martedì 30 giugno 2026

Completato il restauro di piazza Mincio

 


Una bella notizia per tutti gli amanti di Roma. E' stata semipedonalizzata piazza Mincio, pedonalizzata via Dora, restaurata la fontana delle Rane. Stiamo parlando del quartiere Coppedé. 

     Costruito dall’architetto Gino Coppedè[1] tra il 1919 e il 1926, è un incredibile incrocio di linguaggi architettonici che ben ci riportano nell’atmosfera borghese di inizio Novecento. “E’ un tardo episodio liberty, del tutto anacronistico e spaesato. La decorazione è sovrabbondante e fantastica, vi prevalgono gli elementi neo medioevali e manieristici”[2]. Ilaria Beltramme in “101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita”, ed. Newton, 2007, invita a visitare il quartiere Coppedè (pag.278).



[1] Gino Coppedè (Firenze1886- Roma1927) architetto, scultore e decoratore. Fu un artista eclettico, sviluppò un suo stile ornamentale che coincise con i caratteri dello stile liberty. Il suo primo importante lavoro fu il castello Mackenzie (1897-1902) a Genova dove si trasferì. Realizzò ville signorili, progettò l’arredamento dei piroscafi, hotel di lusso, stabilimenti balneari. A Roma ha realizzato anche il palazzo al n. 7 di via Veneto ornato con iscrizioni latine e un’altana a colonne, si tratta della sua ultima opera (1925-27). Aveva sposato, nel 1889, Beatrice Romanelli, figlia dello scultore Pasquale, da lei ebbe tre figlie. E’ sepolto in San Miniato. Da Irene de Guttry, Guida di Roma Moderna, ed. De Luca; da it.wikipedia.org. La notizia del palazzo di via Veneto da: Guida di Roma del Tci, 1993. Il progetto originario prevedeva 18 palazzi e 27 villini, non tutti costruiti. Da rivista: “Roma ieri oggi e domani”, ed. Newton, n. 49.

[2] Riferimento da Irene de Guttry, Guida di Roma moderna, ed. De Luca, 1989.

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la caserma dei Vigili del Fuoco che vedi sotto.


Nella foto di ieri le case popolari di corso Duca di Genova (Ostia) progettate dall'architetto Camillo Palmerini nel 1929.

lunedì 29 giugno 2026

Un nuovo auditorium per Roma

 


Il 28 giugno è stato inaugurato l'Auditorium Albergotti nel XIII municipio. Ideato nel 2003, nel 2016 venne distrutto da un incendio, è stato completamente ricostruito, è adiacente al parco del Pineto. Un bel giorno per Roma.


Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova questo edificio di case popolari.


Nelle foto di ieri il Borghetto dei Pescatori che si trova ad Ostia lungo il canale omonimo.

Il Borghetto di Pescatori venne inaugurato il 4 aprile del 1933, è stato riqualificato e pedonalizzato nel 2010; è un luogo dalla storia unica, di fronte una darsena e un ponte pedonale.

     “Alla fine dell’Ottocento arrivarono in questo punto pescatori di origine napoletana, a loro si aggiunsero altri da Anzio, Procida, Minturno, Mondragone e dalla Puglia. Nel 1931 si doveva realizzare il lungomare Duilio, gli abitanti si rivolsero al capo del governo Mussolini per non scomparire, questi si interessò alla storia singolare di questa comunità e dispose l’edificazione del borghetto con una piazza centrale con la statua di san Nicola, della darsena, la cementificazione degli argini. Ancora oggi vivono qui i discendenti degli antichi pionieri che praticano la pesca. Si tratta di una comunità culturalmente e socialmente ben definita e riconoscibile”[1]. Ogni anno, a settembre si svolge la “Sagra delle Telline”, nel 2007 sono stati offerti 5.000 piatti di pasta. “Durante la sagra della Tellina si tiene lo sposalizio del mare. La Madonna Stella Maris viene portata in processione, una barca la conduce in mare aperto, giunti all’altezza del pontile, una corona di alloro viene gettata in mare con due fedi, un giovane si getta in mare e ne recupera una. Secondo un’altra fonte il borghetto – allora battezzato Villaggio – venne realizzato per interessamento di Margherita Sarfatti, amante del duce”[2].


