Sai come si chiama e dove si trova la piazza che vedi sotto.
Nella foto di ieri le case per dipendenti Alitalia di Ostia.
Sai come si chiama e dove si trova la piazza che vedi sotto.
Nella foto di ieri le case per dipendenti Alitalia di Ostia.
Sai come si chiama e dove si trova il gruppo di case che vedi sotto.
Nella foto di ieri la scalinata della chiesa Regina Pacis di Ostia.
La nuova ciclabile di via dei Cerchi è pronta, fa parte del GRAB, il Grande Raccordo Anulare delle Bici. Un altro tratto è pronto. Va avanti un opera di grande rilievo per i romani e per i turisti.
sai come si chiama e dove si trova la scalinata che vedi sotto.
Nella foto di ieri il porto turistico di Roma che si trova ad Ostia verso l'idroscalo.
Nei giorni scorsi, passando davanti ad un giornalaio dell'Appio Latino, ho scoperto che è in vendita un bel libro che ricostruisce la storia di villa Lazzaroni. L'ho subito acquistando e ho iniziato a leggerlo. Sono molto felice che sia uscito un libro su questa villa a cui sono legato da tanti ricordi. E' una villa storica, al suo interno alberi rari e piante particolari, è molto frequentata ma pochi conoscono la sua storia. Giusto valorizzare questi luoghi di Roma poco conosciuti da romani (che non abitano in zona) e da turisti.
sai come si chiama e dove si trova il porto turistico che vedi sotto.
Nella foto di ieri la rosa dei venti che si trova sul Pontile di Ostia.
Diego Rivera (1886-1957) è stato l'artista più influente dell'arte messicana del XX secolo. Al di là della sua celebre produzione murale, la sua traiettoria artistica incarna il percorso seguito da una generazione di artisti che ridefinì la cultura visiva del Paese, ponendo le basi del Modernismo in Messico. Nelle foto, dall'alto in basso: Donna seduta con fiori, Paesaggio della Catalogna, Natura morta, Donne indigene in giorno di mercato, Nudo di Frida Kahlo.
sai come si chiama e dove si trova la rosa dei venti che vedi sotto.
Nella foto di ieri il Pontile di Ostia.
Il pontile fu costruito insieme allo stabilimento Roma (10 Agosto 1924) con traverse di faggio. Uno nuovo venne realizzato nel 1940 e chiamato “Littorio”, aveva pali in cemento e balaustre in travertino, si spingeva in mare perEcco alcune immagini della nuova pista ciclabile lungo le mura Aureliane che da porta San Paolo arriverà fino a porta Maggiore. Nella foto in alto viale Metronio, nella foto in basso viale delle Mura Latine.
sai come si chiama e dove si trova il pontile che vedi sotto.
Nella foto di ieri il Polo Natatorio di Roma che si trova ad Ostia tra lungomare Duilio e via delle Quinqueremi (Stella Polare). Il Polo Natatorio progettato per i mondiali di nuoto di Roma 2009 ed inaugurato il 10 luglio. La struttura è di 1.000 mq coperti, ha una piscina olimpica con due tribune per 1.000 posti, due vasche indoor, palestre, spogliatoi, una foresteria con 79 stanze, bar, mensa, uffici, sala conferenze da 200 posti. Dispone di un parcheggio da 500 posti. Realizzato in otto mesi è costato 22 milioni (da comune.roma.it). E’ un centro di preparazione per le squadre nazionali di nuoto, pallanuoto, nuoto di fondo, nuoto sincronizzato e sede di corsi di Istruzione Tecnica della FIN. La realizzazione di quest’opera è stata preceduta dalle proteste della popolazione della zona poiché veniva eliminata una ampia zona a verde pubblico.
E' tornata al suo posto, in via della Pelliccia, la statua di Anna Magnani, attrice stupenda e immagine stessa di Roma. Il busto dell'attrice era stato strappato, vandalizzato e buttato vicino ad un cassonetto l'8 marzo 2024. Adesso è stato restaurato e collocato al suo posto dall'artista Gianluca Bagliani, autore del busto stesso.
