In questi giorni si lavora al restauro della Casa del Popolo di Valle Aurelia. Ci sarà un'aula studio e una sala a disposizione dei residenti per eventi vari. Obiettivo riaprirla per il 25 aprile.
Ci troviamo in un luogo di Roma che da secoli è chiamato valle dell’Inferno perché giorno e notte le ciminiere delle fornaci sbuffavano fumo e i forni s’illuminavano di fuoco per produrre mattoni. Il nome è appropriato anche per descrivere le condizioni di vita degli operai che vi lavoravano, i cosiddetti fornaciari. Di quei tempi rimane la Casa del Popolo, una “pietra d’inciampo” per Alberto Di Giacomo e due lapidi. Sembra che qui sia venuto anche Lenin che ha definito questo luogo “la piccola Russia”. Il sociologo Franco Ferrarotti ha raccolto le memorie degli abitanti del borghetto. Negli anni del primo dopoguerra qui erano attivi gli “Arditi del Popolo”. Questi abitavano case o baracche di legno sulle colline di monte Ciocci dove è stato girato il film “Brutti, sporchi e cattivi” (1976) di Ettore Scola con un giovane Nino Manfredi. Il film vinse il festival di Cannes. Nella foto la valle dell'Inferno in un'immagine del 1930.
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