[1] Da: La scuola adotta un monumento 2005/07, pag. 209, ed. Palombi; buone informazioni anche sul sito internet del comune di Roma. 

[2] Questo periodo da: Sara Fabrizi, Storia di Ostia, ed. Typimedia, pag. 141.

domenica 28 giugno 2026

Le sirene antiaeree di Roma

 


Veramente originale il giro in bici per Roma proposto oggi da VediROMAinBici, siamo andati alla scoperta di quelle sirene antiaeree che davano l'allarme in caso di un attacco aereo nemico durante l'ultima guerra mondiale. 



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 sai come si chiama e dove si trova il borghetto che vedi sotto.



Nella foto di ieri lo stabilimento Battistini, il primo di Ostia sorto nel 1919,

sabato 27 giugno 2026

Angeli, messaggeri, custodi e viandanti.

 


C'è una  rara e bellissima mostra a Roma in questi giorni da non perdere. Si trova ai musei Capitolini, è a ingresso gratuito. Attraverso una cinquantina di quadri e sculture si riesce a fare una storia della rappresentazione degli angeli dai primi tempi del Cristianesimo fino ai giorni nostri. Dall'arte paleocristiana, a quella Romanica, Gotica, al Rinascimento, fino all'arte neoclassica e romantica vediamo come gli artisti di secoli diversi hanno rappresentato gli angeli. Non mancano alcuni artisti contemporanei. Da non perdere!


Carlo Dolci, Angelo Annunziante, 1650.


Bartolomeo Caporali, Madonna con Bambino e angeli, 1480.


Pietro Berrettini detto Pietro da Cortona, L'angelo custode, 1656.



Carlo Saraceni, Santa Cecilia con l'Angelo, 1610.

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 sai come si chiama e dove si trova lo stabilimento balneare che vedi sotto.


Nella foto di ieri l'Antiquarium di Lucrezia Romana.

venerdì 26 giugno 2026

Al via un'altra ciclabile romana

 


Sono partiti i lavori per un'altra ciclabile romana. Collegherà la ciclabile del Tevere, all'altezza del ponte di Ferro, all'ex Mattatoio. Si snoda principalmente su lungotevere degli Artigiani. L'opera è finanziata da Fondazione Roma con 1,3 milioni. La ciclabile è lunga 800 metri ed è pensata per agevolare e incrementare gli studenti di architettura di Roma Tre che vogliono raggiugere l'Università con la bici. Un'ottima notizia, più persone vanno in bici, meglio si vive in città.

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 sai come si chiama e dove si trova il museo che vedi sotto.


Nella foto di ieri l'Antiquarium di Lucrezia Romana. 

     Il nome ricorda Lucrezia, moglie di Lucio Tarquinio Collatino, vittima della violenza subita ad opera di Sesto Tarquinio, figlio dell’ultimo re di Roma, Tarquinio il Superbo. Questo episodio causò la cacciata di Tarquinio e la fine della monarchia.

     L’antiquarium è stato inaugurato il 28 marzo 2015 con lo scopo di ospitare e rendere fruibili i reperti archeologici trovati lungo l’antica via Latina negli ultimi 25 anni. I reperti risalgono al periodo preistorico, una necropoli dell’età del rame (III millennio a.C.), insediamenti dell’età del bronzo (II millennio a.C.), necropoli relative alla civiltà latina (XI-VI secolo a.C.), testimonianze di opere di bonifica del periodo repubblicano romano, corredi di tombe a camera sempre del periodo repubblicano. A queste si aggiungono statue in marmo di ville, frammenti decorativi di edifici e sepolcri di tarda età repubblicana e della prima età imperiale. E’ così possibile ricostruire un artigianato specializzato: vasi, lucerne, monili, materiali da lavoro e per la toletta femminile, giocattoli.

giovedì 25 giugno 2026

Al via il restauro dei palazzo dei Congressi

 


   Al via il restauro del palazzo dei Congressi con luci  hi-tech, pdiglioni modulari e tetto trasparente. Un intervento da 15 milioni in due azioni: recupero e restauro degli elementi architettonici e adeguamento funzionale con inserimento di nuovi elementi in grado di modificare i flussi con ampliamenti di dotazioni tecniche. Saranno restaurati i fregi decorativi di Gino Severini con luci per essere visibili anche all'esterno.

