Ogni anno il comune di Roma spende mezzo milione di euro per ripulire i muri,cioè cancellare graffiti, frasi, simboli e offese da edifici e vie di sua competenza. E' terribile! Se si potesse fare qualcosa per eliminare o almeno diminuire questo problema!
In bici per Roma
Il blog di chi scopre Roma dal sellino della bici
sabato 25 aprile 2026
Sei romano de Roma se...
sai come si chiama e dove si trova il museo che vedi sotto.
Nella foto di ieri la villa dei Quintili che si trova tra l'Appia Antica e la via Appia Nuova.
venerdì 24 aprile 2026
Quando riapre un cinema è sempre una bella notizia!
Riapre il cinema Palazzo in piazza dei Sanniti, nel quartiere San Lorenzo. Occupato nel 2011, sgomberato nel 2020 ha riaperto come centro culturale multifunzionale. La gestione affidata a Luca Carinci, ideatore dll’Alcazar a Trastevere. Sarà la Settima Arte. Venne eretto nel 1931 come cinema teatro. Dai quotidiani romani del 20.4.26.
Sei romano de Roma se...
sai come si chiamano e dove si trovano i resti archeologici che vedi sotto.
Nella foto di ieri alcuni ambienti interni della villa Capo di Bove sull'Appia Antica.
giovedì 23 aprile 2026
Che bello il pergolato del Campidoglio!
Per il Natale di Roma riaperto il pergolato che tra la cordonata e la scalinata dell’Ara Coeli, giunge sulla piazza del Campidoglio. Il percorso è arricchito da uno spettacolare glicine, questo luogo venne progettato da Gioacchino Ersoch nel 1881 al fine di permettere di salire sul colle nelle giornate calde dell'estate al riparo dal sole. Roma è sempre una magia! Roma, non basta una vita!
Sei romano de Roma se...
sai come si chiama e dove si trova la villa che vedi sotto.
Nella foto di ieri la villa Capo di Bove sull'Appia Antica.
Siamo al IV miglio della via Appia, m. 450 dopo la tomba di Cecilia Metella. Costruita nel 1947. Acquistata nel 2002 dal ministero dei Beni Culturali, su proposta della Soprintendenza, per un milione e mezzo di euro esercitando il diritto di prelazione su un bene vincolato. Si tratta di un'area di 8500 mq, è diventata dal 2008 la sede del CENTRO di DOCUMENTAZIONE dell'APPIA e sede dell'ARCHIVIO CEDERNA[1], il giornalista e scrittore che si è battuto per la salvaguardia della strada e non solo. L’Archivio Cederna contiene 4.000 pezzi, anche ricordi personali come un quaderno di IV elementare. Il fondo si compone di materiali che coprono un arco cronologico che va dagli anni Quaranta agli anni Novanta del Novecento: - circa 1.500 unità archivistiche ordinate in fascicoli e buste contenenti corrispondenza ufficiale, manoscritti, prime stesure di pubblicazioni, materiale riguardante argomenti di tutela paesaggistica, legislazione su tali temi; - mappe e planimetrie, - collezione fotografica. E’ anche conservata la biblioteca di Antonio Cederna composta di 4.000 volumi di diverso argomento (archeologia, storia di Roma, urbanistica, ambiente). Sono in corso lavori di digitalizzazione dell’intero complesso documentario.
[1] Antonio Cederna (Milano 1921 – Sondrio 1996), archeologo, giornalista e ambientalista, ha dedicato la sua vita alla difesa del patrimonio ambientale-storico-artistico italiano, esendone un pioniere, proprio negli anni del boom economico. Fratello di Camilla Cederna, dopo la laurea in archeologia e il diploma di perfezionamento alla scuola di Roma, lavora con Lucos Cozza a Carsoli. Abbandona l’attività di archeologo per dedicarsi a campagne di stampa sui temi della difesa dell’ambiente. Giornalista del Mondo, del Corriere della Sera, dell’Espresso e dopo la sua fondazione de la Repubblica. Nel 1955 fu fondatore di Italia Nostra, è stato consigliere comunale di Roma e deputato al Parlamento.
mercoledì 22 aprile 2026
Della stazione Colosseo della metro C parla tutto il mondo!
La BBC celebra la Metro C con un lungo reportage è stato dedicato alla stazione museo del Colosseo aperta a fine 2025. Roma riesce sempre a sorprendere, non solo noi romani, da migliaia di anni è nel cuore di tutti. Roma, non basta una vita!