Sai come si chiama e dove si trova l edificio che vedi sotto.
Nella foto di ieri il monumento ai ravennati che bonificarono Ostia e la resero vivibile. Si trova nella piazza omonima nel centro di Ostia.
Come ogni anno, anche quest'anno VediROMAinBici ha organizzato una lunga pedalata da Roma a Ostia, ma con il fresco. Un successo, che allegria! Nella foto eccoci giunti alla fine della Colombo.
sai come si chiama e dove si trova il monumento che vedi sotto.
Nella foto di ieri il monumento ai caduti che si trova ad Osti davanti alla chiesa Regina Pacis.
Una bellissima notizia per tutti gli amanti di Roma, restaurate tutte le fontane e il parco di Colle Oppio. Un luogo bellissimo nel cuore di Roma, con vista Colosseo.
Alcune immagini di questo blog sono attinte da internet e quindi considerate di pubblico dominio. Vi prego di avvertirmi in caso di un’involontaria violazione del copyright, in modo che io provveda subito all’eliminazione dell’immagine usata per errore.
sai come si chiama e dove si trova il monumento che vedi sotto.
Nella foto di ieri il monumento a Pier Paolo Pasolini di Pietro Consagra che si trova ad Ostia in piazza Anco Marzio.
Assolutamente da non perdere la mostra che si tiene in questi giorni a palazzo Bonaparte sul Novecento italiano, una splendida collezione che proviene dalla racconta delle Assicurazioni Generali. Nelle foto sotto: Umberto Boccioni, Le due amiche; Giovanni Fattori, Tori al tombolo; Roberto Melli, Il gasometro a porta San Paolo.
sai come si chiama e dove si trova il monumento che vedi sotto.
Nella foto di ieri il punto in cui era lo stabilimento Roma a Ostia.
Lo stabilimento Roma era stato progettato dell’architetto Giovan Battista Milani[1], una
costruzione rotonda con i pali di fondazione nel mare, in cemento armato senza
intonaci che si sarebbero deteriorati con la salsedine, era detto il
“Panettone”. Era collegato alla terraferma da un pontile lungo 60 metri La posa
della prima pietra avvenne il 10 agosto
[1] Giovan Battista Milani (1873-1940) ha progettato la chiesa di San Lorenzo da Brindisi a via Sicilia nel 1910-12, la Facoltà di Ingegneria a San Pietro in Vincoli nel 1925, e ancora ville e palazzi.
Roma ha un nuovo, bellissimo museo sulla sua storia millenaria. Lo si deve all'Università di Tor Vergata, si chiama MAUT cioè museo archeologico Universitario del Territorio. In esso sono esposti con i più moderni criteri museografici i ritrovamenti archeologici del quadrante Est di Roma venuti alla luce durante le opere di urbanizzazione di quell'area. Aprirà a settembre.
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sai come si chiamava lo stabilimento che si trovava in questo punto del lungomare di Ostia.
Nella foto di ieri il liceo Scientifico Enriquez di Ostia.
Era chiuso da 13 anni, accoglierà tra i 350 e i 400 alunni con nuove aule, laboratori, palestra con abbattimento delle barriere architettoniche, rinnovati impianti e pannelli fotovoltaici. Anche la corte interna è stata riqualificata a giardino. Il giardino esterno sarà aperto al quartiere con un impianto sportivo.
Nella foto d'epoca un'immagine di Spinaceto del 1971.
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sai come si chiama e dove si trova il liceo che vedi sotto.
Nella foto di ieri lo stabilimento balneare Kursaal che si trova su lungomare Lutazio Catulo ad Ostia.
