venerdì 27 marzo 2026

La Valle dell'Inferno e la fornace Veschi, ricordi della Roma di una volta

 


Rinascono la fornace Veschi e l'auditorium di via Albergotti. Dieci anni fa l'auditorium venne devastato da un incendio, è stato ricostruito, sarà inaugurato nei prossimi giorni, è una sala che dispone di 264 posti e nuovi spazi modulari per teatro, mostre e musica. Stanno per iniziare i lavori preliminari al cantiere che trasformerà la storica fornace Veschi con due milioni di fondi del PNRR, diventerà un centro civico con sale dedicate alla socialità e alla lettura.




Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la villa romana che vedi sotto.



Nella foto di ieri la Torre di Mezzavia che si trova sulla via Tuscolana all'altezza del GRA.

   Così chiamata perché si trova a metà strada tra Roma e Frascati. Ha un ruolo importante perché si trova a cavallo di due strade molto frequentate: la via Tuscolana e la via Latina, il cui tracciato ricalca quello dell’attuale via Anagnina. Si tratta di una torre del XIII secolo sorta su resti di una villa romana mentre una cisterna è sul lato Est. L’edificio è circondato da un muro di pietra, in peperino, alto quasi tre metri, sulla sommità è stato ricavato un camminamento di ronda in legno di cui rimangono i fori d’impalcatura. A costruirla sembra sia stata la famiglia Mardoni, importanti funzionari della Curia romana nel medioevo, addetti all’archivio pontificio.

     Nel 1729, nei pressi della torre il cardinale Melchior de Polignac, ambasciatore francese a Roma, effettua alcuni scavi, dal terreno affiorano: un rilievo che raffigura un personaggio a cavallo e varie statue, una di Esculapio, dio della Medicina, un’altra della dea Salute, un Apollo che suona la cetra e Polimnia, una delle nove muse. Tutte queste opere oggi conservate a Berlino, sono pertinenti a una villa romana di cui si ha notizia solo tra il 1828 e il 1829, della gens Calpurnia. Da: Sara Fabrizi, Storia di Cinecittà Don Bosco, ed. Typimedia, pag.84.

giovedì 26 marzo 2026

Buone nuove per il quartiere Coppedè

 


   Piazza Mincio - il cuore del quartiere Coppedé - sarà pedonalizzata, saranno rimossi gli spartitraffico. L’inaugurazione a breve, al posto degli spartitraffico bianchi e rossi ci saranno colonnotti in travertino. Dai quotidiani romani del 20.3.26.

     Costruito dall’architetto Gino Coppedè[1] tra il 1919 e il 1926, è un incredibile incrocio di linguaggi architettonici che ben ci riportano nell’atmosfera borghese di inizio Novecento. “E’ un tardo episodio liberty, del tutto anacronistico e spaesato. La decorazione è sovrabbondante e fantastica, vi prevalgono gli elementi neo medioevali e manieristici”[2]. Ilaria Beltramme in “101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita”, ed. Newton, 2007, invita a visitare il quartiere Coppedè (pag.278).

     Entrando da via Dora (già via Diagonale, al civico 2 ha abitato Gino Coppedè) abbiamo ai lati i palazzi degli Ambasciatori (completati nel 1921[3]) collegati tra loro attraverso la soluzione scenografica del grande arcone (illuminato da un elegante lampadario in ferro battuto), ornato da un grande mascherone in stucco sorretto da due efebi michelangioleschi. In asse col mascherone, tra le finestre del primo piano l’architetto colloca poi l’emblema dei Medici, probabile omaggio alla sua città Firenze. Verso la torretta d’angolo con via Arno, la decorazione diventa maggiormente ricca: nei bassorilievi si ravvisano figure di donne rappresentate con vasi, incensieri, civette e farfalle, mentre le figure maschili mostrano altri attributi, tra cui un braciere, un gallo e una lepre. La firma dell’architetto va scoperta nell’arcone e precisamente  tra le colonne[4].

     Piazza Mincio è stata riqualificata nel 2010, pedonalizzandola e allargando i marciapiedi in sampietrini (nel novembre 2023 si sta sostituendo la pavimentazione, sarà in sampietrini, i lavori dovrebbero terminare nel dicembre 2023). Al centro della piazza si trova la fontana delle Rane, del 1920 – 24, con grandi conchiglie sorrette da coppie di uomini inginocchiati. Una rivisitazione in chiave ironica della fontana delle tartarughe in piazza Mattei. Otto esemplari del simpatico anfibio compaiono sul bordo del catino superiore, mentre in atto di spiccare un salto gettano zampilli d’acqua nella vasca. Altre quattro rane, più grandi, ritornano al centro delle valve di conchiglia tenute da coppie di giovani che con le gote gonfie spruzzano l’acqua nel bacino più basso polilobato[5]. Nel settembre 2019 / gennaio 2020 la fontana è stata restaurata, tra le criticità il parziale cedimento strutturale di alcuni centimetri verso Est.

