martedì 3 marzo 2026

100 anni di piazza Verbano

 


Quest'anno il quartiere INCIS di piazza Verbano compie 100 anno. Buon compleanno!

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova il viale che vedi sotto.


Nella foto di ieri la torre di Centocelle che si trova all'incrocio della via Casilina con viale Palmiro Togliatti. 

Spesso erroneamente chiama Torre Spaccata che invece si trova a Cinecittà Est. E’ anche chiamata Tor San Giovanni perché possesso della Basilica di San Giovanni. Il toponimo deriva dal nome della tenuta posta tra la Casilina e la Tuscolana che comprendeva i ruderi di una villa imperiale detta di Cento Celle demolita nel 1927 per fare spazio alla pista dell’aeroporto.

     La torre è databile alla fine del XII secolo grazie alla tecnica edilizia in scaglie e bozze lapidee irregolari di lava, tufo e calcare, disposte con corsi sub orizzontali abbastanza regolari. Si conserva ancora per un’altezza consistente, circa 25 metri, in uno stato relativamente buono. E’ circondata da un boschetto di pini marittimi infestato di sterpaglie.

     Notare le finestre rettangolari, dotate di cornici in marmo e sovrastate da archetti in laterizi e le buche pontaie per la costruzione della torre stessa. In origine era dotata di un recinto murario, oggi scomparso, ma risulta dal Catasto Alessandrino.

lunedì 2 marzo 2026

Le grandi coppie di Roma



 Un bel libro, in vendita in edicola, prodotto dal Messaggero, sulle storie d'amore vissute nella nostra città rappresenta un bel modo di conoscere la stori di Roma. E' incredibile, ma Roma si può conoscere anche attraverso le storie d'amore. Valeria Arnaldi che ha scritto anche altri libri di successo sulla nostra città e tutti molto originali. Roma non basta una vita!

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la torre che vedi sotto.


Nella foto di ieri l'ingresso agli studi cinematografici di Cinecittà.

domenica 1 marzo 2026

Costantino nella storia di Roma!

 


Questa mattina VediROMAinBici ha organizzato una bellissima passeggiata in bici alla scoperta dell'opera di Costantino e dei suoi diretti seguaci guidati dal nostro amico Paolo. Siamo stati a via Giolitti dove si trova il tempio di Minerva Medica, quindi sulla via Nomentana per visitare le chiese di Santa Costanza e Sant'Agnese, quindi a villa Gordiani dove si è conclusa la pedalata. In tutto abbiamo fatto circa 30 Km.



Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova il giardino con scultura che vedi sotto.


Nella foto di ieri il famoso Teatro 5 dove Fellini metteva in scena i suoi film.

sabato 28 febbraio 2026

Abate Luigi

 


A Roma esistevano le statue parlanti, quando non c'era la libertà di parola, dii stampa, di opinione, il popolo attaccava ad alcune statue dei sonetti romaneschi in rima. Abbiamo visto la più famosa, Pasquino, quindi Marforio, oggi vediamo un'altra di queste originali statue, quella dell'Abate Luigi in piazza Vidoni presso la chiesa di Sant'Andrea della Valle.

     Si tratta di un console o magistrato dell’antica Roma, ritrovato nelle fondamenta di palazzo Vidoni[1], faceva parte dell’Hecatostylum (portico dalle cento colonne), a cui è stato dato il nome di un sacrestano della vicina chiesa del Sudario. La statua si trovava all’interno di palazzo Vidoni, poi è stata portata nel cortile di palazzo Chigi, quindi nel luogo attuale. Particolarità di essa è che la testa gli è stata rubata più volte per cui sulla sua base è scritto:

Fui dell’antica Roma un cittadino

ora Abate Luigi ognun mi chiama

conquistai con Marforio e con Pasquino

della satira urbana eterna fama

ebbi offese, disgrazie e sepoltura

ma qui vita novella e alfin sicura.

     Nel 1966 gli rubarono la testa e per l’ultima volta l’Abate Luigi parlò:

O tu che m’arrubbasti la capoccia

Vedi d’ariportalla immantinente

Sinnò, voi vede? Come fusse gnente

Me mannano ar governo. E ciò me scoccia.



[1] Palazzo Vidoni. La facciata ottocentesca ripete quella posteriore su via del Sudario costruita su disegno di Raffaello. E’ tradizione che l’imperatore Carlo V sia stato ospitato in questo palazzo. Oggi è proprietà dello Stato e sede ministeriale.

