lunedì 6 luglio 2026

Un bel programma per le scuole di Roma

 


     Il primo luglio il Comune di Roma ha presentato “Scuole verdi” un grande piano per la riqualificazione energetica del patrimonio scolastico della città. Riguarda oltre 1.350 edifici scolastici e punta a ridurre i consumi e garantire una gestione energetica più efficiente in linea con gli obiettivi climatici e ambientali dell’Unione Europea. Il piano sarà suddiviso in 5 lotti territoriali. A luglio la pubblicazione dell’avviso esplorativo. Investimento di 850 milioni.

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la chiesa che vedi sotto.



Nella foto di ieri il monumento a Paolo Orlando in ricordo di che primo pensò ad un futuro di Ostia, si trova nella chiesa Regina Pacis ad Ostia.

domenica 5 luglio 2026

Villa Borghese, villa Ada e quartiere Coppedè.

 


Bello pedalare la mattina presto in una città vuota di luglio tra villa Borghese, villa Ada e il quartiere Coppedè appena pedonalizzato e restaurato. Tutto il fascino di Roma in meno di due ore. "Roma, non basta una vita".


Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova questo monumento a ricordo di Paolo Orlando ideatore del porto di Ostia.


Nella foto di ieri la cupola della chiesa di Santa Maria Regina Pacis.

sabato 4 luglio 2026

Una speranza per la manutenzione delle strade romane

 


Ottomila Km di strade del Comune di Roma passano a Risorse per Roma. Con il nuovo contratto di servizio da 137 milioni la società diventa stazione appaltante e soggetto attuatore per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade. Questa novità speriamo che comporti una migliore manutenzione delle strade romane. Nella foto via Appia Nuova.

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la cupola che vedi sotto.


Nella foto di ieri la Chiesa Regina Pacis che si trova ad Ostia.

     Per noi romani è la “Cattedrale” di Ostia. Costruita tra il 1919 e il 1928 (posa della prima pietra il 21 giugno 1919, consacrazione il 20 dicembre 1928, da comune.roma.it) su progetto di Giulio Magni[1] che si ispirò alle chiese tardo rinascimentali, l’asse centrale, ruotando, forma piani simmetrici. Sopra il portone si trova lo stemma di Pio XI[2]. Il corpo laterale ha le caratteristiche proprie dei conventi. “I finestroni della navata centrale e della facciata riproducono, nello stile, le grandi finestre delle terme di Diocleziano”[3]. La sua costruzione fu voluta negli anni della grande guerra come auspicio di pace. Spicca per la cupola ottagona di 64 metri (da ostialido.it e da Guida di Roma del Tci 1993). La cupola ha un diametro di 12 metri ed è alta 42 metri (da comune.roma.it). Sul fianco destro vi sono le vetrate con i ritratti di Gandhi, Madre Teresa e Martin Luter King. Sulla destra, all’altezza del transetto, un campanile in mattoni, non altissimo, con una esile croce sulla sommità.

     Nell’interno ad unica navata con cappelle laterali prevale il colore crema e bianco. Spiccano ovunque delle moderne vetrate, nel catino dell’abside un dipinto sullo stile dei murales. Un grande organo è posto sulla porta d’ingresso, una statua di padre Pio[4] si trova nel transetto di sinistra.

Nella prima cappella di sinistra una Pietà e un monumento funebre in ricordo dell’ingegner Paolo Orlando e consorte Alda Piola, alla parete il progetto per il canale che avrebbe dovuto collegare il porto di Ostia a Roma, si distinguono la chiesa nella quale siamo e il campanile della basilica di San Paolo.

     Il 27 marzo 1963 ha ricevuto la visita di Giovanni XXIII, il 7 giugno 1998 quella di Giovanni Paolo II. Il 3 maggio 2015 quella di papa Francesco. Cardinale titolare è l’arcivescovo di Hanoi Pham Dinh Tung.


[1] Giulio Magni (Velletri 1859- Roma 1930) architetto, ha operato in Romania, ha progettato a Roma le case popolari a Testaccio nel 1910-13, le case popolari in piazza Santa Croce in Gerusalemme nel 1907-15, il Ministero della Marina in lungotevere delle Armi nel 1919-28 (concorso vinto nel 1911), molti villini al quartiere Salario, ha partecipato al concorso per la Galleria Nazionale d’Arte Moderna. La biblioteca di Velletri conserva l’archivio della famiglia, anche il padre era un noto storico dell’arte.