     Nel caldo giugno 1965 i Beatles a Roma per un concerto al teatro Adriano di piazza Cavour, si tuffarono completamente vestiti nella fontana, dopo una serata trascorsa con il giornalista Gianni Minà a girare tra i locali, compreso il vicino Piper, da: Dall’Oglio Giustini, Roma fuori centro, ed. Efesto, 2025, pag.91.


[1] Gino Coppedè (Firenze1886- Roma1927) architetto, scultore e decoratore. Fu un artista eclettico, sviluppò un suo stile ornamentale che coincise con i caratteri dello stile liberty. Il suo primo importante lavoro fu il castello Mackenzie (1897-1902) a Genova dove si trasferì. Realizzò ville signorili, progettò l’arredamento dei piroscafi, hotel di lusso, stabilimenti balneari. A Roma ha realizzato anche il palazzo al n. 7 di via Veneto ornato con iscrizioni latine e un’altana a colonne, si tratta della sua ultima opera (1925-27). Aveva sposato, nel 1889, Beatrice Romanelli, figlia dello scultore Pasquale, da lei ebbe tre figlie. E’ sepolto in San Miniato. Da Irene de Guttry, Guida di Roma Moderna, ed. De Luca; da it.wikipedia.org. La notizia del palazzo di via Veneto da: Guida di Roma del Tci, 1993. Il progetto originario prevedeva 18 palazzi e 27 villini, non tutti costruiti. Da rivista: “Roma ieri oggi e domani”, ed. Newton, n. 49.

[2] Riferimento da Irene de Guttry, Roma moderna, ed. De Luca, 1989.

[3] Palazzi degli ambasciatori. La notizia dell’anno di fine lavori dalla rivista: “Roma ieri, oggi e domani”, ed. Newton, n.49, anche scritto sulla facciata del palazzo stesso.

[4] Palazzi degli Ambasciatori. Le notizie da: Pratesi – Rendina (a cura di), Roma liberty. Fascino e storia di uno stile. Palombi editore, 2001.

[5] Fontana delle Rane. Le notizie da : Pratesi – Rendina, cit. Invece per la rivista “Roma ieri, oggi e domani”, ed. Newton, n. 49, la fontana è del 1925.

Notte prima degli esami 3.0, un bel film

 


   E' nelle sale, in questi giorni, il film "Notte prima degli esami 3.0" diretto da Tommaso Renzoni, al suo debutto alla regia, co-sceneggiato con Fausto Brizzi, con Tommaso Cassissa, Sabrina Ferilli, Gianmarco Tognazzi. Il film è ambientato a Roma (si vede il Pincio e altri luoghi di Roma), creato in occasione dei 20 anni di "Notte prima degli esami". E' un film veramente piacevole, è un ritratto positivo dei giovani di oggi che si trovano alla vigilia della maturità e vivono fra amori segreti, tradimenti ed amicizie messe a dura prova con piani disperati per ingannare la professoressa più terribile e odiata dagli studenti, quella di italiano la prof. Castelli, ovvero Sabrina Ferilli. C'è anche spazio per avere dal vivo la canzone di Antonello Venditti. Complessivamente un film che lascia bene.

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la torre che vedi sotto.


Nella foto di ieri la stazione del tram Termini - Capannelle che era anche la linea tramviaria dei Castelli.

mercoledì 25 marzo 2026

Buone nuove per Corviale

 


Corviale è un quartiere di Roma noto per avere un palazzo lungo un chilometro che a sua volta ha ispirato un film sul progetto di riqualificazione "Scusate se esisto" con Paola Cortellesi e Raul Bova. In queste ore si sta lavorando al Pala Corviale, un palazzetto per attività sportive in via Lanfranco Maroi, sulla sinistra della via Portuense uscendo da Roma. La consegna dei lavori entro luglio. E' bello vdere che anche questa parte della città sta migliorando e offre opportunità ai giovani.


Alcune immagini di questo blog sono attinte da internet e quindi considerate di pubblico dominio. Vi prego di avvertirmi in caso di un’involontaria violazione del copyright, in modo che io provveda subito all’eliminazione dell’immagine usata per errore.