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova il teatro che vedi sotto.


Nella foto di ieri l'ingresso agli stabilimenti cinematografici di Cinecittà.

     E’ un complesso di teatri di posa di eccellenza e rilievo internazionali, venne inaugurato il 28 aprile del 1937. Di proprietà statale è sotto la tutela del Mibact. Cinecittà costituisce il vertice della produzione cinematografica italiana, ma è utilizzata, dagli anni Novanta, anche per produzioni televisive. A Cinecittà sono stati girati più di 3.000 film, 90 di questi hanno ricevuto la candidatura dell’Oscar, ben 47 hanno vinto la prestigiosa statuetta. Vi hanno lavorato: Fellini, Francis Ford Coppola, Luchino Visconti, Martin Scorzese e tanti altri.

     Cinecittà si sviluppa su una superficie di 40 ha, è seconda solo a Hollywood. Consta di 22 teatri di posa (ma il 17 non viene usato per una questione di scaramanzia) di dimensioni variabili, il più piccolo è di m 15x30, il più grande è il Teatro 5 (quello di Federico Fellini) che misura m 40x80. Tutti sono insonorizzati, climatizzati, dotati di impianti elettrici, passerelle, carri ponte e botole. Ognuno ha camerini, uffici, sale trucco, magazzini.

     Nel complesso uno spazio di 10 ettari per scenografie temporanee e una piscina all’aperto di 7.000 mq profonda due metri con fondale largo 80 metri e alto 20.

     Ovviamente vi sono laboratori di sviluppo, stampa e restauro della pellicola cinematografica, laboratori per la produzione digitale, laboratori di falegnameria, carpenteria, scultura e pittura. Altrettanto ovvia è la presenza di sala per proiezioni cinematografiche, mensa, ristoranti, bar, parcheggi e servizio di sicurezza per celebrità.

venerdì 27 febbraio 2026

Buone nuove per le scuole romane

 


Superato il target indicato dalla UE per quanto riguarda i nidi e le scuole dell'infanzia. Da oggi via alle iscrizioni. Strutture nuove o riqualificate: così sono arrivati 500 posti in più. Entro fine mandato la ricettività segnerà +1.300 posti. 12 le strutture aperte dal 2022 al 2025 tra nidi e infanzia. Altre 12 apriranno da settembre 2026 al 2027. Sono 48.000 i bambini romani con meno di 3 anni; nel 2014 erano 74.131. I nuovi edifici sono ecosostenibili e circondati di aree verdi. Dai quotidiani romani del 24.2.26.

Nella foto la scuola Garibaldi di via Mondovì prima della creazione della strada scolastica.

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 sai come si chiama e dove si trova questo edificio.


Nella foto di ieri il fonte battesimale della chiesa di Don Bosco opera di Emilio Greco.

giovedì 26 febbraio 2026

Ieri un bel giorno per Roma

 


Sono partiti ieri i lavori per la tratta T2 della metro C che la porterà da piazza Venezia alla Chiesa Nuova fino a piazza Pia, Ottaviano e Mazzini, mentre a luglio inizieranno i cantieri della tratta T1 con le stazioni Auditorium e Farnesina. Roma ha bisogno di metropolitane, meno macchine in circolazione vuol dire aria pulita e risparmio energetico. L'immagine sopra è tratta da "Roma servizi per la mobilità", ritrae la futura stazione in piazza Pia. 

Alcune immagini di questo blog sono attinte da internet e quindi considerate di pubblico dominio. Vi prego di avvertirmi in caso di un’involontaria violazione del copyright, in modo che io provveda subito all’eliminazione dell’immagine usata per errore.

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova il fonte battesimale che vedi sotto.


Nella foto di ieri la Via Crucis della chiesa di Don Bosco opera di Venanzo Crocetti.

mercoledì 25 febbraio 2026

Bella la Garbatella

  


Sempre bella un passeggiata alla Garbatella, tra i suoi villini, i palazzi popolari con i loro cortili, un core della romanità. Fino al 26 febbraio è possibile vedere una mostra fotografica  con documenti tratti dall'archivio storico dell'ATER che si tiene all'Archivio Flamigni in piazza Bartolomeo Romano 6 in occasione del 106 anniversario della sua fondazione. E' aperta tutti i giorni dalle ore 10 alle ore 17. Un appuntamento da non perdere per tutti gli amanti di Roma.




Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la via Crucis che vedi sotto.


Nella foto di ieri l'altare maggiore con il mosaico di Brancaccio che si trova nella chiesa di Don Bosco.

martedì 24 febbraio 2026

Bellissimo il Belvedere Cederna

 


Finalmente aperto al pubblico, da ieri, il belvedere Cederna. Un magnifico affaccio sul Colosseo e sull'area archeologica centrale. Il luogo è intitolato al giornalista e scrittore che tanto si è battuto per la salvezza dell'Appia Antica e la valorizzazione dell'area archeologica dei Fori Imperiali.

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 sai come si chiama e dove si trova il mosaico che vedi sotto.


Nella foto di ieri l'interno della chiesa di Don Bosco.

lunedì 23 febbraio 2026

Un bel libro sulla Roma meno conosciuta

 


Roma non basta una vita! lo ripeto spesso. Per chi conosce la nostra amata città ma non è mai stanco di approfondire la sua conoscenza di girare per strade, vicoli, chiese, palazzi , musei grandi e piccoli, questo libro è imperdibile. In esso vengono proposti 19 itinerari nella Roma periferica, si inizia da Centocelle per finire al Quadraro, passando per San Lorenzo, il Flaminio, Monte Mario, l'Eur, la Garbatella. Tutta Roma diventa una scoperta continua. Merita veramente di essere letto con attenzione e di passeggiare per Roma con il libro aperto tra le mani.

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova l'interno della chiesa che vedi sotto.


Nella foto di ieri la "Gloria di don Bosco" dello scultore Arturo Dazzi che si trova sulla facciata della chiesa di Don Bosco.

domenica 22 febbraio 2026

Bellissimo l'EUR, bellissimo il Colosseo Quadrato

 


Questa mattina con VediROMAinBici abbiamo fatto una bellissima passeggiata in bici fino all'EUR dove, tra le altre cose, abbiamo conosciuto il Colosseo Quadrato dove opera Fendi, una nostra amica ciclista ha spiegato il lavoro di questo marchio della moda del lusso.

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova il gruppo scultoreo che vedi sotto.


Nella foto di ieri la cupola della chiesa di Don Bosco coronata da statue in bronzo di Alessandro Monteleone.

sabato 21 febbraio 2026

Statue parlanti: Marforio

 


     Una statua parlante famosa di Roma, che dialogava con Pasquino, fu quella di MARFORIO che oggi si trova nella piazza del Campidoglio, all’interno del cortile del palazzo Nuovo, prima era stata collocata in piazza San Marco, poi all’Aracoeli. La colossale statua giacente raffigurante una divinità fluviale, sotto di essa si trova una grande piovra con tentacoli attorcigliati, essa – dalla bocca – versa acqua nella sottostante vasca di travertino con il bordo arrotolato. La statua di Marforio ha una mano poggiata sul ginocchio e stringe una conchiglia, creata, insieme alla mano sinistra, al piede destro e a parte del volto nel restauro eseguito nel 1594 da Ruggero Bescapè. Marforio fu rinvenuto nel Foro di Marte (o di Augusto) da cui il nome.

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la guglia della cupola che vedi sotto.


Nelle foto di ieri la chiesa di Don Bosco che si trova a Cinecittà (quartiere omonimo).

     La chiesa opera di Gaetano Rapisardi[1], che è autore anche della piazza, la prima pietra venne posta il 12 settembre 1952 dal cardinale vicario Clemente Micara, fu consacrata il 2 maggio 1959 dal papa Giovanni XXIII. Per l’occasione arrivarono da Torino le sacre spoglie di San Giovanni Bosco. Gran parte degli interni era ancora da realizzare, solo nel 1964 fu ultimato. Ha il titolo di Basilica Minore. E’ a forma di parallelepipedo, su cui sovrasta una grandiosa cupola orientaleggiante visibile da vari punti di Roma (es. parco degli Acquedotti, Appia Antica, Parco di Centocelle, Terrazza del Vittoriano, sembra che sia la terza cupola più grande di Roma dopo San Pietro e il Pantheon, ha 40 metri di diametro). Una seconda cupola più piccola è dietro, dove vi sono anche due campanili gemelli con un concerto di nove campane fuse a Bassano del Grappa, si tratta di uno dei più grandi concerti di campane di Roma.