[2] Papa Pio XI (Desio1857-Roma1939), al secolo Achille Ratti, papa dal 1922. Arcivescovo di Milano, pose fine alla questione romana con il Concordato 11 febbraio 1929.

[3] Da reginapacisostia.interfree.it/.

[4] Padre Pio da Pietrelcina (Pietrelcina 1887-San Giovanni Rotondo1968), al secolo Francesco Forgione, frate minore dei Cappuccini, santo dal 2002.

venerdì 3 luglio 2026

Evviva! Risplende la piazza del Campidoglio

 


E' terminato il restauro del palazzo Senatorio sulla piazza del Campidoglio con il restauro della fontana e del pavimento della piazza stessa. Precedentemente erano stati restaurati il palazzo Senatorio e il palazzo Nuovo. Adesso splende la piazza cuore dei romani.

Evviva! Semipedonalizzata piazza Mincio, pedonalizzata via Dora!

 


Risplende il quartiere Coppedè dopo i restauri degli ultimi giorni.


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Nelle foto di ieri la Chiesa di Santa Maria di Bonaria. 

 La chiesa è stata progettata dagli architetti Francesco Berarducci[1], Giovanni Monaco e Giuseppe Rinaldi, del 1982[2]. La chiesa è dedicata ad un’ immagine miracolosa di Maria, ritrovata sulla spiaggia, venerata nel santuario di Cagliari posto in cima ad un colle. Il santuario originale è del 1324, quello moderno risale al 1926, possiede un museo, è parrocchia della città[3]. Questa parrocchia di Ostia è stata creata nel 1965 con decreto del cardinale vicario Traglia, la chiesa è stata consacrata il 17 aprile 1982 dal cardinale vicario Ugo Poletti. Presenta un tetto spiovente che arriva fino a terra sul lato Martinica, la croce che la sovrasta è legata da tiranti ed il campanile è formato da due lastre bianche di cemento armato con tre campane.

     L’interno è un ambiente circolare in cemento grezzo, dal soffitto pende uno spazio vuoto a forma di imbuto rovesciato che lascia cadere la luce proprio sull’altare. Dietro all’altare si trova un cilindro di cemento che lascia vedere il crocifisso, un altro per l’ostensorio, un altro in bronzo è per una copia della Signora di Bonaria. Nell’interno non ci sono le panche ma muretti in cemento grezzo rivestiti di legno solo nella parte superiore.


[1] Francesco Berarducci (Roma1924-1992) Laureatosi nel 1950 con Ballio Morpurgo, collabora con Morpurgo al quartiere INA Casa Torre Spaccata. Personaggio schivo e lontano dal dibattito teorico fu dedito al disegno, nella sua opera - caratterizzata da volumi essenziali - risente dell'influsso di Le Corbusier e dell'architettura scandinava. La sua opera più importante è la chiesa di San Valentino al Villaggio Olimpico (progetto 1979, dedicazione 1986). Ha progettato e realizzato il Palazzo della Rai in viale Mazzini nel 1963-65, Chiesa di Santa Maria di Bonaria ad Ostia nel 1977. Suo il piano generale di Torrino Nord a Roma.

[2] Da Guida di Roma del Tci, 1993. Citata anche in De Guttry, cit.. L’architetto Berarducci, nato nel 1924, ha progettato l’edificio per la Rai in viale Mazzini nel 1963-65 e la chiesa di San Valentino al Villaggio Olimpico nel 1987.

[3] Da sito internet del santuario cagliaritano.

giovedì 2 luglio 2026

Torna visibile un altro pezzo di Roma antica!