Venne progettato da Attilio La Padula e Pier Luigi Nervi, del 1950, “l’invenzione strutturale della copertura a ombrello si accompagna a una concezione dello spazio interno come fenomeno luminoso”[1]. Lo stabilimento si segnala per il caratteristico trampolino[2] a forma di k, demolito nel 1972, ricostruito e reinaugurato il 13 giugno del 1997 in legno lamellare. La piscina olimpionica è forse con acqua salata[3]. Questo stabilimento “riassume in se il sogno dello svago, il riposo lontano dalla città, il kursaal è l’università dell’estate a Roma”[4]. Negli anni è stato frequentato da Anna Magnani, Alberto Sordi, Fred Buongusto, Carlo Pedersoli in arte Bud Spencer e Pelè. Recentemente è stata inaugurata all’interno la discoteca Barkabar (musica house e dance con un privè per vedere la pista dall’alto[5]). E’ stato spesso ripreso nel cinema, fra i tanti titoli: “L’automobile” di Alfredo Giannini con Anna Magnani, “Mamma mia che impressione” di Dino Risi e “Belle ma povere” sempre di Dino Risi, “I vitelloni” di Fellini; “Tre di troppo” (2023) diretto da Fabio De Luigi con lo stesso regista e Virginia Raffaele.
[1] Da Guida di Roma del Tci 93. E’ menzionato anche in de Guttry, Roma moderna.
[2] “Il trampolino del
Kursaal nei giorni più azzurri sembra davvero un timbro” da Abbate, Roma.
Guida non conformista alla città, ed. Cooper, 2007. Per Marco Lodoli: “Tutti
noi romani abbiamo in comune un luogo fortemente simbolico che in un attimo ci
ha spiegato chi siamo e cosa vogliamo… è il trampolino del Kusaal da cui ci
siamo lanciati prima da
[3] L’informazione che la piscina olimpica sia con acqua di mare da: Passeggiate Romane, opuscolo A.p.t.
[4] Da Fulvio Abbate, Roma. Guida non conformista alla città, ed. Cooper, 2007.
[5] Da Repubblica del 30 agosto 2008.
Il municipio ha presentato il progetto di riqualificazione del piazzale del Verano, diventerà una grande area pedonale con più verde e viabilità rivista, diventerà un luogo di attività culturali. Per tale progetto sono investiti 4 milioni di euro.
sai come si chiama e dove si trova lo stabilimento balneare che vedi sotto.
Nelle foto di ieri il giardino Simone Renoglio al centro di viale delle Repubbliche Marinare a Ostia. Simone Renoglio era un vigile del fuoco morto per soccorrere un sommozzatore incastrato nella diga di Castel Giubileo sul Tevere il 13 gennaio 2003.
Un'importante novità alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di viale delle Belle Arti a Roma. La Galleria espone un'opera di Maurizio Cattelan dal titolo "Sunday" del 2024, acquistata con il sostegno PAC (Piano per l'Arte Contemporanea) del Ministero della Cultura. Cattelan è uno dei più importanti e controversi artisti italiani, è nato a Padova nel 1960. Tra le opere più celebri "La nona ora" (1999) nella quale si vede un meteorite che colpisce il papa Giovanni Paolo II; "HIM" un'immagine di (2001) Hitler inginocchiato e contrito, come per chiedere scusa (opera venduta per 17 milioni di dollari); L.O.V.E. (2010), una grande mano intenta nel saluto fascista ma non quattro dita mozzate posta davanti alla Borsa di Milano, un atto osceno verso la finanza (LOVE sta per Libertà Odio Vendetta Eternità.
Una splendida notizia per tutti gli amanti di Roma e della sua storia millenaria. E' stato completato il restauro del ninfeo di Egeria e della chiesetta di Sant'Urbano. Entrambi due luoghi magici di Roma che si trovano in Caffarella.
Il Ninfeso di Egeria è una grotta artificiale in
prossimità di una sorgente d'acqua minerale acidula. Era preceduta da un
portico che si specchiava in un bacino nel quale si raccoglieva l'acqua
sorgiva. Faceva parte del Triopio di Erode Attico. Oggi la vediamo così grazie
ai restauri del 1999. Nella nicchia in fondo si trova una statua distesa del
dio Almone, senza testa. Il lago che si trova di fronte è completamente
ricoperto di “lenticchia d’acqua”. Sulla parete di fondo cresce il capelvenere.