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sai come si chiama e dove si trova la villa che vedi sotto.
Nella foto di ieri le catacombe di Domitilla.
Si tratta di una delle più vaste di Roma con 17 Km di gallerie e corridoi distribuiti in quattro differenti livelli per un totale di 150.000 sepolture. Visitandole si ha la possibilità di conoscere più da vicino alcuni aspetti della vita dei cristiani dei primi secoli. La catacomba si trova nell’antico praedium Domitillae, attestato da fonti letterarie e da ritrovamenti epigrafici. L’area fu donata ai cristiani da Flavia Domitilla, nipote dell’imperatore Vespasiano tra la fine del II secolo e l’inizio del III. Fin dall’antichità la catacomba è conosciuta come luogo di sepoltura dei martiri Nereo e Achilleo. Il loro martirio avvenne nel V o VI secolo, benché fantasiosa è molto ricca di particolari. La tradizione afferma pure che qui si trova la figlia di san Pietro, santa Petronilla. L’errore risale alla derivazione del nome: Petrus anziché Petronius.
Scavi archeologici del Novecento hanno portato alla luce un cimitero di età repubblicana e tardo imperiale. Un altro cimitero sotterraneo si sviluppò invece nel II – III secolo. Papa Damaso trasformò il luogo in santuario e divenne luogo di pellegrinaggi. Abbandonata e dimenticata fu scoperta da Antonio Bosio alla fine del Cinquecento e studiata da Giovanni Battista De Rossi nella metà dell’Ottocento.
Dall’attuale ingresso si accede alla basilica di Nereo e Achilleo, databile fra il 390 e il 295, nella zona dell’abside sono stati scoperti i resti del ciborio edificato sopra la tomba dei martiri. La regione più conosciuta è quella denominata ipogeo dei Flavi, è del II secolo, di carattere familiare e in origine pagano, è formata da un’ampia galleria con ricca decorazione, su di essa si aprono quattro nicchioni ove erano i sarcofagi dei membri più importanti della famiglia, in fondo i servi e liberti.
martedì 21 aprile 2026
Buone nuove per Castel Fusano
Nella pineta di Castel Fusano si stanno piantando 12.900 nuovi alberi su 12,9 ettari nella zona denominata "Bella Signora". E' una buona notizia questa cura del verde! La pineta si estende su una superficie di
[1] Sacchetti proprietari della pineta. Con loro c’erano anche i dromedari che dovevano servire per i trasporti, ma non riescono ad ambientarsi qui. Non fu un tentativo strano se si pensa che dal Seicento all’ultima guerra mondiale, i dromedari erano allevati nella tenuta di San Rossore. Nel 204 si è tentato di reintrodurli grazie alla donazione di due maschi e una femmina.
Sei romano de Roma se...
sai come si chiamano e dove si trovano le catacombe di cui le foto sotto.
Nelle foto di ieri l'ex Cartiera Latina con le macchine per la produzione della carta.
lunedì 20 aprile 2026
Che magia l'Appia Antica
Inaugurato il giorno 18 il museo della ex Cartiera Latina a 40 anni dalla sua chiusura. Il nuovo percorso multimediale - con audioguida per adulti e bambini in italiano e inglese con contenuti video delle Teche Rai accessibili tramite QR code - accompagna i visitatori alla scoperta della storia millenaria del sito e della produzione della carta, dall'artigianato all'industria fino alla chiusura del 1986.
Sei romano de Roma se...
sai come si chiama e dove si trova l'ambiente che vedi sotto.
Nella foto di ieri l'ex Cartiera Latina.
La ex Cartiera Latina si trova al civico 32 della via Appia Antica, dal 1998 sede del parco Regionale dell'Appia Antica, è attivo un centro visitatori dove è possibile usufruire di numerosi servizi, è centro espositivo e sede di convegni. Una vasta sala convegni è intitolata ad Antonio Cederna. Già sede della biblioteca della Bicicletta Lucos Cozza, oggi è sede della Biblioteca “Fabrizio Giucca”[1]. Contiene circa 3.000 titoli, su archeologia e beni culturali da un lato e su natura e aree protette su un altro con particolare riferimento al parco dell’Appia Antica. E’ attivo un gruppo di lettura.