 


Dal 25 giugno è tornata visitabile l’area archeologica di via delle Botteghe Oscure. Gli interventi effettuati hanno riguardato il consolidamento e il restauro dei materiali archeologici, tra cui le colonne di peperino superstiti, installato un nuovo impianto di sicurezza e un sistema di illuminazione artistica finalizzato a valorizzare il sito anche nelle ore serali. I resti oggi visibili appartengono a un grande complesso monumentale che comprendeva un tempio circondato da un quadriportico. L’edificio sacro, di età repubblicana e successivamente restaurato in epoca domizianea dopo l’incendio dell’80 d.C. era caratterizzato da un’imponente architettura con colonne in peperino rivestite di stucco e capitelli corinzi. All’interno delle cantine di via Celsa 3-5 si conservano il muro meridionale e quello orientale della cella, di età Flavia. Il tempio sarebbe dedicato alle Ninfe e farebbe parte della Porticus Minucia Frumenaria utilizzata per le distribuzioni gratuite di grano.

Buone nuove per Tor Sapienza

 


E' partito il 17 giugno l'intervento di demolizione delle "stecche centrali" di viale Morandi, erano abbandonate. I lavori da 15 milioni finanziati dalla Regione serviranno a riqualificare 500 alloggi. Gli edifici furono realizzati per le attività commerciali e poi diventati simbolo di degrado. Il cantiere durerà sei mesi.

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Nella foto di ieri la chiesa  Maria Stella del Mare di Ostia. progettata da Ennio Canino, del 1977[1]. Preceduto da un bel giardino a prato inglese l’edificio è basso, sulla tettoia d’ingresso la croce, la M e una stella. Sul pavimento del viale che porta all’ingresso sono incise le beatitudini:

Beati i poveri in spirito perché di essi è il regno dei cieli.

Beati gli afflitti perché saranno consolati.

Beati i miti perché erediteranno la terra.

Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia perché saranno saziati.

Beati i misericordiosi perché troveranno misericordia.

Beati i puri di cuore perché vedranno Dio.

Beati gli operatori di pace perché saranno chiamati figli di Dio.

Beati i perseguitati a causa della giustizia perché di essi è il regno dei cieli.

Beati quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e mentendo diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate perché grande è la vostra ricompensa nei cieli.

 (Mt 5,3-12).

     L’interno è di pianta quadrata, la volta è bassa e caratterizzata da travi a forma di rombi, la via crucis è sulla sinistra costituita di quadri in stile moderno. L’acquasantiera è formata da tre grandi conchiglie sovrapposte (non in pietra). Oggi accoglie un gruppo di ortodossi romeni. La parrocchia è stata istituita con decreto del cardinale vicario Clemente Micara il primo ottobre 1958. Nel maggio 2017 papa Francesco ha visitato dodici appartamenti per la benedizione pasquali in piazza Francesco Conteduca 11, lasciando in dono un rosario.


[1] Da Guida di Roma del Tci 93, cit. Ennio Canino 1924-2001, maestro dell’architettura sacra, ha impostato il linguaggio architettonico sacro dopo il Concilio Vaticano II. Ha realizzato la chiesa di Corviale, Salette a Monteverde, San Marco all’Eur, San Liborio al Nomentano e la sede del Banco di San Paolo a piazza Opera. Da architettare.it.

mercoledì 1 luglio 2026

Una nuova piazza per il MAXXI

 


Il 17 giugno è stata presentata la nuova piazza del MAXXI rinnovata in un sistema sempre più verde, accessibile e sostenibile. L'intervento è firmato dall'architetto paesaggista Bas Smets. Parte della superficie cementizia è stata rimossa per dare spazio a verde, lecci, aceri, corbezzoli, mirti e pini d'Aleppo. La piazza è intitolata all'artista Alighiero Boetti. Questa è una bella iniziativa che si sta prendendo per altre piazze di Roma, speriamo che tale provvedimento vada avanti e si estenda sempre più.


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Nella foto di ieri la caserma dei Vigili del Fuoco ad Ostia.

martedì 30 giugno 2026

Completato il restauro di piazza Mincio

 


Una bella notizia per tutti gli amanti di Roma. E' stata semipedonalizzata piazza Mincio, pedonalizzata via Dora, restaurata la fontana delle Rane. Stiamo parlando del quartiere Coppedé. 

     Costruito dall’architetto Gino Coppedè[1] tra il 1919 e il 1926, è un incredibile incrocio di linguaggi architettonici che ben ci riportano nell’atmosfera borghese di inizio Novecento. “E’ un tardo episodio liberty, del tutto anacronistico e spaesato. La decorazione è sovrabbondante e fantastica, vi prevalgono gli elementi neo medioevali e manieristici”[2]. Ilaria Beltramme in “101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita”, ed. Newton, 2007, invita a visitare il quartiere Coppedè (pag.278).