     Contiene circa 70 opere d’arte e 100 vetrate. Sono 50 gli artisti, tra i migliori del Novecento, che hanno lavorato per la chiesa, tra questi: Marcello Avenali, Giovanni Brancaccio, Venanzo Crocetti, Pericle Fazzini, Emilio Greco, Francesco Messina, Alessandro Monteleone, Attilio Selva.

     La cupola è coronata da statue di bronzo di Alessandro Monteleone[2].  Nella facciata si apre un portico a tre fornici: quello mediano è sormontato da un altorilievo raffigurante il Santo titolare fra Angeli e giovinetti, di Arturo Dazzi[3], mentre quelli laterali incorniciano le statue degli Arcangeli Gabriele e Michele, di Ercole Drei[4]; nelle nicchie le statue di San Francesco di Sales, di Giovanni Amoroso, di San Giuseppe Cafasso di Antonello Venditti, di Pio IX e Pio XI (che ha canonizzato don Bosco) di Francesco Nagni. Sotto il portico si aprono cinque porte bronzee, sulla porta centrale è scritto il motto di Don Bosco: “Da mihi animas caetera tolle”, cioè “Lasciami le anime prenditi il resto”. Tale porta è ornata di bassorilievi di Federico Papi (con sottotitoli) e le due estreme sormontate dalle statue bronzee del Redentore e di San Giovanni Battista di Attilio Selva[5].


[1] Gaetano Rapisardi (Siracusa 1893 - Roma 1988) architetto. Sposò la figlia di Gino Coppedè. Con Piacentini prese parte al progetto della Città Universitaria (Lettere – Giurisprudenza). Progettò il palazzo di Giustizia di Palermo e di Pisa. Con lo scultore Arturo Dazzi iniziò a costruire a Livorno il mausoleo della famiglia Ciano, rimasto incompiuto.

[2] Alessandro Monteleone (Taurianova, Reggio Calabria 1897 - Roma 1967) principalmente scultore, titolare della cattedra di scultura all'Accademia di Roma. Con Nagni ha realizzato una delle porte di San Pietro.

[3] Arturo Dazzi (Carrara 1881 - Pisa 1966) scultore. Una delle sue prime opere I costruttori fu acquistata dalla Gnam. Lavorò con Rapisardi al mausoleo di Ciano rimasto interrotto. Realizzo un colosso marmoreo in piazza della Vittoria a Brescia, simbolo del fascismo, rimosso dopo la liberazione ed ora nei depositi comunali.

[4] Ercole Drei (Faenza 1886 - 1973) soprattutto scultore ma anche pittore e disegnatore. Ha abitato a villa Strohl Fern dal 1921 alla morte. Bassorilievi per il ponte Duca d'Aosta a Roma, la stele per il lavoro nei campi nel giardino dell'Eur, il Seminatore alla Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale. Presente alla Quadriennale romana e alla Biennale.

[5] Attilio Selva.   (Trieste 1888 – Roma 1970) studiò a Trieste, quindi si stabilì a Milano e Torino dove lavorò con Bistolfi, dal 1909 si stabilì a Roma. Realizzò la fontana di piazza dei Quiriti a Roma, la statua di San Carlo a piazza Augusto Imperatore, il monumento a Guido Baccelli in piazza Salerno a Roma, il monumento a Oberdan a Trieste, il monumento a Nazario Sauro a Capodistria, a Montecassino il gruppo bronzeo della Morte di San Benedetto e paliotto in argento nel 1970, ma la sua opera più celebre resta il monumento ai caduti di Trieste presso San Giusto.

venerdì 20 febbraio 2026

Sempre interessanti le proposte dell'ANRP

 


Sempre molto interessanti le proposto di questo museo che vuole tener viva la memoria dei tanti italiani militari che nell'ultima guerra - fatti prigionieri dai tedeschi - non accettarono di servire la repubblica di Salò.

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 sai come si chiama e dove si trova la chiesa che vedi sotto.



Nella foto di ieri l'interno della chiesa delle Vele a Tor Tre Teste.

giovedì 19 febbraio 2026

Rotta la zanna dell'elefantino del Bernini

 


Nella notte tra lunedì e martedì degli ignoti hanno rotto la zanna dell'elefantino del Bernini. Un vero dolore! Uno dei luoghi magici di Roma, che si trova in quella parte di città a due passi dal Pantheon. Speriamo che presto la sovrintendenza provveda ad un restauro perchè la zanna è stata ritrovata poco distante.