Gulistan alla Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea

 


Alla Galleria fino all'8 aprile è possibile vedere la mostra "Gulistan. Time Garden" a cura di Gabriele Simongini. L'esposizione presenta 45 opere dell'artista cinese che vuole creare un ponte tra Oriente e Occidente con uno stile che unisce calligrafia orientale e astrazione moderna. 




Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la stazione che vedi sotto.


Nella foto di ieri il sepolcro di via Bisignao o Tempio di Coriolano che si trova allo Statuario presso la via Appia Nuova.

     L’edificio sorge lungo una deviazione della via Appia che conduceva a Castrimoenium, oggi Marino. Si tratta di un sepolcro a pianta quadrata, costituita da due camere sovrapposte, quella inferiore era la cella funeraria illuminata da strette finestrelle e coperta da volta a crociera di cui rimangono solo i pennacchi agli angoli delle pareti. La camera superiore, destinata ai riti funerari, era decorata da una nicchia per lato, contenenti i ritratti dei defunti. Anche questo ambiente era coperto da una volta a crociera di cui restano i pennacchi. L’esterno è in laterizi: mattoni gialli per la cortina e rossi per le decorazioni. E’ simile alla Sedia del Diavolo e al tempio del Dio Redicolo in Caffarella. Datato al II secolo d.C. Nel medioevo fu torre di guardia. 

martedì 24 marzo 2026

Bello il nuovo volto del lato Sud del Colosseo

 



     Il giorno 18 di questo mese sono terminati i lavori dell'area Sud del Colosseo con una nuova pavimentazione e 44 blocchi in travertino che citano gli antichi pilastri che fungeranno da sedute. Il progetto firmato da Stefano Boeri e approvato dalla soprintendenza, riceve critiche da parte di alcuni come sempre quando si fanno grandi cambiamenti nel centro storico. Lo trovo piacevole.

Avanza il GRAB



Vanno avanti i lavori per realizzare il GRAB, il Grande Raccordo Anulare delle Bici, un anello intorno Roma di oltre 50 Km con partenza e arrivo dal Colosseo. E' stato completato in questi giorni il tratto di via Celio Vibenna, praticamente intorno al Colosseo. Più piste ciclabili, più gente invogliata a lasciare la macchina a casa e prendere la bici. Per una città con meno traffico e meno inquinata, via le piste ciclabili! viva la bici!


In molti ritornammo


 

Venerdì prossimo non si può mancare alla presentazione di questo libro della mia amica Chiara Novelli.

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova il sepolcro che vedi sotto.


Nella foto di ieri un obelisco posto lungo la via Appia Nuova negli anni Quaranta dopo lavori di bonifica nell'area che permisero le abitazioni allo Statuario (presso Capannelle).

lunedì 23 marzo 2026

Una nuova piazza per il MAXXI

 


La piazza interna del MAXXI diventerà una vera oasi, sarà triplicata la superficie verde di piazza Alighiero Boetti ed entro l'estate il Museo delle Arti del XXI secolo avrà un nuovo volto.


Prende forma il parco di Centocelle

 


    Vanno avanti i lavori nel parco di Centocelle, si profila la fine dei lavori per luglio. Gran parte dell’area sulla via Casilina è stata bonificata, si apriranno nuovi accessi su via Centocelle e via degli Angeli. Con i suoi 126 ettari custodisce sette ville romane di età Repubblicana (di nuovo sotterrate) una fitta rete di cunicoli sotterranei e la cosiddetta metro di Mussolini. Già piantumati 500 alberi, realizzata area ludica. A luglio ci saranno sette ingressi anche sul lato del quartiere Don Bosco, la piazza avrà una fontana a raso e parcheggio (progettata per accogliere eventi), ci sarà la casa del parco dove c'era un benzinaio e un playground dove era la pista di atterraggio e decollo (lunga 350 metri, sport vari per non consumare verde). I tracciati dei sentieri realizzati dopo la bonifica saranno tutti percorribili, mentre le finiture arriveranno per ultime (brecciolino). Gli autodemolitori erano 30 ne sono rimasti 4. Sarà recuperato il tracciato del tunnel di Mussolini, diventerà una passeggiata botanica con percorsi ciclopedonali. Dai quotidiani romani del 21.3.26.

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova l'obelisco che vedi sotto.


Nella foto di ieri l'ippodromo delle Capannelle.

     Questa parte della campagna romana era frequentata dagli appassionati alla caccia alla volpe, considerata un’attività sportiva. Vi partecipavano gli eletti del mondo aristocratico mondano seguiti da più tranquilli signori e signore in carrozza che si dedicavano alle chiacchiere.

