sai come si chiama e dove si trova la villa che vedi sotto.
Nella foto di ieri le catacombe di Domitilla.
Si tratta di una delle più vaste
di Roma con 17 Km di gallerie e corridoi distribuiti in quattro differenti
livelli per un totale di 150.000 sepolture. Visitandole si ha la possibilità di
conoscere più da vicino alcuni aspetti della vita dei cristiani dei primi secoli.
La catacomba si trova nell’antico praedium Domitillae, attestato da fonti
letterarie e da ritrovamenti epigrafici. L’area fu donata ai cristiani da
Flavia Domitilla, nipote dell’imperatore Vespasiano tra la fine del II secolo e
l’inizio del III. Fin dall’antichità la
catacomba è conosciuta come luogo di sepoltura dei martiri Nereo e Achilleo. Il
loro martirio avvenne nel V o VI secolo, benché fantasiosa è molto ricca di
particolari. La tradizione afferma pure che qui si trova la figlia di san
Pietro, santa Petronilla. L’errore risale alla derivazione del nome: Petrus
anziché Petronius.
Scavi archeologici del Novecento hanno
portato alla luce un cimitero di età repubblicana e tardo imperiale. Un altro
cimitero sotterraneo si sviluppò invece nel II – III secolo. Papa Damaso
trasformò il luogo in santuario e divenne luogo di pellegrinaggi. Abbandonata e
dimenticata fu scoperta da Antonio Bosio alla fine del Cinquecento e studiata
da Giovanni Battista De Rossi nella metà dell’Ottocento.
Dall’attuale ingresso si accede alla
basilica di Nereo e Achilleo, databile fra il 390 e il 295, nella zona
dell’abside sono stati scoperti i resti del ciborio edificato sopra la tomba
dei martiri. La regione più conosciuta è quella denominata ipogeo dei Flavi, è
del II secolo, di carattere familiare e in origine pagano, è formata da
un’ampia galleria con ricca decorazione, su di essa si aprono quattro nicchioni
ove erano i sarcofagi dei membri più importanti della famiglia, in fondo i
servi e liberti.