[1] Gino Coppedè (Firenze1886- Roma1927) architetto, scultore e decoratore. Fu un artista eclettico, sviluppò un suo stile ornamentale che coincise con i caratteri dello stile liberty. Il suo primo importante lavoro fu il castello Mackenzie (1897-1902) a Genova dove si trasferì. Realizzò ville signorili, progettò l’arredamento dei piroscafi, hotel di lusso, stabilimenti balneari. A Roma ha realizzato anche il palazzo al n. 7 di via Veneto ornato con iscrizioni latine e un’altana a colonne, si tratta della sua ultima opera (1925-27). Aveva sposato, nel 1889, Beatrice Romanelli, figlia dello scultore Pasquale, da lei ebbe tre figlie. E’ sepolto in San Miniato. Da Irene de Guttry, Guida di Roma Moderna, ed. De Luca; da it.wikipedia.org. La notizia del palazzo di via Veneto da: Guida di Roma del Tci, 1993. Il progetto originario prevedeva 18 palazzi e 27 villini, non tutti costruiti. Da rivista: “Roma ieri oggi e domani”, ed. Newton, n. 49.

[2] Riferimento da Irene de Guttry, Guida di Roma moderna, ed. De Luca, 1989.

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 sai come si chiama e dove si trova la caserma dei Vigili del Fuoco che vedi sotto.


Nella foto di ieri le case popolari di corso Duca di Genova (Ostia) progettate dall'architetto Camillo Palmerini nel 1929.

lunedì 29 giugno 2026

Un nuovo auditorium per Roma

 


Il 28 giugno è stato inaugurato l'Auditorium Albergotti nel XIII municipio. Ideato nel 2003, nel 2016 venne distrutto da un incendio, è stato completamente ricostruito, è adiacente al parco del Pineto. Un bel giorno per Roma.


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 sai come si chiama e dove si trova questo edificio di case popolari.


Nelle foto di ieri il Borghetto dei Pescatori che si trova ad Ostia lungo il canale omonimo.

Il Borghetto di Pescatori venne inaugurato il 4 aprile del 1933, è stato riqualificato e pedonalizzato nel 2010; è un luogo dalla storia unica, di fronte una darsena e un ponte pedonale.

     “Alla fine dell’Ottocento arrivarono in questo punto pescatori di origine napoletana, a loro si aggiunsero altri da Anzio, Procida, Minturno, Mondragone e dalla Puglia. Nel 1931 si doveva realizzare il lungomare Duilio, gli abitanti si rivolsero al capo del governo Mussolini per non scomparire, questi si interessò alla storia singolare di questa comunità e dispose l’edificazione del borghetto con una piazza centrale con la statua di san Nicola, della darsena, la cementificazione degli argini. Ancora oggi vivono qui i discendenti degli antichi pionieri che praticano la pesca. Si tratta di una comunità culturalmente e socialmente ben definita e riconoscibile”[1]. Ogni anno, a settembre si svolge la “Sagra delle Telline”, nel 2007 sono stati offerti 5.000 piatti di pasta. “Durante la sagra della Tellina si tiene lo sposalizio del mare. La Madonna Stella Maris viene portata in processione, una barca la conduce in mare aperto, giunti all’altezza del pontile, una corona di alloro viene gettata in mare con due fedi, un giovane si getta in mare e ne recupera una. Secondo un’altra fonte il borghetto – allora battezzato Villaggio – venne realizzato per interessamento di Margherita Sarfatti, amante del duce”[2].


[1] Da: La scuola adotta un monumento 2005/07, pag. 209, ed. Palombi; buone informazioni anche sul sito internet del comune di Roma. 

[2] Questo periodo da: Sara Fabrizi, Storia di Ostia, ed. Typimedia, pag. 141.

domenica 28 giugno 2026

Le sirene antiaeree di Roma

 


Veramente originale il giro in bici per Roma proposto oggi da VediROMAinBici, siamo andati alla scoperta di quelle sirene antiaeree che davano l'allarme in caso di un attacco aereo nemico durante l'ultima guerra mondiale. 



