domenica 22 febbraio 2026

Bellissimo l'EUR, bellissimo il Colosseo Quadrato

 


Questa mattina con VediROMAinBici abbiamo fatto una bellissima passeggiata in bici fino all'EUR dove, tra le altre cose, abbiamo conosciuto il Colosseo Quadrato dove opera Fendi, una nostra amica ciclista ha spiegato il lavoro di questo marchio della moda del lusso.

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova il gruppo scultoreo che vedi sotto.


Nella foto di ieri la cupola della chiesa di Don Bosco coronata da statue in bronzo di Alessandro Monteleone.

sabato 21 febbraio 2026

Statue parlanti: Marforio

 


     Una statua parlante famosa di Roma, che dialogava con Pasquino, fu quella di MARFORIO che oggi si trova nella piazza del Campidoglio, all’interno del cortile del palazzo Nuovo, prima era stata collocata in piazza San Marco, poi all’Aracoeli. La colossale statua giacente raffigurante una divinità fluviale, sotto di essa si trova una grande piovra con tentacoli attorcigliati, essa – dalla bocca – versa acqua nella sottostante vasca di travertino con il bordo arrotolato. La statua di Marforio ha una mano poggiata sul ginocchio e stringe una conchiglia, creata, insieme alla mano sinistra, al piede destro e a parte del volto nel restauro eseguito nel 1594 da Ruggero Bescapè. Marforio fu rinvenuto nel Foro di Marte (o di Augusto) da cui il nome.

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la guglia della cupola che vedi sotto.


Nelle foto di ieri la chiesa di Don Bosco che si trova a Cinecittà (quartiere omonimo).

     La chiesa opera di Gaetano Rapisardi[1], che è autore anche della piazza, la prima pietra venne posta il 12 settembre 1952 dal cardinale vicario Clemente Micara, fu consacrata il 2 maggio 1959 dal papa Giovanni XXIII. Per l’occasione arrivarono da Torino le sacre spoglie di San Giovanni Bosco. Gran parte degli interni era ancora da realizzare, solo nel 1964 fu ultimato. Ha il titolo di Basilica Minore. E’ a forma di parallelepipedo, su cui sovrasta una grandiosa cupola orientaleggiante visibile da vari punti di Roma (es. parco degli Acquedotti, Appia Antica, Parco di Centocelle, Terrazza del Vittoriano, sembra che sia la terza cupola più grande di Roma dopo San Pietro e il Pantheon, ha 40 metri di diametro). Una seconda cupola più piccola è dietro, dove vi sono anche due campanili gemelli con un concerto di nove campane fuse a Bassano del Grappa, si tratta di uno dei più grandi concerti di campane di Roma.

     Contiene circa 70 opere d’arte e 100 vetrate. Sono 50 gli artisti, tra i migliori del Novecento, che hanno lavorato per la chiesa, tra questi: Marcello Avenali, Giovanni Brancaccio, Venanzo Crocetti, Pericle Fazzini, Emilio Greco, Francesco Messina, Alessandro Monteleone, Attilio Selva.

     La cupola è coronata da statue di bronzo di Alessandro Monteleone[2].  Nella facciata si apre un portico a tre fornici: quello mediano è sormontato da un altorilievo raffigurante il Santo titolare fra Angeli e giovinetti, di Arturo Dazzi[3], mentre quelli laterali incorniciano le statue degli Arcangeli Gabriele e Michele, di Ercole Drei[4]; nelle nicchie le statue di San Francesco di Sales, di Giovanni Amoroso, di San Giuseppe Cafasso di Antonello Venditti, di Pio IX e Pio XI (che ha canonizzato don Bosco) di Francesco Nagni. Sotto il portico si aprono cinque porte bronzee, sulla porta centrale è scritto il motto di Don Bosco: “Da mihi animas caetera tolle”, cioè “Lasciami le anime prenditi il resto”. Tale porta è ornata di bassorilievi di Federico Papi (con sottotitoli) e le due estreme sormontate dalle statue bronzee del Redentore e di San Giovanni Battista di Attilio Selva[5].


[1] Gaetano Rapisardi (Siracusa 1893 - Roma 1988) architetto. Sposò la figlia di Gino Coppedè. Con Piacentini prese parte al progetto della Città Universitaria (Lettere – Giurisprudenza). Progettò il palazzo di Giustizia di Palermo e di Pisa. Con lo scultore Arturo Dazzi iniziò a costruire a Livorno il mausoleo della famiglia Ciano, rimasto incompiuto.

