente non capisco il significato di questo monumento che si trova in largo delle Sette Chiese nel cuore della Garbatella.



Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la chiesetta che vedi sotto.


Nella foto di ieri il punto in cui il fiume Almone o marana della Caffarella finisce intubato.

mercoledì 3 marzo 2021

Lettera aperta della Fiab al presidente del consiglio Draghi

 Facciamo nostra la lettera appello inviata dalla Fiab, Federazione Italiana Amici della Bicicletta, per promuovere l'uso della bici come mezzo ecologico che tende a superare il problema del traffico nelle grandi città con il conseguente problema dell'inquinamento. Queste in sintesi le proposte contenute:

1. Istituire una Direzione per la mobilità ciclistica all'interno del Dipartimento trasporti.

2. Attribuire a un Sottosegretario con competenze e sensibilità adeguate le deleghe per la ciclabilità, mobilità attiva e micromobilità elettrica in combinazione con quelle relative al Codice della Strada e alla sicurezza stradale.

3. Confermare nella Segreteria tecnica del Ministro una persona dedicata alla ciclabilità e alla micromobilità elettrica con il compito di tenere il raccordo con le associazioni e tra queste e le varie direzioni del MIT.

4. Individuare la nuova figura del "Bike Manager" all'interno della struttura tecnica di missione, con l'obiettivo di sovrintendere all'attuazione della legge 2/2018 e più in generale verificare l'attuazione degli obiettivi del Ministro in questo settore.

5. Recuperare e completare il lavoro, ora sospeso, sul regolamento del Codice della Strada per la moderazione del traffico.


Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova questo punto di Roma nel quale il fiume Almone, o marana della Caffarella, finisce intubato.

Nella foto di ieri le campane del vetro di viale della Primavera.

martedì 2 marzo 2021

Finalmente aperto al pubblico il Mausoleo di Augusto

 Da oggi è aperto al pubblico il  mausoleo di Augusto. Dagli anni Trenta era inaccessibile. E' stato fatto un lavoro meraviglioso. E' stupefacente! Consiglio a tutti una visita.

     Noto anche come Augusteo è la tomba dell'imperatore Augusto e della sua famiglia, si tratta del più imponente monumento funerario del I secolo a.C. sorse in un'area chiamata Campo Marzio.

     Il Mausoleo di Augusto fu iniziato nel 29 a.C. al ritorno da Alessandria del primo imperatore dei romani dopo che aveva visitato l'Egitto e dove aveva visto la tomba di Alessandro Magno ispirata a quella di Alicarnasso.


     Il primo ad essere sepolto nel Mausoleo fu Claudio Marcello, nipote di Augusto, a cui è intitolato anche il teatro, tale sepoltura avvenne nel 23 a.C. Seguirono la madre di Augusto Azia Maggiore, Marco Vipsanio Agrippa, Druso Maggiore, Lucio e Gaio Cesare. Augusto venne sepolto nel 14 seguito da Germanico e Livia. Non sappiamo se vi furono sepolti Vespasiano e Claudio. L'imperatore Caligola vi portò le ceneri della madre Agrippina e dei fratelli. La figlia di Augusto Giulia Maggiore e l'imperatore Nerone vennero invece esclusi per indegnità. L'ultimo ad essere sepolto fu Nerva nel 98, mentre il suo successore Traiano venne cremato e le sue ceneri poste ai piedi della colonna Traiana. L'ultima ad esservi sepolta fu Giulia Domna, nel 217, moglie di Settimio Severo, che sosteneva di discendere dalla famiglia Julia. 