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Nella foto di ieri lo stabilimento Battistini, il primo di Ostia sorto nel 1919,

sabato 27 giugno 2026

Angeli, messaggeri, custodi e viandanti.

 


C'è una  rara e bellissima mostra a Roma in questi giorni da non perdere. Si trova ai musei Capitolini, è a ingresso gratuito. Attraverso una cinquantina di quadri e sculture si riesce a fare una storia della rappresentazione degli angeli dai primi tempi del Cristianesimo fino ai giorni nostri. Dall'arte paleocristiana, a quella Romanica, Gotica, al Rinascimento, fino all'arte neoclassica e romantica vediamo come gli artisti di secoli diversi hanno rappresentato gli angeli. Non mancano alcuni artisti contemporanei. Da non perdere!


Carlo Dolci, Angelo Annunziante, 1650.


Bartolomeo Caporali, Madonna con Bambino e angeli, 1480.


Pietro Berrettini detto Pietro da Cortona, L'angelo custode, 1656.



Carlo Saraceni, Santa Cecilia con l'Angelo, 1610.

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 sai come si chiama e dove si trova lo stabilimento balneare che vedi sotto.


Nella foto di ieri l'Antiquarium di Lucrezia Romana.

venerdì 26 giugno 2026

Al via un'altra ciclabile romana

 


Sono partiti i lavori per un'altra ciclabile romana. Collegherà la ciclabile del Tevere, all'altezza del ponte di Ferro, all'ex Mattatoio. Si snoda principalmente su lungotevere degli Artigiani. L'opera è finanziata da Fondazione Roma con 1,3 milioni. La ciclabile è lunga 800 metri ed è pensata per agevolare e incrementare gli studenti di architettura di Roma Tre che vogliono raggiugere l'Università con la bici. Un'ottima notizia, più persone vanno in bici, meglio si vive in città.

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 sai come si chiama e dove si trova il museo che vedi sotto.


Nella foto di ieri l'Antiquarium di Lucrezia Romana. 

     Il nome ricorda Lucrezia, moglie di Lucio Tarquinio Collatino, vittima della violenza subita ad opera di Sesto Tarquinio, figlio dell’ultimo re di Roma, Tarquinio il Superbo. Questo episodio causò la cacciata di Tarquinio e la fine della monarchia.

     L’antiquarium è stato inaugurato il 28 marzo 2015 con lo scopo di ospitare e rendere fruibili i reperti archeologici trovati lungo l’antica via Latina negli ultimi 25 anni. I reperti risalgono al periodo preistorico, una necropoli dell’età del rame (III millennio a.C.), insediamenti dell’età del bronzo (II millennio a.C.), necropoli relative alla civiltà latina (XI-VI secolo a.C.), testimonianze di opere di bonifica del periodo repubblicano romano, corredi di tombe a camera sempre del periodo repubblicano. A queste si aggiungono statue in marmo di ville, frammenti decorativi di edifici e sepolcri di tarda età repubblicana e della prima età imperiale. E’ così possibile ricostruire un artigianato specializzato: vasi, lucerne, monili, materiali da lavoro e per la toletta femminile, giocattoli.

giovedì 25 giugno 2026

Al via il restauro dei palazzo dei Congressi

 


   Al via il restauro del palazzo dei Congressi con luci  hi-tech, pdiglioni modulari e tetto trasparente. Un intervento da 15 milioni in due azioni: recupero e restauro degli elementi architettonici e adeguamento funzionale con inserimento di nuovi elementi in grado di modificare i flussi con ampliamenti di dotazioni tecniche. Saranno restaurati i fregi decorativi di Gino Severini con luci per essere visibili anche all'esterno.

   Nel progetto originario del quartiere, questo palazzo, doveva chiamarsi “palazzo dei Ricevimenti e dei Congressi”, così è ancora chiamato nella Guida di Roma del Tci del 1962. Progettato da Adalberto Libera[1] del 1938 ma terminato nel 1942. Notevolissimo per originale concezione architettonica, modernità impianti e completezza di servizi. Portico di ingresso, nucleo centrale a forma di cubo di 40 metri di lato. Ardita volta a crociera che poggia solo sugli spigoli, quattro lunettoni lasciano passare la luce. Sulla terrazza un teatro pensile. Il salone ha una cubatura superiore a quella del Pantheon! Due fontane fiancheggiano il piazzale di ingresso. Fra le persone impegnate nella costruzione dell’Eur si racconta che il colonnato che caratterizza la facciata fu fatto realizzare da Piacentini all’insaputa di Libera.