     Un impianto delle corse venne allestito lungo la via Flaminia dove oggi è il Villaggio Olimpico nel 1911 per il Cinquantesimo dell’unità d’Italia. Fu progettato da un giovane Marcello Piacentini. Nel 1929 venne chiuso e trasformato in campo Parioli, ribattezzato campo Dux per esercitazioni militari. Dopo la guerra ciò che rimaneva delle tribune furono occupate da baraccati, per le olimpiadi del 1960 la zona venne sbaraccata per far posto al Villaggio Olimpico.

     L’ippodromo delle Capannelle venne inaugurato nel 1881 (per Riccardo La Bella, 70 anni di Trasformazioni nel IX Municipio, pag. 15, l’ippodromo venne realizzato nel 1884, mentre per Come eravamo, Typimedia ed. nel 1881) non lontano c’era una piccola stazione aperta il 7 luglio 1856 per la ferrovia Roma Frascati. L’ippodromo venne ricostruito nel 1926, fino a marzo 2014 ha ospitato esclusivamente gare di galoppo, con la chiusura di Tor di Valle, su una nuova pista appositamente realizzata, anche le gare di trotto. I cavalli partono dietro una macchina con due grandi ali per il trotto, mentre per il galoppo i cavalli partono dai box vicino ai nastri di partenza. L’impianto attuale si estende su 140 ha.

     Il re Umberto I, appassionato dei cavalli, frequentava assiduamente questo ippodromo. Il 21 aprile 1897, mentre si recava qui subì un attentato da un anarchico, Acciarito, attentato che fallì. Le corse furono uno dei divertimenti più consueti della domenica di tanti romani, nobili ma non solo, luogo di giochi d’azzardo. Il nome deriva da un gruppo di capanne, tipiche della campagna romana, che sorgevano tra la via Appia Nuova e la via Appia Pignatelli.

     Nel 2005 è stata costruita la prima pista italiana con fondo sintetico, l’anno successivo è stato acceso l’impianto di illuminazione di questa pista. La nuova pista del trotto è stata inaugurata il 9 aprile 2014. Le scuderie possono ospitare fino a 1.000 cavalli. L’impianto può ospitare più di ventimila persone.

     Spesso vi si tengono spettacoli circensi e concerti di musica popolare. 

domenica 22 marzo 2026

Marcigliana

 


Bellissima passeggiata in bici alla Riserva Naturale della Marcigliana proposta da VediROMAinBici. E' stato bellissimo! Un luogo che conserva un paesaggio che sembra appartenere a un'altra epoca. Con i suoi oltre 4.000 ettari di campi, boschi e colline, custodisce uno dei tratti più autentici della campagna romana. Questo mattina ho fatto quasi 48 Km. Stupendo!

Buone nuove per la metro A

 


Stanno per concludersi gli scavi archeologici preventivi delle due nuove stazioni della metro A: Bembo e Torrevecchia che verranno dopo Battistini. Si tratta di altri due chilometri di gallerie e due nuovi parcheggi di scambio. Costo totale del prolungamento un miliardo e 200 milioni. Terminato il progetto definitivo toccherà alla Regione la valutazione di impatto ambientale dopo che il Comune avrà bussato al Governo per ottenere i finanziamenti necessari. Obiettivo: cantieri a metà del prossimo anno. Info dai quotidiani romani del 16.3.26. Nella foto in alto la stazione Battistini della metro A.

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 sai come si chiama e dove si trova l'ippodromo che vedi sotto.


Nella foto di ieri la chiesa di Sant'Ignazio di Antiochia allo Statuario.

sabato 21 marzo 2026

Bellissima Sanremo, superbo Pogacar

 


Quest'oggi abbiamo assistito ad una spettacolare Milano - Sanremo, il numero uno al mondo del ciclismo professionistico è caduto all'uscita di Imperia, ma all'attacco della Cipressa già recupera e attacca, solo in due riescono a tenergli testa. Prova più volte di staccarli sulla Cipressa prima, sul Poggio poi. Ma nulla. Sul traguardo di via Roma allo sprint riesce a battere l'inglese Tom Pidkok per mezza ruota, buon terzo Van Aert. Pogacar era salito sul podio più volte ma non era mai riuscito a vincere questa gara, una delle pochissime che gli mancava. Inoltre la soddisfazione di vincere con la maglia iridata di campione del mondo. 


Buone nuove per l'ex fabbrica della Mira Lanza

 


Il Comune di Roma ha approvato il passaggio di proprietà dell'ex Mira Lanza a Roma Tre che investirà 30 milioni per edificare uno studentato. E' una ottima notizia non solo per gli studenti fuori sede per tutti tutti i cittadini dell'area in quanto era diventato un luogo di degrado. Nello stesso ambito una parte della fabbrica era già diventato teatro India.