     Il monumento venne per secoli saccheggiato e deturpato, trasformato in fortezza dai Colonna (detta l'Agosta conquistata e smantellata da papa Gregorio IX), utilizzato come cava di materiali, addirittura fu trasformato in una terrazza per la coltivazione della vite, ospizio per signore indigenti, teatro e da ultimo come sala da concerti detta l'Augusteo. Nel 1354 venne utilizzato per cremare il corpo di Cola di Rienzo ucciso durante un tumulto e trascinato fin qui per sfregio per le strade della città. L'urna che conteneva le ceneri di Agrippina Maggiore, madre di Caligola, fu trasformata in contenitore e unità di misura di granaglie, usata al mercato del Campidoglio, piena conteneva una rubiatella ovvero un quintale di cereali. Su di essa venne inciso lo stemma del Comune di Roma sorretto da un balestriere. Oggi è conservata ai musei Capitolini. Dal Cinquecento, a cura della famiglia Soderini, venne adattato ad arena ed utilizzato per le giostre, esercitazioni di giovani romani sulla groppa di tori o bufale, in quegli anni il luogo venne chiamato Corea dal nome dell'impresario di tali giostre il portoghese Vincenzo Corea, tali esibizioni vennero abolite nel 1829. Il banchiere Telfmer, ai primi del Novecento, lo coprì con un lucernaio e lo trasformò  in sala da spettacoli, quindi magazzino, poi studio dello scultore Chiaradia che vi modellò la statua di Vittorio Emanuele II posta sul Vittoriano. Dal 1905 il Comune di Roma lo adattò a sala da concerti, prese così il nome di Auditorium Augusteo (salirono sul podio Arturo Toscanini, Richard Strauss, Gustav Mahler e Pietro Mascagni). La programmazione musicale durò fino al 1930 quando la sala venne demolita per i lavori di scavo e indagine archeologica. In base al piano regolatore del 1931 il monumento venne liberato dall'interramento e dalle strutture che vi si erano appoggiate. La piazza realizzata tra il 1937 e il 1940 si deve all'architetto Vittorio Ballio Morpurgo[1] che si ispirò ad uno stile freddamente monumentale. Contestualmente si ebbe l'isolamento delle chiese di San Carlo al Corso (abside con le due gigantesche statue di San Carlo di Attilio Selva e di Sant'Ambrogio di Arturo Dazzi), di San Rocco e San Girolamo degli Illirici o dei Croati (più vicina a via Tomacelli).



[1] Vittorio Ballio Morpurgo (Roma1890 - 1966) casa d'abitazione in via Sannio via Ardea, ministero degli Affari Esteri (in coll.). Nel dopoguerra:  torre dei Molini Pantanella in via Casilina, quartiere Ina Casa Torre Spaccata (in coll.), palazzo della Esso all'Eur in  p.le dell'Industria (con Luigi Moretti). E' stato docente universitario e preside della facoltà di Architettura.

Sei romano de Roma se...

 sai dove si trovano questi contenitori del vetro ricoperti di dipinti.


Nella foto di ieri il Centro Commerciale Primavera nella via omonima di Centocelle.

lunedì 1 marzo 2021

Una fantastica notizia: VediROMAinBici su Bell'Italia!

    


      La prestigiosa rivista mensile Bell'Italia, nel numero di marzo da oggi in edicola, pubblica un articolo su VediROMAinBici. E' una bellissima promozione per questa associazione che svolge da anni una meritevole promozione culturale e sportiva che porta a valorizzare le bellezze storico, artistiche e naturalistiche della nostra città. Viva VediROMAinBici!

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova il viale e centro commerciale che vedi sotto.


Nelle foto di ieri via  delle Gardenie a Centocelle.

domenica 28 febbraio 2021

Villa dei Sette Bassi e parco degli Acquedotti in bici!

 Splendida giornata di sole, con la bici abbiamo raggiunto il parco degli Acquedotti e visitato la villa dei Sette Bassi. Stupenda! Grazie al nostro amico Paolo che ci ha fatto da guida e a VediROMAinBici che ha organizzato la splendida pedalata.



Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova il viale che vedi sotto.


Nella foto di ieri via Tor de Schiavi a Centocelle.

sabato 27 febbraio 2021

Viva il Giro d'Italia!

 

   Mercoledì è stato presentato il Giro d’Italia 2021 che partirà da Torino sabato 8 maggio e terminerà a Milano domenica 30 maggio. 21 tappe, due giorni di riposo, 3.450 Km con due tappe a cronometro, la prima e l’ultima, otto arrivi in salita e sei tappe per velocisti. Sarà anche un modo per ricordare i 700 anni dalla morte di Dante (con la tappa Ravenna – Verona), i 90 anni dalla prima maglia rosa, i 160 anni dell’Unità d’Italia (1861-2021) e il centenario della nascita di Alfredo Martini (il Giro passerà da Sesto Fiorentino), corridore dell’epoca di Coppi e Bartali poi grande direttore sportivo della nazionale di ciclismo. Nel corso del Giro i corridori dovranno affrontare 35 Km di sterrato prima di arrivare a Montalcino, saliranno sull’altopiano delle Rocche per un arrivo a Campo Felice, passeranno da Ponte a Ema (paese di Bartali), arriveranno a Gorizia – Nova Gorica che sarà capitale europea della cultura nel 2025, faranno tappa a Cortina (tappone da 5.700 metri di dislivello) che sarà olimpica nel 2026. Tra le montagne da affrontare c’è lo Zoncolan (gli ultimi due chilometri al 27% di pendenza), le Dolomiti con Marmolada, Pordoi (Cima Coppi) e Glau. La Rai trasmetterà 17 tappe su 21 in diretta integrale. L’edizione 104 del Giro presenta due brevi sconfinamenti in Slovenia e in Svizzera.