   Nel progetto originario del quartiere, questo palazzo, doveva chiamarsi “palazzo dei Ricevimenti e dei Congressi”, così è ancora chiamato nella Guida di Roma del Tci del 1962. Progettato da Adalberto Libera[1] del 1938 ma terminato nel 1942. Notevolissimo per originale concezione architettonica, modernità impianti e completezza di servizi. Portico di ingresso, nucleo centrale a forma di cubo di 40 metri di lato. Ardita volta a crociera che poggia solo sugli spigoli, quattro lunettoni lasciano passare la luce. Sulla terrazza un teatro pensile. Il salone ha una cubatura superiore a quella del Pantheon! Due fontane fiancheggiano il piazzale di ingresso. Fra le persone impegnate nella costruzione dell’Eur si racconta che il colonnato che caratterizza la facciata fu fatto realizzare da Piacentini all’insaputa di Libera.

   "La mensola gigante che ancora sporge dal lato frontale del cubo avrebbe dovuto ospitare, secondo il progetto originale, un gruppo statuario di quattro cavalli al traino di un carro trionfale guidato dalla dea Vittoria. Nonostante il pubblico concorso indetto nel 1940, l'incarico venne affidato direttamente allo scultore Francesco Messina, oggi famoso per il cavallo simbolo della Rai a viale Mazzini. Le vicende belliche arrestarono l'opera di Messina, che all'epoca aveva prodotto solo i calchi in forma ridotta dei quattro cavalli, i quali restarono negli scantinati dell'Accademia di Brera - di cui Messina era direttore - fino al 1969, anno del suo pensionamento. Dovendo quindi sgombrare i locali dai propri oggetti e temendo danni per i modelli in gesso, Messina trovò in Giovanni Leone - all'epoca non ancora Presidente della Repubblica - il mecenate che ne finanziò la fusione in bronzo. Ancor oggi i quattro eleganti cavalli bronzei sono sistemati nel giardino della villa della famiglia Leone in località Le Rughe, poco fuori Roma lungo la via Cassia." Da Memorie di Roma del 24.7.23 articolo a firma di Stefano Pozzi

     Il palazzo è stato spesso set cinematografico, tra questi si ricorda “La dolce vita” di Federico Fellini del 1961, in cui il palazzo diventa un ospedale e ne “Il conformista” del 1970 di Bernardo Bertolucci. Fellini diceva: “L’Eur è un quartiere molto congeniale a chi fa di professione il rappresentante di immagini”.


[1] Adalberto Libera (Villa Lagarina TR 1903 – Roma 1963) Autore dell’ufficio postale di via Marmorata, del quartiere Ina Casa orizzontale Tuscolano a via Selinunte, il Villaggio Olimpico (in coll.), il quartiere di Casal Palocco (in coll.), il quartiere Incis a Decima, la cattedrale di La Spezia. Case ad Ostia sul lungomare.

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 sai come si chiama e dove si trova il museo che vedi sotto.


Nella foto di ieri l'ospedale IFO a Mostacciano.

mercoledì 24 giugno 2026

Evviva! Pedonalizzato il cuore del quartiere Coppedè.

 


   Il quartiere Coppedè è stato costruito dall’architetto Gino Coppedè[1] tra il 1919 e il 1926, è un incredibile incrocio di linguaggi architettonici che ben ci riportano nell’atmosfera borghese di inizio Novecento. “E’ un tardo episodio liberty, del tutto anacronistico e spaesato. La decorazione è sovrabbondante e fantastica, vi prevalgono gli elementi neo medioevali e manieristici”[2]. Ilaria Beltramme in “101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita”, ed. Newton, 2007, invita a visitare il quartiere Coppedè (pag.278).

