sai come si chiama e dove si trova il Castello che vedi sotto.
Nella foto di ieri il Castello della Magliana Vecchia.
Una prima costruzione ad uso di casina
di caccia, si deve a Gerolamo Riario, nipote di Sisto IV, in essa, il 10 aprile
1480, ospitò il duca di Sassonia. Nel 1490 Innocenzo VIII
vi fece costruire un casino che corrisponde al palazzetto attualmente dislocato
sul lato meridionale con architettura di Graziadeo Pichi da Brescia, intorno
aveva un giardino con mura di cinta coronate di merli come gli edifici
fortificati. Tra il 1505 e il 1510, Giulio II
fece realizzare l’ampliamento da Giuliano Da Sangallo e
la cappella dal Bramante, mentre usufruttuario della villa era il cardinale
Francesco Alidosi. La villa fu prediletta da Leone X
che trascorreva qui lunghi periodi di riposo (sei o sette mesi l’anno come
ricorda Paolo Giovio) e fu lui a far completare gli affreschi della cappella
(sotto la loggia – all’interno è visitabile la torre campanaria) e della sala
delle Muse (ora salone – gli affreschi sono stati staccati e giacciono dei depositi della
sovrintendenza, è previsto il ritorno in questa sede) come teatrino. Donato
Bramante lascia il segno con un portico a cinque archi e una parete
scenografica con due ordini di nicchiette. “Nel salone si fanno le ore piccole,
in compagnia di musici, letterati e politici che papa Leone riunisce intorno a
sé in un cenacolo. Vi prendono parte Michelangelo, il giovane Raffaello e il
filosofo Niccolò Macchiavelli, insieme con lo storico Guicciardini e
l’architetto Bramante”. Da: Antonello Anappo, Storia della Magliana, ed.
Typimedia, 2020, pag. 90. E’ alla Magliana che Leone matura la decisione di
scomunicare Lutero. Pio IV
fece costruire al centro del cortile la fontana (forse dal Bramante), spesso
veniva a fargli visita Cosimo de Medici signore di Firenze con una numerosa
comitiva di cui fa parte Carlo Borromeo che Pio IV nominerà cardinale nel 1562
(da non confondersi con Federico Borromeo citato da Manzoni nei Promessi Sposi).
Le partite di caccia erano alternate con riunioni poetiche, banchetti sontuosi,
divertimenti di varia natura.
Nel Seicento la località iniziò a decadere
forse per timore della malaria, nel Settecento la villa papale era abbandonata
e la zona malarica. “Nell’Ottocento il
castello cade in mano ai briganti. Il topografo Nibby, che ha modo di visitarlo
nel 1827, stende un racconto desolante, con le stanze papali ormai ridotte a
dormitorio di bifolchi. Il loro capo, l’arrogante Giuseppe Vitelli, ha fatto
costruire una tribuna sopraelevata davanti alla cappellina del Battista, per
assistere alle funzioni separato dai campagnoli. Da: Antonello Anappo, Storia
della Magliana, ed. Typimedia, 2020, pag.106.
Nel 1886 la villa fu restaurata dallo
Stato italiano e dal 1957 è di proprietà del Sovrano Militare Ordine di Malta che ne ha fatto una struttura
ospedaliera, affiancandola nel 1960-61 all’ Ospedale San Giovanni Battista di Julio Lafuente e Gaetano
Rebecchini.
Davanti all’ingresso del Castello si vedono le vecchie scuderie.