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la chiesa che vedi sotto.


Nella foto di ieri la caserma dei Vigili del Fuoco delle Capannelle.

venerdì 20 marzo 2026

Rinasce la Casa del Popolo di Valle Aurelia

 


In questi giorni si lavora al restauro della Casa del Popolo di Valle Aurelia. Ci sarà un'aula studio e una sala a disposizione dei residenti per eventi vari. Obiettivo riaprirla per il 25 aprile.

Ci troviamo in un luogo di Roma che da secoli è chiamato valle dell’Inferno perché giorno e notte le ciminiere delle fornaci sbuffavano fumo e i forni s’illuminavano di fuoco per produrre mattoni. Il nome è appropriato anche per descrivere le condizioni di vita degli operai che vi lavoravano, i cosiddetti fornaciari. Di quei tempi rimane la Casa del Popolo, una “pietra d’inciampo” per Alberto Di Giacomo e due lapidi. Sembra che qui sia venuto anche Lenin che ha definito questo luogo “la piccola Russia”. Il sociologo Franco Ferrarotti ha raccolto le memorie degli abitanti del borghetto. Negli anni del primo dopoguerra qui erano attivi gli “Arditi del Popolo”. Questi abitavano case o baracche di legno sulle colline di monte Ciocci dove è stato girato il film “Brutti, sporchi e cattivi” (1976) di Ettore Scola con un giovane Nino Manfredi. Il film vinse il festival di Cannes. Nella foto la valle dell'Inferno in un'immagine del 1930.

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Rischia di chiudere la tramvia fra Termini e Centocelle

 


In seguito al deragliamento di un tram nel tratto presso presso ponte Casilino la tramvia che da Termini arriva a parco di Centocelle rischia di chiudere se dovessero essere troppo onerosi i costi per la riparazione della linea stessa e anticipare così la chiusura prevista tra pochi mesi. Questa linea tramviaria è quanto rimane del tram che raggiugeva Fiuggi. Nella foto in alto un'immagine del tram per Fiuggi a piazza del Pigneto nel 1954.

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 sai come si chiama e dove si trova la caserma che vedi sotto.


Nella foto di ieri uno dei Casali di bonifica dello Statuario.

giovedì 19 marzo 2026

La Biblioteca Nazionale compie 150 anni

 


La più grande biblioteca d'Italia compie 150 anni con visite e docufilm. Questa è l'occasione per vedere manoscritti preziosi e il museo "Spazi900". 


Fondata nel 1877 con il materiale della biblioteca dei Gesuiti del Collegio Romano al quale si aggiunsero altre 70 biblioteche claustrali, da allora è stata continuamente accresciuta.  E' di carattere generale con pregevoli fondi speciali come topografia romana, riproduzione di codici, libri arabi, cinesi e giapponesi, opere relative alla storia della Compagnia di Gesù, raccolte di quotidiani, riviste, atti ufficiali e accademici italiani e stranieri. Si estende su una superficie di oltre 50.000 mq, possiede circa 7.000.000 libri, 8.000 manoscritti, 120.000 autografi, 1.877 incunaboli[1], circa 50.000 periodici, 27.154 autografi (questi dati sono aggiornati al primo luglio 2018; il quotidiano la Repubblica, in quella data affermava che l’incremento dei libri dal 2002 al 2012 è stato del 14%; la biblioteca ha 241 dipendenti, ma solo dieci anni prima erano 324). Si articola in quattro corpi: il deposito dei libri su dieci piani; gli uffici, l’atrio e lo spazio mostre su cinque piani; la sala conferenze; la sala letture su piano unico.

     L'edificio che ospita la biblioteca è stato costruito tra il 1959 e il 1969 da Castellazzi, Vitellozzi[2] e D'Andrea e rientra nella tipologia dello "stile internazionale", o "scatole di vetro". E’ stata inaugurata il 31 gennaio 1975 dall’allora ministro dei Beni Culturali Giovanni Spadolini.

     Dal 1990 il suo catalogo è on line. E' sede espositiva, vi si svolgono convegni e presentazioni di libri. I compiti istituzionali sono: raccogliere e conservare la produzione editoriale italian, documentare la principale produzione estera in particolare quella dedicata al nostro paese, produrre servizi bibliografici e diffondere il proprio patrimonio. Attraverso l’ufficio deposito legale riceve dagli editori una copia di tutto quello che viene pubblicato nel Paese. Al suo interno si trova la Biblioteca Braille Regina Margherita.