Il canale ottocentesco in muratura che costeggia la passerella in metallo,
apparteneva ad un canale più esteso che serviva ad alimentare la mola del
mulino che sorge accanto al sepolcro di Annia Regilla. Di questo luogo ci hanno
lasciato ricordi scritti Goethe (di cui esiste un disegno fatto a mente), Byron, Stendal, Lorrain e
Chateaubriand. Hanno dipinto questo luogo Piranesi e Ettore Roesler Franz.
“Probabilmente è in questo luogo che viene
allestito un fastoso banchetto che ha come illustre ospite l’imperatore Carlo
V” da Sara Fabrizi, Storia di Appio San Giovanni, ed. Typimedia, anno 2020,
pag.78.
La chiesetta di Sant'Urbano fu eretta da Erode Attico come tempio a Cerere, la dea delle messi corrispondente a Demetra dei greci, in seguito fu intitolata anche a Faustina Maggiore moglie divinizzata dell'imperatore Antonino Pio, ma molto più probabilmente il nome è riferito a Faustina Minore, figlia di Antonino Pio e Faustina Maggiore, moglie di Marco Aurelio. Faceva parte del Triopio, villa e tenuta agricola del II secolo d.C. costruita da Erode Attico, aveva questo nome in ricordo del re Triopas di Tessaglia che aveva osato tagliare la legna del bosco sacro a Demetra e per questo punito con una fame insaziabile. Il nome era un avvertimento verso possibili ladri. Del tempio pagano si conservano addirittura le tegole del sottotetto. In origine era sollevato su un podio con sette gradini al centro di un grande terrazzamento rettangolare che oggi si individua a fatica. La platea era cinta da portici. In laterizio non è solo il corpo dell'edificio (cioè il muro perimetrale, il timpano e la costruzione interna) ma anche la decorazione della parte alta della facciata (mensole, cornici, dentelli e ovuli), secondo l'uso tipico del II secolo d.C. Il tempio ha quattro colonne sulla facciata, le colonne, i capitelli corinzi e l'architrave sono in marmo pentelico, un marmo bianco proveniente dalla Grecia e le cui miniere appartenevano ad Erode Attico. Il muro tra le colonne è dovuto al restauro del 1634 quando nella facciata si era aperta una crepa visibile ancora oggi.
Superati pochi gradini si entra in un atrio utilizzato fino a pochi anni fa come abitazione del guardiano. Qui vi era la statua di Cerere rubata agli inizi degli anni Ottanta. Si entra in una grande stanza che era la cella del tempio, stranamente grande e luminosa. Qui vi erano le statue delle due dee a cui era dedicata e forse quella di Annia Regilla. Era un luogo sacro riservato al sacerdote. All'interno è conservato un piccolo altare rotondo di marmo rinvenuto nel giardino nel 1616 nel quale si legge una iscrizione in greco dedicata a Dioniso che fece supporre che il tempio fosse a lui dedicato.
Nel VI secolo fu convertito in chiesa cristiana e dedicato a Sant'Urbano vescovo il cui corpo era sepolto al quarto miglio della via Appia. Il restauro più importante fu compiuto dal cardinale Francesco Barberini nel 1634. Gli affreschi che ornano i riquadri risalgono all'XI secolo, ma furono rimaneggiati nel Seicento da papa Urbano VIII Barberini. Attraverso una piccola scala si scende alla cripta, le dimensioni ridotte e la sua posizione sotto l'altare provano che essa fu costruita per essere una "Confessione", cioè luogo per conservare le reliquie. Il tetto con la volta a botte era decorato da una serie di stucchi ottagonali e quadrati contemporanei a quelli delle tombe dei Valeri e dei Pancrazi nelle tombe della via Latina. Di tutti gli stucchi ottagonali è rimasto proprio quello centrale che raffigura due persone in rilievo una delle quali interamente conservata: è una donna nobilmente vestita. Forse l'apoteosi di Annia Regilla. “La donna porta ai piedi delle calzature con la punta rialzata, tipici della cultura etrusca. Un dettaglio che sembra rimandare alle origini etrusche della famiglia di Anni Regilla[4]. L'affresco della Crocifissione reca la firma frater Bonizzo e la data 1011. Gli affreschi appartengono allo schema tipico del periodo medioevale. Le 34 scene distribuite lungo le pareti rappresentano episodi tratti dal Vangelo, dal martirio di San Lorenzo e di altri santi non ancora ben identificati.
sai come si chiama e dove si trova il giardino che vedi sotto.