   "La mensola gigante che ancora sporge dal lato frontale del cubo avrebbe dovuto ospitare, secondo il progetto originale, un gruppo statuario di quattro cavalli al traino di un carro trionfale guidato dalla dea Vittoria. Nonostante il pubblico concorso indetto nel 1940, l'incarico venne affidato direttamente allo scultore Francesco Messina, oggi famoso per il cavallo simbolo della Rai a viale Mazzini. Le vicende belliche arrestarono l'opera di Messina, che all'epoca aveva prodotto solo i calchi in forma ridotta dei quattro cavalli, i quali restarono negli scantinati dell'Accademia di Brera - di cui Messina era direttore - fino al 1969, anno del suo pensionamento. Dovendo quindi sgombrare i locali dai propri oggetti e temendo danni per i modelli in gesso, Messina trovò in Giovanni Leone - all'epoca non ancora Presidente della Repubblica - il mecenate che ne finanziò la fusione in bronzo. Ancor oggi i quattro eleganti cavalli bronzei sono sistemati nel giardino della villa della famiglia Leone in località Le Rughe, poco fuori Roma lungo la via Cassia." Da Memorie di Roma del 24.7.23 articolo a firma di Stefano Pozzi

     Il palazzo è stato spesso set cinematografico, tra questi si ricorda “La dolce vita” di Federico Fellini del 1961, in cui il palazzo diventa un ospedale e ne “Il conformista” del 1970 di Bernardo Bertolucci. Fellini diceva: “L’Eur è un quartiere molto congeniale a chi fa di professione il rappresentante di immagini”.


[1] Adalberto Libera (Villa Lagarina TR 1903 – Roma 1963) Autore dell’ufficio postale di via Marmorata, del quartiere Ina Casa orizzontale Tuscolano a via Selinunte, il Villaggio Olimpico (in coll.), il quartiere di Casal Palocco (in coll.), il quartiere Incis a Decima, la cattedrale di La Spezia. Case ad Ostia sul lungomare.

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 sai come si chiama e dove si trova il museo che vedi sotto.


Nella foto di ieri l'ospedale IFO a Mostacciano.

mercoledì 24 giugno 2026

Evviva! Pedonalizzato il cuore del quartiere Coppedè.

 


   Il quartiere Coppedè è stato costruito dall’architetto Gino Coppedè[1] tra il 1919 e il 1926, è un incredibile incrocio di linguaggi architettonici che ben ci riportano nell’atmosfera borghese di inizio Novecento. “E’ un tardo episodio liberty, del tutto anacronistico e spaesato. La decorazione è sovrabbondante e fantastica, vi prevalgono gli elementi neo medioevali e manieristici”[2]. Ilaria Beltramme in “101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita”, ed. Newton, 2007, invita a visitare il quartiere Coppedè (pag.278).

     Entrando da via Dora (già via Diagonale, al civico 2 ha abitato Gino Coppedè) abbiamo ai lati i palazzi degli Ambasciatori (completati nel 1921[3]) collegati tra loro attraverso la soluzione scenografica del grande arcone (illuminato da un elegante lampadario in ferro battuto), ornato da un grande mascherone in stucco sorretto da due efebi michelangioleschi. In asse col mascherone, tra le finestre del primo piano l’architetto colloca poi l’emblema dei Medici, probabile omaggio alla sua città Firenze. Verso la torretta d’angolo con via Arno, la decorazione diventa maggiormente ricca: nei bassorilievi si ravvisano figure di donne rappresentate con vasi, incensieri, civette e farfalle, mentre le figure maschili mostrano altri attributi, tra cui un braciere, un gallo e una lepre. La firma dell’architetto va scoperta nell’arcone e precisamente  tra le colonne[4].