[2] Alessandro Monteleone (Taurianova, Reggio Calabria 1897 - Roma 1967) principalmente scultore, titolare della cattedra di scultura all'Accademia di Roma. Con Nagni ha realizzato una delle porte di San Pietro.

[3] Arturo Dazzi (Carrara 1881 - Pisa 1966) scultore. Una delle sue prime opere I costruttori fu acquistata dalla Gnam. Lavorò con Rapisardi al mausoleo di Ciano rimasto interrotto. Realizzo un colosso marmoreo in piazza della Vittoria a Brescia, simbolo del fascismo, rimosso dopo la liberazione ed ora nei depositi comunali.

[4] Ercole Drei (Faenza 1886 - 1973) soprattutto scultore ma anche pittore e disegnatore. Ha abitato a villa Strohl Fern dal 1921 alla morte. Bassorilievi per il ponte Duca d'Aosta a Roma, la stele per il lavoro nei campi nel giardino dell'Eur, il Seminatore alla Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale. Presente alla Quadriennale romana e alla Biennale.

[5] Attilio Selva.   (Trieste 1888 – Roma 1970) studiò a Trieste, quindi si stabilì a Milano e Torino dove lavorò con Bistolfi, dal 1909 si stabilì a Roma. Realizzò la fontana di piazza dei Quiriti a Roma, la statua di San Carlo a piazza Augusto Imperatore, il monumento a Guido Baccelli in piazza Salerno a Roma, il monumento a Oberdan a Trieste, il monumento a Nazario Sauro a Capodistria, a Montecassino il gruppo bronzeo della Morte di San Benedetto e paliotto in argento nel 1970, ma la sua opera più celebre resta il monumento ai caduti di Trieste presso San Giusto.

venerdì 20 febbraio 2026

Sempre interessanti le proposte dell'ANRP

 


Sempre molto interessanti le proposto di questo museo che vuole tener viva la memoria dei tanti italiani militari che nell'ultima guerra - fatti prigionieri dai tedeschi - non accettarono di servire la repubblica di Salò.

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la chiesa che vedi sotto.



Nella foto di ieri l'interno della chiesa delle Vele a Tor Tre Teste.

giovedì 19 febbraio 2026

Rotta la zanna dell'elefantino del Bernini

 


Nella notte tra lunedì e martedì degli ignoti hanno rotto la zanna dell'elefantino del Bernini. Un vero dolore! Uno dei luoghi magici di Roma, che si trova in quella parte di città a due passi dal Pantheon. Speriamo che presto la sovrintendenza provveda ad un restauro perchè la zanna è stata ritrovata poco distante.

     L’elefantino del Bernini. Chiamato anche “Obelisco della Minerva”. Per i romani è “er purcin della Minerva”[1], composto da un obelisco egizio del sec. VI a.C. trovato nel 1665 nell’area dell’Iseo Campense, l’elefante che lo sostiene fu concepito da Gian Lorenzo Bernini e scolpito nel 1667 da Ercole Ferrata. Sulla base del monumento una epigrafe spiega il significato dell’opera: “Chiunque qui vede i segni della Sapienza d’Egitto scolpiti sull’obelisco, sorretto dall’elefante, la più forte delle bestie, intenda questo come prova che è necessaria una mente robusta per sostenere una solida sapienza”.

     Il modello fu un elefantino portato in omaggio alla città da Cristina di Svezia. Nel Settecento è stato replicato nella piazza del Duomo di Catania.

     Un aneddoto curioso: nel 1946 un impostore riuscì a vendere il piccolo monumento ad un ufficiale americano. Arrivarono gli operai la mattina presto e fissarono il cantiere, un portiere andò ad informarsi di cosa stava accadendo, quindi avvertì la Polizia e la truffa fu sventata. Il 13 novembre 2016 l’elefantino viene vandalizzato nella notte, la mattina alcune turiste spagnole trovano la terra la zanna mancate. La soprintendenza provvede subito al restauro.


[1] Purcin dove il termine sta per porco, non pulcino, data la forma sgraziata, grassottella dell’elefante.

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 sai come si chiama e dove si trova la chiese che vedi sotto (l'interno).


Nella foto di ieri la Chiesa Dives in Misericordia che si trova a Tor Tre Teste, in via Tovaglieri.