     Nella biblioteca a sede l’Istituto di Bibliografia Musicale. Dal 1979 svolge attività di ricerca e di catalogazione promuovendo convegni di studio nel settore bibliografico-musicale e sotorico musicologico. Vanta un ricco catalogo editoriale in cui si segnalano i tre volumi del Dizionario Storico Biografico del Lazio.

     Nella biblioteca si trova il Centro Studi sulla Cultura e l’Immagine di Roma, fondato nel 1982 presso l’Accademia dei Lincei da Giulio Carlo Argan. Promuove e coordina ricerche sulla storia di Roma e sul ruolo della città nella cultura europea soprattutto rispetto alle arti all’architettura e all’urbanistica. Possiede una biblioteca e una fototeca, il suo archivio è dichiarato di notevole interesse.


[1] Icunabolo  o incunabulo dal latino "in culla". Si riferisce ad un documento stampato con la tecnica dei caratteri mobili realizzato tra la metà del XV secolo e l'anno 1550 incluso. A volte è detto anche quattrocentina. Non presentano frontespizi. Sono i primi libri moderni, cioè realizzati in serie con delle modalità proto industriali, ma circa 10.000 dei 40.000 testi noti sono costituiti da fogli sciolti perchè erano bandi, proclami, lettere di indulgenza, modulistica. 1/4 degli icunaboli si trovano in Italia. Il più antico è la Bibbia di Gutenberg del 1452.

[2] Vitellozzi Annibale (Anghiari 1902 – Roma 1990) Stazione Termini con altri, stadio Olimpico nel 1960 con altri, complesso sportivo dell'Acqua Acetosa con Ligini, la nuova sede della Biblioteca Nazionale a Castro Pretorio nel 1969, lo stadio del nuoto al foro Italico con Del Debbio nel 1960.

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova il casale di bonifica che vedi sotto.


Nella foto di ieri la villa delle Vignacce che si trova nel parco degli acquedotti limitrofa a via Lemonia.

     La villa risale al 125-130 d.C. attribuita a Quinto Servilio Pudente, ricco produttore di laterizi (filinator) dei tempi di Adriano[1] (117-138) come dimostrano i bolli laterizi e i tubi in bronzo (fistulae) recanti il suo nome. Dalle sue fabbriche arrivano i mattoni usati per costruire villa Adriana a Tivoli. Servilio Pudente ha sposato Ceionia Plauzia, figlia di Lucio Elio Cesare, il giovane che Adriano ha deciso di adottare per essere il suo successore all’impero. Lucio però muore per una malattia fulminante a soli 37 anni il primo gennaio del 138 d.C.[2]. I resti sono riferibili al complesso termale e a una cisterna a due piani alimentata dal vicino acquedotto Marcio. Notare le anfore nelle murature per alleggerirle, come in Tor Pignattara. Notare le murature in opera reticolata, formata di mattoncini a piramide, di questi è visibile la base.

     E' da questa villa che provengono la testa colossale marmorea di "Giulia Domna", le statue di "Tyche" di Antiochia e di "Ganimede rapito dall'aquila" custodite ai musei Vaticani[3]. Ganimede era il principe dei troiani, per Omero era il più bello dei mortali; venne rapito da Zeus per farne il coppiere degli dei. Anche la statua “Marsia” in marmo rossastro che si trova alla Centrale Montemartini. Marsia era così bravo a suonare l’aulos (strumento a fiato) che osò sfidare Apollo, le Muse decretarono vincitore Apollo, allora il dio lo legò ad un albero e lo scorticò vivo per superbia.

     La villa compare nel film “Mamma Roma”[4], si vede che i resti archeologici era ben più grandi.


[1] Adriano imperatore dal 117 al 138. Uomo colto e amante dei viaggi, fece costruire il vallo di Adriano in Bretagna, la Mole Adriana oggi Castel Sant’Angelo e la villa che porta il suo nome a Tivoli dove fece riprodurre i monumenti che aveva visto in giro per il mondo.

[2] Quinto Servilio Pudente. La info dei mattoni per villa Adriana e le info sul matrimonio da: Sara Fabrizi, Storia di Cinecitta, Don Bosco, ed. Typimedia, pag. 42.

[3] Statue proveniente dalla villa delle Vignacce la notizia da: "I rioni e i quartieri di Roma" op.cit. vol. VIII pag. 2224.

[4] Film Mamma Roma vedi alla fine del testo “Il parco degli Acquedotti nel cinema”.

mercoledì 18 marzo 2026

Evviva! Si profila la riapertura del Circolo degli Artisti

 


 Evviva! Si parla di riaprire il Circolo degli Artisti. Il locale di via Casilina Vecchia è chiuso dal 2015. Per l'assessore al Patrimonio sarà riaperto in estate per i Mondiali di calcio, non sarà una discoteca ma ospiterà cultura e verde. Intanto si lavora a rimuovere l'amianto e i manufatti non recuperabili all'interno della struttura. Una notizia che farà felice monti giovani.