     Piazza Mincio è stata riqualificata in questi giorni e inaugurata ieri. Al centro della piazza si trova la fontana delle Rane, del 1920 – 24, con grandi conchiglie sorrette da coppie di uomini inginocchiati. Una rivisitazione in chiave ironica della fontana delle tartarughe in piazza Mattei. Otto esemplari del simpatico anfibio compaiono sul bordo del catino superiore, mentre in atto di spiccare un salto gettano zampilli d’acqua nella vasca. Altre quattro rane, più grandi, ritornano al centro delle valve di conchiglia tenute da coppie di giovani che con le gote gonfie spruzzano l’acqua nel bacino più basso polilobato[5]. Nel settembre 2019 / gennaio 2020 la fontana è stata restaurata, tra le criticità il parziale cedimento strutturale di alcuni centimetri verso Est.

     Nel caldo giugno 1965 i Beatles a Roma per un concerto al teatro Adriano di piazza Cavour, si tuffarono completamente vestiti nella fontana, dopo una serata trascorsa con il giornalista Gianni Minà a girare tra i locali, compreso il vicino Piper, da: Dall’Oglio Giustini, Roma fuori centro, ed. Efesto, 2025, pag.91.


[1] Gino Coppedè (Firenze1886- Roma1927) architetto, scultore e decoratore. Fu un artista eclettico, sviluppò un suo stile ornamentale che coincise con i caratteri dello stile liberty. Il suo primo importante lavoro fu il castello Mackenzie (1897-1902) a Genova dove si trasferì. Realizzò ville signorili, progettò l’arredamento dei piroscafi, hotel di lusso, stabilimenti balneari. A Roma ha realizzato anche il palazzo al n. 7 di via Veneto ornato con iscrizioni latine e un’altana a colonne, si tratta della sua ultima opera (1925-27). Aveva sposato, nel 1889, Beatrice Romanelli, figlia dello scultore Pasquale, da lei ebbe tre figlie. E’ sepolto in San Miniato. Da Irene de Guttry, Guida di Roma Moderna, ed. De Luca; da it.wikipedia.org. La notizia del palazzo di via Veneto da: Guida di Roma del Tci, 1993. Il progetto originario prevedeva 18 palazzi e 27 villini, non tutti costruiti. Da rivista: “Roma ieri oggi e domani”, ed. Newton, n. 49.

[2] Riferimento da Irene de Guttry, cit.

[3] Palazzi degli ambasciatori. La notizia dell’anno di fine lavori dalla rivista: “Roma ieri, oggi e domani”, ed. Newton, n.49, anche scritto sulla facciata del palazzo stesso.

[4] Palazzi degli Ambasciatori. Le notizie da: Pratesi – Rendina (a cura di), Roma liberty. Fascino e storia di uno stile. Palombi editore, 2001.

[5] Fontana delle Rane. Le notizie da : Pratesi – Rendina, cit. Invece per la rivista “Roma ieri, oggi e domani”, ed. Newton, n. 49, la fontana è del 1925.

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova l'ospedale che vedi sotto.


Nelle foto di ieri le due statue che si trovano all'ingresso dell'IFO a Mostacciano, realizzate su modelli di Salvatore Fiume ma realizzate in marmo da Carmelo Lizzio, raffigurano l'arcangelo Raffaele che dice a Tobia come curare la cecità del padre.

martedì 23 giugno 2026

Un nuovo splendido percorso ciclopedonale a Roma

 


Da pochi giorni Roma ha un nuovo percorso ciclo-pedonale all'interno della valle dei Casali con vista sulla stupenda villa York.




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 sai come si chiama e dove si trova la statua che vedi sotto.


Nelle foto di ieri il ponte di Mezzocammino o ponte di Spinaceto su cui passa il GRA.

lunedì 22 giugno 2026

Un appuntamento a cui non si può mancare

 


Soprattutto se sei romano di San Giovanni, Appio Latino o Tuscolano.

     La festa di San Giovanni, si è sempre tenuta sulla piazza e lungo il primo tratto di via Appia; si disponevano i tavoli delle osterie e i banchi di venditori di lumache. La ricetta caratteristica era quella delle “lumache al sugo”. Bisognava prenderle nelle vigne, poi metterle a spurgare per due giorni in un catino, insieme alle molliche di pane e foglie di lattuga fatte a pezzi, quindi lavaggio con acqua, aceto e un pizzico di sale. Nel frattempo si preparava il soffritto per il sugo. Le corna delle lumache rappresentavano discordie e preoccupazioni, mangiarle voleva dire distruggere le avversità, la cena avveniva tra profumi di spighetta e suoni di campanacci. Durante e dopo si ballava il Saltarello[1]. La festa si concludeva all’alba con l’arrivo del Papa per celebrare la messa e impartire la benedizione dalla loggia della basilica.