     L’elefantino del Bernini. Chiamato anche “Obelisco della Minerva”. Per i romani è “er purcin della Minerva”[1], composto da un obelisco egizio del sec. VI a.C. trovato nel 1665 nell’area dell’Iseo Campense, l’elefante che lo sostiene fu concepito da Gian Lorenzo Bernini e scolpito nel 1667 da Ercole Ferrata. Sulla base del monumento una epigrafe spiega il significato dell’opera: “Chiunque qui vede i segni della Sapienza d’Egitto scolpiti sull’obelisco, sorretto dall’elefante, la più forte delle bestie, intenda questo come prova che è necessaria una mente robusta per sostenere una solida sapienza”.

     Il modello fu un elefantino portato in omaggio alla città da Cristina di Svezia. Nel Settecento è stato replicato nella piazza del Duomo di Catania.

     Un aneddoto curioso: nel 1946 un impostore riuscì a vendere il piccolo monumento ad un ufficiale americano. Arrivarono gli operai la mattina presto e fissarono il cantiere, un portiere andò ad informarsi di cosa stava accadendo, quindi avvertì la Polizia e la truffa fu sventata. Il 13 novembre 2016 l’elefantino viene vandalizzato nella notte, la mattina alcune turiste spagnole trovano la terra la zanna mancate. La soprintendenza provvede subito al restauro.


[1] Purcin dove il termine sta per porco, non pulcino, data la forma sgraziata, grassottella dell’elefante.

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 sai come si chiama e dove si trova la chiese che vedi sotto (l'interno).


Nella foto di ieri la Chiesa Dives in Misericordia che si trova a Tor Tre Teste, in via Tovaglieri.

     Chiesa di Dio Padre Misericordioso, o Dives in Misericordia (titolo della seconda enciclica di Giovanni Paolo II), meglio conosciuta come chiesa del Giubileo o chiesa del Terzo Millennio. In vista del Giubileo del 2000 il Vicariato bandì un concorso internazionale per erigere una chiesa in ricordo del Giubileo stesso, risultò vincitore il progetto di Richard Meier[1], autore anche della teca dell’Ara Pacis. Nel marzo 1998 venne posata la prima pietra che si vede all’ingresso, a sinistra. I lavori furono condotti dalla Italcementi e dalla Lamaro Costruzioni. La consacrazione avvenne nell’ottobre del 2003.

     Completamente bianca, è composta da tre vele, la maggiore è alta 26 metri. Le vele sono autoportanti (=si reggono da sole), per realizzarle sono state suddivise in grandi pannelli prefabbricati a doppia curvatura, ciascuno del peso di 12 tonnellate (in tutto 256 pannelli detti conci). Per montarli è stata usata una gru (detta carroponte) alta 38 metri. La chiesa è stata costruita con uno speciale cemento, realizzato e brevettato da Italcementi, con la straordinaria capacità di autopulirsi, è il cosiddetto cemento mangiasmog.

    Simbologia. Con le sue tre vele la chiesa vuole dare l’idea di una barca che rappresenta la Chiesa che porta il suo popolo nel terzo millennio. Non ha un soffitto. Le vele sono tre come la Trinità, comunicano un senso di protezione, la protezione di Dio sulla comunità cristiana. La luce solare non entra mai direttamente in chiesa, tranne che in un periodo di pomeriggio d’estate, quando colpisce il Crocefisso in cartapesta del XVIII secolo. Protagonista assoluto è il bianco, il colore preferito di Meier perché “capace di riflettere la differenza tra ciò che è stato fatto dall’uomo e ciò che è naturale… il bianco ha la capacità di assorbire e diffondere la luce che cambia durante il giorno e nel corso delle stagioni, rendendo vivi elementi architettonici, per loro natura statici”.

     La chiesa è ritenuta un capolavoro di architettura religiosa ed è meta di visitatori e turisti. I giornali del 2015 riflettevano che si rimane basiti nell’osservare le inaccettabili colature di ruggine e macchie d’umidità presenti sulla struttura realizzata in polvere di marmo di Carrara e calcestruzzo autopulente, un edificio simbolo come questo non può essere abbandonato al suo destino.