     Chiesa di Dio Padre Misericordioso, o Dives in Misericordia (titolo della seconda enciclica di Giovanni Paolo II), meglio conosciuta come chiesa del Giubileo o chiesa del Terzo Millennio. In vista del Giubileo del 2000 il Vicariato bandì un concorso internazionale per erigere una chiesa in ricordo del Giubileo stesso, risultò vincitore il progetto di Richard Meier[1], autore anche della teca dell’Ara Pacis. Nel marzo 1998 venne posata la prima pietra che si vede all’ingresso, a sinistra. I lavori furono condotti dalla Italcementi e dalla Lamaro Costruzioni. La consacrazione avvenne nell’ottobre del 2003.

     Completamente bianca, è composta da tre vele, la maggiore è alta 26 metri. Le vele sono autoportanti (=si reggono da sole), per realizzarle sono state suddivise in grandi pannelli prefabbricati a doppia curvatura, ciascuno del peso di 12 tonnellate (in tutto 256 pannelli detti conci). Per montarli è stata usata una gru (detta carroponte) alta 38 metri. La chiesa è stata costruita con uno speciale cemento, realizzato e brevettato da Italcementi, con la straordinaria capacità di autopulirsi, è il cosiddetto cemento mangiasmog.

    Simbologia. Con le sue tre vele la chiesa vuole dare l’idea di una barca che rappresenta la Chiesa che porta il suo popolo nel terzo millennio. Non ha un soffitto. Le vele sono tre come la Trinità, comunicano un senso di protezione, la protezione di Dio sulla comunità cristiana. La luce solare non entra mai direttamente in chiesa, tranne che in un periodo di pomeriggio d’estate, quando colpisce il Crocefisso in cartapesta del XVIII secolo. Protagonista assoluto è il bianco, il colore preferito di Meier perché “capace di riflettere la differenza tra ciò che è stato fatto dall’uomo e ciò che è naturale… il bianco ha la capacità di assorbire e diffondere la luce che cambia durante il giorno e nel corso delle stagioni, rendendo vivi elementi architettonici, per loro natura statici”.

     La chiesa è ritenuta un capolavoro di architettura religiosa ed è meta di visitatori e turisti. I giornali del 2015 riflettevano che si rimane basiti nell’osservare le inaccettabili colature di ruggine e macchie d’umidità presenti sulla struttura realizzata in polvere di marmo di Carrara e calcestruzzo autopulente, un edificio simbolo come questo non può essere abbandonato al suo destino.



[1] Richard Meier (Newark, New Jersey 1934) Si laurea a New York nel 1957. Tra le sue opere più importanti: Chiesa di Dio Padre Misericordioso a Roma 1996-2003, Paul Getty for the Fine Art a Los Angeles 1984-97, Museo d'Arte Contemporanea MACBA di Barcellona 1987-96, The Atheneum a New Harmony in Indiana nel 1975-79, Museo delle Arti Applicate a Francoforte sul Meno in Germania, 1979-85, Museo dell'Ara Pacis a Roma 1995-2006.

mercoledì 18 febbraio 2026

Una bellissima ciclabile

 


Una bellissima notizia per tutti gli amanti della mobilità dolce. Il V municipio ha ricevuto un finanziamento dalla regione Lazio per una nuova pista ciclabile lungo l'acquedotto Alessandrino da Tor Pignattara fino a Tor Tre Teste passando per Centocelle e l'Alessandrino. La sua realizzazione comporterà la riqualificazione di tutta l'area intorno all'ultimo degli acquedotti romani.

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Nella foto di ieri il teatro biblioteca Quarticciolo che si trova in via Castellaneta 10.

martedì 17 febbraio 2026

Roma nel mondo

 


Per tutti gli amanti di Romanon è da perdere la mostra che mette Roma a confronto con le maggiori città del mondo che si tiene in questi giorni al MAXXI fino al 6 aprile. Vi sono una serie di dati che danno in maniera precisa un raffronto tra le nostra città e le maggiori capitali. Ne emerge un quadro in cui vi emergono aspetti positivi e altri negativi. Bellissimo il plastico che conclude l'esposizione. Non mancano quadri dei secoli passati e frasi di scrittori, poeti e pittori che hanno visitato la nostra città. Da non perdere!




Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova il teatro che vedi sotto.


Nella foto di ieri la chiesa dell'Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo al Quarticciiolo. 