     In occasione della festa sfilavano dei carri allegorici e caricaturali che prendevano le mosse da ponte Lungo.

     “Quando arrivava la festa di San Giovanni la mamma ci preparava e si usciva senza dimenticare di mettere la scopa capovolta dietro la porta di casa per impedire l’ingresso delle streghe, che in quella notte, si diceva, girassero per la città. Noi bambini avevamo trombe, campanelli, lingue di Menelik e camminavamo tenendo coriandoli e stelle filanti. Le trattorie erano piene di gente in attesa dei carri allegorici che… raffiguravano parodie di personaggi allora in vista”[2]. “Le strade si riempivano di bancarelle, piene di cose tipiche di queste circostanze (spighette di lavanda, trombette, lingue di suocera, croccantini, zucchero a velo e altro ancora)”[3]. Sulla piazza di porta San Giovanni si tenevano corse al sacco e alberi della cuccagna. La festa traeva origine da una leggenda del 1782, secondo la quale Erodiade, moglie adultera di Erode Antipa, avrebbe istigato il marito a condannare a morte Giovanni Battista in quanto non ricambiata nel suo amore. Erodiade avrebbe chiamato a raccolta le streghe sui prati della basilica nella notte che precede la festa del santo (24 giugno). La notte di San Giovanni aveva anche un altro significato, propiziatorio e purificatorio, per i raccolti della terra. Al 23 giugno, due giorni dopo il solstizio d’estate, in tempo di mietitura, si tenevano le cerimonie in onore della dea Cerere, protettrice dei raccolti.

     Alla festa di San Giovanni era collegato il Festival della Canzone Romana, la cui prima edizione ci fu nel 1891, il proprietario dell’osteria Facciafresca (era più o meno al civico 20/24 della via) aveva fatto allestire un palco con l’orchestrina, ma tale fu la ressa che il palco crollò inghiottendo cantante e orchestrali. La manifestazione fu spostata al teatro Grande Orfeo sotto la Galleria Regina Margherita in quella che oggi è via Depretis, vinse “Le streghe” cantata da Leopoldo Fregoli in procinto di diventare il trasformista per eccellenza. L’idea del festival venne in mente a Edoardo Perino, editore del Rugantino, rivista fondata nel 1848, la cui direzione era di Gigi Zanazzo, voleva imitare il festival di Piedigrotta. Da allora ogni anno si tenne il festival, qualche volta si spostò al teatro Morgana ora Brancaccio o al cinema teatro Massimo dove oggi è Coin. Quante canzoni nacquero in questa occasione? Affacciate Nunziata (1893 considerata una delle più belle canzoni di fine secolo), Nina si voi dormite (1901), Appresso alla reale, Casetta de Trastevere, Vecchia Roma, Serenata Celeste, Barcarolo romano (di cesare Balzani del 1910), Chitarra romana (1934), Quanto sei bella Roma (1934). Il festival ha perso via via importanza come la stessa festa di San Giovanni. L’ultima edizione del concorso fu nel 1955, allora si impose Arrivederci Roma di Renato Rascel, scritta in lingua.


[1] Saltarello. Ballo tipico dell’Italia Centrale, si presenta come danza di coppia. E’ di origine rinascimentale, nel Seicento si diffuse negli ambienti popolari. E’ stato ripreso nell’ultimo movimento della Sinfonia opera 90 di Felix Mendelsshon (compositore tedesco dell’Ottocento).

[2] Festa di San Giovanni. Racconto di Maria Aprile nata nel 1913, dal libro: AA.VV. I nonni di Roma raccontano la storia, Comune di Roma, 2006, pag. 21.

[3] Festa di San Giovanni. Racconto di Charis Gattone nata nel 1908, dal libro: AA.VV. I nonni di Roma raccontano la storia. Comune di Roma, 2006, pag. 311.