[1] Richard Meier (Newark, New Jersey 1934) Si laurea a New York nel 1957. Tra le sue opere più importanti: Chiesa di Dio Padre Misericordioso a Roma 1996-2003, Paul Getty for the Fine Art a Los Angeles 1984-97, Museo d'Arte Contemporanea MACBA di Barcellona 1987-96, The Atheneum a New Harmony in Indiana nel 1975-79, Museo delle Arti Applicate a Francoforte sul Meno in Germania, 1979-85, Museo dell'Ara Pacis a Roma 1995-2006.

mercoledì 18 febbraio 2026

Una bellissima ciclabile

 


Una bellissima notizia per tutti gli amanti della mobilità dolce. Il V municipio ha ricevuto un finanziamento dalla regione Lazio per una nuova pista ciclabile lungo l'acquedotto Alessandrino da Tor Pignattara fino a Tor Tre Teste passando per Centocelle e l'Alessandrino. La sua realizzazione comporterà la riqualificazione di tutta l'area intorno all'ultimo degli acquedotti romani.

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 sai come si chiama e dove si trova la chiesa che vedi sotto.


Nella foto di ieri il teatro biblioteca Quarticciolo che si trova in via Castellaneta 10.

martedì 17 febbraio 2026

Roma nel mondo

 


Per tutti gli amanti di Romanon è da perdere la mostra che mette Roma a confronto con le maggiori città del mondo che si tiene in questi giorni al MAXXI fino al 6 aprile. Vi sono una serie di dati che danno in maniera precisa un raffronto tra le nostra città e le maggiori capitali. Ne emerge un quadro in cui vi emergono aspetti positivi e altri negativi. Bellissimo il plastico che conclude l'esposizione. Non mancano quadri dei secoli passati e frasi di scrittori, poeti e pittori che hanno visitato la nostra città. Da non perdere!




Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova il teatro che vedi sotto.


Nella foto di ieri la chiesa dell'Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo al Quarticciiolo. 

     Costruita nel 1954 su progetto dell’arch. Francesco Fornari[1]. La parrocchia è stata istituita dal cardinale vicario Francesco Marchetti Selvaggiani nel 1948. Fu visitata da Giovanni XXIII il 3 marzo 1963 e Giovanni Paolo II il 3 febbraio 1980. Nella parte superiore della facciata c’è una finestra semicircolare e un frontone classico. Interno rettangolare a tre navate suddivise da colonne di marmo rosso alternate a pilastri verdi. L’abside è dominata da una grande vetrata raffigurante l’Ascensione di Gesù al cielo con gli apostoli e Maria. La navata laterale destra termina con una piccola abside nella quale si trova il fonte battesimale sormontato da un bassorilievo raffigurante il Battesimo di Gesù e vetrata circolare con lo Spirito Santo in forma di colomba.


[1] Francesco Fornari. Autore di tantissime chiese di Roma, tra queste: Santa Maria del Carmine e San Giuseppe al Casaletto (1933-34) direzione dei lavori su progetto di Tullio Rossi. San Leonardo da Porto Maurizio ad Acilia nel 1936. Santa Maria del Soccorso 1937-38 direzione dei lavori su progetto di Tullio Rossi. Santa Emerenziana a Tor Fiorenza 1942 direzione dei lavori su progetto di Tullio Rossi. Santa Maria Consolatrice a Casal Bertone 1942-43 direzione dei lavori su progetto di Tullio Rossi. San Pio V a villa Carpegna 1952-53 direzione dei lavori su progetto di Tullio Rossi. San Giustino all’Alessandrino nel 1953. San Barnaba alla Marranella 1956-57 direzione dei lavori su progetto di Tullio Rossi. San Girolamo a Corviale 1960. Santissimo Sacramento a Tor de’ Schiavi 1966-68. Tutti i dati da info.roma.it

lunedì 16 febbraio 2026

Un libro per Roma

 


"Roma, la città dei segreti" di Francesco Rutelli, ed. Newton, è un libro che ci porta per mano alla scoperta della città "più bella del mondo", ma non i monumenti più visitati dal turismo mordi e fuggi, tra le pagine di questo libro si scoprono tanti segreti che solo un amante vero di Roma conosce. Da non perdere!

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 sai come si chiama e dove si trova la chiesa che vedi sotto.

 


Nella foto di ieri la Fondazione d'Arc in via dei Cluniacensi.