Nella foto di ieri la FONTANA DELLO ZODIACO che si trova ad Ostia al termine della Colombo.
Nel 1938 fu
avviata la costruzione della Cristoforo Colombo che, a causa del conflitto mondiale,
venne completata nel 1954, anno in cui fu intitolata a Cristoforo Colombo. Nei
primi anni cinquanta si progettò anche la parte finale del lungo rettilineo:
una grande terrazza che affacciava sul mare costituita da un enorme piazzale
con rotonda centrale di circa 4000 mq di superficie.
Sulla terrazza
si pensò di collocare una “fontana artistica”, scelta tra quelle dismesse
depositate nei magazzini della Ripartizione X Antichità e Belle Arti. Il
progetto non si concretizzò e la rotonda fu costituita in due fasi distinte: la
prima con la realizzazione del piazzale con i segni zodiacali che circondavano
una rosa dei venti e le cui punte, oggi, sporgono e sono visibili ai piedi del
catino; la seconda con la costruzione della fontana.
Nel gennaio
del ‘53 furono affidati i lavori alla ditta di Calantoni Arnaldo. L’opera
comprendeva i sistemi fognari, il rilevato, il marciapiede, la gradinata e
tutte le opere in travertino per i pavimenti, recinzioni e la scura pietra di
Bagnoregio per i segni zodiacali e la rosa dei venti. Per i segni zodiacali
l’unico riferimento possibile è quello stilistico che rimanda ai mosaici degli
scavi di Ostia Antica e ai graffiti che decorano il Governatorato (sede del
Municipio X) realizzati quasi trent’anni prima dal prof. Calzolari.
Per oltre un
anno il “Belvedere di Ostia”, rimase una terrazza sul mare senza la fontana che
fu inaugurata nel ‘57 ed era costituita da due vasche circolari concentriche
con getti d’acqua laterali e un getto centrale che si innalzava per oltre venti
metri. Gli effetti luminosi erano ottenuti mediante cento lampade nascoste
nelle nicchie. Un progetto avveniristico, ideato dall’ingegnere comunale Mario
Ferrero, che attraverso una tastiera provvista di trenta comandi, poteva
aumentare e diminuire il getto d’acqua centrale, creare effetti luminosi con
cinque variazioni di colore e attivare un sottofondo sonoro.
Dal ‘68 che
iniziarono le fasi altalenanti di spegnimento e accensione della fontana: con
l’austerity, in cui tutti gli impianti di illuminazione artistica della
capitale vennero spenti per motivi economici, rimase oscurata per un lungo
periodo. Solo negli anni ‘80 tornò a diffondere la luce.
Circa dieci anni fa, la fontana ha cessato di funzionare
definitivamente, con conseguente interruzione dell’accessibilità della terrazza
per questione di sicurezza e per il degrado diffuso che interessava la
pavimentazione e le balaustre.
La fontana è stata restaurata dopo anni di lavoro, rifatto l’impianto idraulico, rifatta la pavimentazione con le immagini dei segni zodiacali. La nuova inaugurazione è avvenuta il 20 aprile 2021 alla presenza della sindaca di Roma Virginia Raggi.
Questa mattina bella passeggiata in bici a villa De Sanctis per vedere la nuova statua ad Alberto Sordi dello scultore Massimiliano Saccucci. Un bel ricordo per un vero "romano de Roma". Da lì siamo andati a vedere come procedono i lavori per il rinnovato e ampliato parco di Centocelle.
sai come si chiama e dove si trova la fontana che vedi sotto.
Nella foto di ieri il deposito dell'acqua in via Oletta a Ostia.