     Entrando da via Dora (già via Diagonale, al civico 2 ha abitato Gino Coppedè) abbiamo ai lati i palazzi degli Ambasciatori (completati nel 1921[3]) collegati tra loro attraverso la soluzione scenografica del grande arcone (illuminato da un elegante lampadario in ferro battuto), ornato da un grande mascherone in stucco sorretto da due efebi michelangioleschi. In asse col mascherone, tra le finestre del primo piano l’architetto colloca poi l’emblema dei Medici, probabile omaggio alla sua città Firenze. Verso la torretta d’angolo con via Arno, la decorazione diventa maggiormente ricca: nei bassorilievi si ravvisano figure di donne rappresentate con vasi, incensieri, civette e farfalle, mentre le figure maschili mostrano altri attributi, tra cui un braciere, un gallo e una lepre. La firma dell’architetto va scoperta nell’arcone e precisamente  tra le colonne[4].



     Piazza Mincio è stata riqualificata in questi giorni e inaugurata ieri. Al centro della piazza si trova la fontana delle Rane, del 1920 – 24, con grandi conchiglie sorrette da coppie di uomini inginocchiati. Una rivisitazione in chiave ironica della fontana delle tartarughe in piazza Mattei. Otto esemplari del simpatico anfibio compaiono sul bordo del catino superiore, mentre in atto di spiccare un salto gettano zampilli d’acqua nella vasca. Altre quattro rane, più grandi, ritornano al centro delle valve di conchiglia tenute da coppie di giovani che con le gote gonfie spruzzano l’acqua nel bacino più basso polilobato[5]. Nel settembre 2019 / gennaio 2020 la fontana è stata restaurata, tra le criticità il parziale cedimento strutturale di alcuni centimetri verso Est.

     Nel caldo giugno 1965 i Beatles a Roma per un concerto al teatro Adriano di piazza Cavour, si tuffarono completamente vestiti nella fontana, dopo una serata trascorsa con il giornalista Gianni Minà a girare tra i locali, compreso il vicino Piper, da: Dall’Oglio Giustini, Roma fuori centro, ed. Efesto, 2025, pag.91.


[1] Gino Coppedè (Firenze1886- Roma1927) architetto, scultore e decoratore. Fu un artista eclettico, sviluppò un suo stile ornamentale che coincise con i caratteri dello stile liberty. Il suo primo importante lavoro fu il castello Mackenzie (1897-1902) a Genova dove si trasferì. Realizzò ville signorili, progettò l’arredamento dei piroscafi, hotel di lusso, stabilimenti balneari. A Roma ha realizzato anche il palazzo al n. 7 di via Veneto ornato con iscrizioni latine e un’altana a colonne, si tratta della sua ultima opera (1925-27). Aveva sposato, nel 1889, Beatrice Romanelli, figlia dello scultore Pasquale, da lei ebbe tre figlie. E’ sepolto in San Miniato. Da Irene de Guttry, Guida di Roma Moderna, ed. De Luca; da it.wikipedia.org. La notizia del palazzo di via Veneto da: Guida di Roma del Tci, 1993. Il progetto originario prevedeva 18 palazzi e 27 villini, non tutti costruiti. Da rivista: “Roma ieri oggi e domani”, ed. Newton, n. 49.

[2] Riferimento da Irene de Guttry, cit.

[3] Palazzi degli ambasciatori. La notizia dell’anno di fine lavori dalla rivista: “Roma ieri, oggi e domani”, ed. Newton, n.49, anche scritto sulla facciata del palazzo stesso.

[4] Palazzi degli Ambasciatori. Le notizie da: Pratesi – Rendina (a cura di), Roma liberty. Fascino e storia di uno stile. Palombi editore, 2001.