   Chi saranno i protagonisti? Tra i campioni che hanno assicurato la loro partecipazione ci saranno Vincenzo Nibali (vincitore di un Tour, due Giri e della Vuelta), Filippo Ganna (campione del mondo a cronometro, vincitore di quattro tappe al Giro 2020), il giovanissimo belga Evenepoel (nato nel 2000), annunciato come un futuro Eddy Merkx, il velocista slovacco Peter Sagan (tre titoli mondiali, Fiandre, Roubaix), Bardet, Pinot, l’australiano Hindley (che ha perso il Giro dello scorso anno all’ultima tappa, chiudendo al secondo posto), lo spagnolo Mikel Landa.


Nelle foto dall'alto in basso: Filippo Ganna, Vincenzo Nibali e Peter Sagan.

 

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la via che vedi sotto.

Nella foto di ieri via Prenestina altezza Borgo Don Bosco.

venerdì 26 febbraio 2021

Dove si trova il tombino amato da folle di turisti?

    All'interno della chiesa di Santa Maria in Cosmedin, più precisamente nel portico, in fondo a sinistra, si trova la Bocca della Verità. 

     Si tratta di un mascherone che rappresenta un volto maschile barbato con occhi, naso e bocca forati. Gode di fama antica e leggendaria. Nei Mirabilia Urbis (guida medioevale per pellegrini) gli viene attribuito un potere di pronunciare oracoli. Un testo tedesco del XII secolo riferisce dell'imperatore Giuliano indotto dal mascherone (Mercurio = diavolo) a ripristinare la fede pagana. Ancora nel Medioevo si attribuiva a Virgilio la creazione della Bocca per risolvere questioni pendenti di infedeltà tra mariti e mogli.  Ma la più celebre leggenda risale al XV secolo, una imperatrice romana, accusata di adulterio, si salva con uno stratagemma. Prima di introdurre la mano nella bocca il suo amante l'abbraccia e la bacia, così può dichiarare. "Nessuno al di fuori di mio marito e di quest'uomo mi ha mai abbracciato e baciato". Celebre la scena del film “Vacanze romane” (1953) con Gregory Peck e Audrey Hepburn, nel quale l'attore accompagna la principessa (Audery Hepburn) in una fantastica passeggiata per Roma, giunti davanti alla Bocca della Verità finge di averla mozzata.

     La foto è stata trovata in internet, e quindi considerata di pubblico dominio. Vi prego di avvertirmi in caso di un'involontaria violazione del copyright in modo che io provveda subito all'eliminazione dell'immagine usata per errore. 

Roma, non basta una vita! 

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la strada che vedi sotto.

Nella foto di ieri via dei Platani a Centocelle.

giovedì 25 febbraio 2021

Dov'è Cecafumo?

 


     Un nome così curioso desta sorpresa, eppure a Roma – fino agli anni Cinquanta del Novecento - c’era un quartiere con questo nome. Ancora oggi se percorrete la via Tuscolana, dopo la discesa del Quadraro, sulla destra troverete un gruppo di case lunghe e strette, con il tetto spiovente, ad un solo livello, erano sicuramente delle stalle. Qui era Cecafumo. Il nome deriva dalla presenza di una osteria che aveva un camino che non tirava, quindi il fumo restava all’interno del locale. Eravamo ai margini della città. Dall’inizio del Novecento molte famiglie si trasferirono dalle campagne del Lazio alla città in cerca di lavoro, molti uomini andarono a lavorare come muratori, in quegli anni c’era bisogno di manodopera per le tante costruzioni di cui una moderna capitale europea aveva bisogno. Molti si andarono a stabilire lungo gli archi dell’acquedotto Felice, nelle vicinanze, altri costruirono modeste casupole al Quadraro, altri ancora in queste stalle – forse di proprietà dei Torlonia – adattate ad abitazioni. Con il tempo le case vennero migliorate, ma Cecafumo conservò la sua specificità staccata tanto dal Quadraro quanto da Roma. Oltre solo campagna. Bisogna aspettare il dopoguerra, anzi gli anni Sessanta, per veder nascere Cinecittà che inglobò il tutto. Le foto sono state scattate dall’autore di questo post. Roma, non basta una vita.