Pronto il progetto del nuovo mercato di via Orvieto

 


Il mercato di via Orvieto (quartiere Tuscolano) non sarà uno spartitraffico, Si è in attesa di un mutuo di 4,4 milioni da parte di Cassa Depositi e Prestiti e via ai lavori che termineranno nel 2026. Sarà riqualificata tutta l'area con una piazza pedonale sul lato di via La Spezia. Ci saranno 32 box, altri quattro per servizi tra cui i bagni.

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiamano e dove si trovano i ruderi che vedi sotto.


Nella foto di ieri la via Latina nel tratto interno al parco degli Acquedotti.

martedì 17 marzo 2026

Buone nuove per ponte Flaminio!

 


Uno dei ponti più spettacolari di Roma. Può piacere o no, ma ci sono buone notizie che riguardano questo ponte sul Tevere, che ha l'impronta di stile degli anni Venti/Trenta del Novecento. Sono iniziati i lavori per una nuova illuminazione del ponte. Areti procederà con una nuova illuminazione della carreggiata e dei marciapiedi compreso il restauro delle otto lanterne. Sarà un ponte dal volto nuovo! Nella foto in alto un'immagine del ponte del 1962.



     E’ il ponte attraversato da Corso Francia. Doveva chiamarsi “ponte XXVIII ottobre”, in ricordo della marcia su Roma, ma cambiò nome prima in ponte di Tor di Quinto, quindi nell’attuale. E’ lungo 254,9 metri, è largo 27 metri, è stato progettato da Armando Brasini che nei dintorni aveva progettato la chiesa di piazza Euclide (Chiesa del Sacro Cuore di Maria), e la sua dimora (probabilmente il Castellaccio omonimo). Il ponte si rese necessario per l’insufficienza di ponte Milvio, richiese una variante della via Cassia e della via Flaminia. I lavori per la sua costruzione iniziarono nel 1938 e furono sospesi nel 1943 per gli eventi bellici. Ripresero nel 1947, fu inaugurato nel 1951. Negli anni Sessanta il ponte fu chiuso per un problema strutturale al quinto pilone che causò un cedimento del piano stradale, provvisoriamente venne costruito a monte il ponte Bailey, è ancora visibile uno dei piloni di questo ponte provvisorio che ora non c’è più. Fu riaperto nel 1964.

     Il ponte è realizzato in calcestruzzo, rivestito di travertino.

     Il ponte compare nel film “Poveri ma belli” di Dino Risi (1956), “Caro diario” (1993) di Nanni Moretti, nel film “Tre metri sopra il cielo” (2004) con Riccardo Scamarcio, tratto dall’omonimo romanzo di Federico Moccia. Il tutto nasce da una scritta di vernice nera sul ponte che diceva appunto “Io e te tre metri sopra il cielo”.   Nel film “SMS sotto mentite spoglie” (2007) di Vincenzo Salemme con Vincenzo Salemme, Giorgio Panariello, Luisa Ranieri, Lucrezia Lante della Rovere e Enrico Brignano compare più volte il ponte Flaminio visto dall’alto dell’abitazione di Tommaso e Francesca (gli attori Salemme e della Rovere) anche nella scena in cui il cameriere perde il controllo di sé.

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Domani interrogo

 


Un film ambientato a Roma, nella sua periferia, a Ponte Mammolo, anche se nel film si dice Rebibbia, ma è questo il nome ufficiale del quartiere. Nel film scorrono le immagini delle case a torre di Tor Bella Monaca, della grande Croce del Giubileo, della metro C. Una storia dura, un film drammatico, una storia comunque positiva di una professoressa di inglese di una scuola Media Superiore che si trova a contatto con una gioventù disperata, tra famiglie distrutte, ragazzi trascurati dalle famiglie, in mezzo a problemi seri come la droga e la delinquenza. In tutto ciò la professoressa riesce a guadagnarsi la stima dei propri alunni, a salvarne alcuni, ma non tutti. Un film che merita di essere visto. Brava l'attrice protagonista Anna Ferzetti, il film è tratto da un romanzo di Gaja Cenciarelli.

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la strada romana che vedi sotto.


