Piazza Mincio - il cuore del quartiere Coppedé - sarà pedonalizzata, saranno rimossi gli spartitraffico.
L’inaugurazione a breve, al posto degli spartitraffico bianchi e
rossi ci saranno colonnotti in travertino. Dai quotidiani romani del 20.3.26.
Costruito dall’architetto Gino
Coppedè tra
il 1919 e il 1926, è un incredibile incrocio di linguaggi architettonici che
ben ci riportano nell’atmosfera borghese di inizio Novecento. “E’ un tardo
episodio liberty, del tutto anacronistico e spaesato. La decorazione è
sovrabbondante e fantastica, vi prevalgono gli elementi neo medioevali e
manieristici”. Ilaria Beltramme in “101
cose da fare a Roma almeno una volta nella vita”, ed. Newton, 2007, invita a
visitare il quartiere Coppedè (pag.278).
Entrando da via Dora (già via Diagonale,
al civico 2 ha abitato Gino Coppedè) abbiamo ai lati i palazzi degli Ambasciatori (completati
nel 1921) collegati
tra loro attraverso la soluzione scenografica del grande arcone (illuminato da
un elegante lampadario in ferro battuto), ornato da un grande mascherone in
stucco sorretto da due efebi michelangioleschi. In asse col mascherone, tra le
finestre del primo piano l’architetto colloca poi l’emblema dei Medici,
probabile omaggio alla sua città Firenze. Verso la torretta d’angolo con via
Arno, la decorazione diventa maggiormente ricca: nei bassorilievi si ravvisano
figure di donne rappresentate con vasi, incensieri, civette e farfalle, mentre
le figure maschili mostrano altri attributi, tra cui un braciere, un gallo e
una lepre. La firma dell’architetto va scoperta nell’arcone e precisamente tra le colonne.
Piazza Mincio è stata riqualificata nel 2010, pedonalizzandola e allargando i
marciapiedi in sampietrini (nel novembre 2023 si sta sostituendo la pavimentazione,
sarà in sampietrini, i lavori dovrebbero terminare nel dicembre 2023). Al
centro della piazza si trova la fontana
delle Rane, del 1920 – 24,
con grandi conchiglie sorrette da coppie di uomini inginocchiati. Una
rivisitazione in chiave ironica della fontana delle tartarughe in piazza
Mattei. Otto esemplari del simpatico anfibio compaiono sul bordo del catino
superiore, mentre in atto di spiccare un salto gettano zampilli d’acqua nella
vasca. Altre quattro rane, più grandi, ritornano al centro delle valve di
conchiglia tenute da coppie di giovani che con le gote gonfie spruzzano l’acqua
nel bacino più basso polilobato. Nel
settembre 2019 / gennaio 2020 la fontana è stata restaurata, tra le criticità
il parziale cedimento strutturale di alcuni centimetri verso Est.
Nel caldo giugno 1965 i Beatles a Roma per
un concerto al teatro Adriano di piazza Cavour, si tuffarono completamente
vestiti nella fontana, dopo una serata trascorsa con il giornalista Gianni Minà
a girare tra i locali, compreso il vicino Piper, da: Dall’Oglio Giustini, Roma
fuori centro, ed. Efesto, 2025, pag.91.