La Torre dei Conti è uno dei simboli della Roma medioevale, quando la nostra città aveva molte torri, ne rimangono ancora alcune, la più celebre è la torre delle Milizie che si trova poco lontano, sempre nel rione Monti. Dopo
il crollo dello scorso 3 novembre ecco il cronoprogramma degli interventi.
Entro fine aprile lavori messa in sicurezza straordinaria con un
intervento altamente qualificato dei vigili del fuoco. A settembre terminerà la
messa in sicurezza ordinaria, conclusa la quale potranno riprendere i lavori di
recupero definitivo.
Questa torre fu, con la torre delle Milizie la maggiore di
Roma. Ricordata dal Petrarca che la definì “unica al mondo”; sembra abbia
ospitato alcune osservazioni astronomiche di Galileo. Costruita nel 1203 per
volontà di papa Innocenzo III e destinata alla sua famiglia che erano conti di Segni. La base appare
esageratamente larga e poderosa in
relazione alle dimensioni attuali, infatti era alta 60 metri mentre oggi arriva a 29 metri. Fino al 9 settembre
1349 quando Roma fu scossa da un violento terremoto che demolì anche parte di
torre delle Milizie inclinandola come vediamo oggi, e fece crollare l’anello
del Colosseo che guarda il Celio. E’ un esempio di torre-abitazione, venne
costruita con il materiale prelevato dal tempio della Pace. In un primo tempo
venne ricoperta di travertino, sempre prelevato dai fori, poi asportato per la
costruzione di porta Pia. In seguito al violento terremoto del 1349 venne
abbandonata, fin quando il papa Alessandro VIII la restaura con i contrafforti che ancora oggi si vedono. Dobbiamo
immaginarla immersa in un dedalo di stradine, così possiamo capire l’effetto di
potenza, forza e sicurezza che emanava. Nel 1937 la torre su donata dal regime
fascista alla Federazione Nazionale Arditi d’Italia divenendone le sede. Tuttora sepolto in un sarcofago romano
giace il presidente della federazione, Alessandro Parisi morto nel 1938 in un
incidente stradale. Dal 2006, anno dello sgombero degli uffici pubblici, la
torre non è stata più utilizzata, ne mantenuta per cui versa in uno stato di
totale abbandono. I lavori di restauro, finanziati dal PNRR sono iniziati nel
2025 ma la mattina del 3 novembre 2025 parte della torre è crollata in due
riprese. L’operaio – rimasto 11 ore sotto le macerie - Octay Stroici di 66 anni
è morto al Policlinico Umberto I.