Nella foto di ieri la cosiddetta "Tomba dai Cento Scalini" che si trova nel parco degli Acquedotti.

lunedì 16 marzo 2026

Buone nuove per il bilancio del Campidoglio

 


Ci sono buone nuove per il bilancio del Comune di Roma e per tutti noi su cui ricade il debito del comune stesso. La vice sindaca e assessore al Bilancio Silvia Scozzese ha affermato che il disavanzo del Comune si è ridotto del 12,5% e i fornitori sono saldati quattro giorni prima della scadenza rispetto ai 30 previsti per gli enti pubblici. Una buona notizia tratta dai quotidiani romani del 10.3.26.

Nella foto l'aula Giulio Cesare dove si riunisce il Consiglio Comunale.

Via Veneto tornerà la strada della "Dolce Vita"

 


Il Comune ha stanziato 4,5 milioni per una riqualificazione complessiva di via Veneto, via ai lavori il 13 aprile, inaugurazione a ottobre. Saranno fatti lavori su strade, marciapiedi, luci e aiuole. Via gli orologi rotti, i pali con cartelli pubblicitari e gli armadietti elettrici.

Sei romano de Roma se...

 sai come cosa chiude questa lastra di metallo che si trova nel parco degli Acquedotti.


Nella foto di ieri lo stagno che si trova all'interno del parco degli Acquedotti, è stato ricreato ricordando il Fosso dell'Acqua Mariana.

     Si tratta di un fosso artificiale fatto realizzare da papa Callisto II[1] nel 1120 per riportare a Roma l'acqua degli acquedotti Tepula e Julia, il fosso era in gran parte era scoperto. Già nel Medioevo prese il nome di Marrana e tale nome presero in seguito tutti i fossi presenti nell'Agro Romano. Tale fosso ha origine nel bacino della Molara tra i colli Tuscolani e quelli Albani in essa confluiscono le acque della valle di Squarciarelli, anche da infiltrazioni del lago di Albano. Anticamente andava in direzione di Morena, poi Tor Sapienza (fosso di Tor Tre Teste) e si immetteva nell'Aniene. Fu il papa Callisto II a deviarlo da Morena (Centroni) sulla via Latina verso il corso dell'acquedotto Claudio e portarlo a Roma. Passava davanti a porta San Giovanni dove formava un laghetto usato come abbeveratoio, entrava nelle mura da porta Metronia, seguiva l'attuale via Druso, Circo Massimo, e sfociava nel Tevere presso la Cloaca Massima. Lungo il suo percorso c’erano mulini, un esempio è la torre Moletta al Circo Massimo. La manutenzione era affidata al senatore della città, poi Bonifacio IX la demandò al capitolo di San Giovanni in Laterano. Innocenzo XII Pignatelli (1691-1700) durante la piena del Tevere del 1695 ordinò lo sbarramento dell'Acqua Mariana prima della confluenza nel Tevere, questo causò l'allagamento delle terre lungo il percorso. Con l'Unità d'Italia fu immessa nel collettore sinistro all'altezza della cosiddetta Passeggiata Archeologica, alla vigilia della prima Guerra Mondiale il fosso venne coperto da porta San Giovanni, negli anni Venti e Trenta venne coperto anche il tratto precedente lungo gli acquedotti. Nel 1957 il suo corso fu deviato nel fiume Almone.



[1] Callisto II papa dal 1119 al 1124. Fu ecclesiastico riformatore e aveva un forte punto di vista sulla “lotta per le investiture”, ma fu disposto a negoziare con Enrico V che lo portò a raggiungere il Concordato di Worms con il quale venivano stabiliti i mutui diritti di Chiesa e Impero. Nel 1123 tenne il Primo Concilio Laterano. Era di nascita francese.

domenica 15 marzo 2026

I campanili di Roma in bici

 


   Questa domenica VediROMAinBici ha proposto a tutti gli amici una bellissima passeggiata nel cuore della città eterna alla scoperta di alcuni campanili di Roma. Se Roma è la città con 1.000 tra chiese, cappelle, basiliche, altrettanti sono i campanili. Come prima tappa siamo stati a Santa Maria Maggiore il cui campanile è il più alto di Roma (m75), la seconda tappa è stata al Pantheon, ma qui dove sono i campanili? Niente né al Pantheon né sulla piazza si vedono campanili. E allora il mistero si risolve vedendo un antico dipinto o qualche stampa. Il Pantheon ebbe nel Seicento due campanili voluti da Urbano VIII Barberini e progettati da Bernini. Ai romani non piacquero subito, li chiamarono "le orecchie d'asino". Furono demoliti dopo il 1870. La terza e ultima tappa in Trastevere a piazza in Piscinula dove abbiamo la chiesa di San Benedetto con il campanile più piccolo di Roma.