[5] Fontana delle Rane. Le notizie da : Pratesi – Rendina, cit. Invece per la rivista “Roma ieri, oggi e domani”, ed. Newton, n. 49, la fontana è del 1925.

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 sai come si chiama e dove si trova l'ospedale che vedi sotto.


Nelle foto di ieri le due statue che si trovano all'ingresso dell'IFO a Mostacciano, realizzate su modelli di Salvatore Fiume ma realizzate in marmo da Carmelo Lizzio, raffigurano l'arcangelo Raffaele che dice a Tobia come curare la cecità del padre.

martedì 23 giugno 2026

Un nuovo splendido percorso ciclopedonale a Roma

 


Da pochi giorni Roma ha un nuovo percorso ciclo-pedonale all'interno della valle dei Casali con vista sulla stupenda villa York.




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 sai come si chiama e dove si trova la statua che vedi sotto.


Nelle foto di ieri il ponte di Mezzocammino o ponte di Spinaceto su cui passa il GRA.

lunedì 22 giugno 2026

Un appuntamento a cui non si può mancare

 


Soprattutto se sei romano di San Giovanni, Appio Latino o Tuscolano.

     La festa di San Giovanni, si è sempre tenuta sulla piazza e lungo il primo tratto di via Appia; si disponevano i tavoli delle osterie e i banchi di venditori di lumache. La ricetta caratteristica era quella delle “lumache al sugo”. Bisognava prenderle nelle vigne, poi metterle a spurgare per due giorni in un catino, insieme alle molliche di pane e foglie di lattuga fatte a pezzi, quindi lavaggio con acqua, aceto e un pizzico di sale. Nel frattempo si preparava il soffritto per il sugo. Le corna delle lumache rappresentavano discordie e preoccupazioni, mangiarle voleva dire distruggere le avversità, la cena avveniva tra profumi di spighetta e suoni di campanacci. Durante e dopo si ballava il Saltarello[1]. La festa si concludeva all’alba con l’arrivo del Papa per celebrare la messa e impartire la benedizione dalla loggia della basilica.

     In occasione della festa sfilavano dei carri allegorici e caricaturali che prendevano le mosse da ponte Lungo.

     “Quando arrivava la festa di San Giovanni la mamma ci preparava e si usciva senza dimenticare di mettere la scopa capovolta dietro la porta di casa per impedire l’ingresso delle streghe, che in quella notte, si diceva, girassero per la città. Noi bambini avevamo trombe, campanelli, lingue di Menelik e camminavamo tenendo coriandoli e stelle filanti. Le trattorie erano piene di gente in attesa dei carri allegorici che… raffiguravano parodie di personaggi allora in vista”[2]. “Le strade si riempivano di bancarelle, piene di cose tipiche di queste circostanze (spighette di lavanda, trombette, lingue di suocera, croccantini, zucchero a velo e altro ancora)”[3]. Sulla piazza di porta San Giovanni si tenevano corse al sacco e alberi della cuccagna. La festa traeva origine da una leggenda del 1782, secondo la quale Erodiade, moglie adultera di Erode Antipa, avrebbe istigato il marito a condannare a morte Giovanni Battista in quanto non ricambiata nel suo amore. Erodiade avrebbe chiamato a raccolta le streghe sui prati della basilica nella notte che precede la festa del santo (24 giugno). La notte di San Giovanni aveva anche un altro significato, propiziatorio e purificatorio, per i raccolti della terra. Al 23 giugno, due giorni dopo il solstizio d’estate, in tempo di mietitura, si tenevano le cerimonie in onore della dea Cerere, protettrice dei raccolti.