     Costruita nel 1954 su progetto dell’arch. Francesco Fornari[1]. La parrocchia è stata istituita dal cardinale vicario Francesco Marchetti Selvaggiani nel 1948. Fu visitata da Giovanni XXIII il 3 marzo 1963 e Giovanni Paolo II il 3 febbraio 1980. Nella parte superiore della facciata c’è una finestra semicircolare e un frontone classico. Interno rettangolare a tre navate suddivise da colonne di marmo rosso alternate a pilastri verdi. L’abside è dominata da una grande vetrata raffigurante l’Ascensione di Gesù al cielo con gli apostoli e Maria. La navata laterale destra termina con una piccola abside nella quale si trova il fonte battesimale sormontato da un bassorilievo raffigurante il Battesimo di Gesù e vetrata circolare con lo Spirito Santo in forma di colomba.


[1] Francesco Fornari. Autore di tantissime chiese di Roma, tra queste: Santa Maria del Carmine e San Giuseppe al Casaletto (1933-34) direzione dei lavori su progetto di Tullio Rossi. San Leonardo da Porto Maurizio ad Acilia nel 1936. Santa Maria del Soccorso 1937-38 direzione dei lavori su progetto di Tullio Rossi. Santa Emerenziana a Tor Fiorenza 1942 direzione dei lavori su progetto di Tullio Rossi. Santa Maria Consolatrice a Casal Bertone 1942-43 direzione dei lavori su progetto di Tullio Rossi. San Pio V a villa Carpegna 1952-53 direzione dei lavori su progetto di Tullio Rossi. San Giustino all’Alessandrino nel 1953. San Barnaba alla Marranella 1956-57 direzione dei lavori su progetto di Tullio Rossi. San Girolamo a Corviale 1960. Santissimo Sacramento a Tor de’ Schiavi 1966-68. Tutti i dati da info.roma.it

lunedì 16 febbraio 2026

Un libro per Roma

 


"Roma, la città dei segreti" di Francesco Rutelli, ed. Newton, è un libro che ci porta per mano alla scoperta della città "più bella del mondo", ma non i monumenti più visitati dal turismo mordi e fuggi, tra le pagine di questo libro si scoprono tanti segreti che solo un amante vero di Roma conosce. Da non perdere!

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 sai come si chiama e dove si trova la chiesa che vedi sotto.

 


Nella foto di ieri la Fondazione d'Arc in via dei Cluniacensi.

     La fondazione d’ARC (Rifugio d’Arte Contemporanea) nasce nel 2024 come spazio espositivo permanente e come centro l’arte contemporanea, con l’intento di ospitare mostre, residenze, eventi, attività culturali e educative. La fondazione nasce dalla collezione privata dei coniugi Giovanni e Clara Floridi, con opere italiane e internazionali del XX e XXI secolo iniziando dal futurismo, passando all’astrattismo, l’arte cinetica e programmata, l’arte povera, il post moderno fino ai linguaggi attuali.

     La fondazione si trova in una ex fabbrica di manufatti in cemento ristrutturata preservando l’assetto architettonico della destinazione originaria. Si sviluppa su un’area di circa 6.000 mq di cui 1.500 dedicati alla collezione permanente e mostre temporanee, un piazzale destinato a parcheggio, un’abitazione destinata a casa studio per residenze di artisti internazionali, un capannone per la produzione artigianale di cornici, telai e arredi di design infine vi è un bistrot per eventi privati. L’intera struttura è alimentata da un impianto fotovoltaico che permette l’autoproduzione del proprio fabbisogno energetico.

     Si segnalano solo alcuni artisti che sono presenti con delle opere (in archivio le foto). NAVATA: He Wei, Schnell, Pomodoro, Turcato, Matta, Perilli, Tirelli, Sanfilippo, Dorazio. SALA1: Uncini, Christo, Pistoletto. SALA2: Ceroli, Festa, Schifano, Angeli, Biasi. SALA3 Vasarely, Haley. SALA4 Fathy, SALA5 Paladino, Cucchi Chia. SALA6 Vedova, Isgrò, Canevari. SALA8 Houseago, Bonafini. Sala9 Takadiwa, Favelli. SALA10 Capogrossi, Consagra.

domenica 15 febbraio 2026

Bellissimo il viadotto del Gelsomino

 


Bellissima passeggiata in bici proposta da VediROMAinBici questa mattina. Da largo Argentina siamo andati sul viadotto del Gelsomino con una meravigliosa vista sulla cupola di San Pietro. Giunti a monte Ciocci abbiamo percorso la ciclabile fino a Monte Mario. Stupenda. Nella foto sopra siamo sul viadotto, nella foto sotto siamo a monte Ciocci.