     La fondazione d’ARC (Rifugio d’Arte Contemporanea) nasce nel 2024 come spazio espositivo permanente e come centro l’arte contemporanea, con l’intento di ospitare mostre, residenze, eventi, attività culturali e educative. La fondazione nasce dalla collezione privata dei coniugi Giovanni e Clara Floridi, con opere italiane e internazionali del XX e XXI secolo iniziando dal futurismo, passando all’astrattismo, l’arte cinetica e programmata, l’arte povera, il post moderno fino ai linguaggi attuali.

     La fondazione si trova in una ex fabbrica di manufatti in cemento ristrutturata preservando l’assetto architettonico della destinazione originaria. Si sviluppa su un’area di circa 6.000 mq di cui 1.500 dedicati alla collezione permanente e mostre temporanee, un piazzale destinato a parcheggio, un’abitazione destinata a casa studio per residenze di artisti internazionali, un capannone per la produzione artigianale di cornici, telai e arredi di design infine vi è un bistrot per eventi privati. L’intera struttura è alimentata da un impianto fotovoltaico che permette l’autoproduzione del proprio fabbisogno energetico.

     Si segnalano solo alcuni artisti che sono presenti con delle opere (in archivio le foto). NAVATA: He Wei, Schnell, Pomodoro, Turcato, Matta, Perilli, Tirelli, Sanfilippo, Dorazio. SALA1: Uncini, Christo, Pistoletto. SALA2: Ceroli, Festa, Schifano, Angeli, Biasi. SALA3 Vasarely, Haley. SALA4 Fathy, SALA5 Paladino, Cucchi Chia. SALA6 Vedova, Isgrò, Canevari. SALA8 Houseago, Bonafini. Sala9 Takadiwa, Favelli. SALA10 Capogrossi, Consagra.

domenica 15 febbraio 2026

Bellissimo il viadotto del Gelsomino

 


Bellissima passeggiata in bici proposta da VediROMAinBici questa mattina. Da largo Argentina siamo andati sul viadotto del Gelsomino con una meravigliosa vista sulla cupola di San Pietro. Giunti a monte Ciocci abbiamo percorso la ciclabile fino a Monte Mario. Stupenda. Nella foto sopra siamo sul viadotto, nella foto sotto siamo a monte Ciocci.


Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova l'edificio che vedi sotto.



Nelle foto di ieri la cosiddetta "Rambla di Pietralata" che si trova lungo via delle Cave di Pietralata nel quartiere omonimo.

sabato 14 febbraio 2026

Nuovi parcheggi di scambio

 


    Via libera della Giunta che identifica 13 siti sui quali realizzare futuri nodi di scambio: non solo parcheggi per auto e moto ma veri e propri hub con servizi per i cittadini con uffici comunali e supermercati. Sorgeranno lungo la metro C e delle ferrovie per Fiumicino, Tivoli e Viterbo. Un  progetto molto ambizioso e giusto, la nostra città necessita di parcheggi di scambio, sempre più bisogna incoraggiare i cittadini a lasciare l'auto e a prendere i bus o metro Atac. Significa un beneficio per tutti. Nella foto sopra il parcheggio di scambio dell'Arco di Travertino.


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 sai come si chiama e dove si trova il parco che vedi sotto.



Nella foto di ieri la stele che introduce a Pietralata.

venerdì 13 febbraio 2026

Bella la visita alla casa di Sandro Pertini

 


     Nel palazzo sulla destra per chi guarda la fontana, si trova la Casa nella quale dal 1978 vissero Sandro Pertini e Carla Voltolina, qui nel 1990 si spense Pertini e nel 2005 la moglie Carla. Dopo vent’anni di chiusura, nel luglio 2025 è aperto al pubblico l’appartamento con abiti arredi documenti fotografie libri e opere d’arte fino alle celebri 100 pipe tra cui quelle regalate da Enzo Bearzot e Luciano Lama. L’appartamento si compone di una prima sala, del salotto, della sala da pranzo con il caminetto, lo studio privato e la biblioteca, la camera da letto, la cucina e il terrazzo che rappresenta il punto più alto tra i palazzi della piazza.

     Il palazzo Castellani, in cui si trova l’appartamento è dell’Ottocento e fu voluto dall’orafo e collezionista Augusto Castellani che vi abitò fino al 1930. Parte dell’edificio è proprietà di Roma Capitale, altra di Fendi. Sullo stesso pianerottolo della casa Pertini vi era un appartamento in uso del ministro degli Interni, fu usato da Francesco Cossiga e Oscar Luigi Scalfaro. Nell’atrio del palazzo si trova la statua di Saffo dello scultore Roberto Bompiani.