Storia. Dal medioevo questo luogo ha avuto una spiccata vocazione artigianale per la presenza del fiume. Un documento del 1081 attesta la presenza nell’area di impianti per la follatura[2] dei tessuti di lana fondata sullo sfruttamento del flusso delle acque della Marrana. Nel XV secolo tali strutture sono chiamate gualchiere o valche dal termine logobardo “walkan” rotolare. Il termine valca veniva utilizzato prevalentemente per gli impianti per la follatura della lana, a volte anche per le cartiere. Quando nel 1656 Roma venne colpita dalla peste, la valca d’Acquataccio, qui localizzata, fu utilizzata per la disinfezione delle lane dei materassi. Nel 1677 il modenese Domenico Atimani acuqistò dai fratelli Muti duchi di Rignano la valca d’Acquataccio e gli edifici annessi al prezzo di 2000 scudi e ne cedette il libero uso ai Cappucci per valcare e purgare tutte le pezze di panno di lana e le coperte che si fabbricavano nel loro convento di Santa Maria della Concezione in via Veneto.
Il 16 dicembre 1804 la valca d’Acquataccio fu concessa a Giuseppe Pericoli che ottenne il permesso di trasformare la valca in mola per marinare la vallonea. La polvere estratta dalle ghiande della quercia vallonea era utilizzata nella concia delle pelli, poiché conteneva buone quantità di tannino. I Cappuccini ricevettero in cambio della mancata valcatura un compenso di 15 scudi annui.
Un documento del 1855 cita la valca ma lo stesso atto parla anche di mola, i due termini sono usati come sinonimi. In un documento del 1875 la mola viene definita “molinello da colori”. L’impianto era stato adattato alla macinazione di colori destinati alle fabbriche di ceramiche. Tale struttura rimase di proprietà dei Cappuccini fino al 1912, anno in cui fu intestata a Giuseppe Borghese principe di Poggio Nativo (Rieti).
Nel 1919 al civico 12 dell’Appia Antica era attestata una porzione di casa ad uso cartiera con caldaia a vapore a tre motori elettrici della forza complessiva di 67 Ampere, con corte annessa: il proprietario era il principe Giuseppe Borghese. Il 21 settembre 1923 si costituì la Società Anonima per Azioni Cartiera Appia”, dal 10/1/1931 divenne Società Anonima Cartiera Latina, mentre la proprietà degli immobili era passata a Loreto Costatini e Enrico Zuanelli. Negli anni Trenta nella cartiera lavoravano 40 operai e l’azienda produceva carta di qualità per l’editoria dagli stracci di cotone. Dal 1937 lavorò per qualche anno alla Cartiera, come ragazzo di macchina, con salario di 30 lire a settimana, un giovanissimo Claudio Villa, la cui famiglia abitava in quegli anni sulla via Ardeatina. Dal PRG del 1931 la cartiera si trovava nell’area di rispetto dell’Appia Antica che configura il futuro parco.
Nel 1966 lo stabilimento occupava 60 operai e produceva anche sacchetti di carta. Nel 1971 venne emanato dal Comune di Roma un decreto di esproprio in quanto ricadeva nella zona N – Verde Pubblico del PRG. La chiusura dell’impianto avvenne nel 1986.
[1] Fabrizio Giucca guardiaparco e naturalista, ha partecipato alla redazione del Piano del Parco.
[2] Follatura. La follatura è un’operazione del processo di fissaggio dei tessuti di lana che consiste nel compattare il tessuto attraverso l’infeltrimento per renderlo compatto e in alcuni casi impermeabile (da: it.wikipedia.org).
domenica 19 aprile 2026
La Roma dei Tudor
Questa mattina VediROMAinBici ha organizzato una bellissima passeggiata in bici sui luoghi che ricordano la famiglia Tudor, re di Scozia, quindi re di Inghilterra. Hanno concluso la loro parabola a Roma. Un grazie particolarmente sentito alla nostra amica Daniela che ci ha fatto da guida, con lei è assicurato un livello culturale alto.
Come è bella Roma!
Roma non basta una vita! E' proprio vero, ed è così che una mattina di splendido sole, ti trovi a passare per la chiesa di San Giovanni a Porta Latina e trovi il pozzo antistante la chiesa così, come lo vedi nella foto. Ma che bello! Che gioia per gli occhi!
Sei romano de Roma se...
sai come si chiama e dove si trova l'edificio che vedi sotto.
Nella foto di ieri la colonna del primo miglio (un miglio = 1.478 metri) della via Appia Antica. Si tratta di una copia, l'originale è sul Campidoglio.


