Marinella Senatore (Cava dei Tirreni 1977 - vive e lavora a Berlino) è tra le figure più influenti della scena artistica italiana, artista multidisciplinare e voce tra le più autorevoli del panorama internazionale. Dal 2018 con la School Narrative Dance ha coinvolto più di otto milioni di persone di 23 paesi. La Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea l'ha nominata artista dell'anno e gli ha dedicato una sala.
sai come si chiama e dove si trova il deposito acqua che vedi sotto.
Nella foto di ieri l'ex GIL di Ostia in corso Duca di Genova.
Passando per la via Ostiense ci sarà capitato di vedere, presso la basilica di San Paolo, i resti di un sepolcreto. E' di questi giorni la notizia del restauro e dell'apertura al pubblico di una nuova area. Roma, non basta una vita.
sai come si chiama e dove si trova l'edificio che vedi sotto.
Nella foto di ieri la Colonia Marina Vittorio Emanuele III.
Spicca da lontano, anche dal pontile, progettata da Marcello Piacentini per ospitare bambini predisposti alla tubercolosi, ampliata poi da Vincenzo Fasolo nel 1932. I grandi padiglioni danno spazio a tante camerate da 30 letti ciascuna in cui dormono bambini dai 5 ai 12 anni tutti bisognosi di cure elioterapiche poiché coabitano con parenti affetti da tubercolosi polmonare. All’inaugurazione del 24.1.32 intervenne la regina Elena. Dai primi anni Cinquanta al 1983 fu adibito a collegio per i figli provenienti da famiglie bisognose. Oggi accoglie una mensa della Caritas, alloggi temporanei per persone meno abbienti, la Comunità di Sant’Egidio, l’Associazione Nazionale Carabinieri, un centro anziani, una biblioteca, e un teatro[1].
La pianta dell’edificio presenta una prima costruzione a base quadrata con cortile interno, segue un lungo corpo di fabbrica parallelo al mare con quattro corpi sporgenti, molto sporgenti verso il mare, meno verso l’interno[2]. Si presenta imponente ora su tre, ora su quattro livelli, prevale il colore ocra con colonne e lesene rosse agli ingressi come quelli di un tempio etrusco, ad angolo con via G. da Sangallo presenta una terrazza coperta al secondo livello e scoperta al terzo livello. Dopo il primo ingresso si vede la facciata di una cappella. Venne realizzato un sottopassaggio per condurre i bambini sulla spiaggia senza attraversare la strada, esiste tutt’oggi. Alle spalle c’è un largo giardino occupato da padiglioni, dal nuovo edificio del Teatro del Lido e da un ampio parcheggio in uso alla biblioteca e al teatro.
All’interno della Colonia, con ingresso da via Adolfo Cozza 7 ma anche dal lungomare, si trova la Biblioteca Elsa Morante[3], una delle più grandi e fornite biblioteche comunali, si sviluppa su 2.000 mq e su tre livelli, dispone di una sala di lettura con 80 posti, di una sala incontri, di uno spazio multimediale ed emeroteca. Nel 2001 disponeva di 18.000 libri, di cui 2.500 per ragazzi, oltre a dvd[4]. Adiacente, ma con entrata da via delle Sirene 22 è il Teatro del Lido che fa parte dell’azienda autonoma Palaexpo, è stato inaugurato il 9 marzo 2003 dal sindaco Veltroni, offre un calendario di musica, danza e teatro di livello nazionale[5].
[1] La Colonia Marina è menzionata in Tci, cit; de Guttry, cit pag. 72; e da comune.roma.it/XIIImunicipio.
[2] Da: google.maps.
[3] Elsa Morante (Roma 1912-1985), scrittrice, sposò nel 1941 Alberto Moravia dal quale si separò nel 61. I suoi romanzi più famosi: Menzogna e sortilegio del 1948, premio Viareggio, L’isola di Arturo del 57, Lo scialle andaluso del 63, Il mondo salvato dai ragazzini del 68 e La Storia del 74.
[4] Da: Mappa delle biblioteche di Roma del 2001.
[5] Da: teatrolido.it.