     Alla festa di San Giovanni era collegato il Festival della Canzone Romana, la cui prima edizione ci fu nel 1891, il proprietario dell’osteria Facciafresca (era più o meno al civico 20/24 della via) aveva fatto allestire un palco con l’orchestrina, ma tale fu la ressa che il palco crollò inghiottendo cantante e orchestrali. La manifestazione fu spostata al teatro Grande Orfeo sotto la Galleria Regina Margherita in quella che oggi è via Depretis, vinse “Le streghe” cantata da Leopoldo Fregoli in procinto di diventare il trasformista per eccellenza. L’idea del festival venne in mente a Edoardo Perino, editore del Rugantino, rivista fondata nel 1848, la cui direzione era di Gigi Zanazzo, voleva imitare il festival di Piedigrotta. Da allora ogni anno si tenne il festival, qualche volta si spostò al teatro Morgana ora Brancaccio o al cinema teatro Massimo dove oggi è Coin. Quante canzoni nacquero in questa occasione? Affacciate Nunziata (1893 considerata una delle più belle canzoni di fine secolo), Nina si voi dormite (1901), Appresso alla reale, Casetta de Trastevere, Vecchia Roma, Serenata Celeste, Barcarolo romano (di cesare Balzani del 1910), Chitarra romana (1934), Quanto sei bella Roma (1934). Il festival ha perso via via importanza come la stessa festa di San Giovanni. L’ultima edizione del concorso fu nel 1955, allora si impose Arrivederci Roma di Renato Rascel, scritta in lingua.


[1] Saltarello. Ballo tipico dell’Italia Centrale, si presenta come danza di coppia. E’ di origine rinascimentale, nel Seicento si diffuse negli ambienti popolari. E’ stato ripreso nell’ultimo movimento della Sinfonia opera 90 di Felix Mendelsshon (compositore tedesco dell’Ottocento).

[2] Festa di San Giovanni. Racconto di Maria Aprile nata nel 1913, dal libro: AA.VV. I nonni di Roma raccontano la storia, Comune di Roma, 2006, pag. 21.

[3] Festa di San Giovanni. Racconto di Charis Gattone nata nel 1908, dal libro: AA.VV. I nonni di Roma raccontano la storia. Comune di Roma, 2006, pag. 311.

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 sai come si chiama e dove si trova il ponte che vedi sotto.



Nelle foto di ieri alcuni ingressi al parco dei Fumetti che si trova a Mezzocammino.

domenica 21 giugno 2026

La fantastica Roma dei Barberini

 


Questa mattina, sotto un bel sole caldo, anche troppo, VediROMAinBici ha organizzato una bellissima passeggiata in bici alla scoperta dei luoghi di Roma segnati dalla presenza dei Barberini, una famiglia di provenienza toscana che a Roma ha lasciato una traccia importante. Siamo stati a palazzo Barberini, a palazzo della Sapienza e a via dei Giubbonari dove c'era il primo palazzo della famiglia oggi liceo Vittoria Colonna. Un grande grazie al nostro amico Alberto che ci ha fatto da guida.



Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova il parco che ha queste "porte".




Nelle foto di ieri piazza Andrea Pazienza che è al centro del quartiere di Mezzocammino nato nei primi anni 2000 su una superficie di 190 ettari di cui 40 di parco pubblico. Nel 2009 è stata inaugurata la piazza dedicata al creatore di fumetti e pittore.

sabato 20 giugno 2026

Più ordine, più sicurezza, più rispetto della natura a Ostia

 


L'assemblea Capitolina ha approvato il Piano degli Arenili detto PUA sugli 11 Km di costa. Ci saranno varchi ogni 300 metri, ora bandi pluriennali per gestire gli stabilimenti balneari. Gualtieri: "Una svolta storica per il mare di Roma".

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 sai come si chiama e dove si trova la piazza che vedi sotto.




Nella foto di ieri il castello della Magliana Vecchia.

venerdì 19 giugno 2026

Avanza una nuova pista ciclabile

 


Si sta realizzando una nuova pista ciclabile a Roma, in via La Spezia nel quartiere Tuscolano. Fa parte del percorso ciclabile lungo le mura Aureliane che da porta San Paolo arriverà a porta Maggiore e di cui esistono già alcuni importanti tratti: ad esempio quello tra porta Metronia e porta Latina. Una buona notizia per tutti  i ciclisti romani e per tutti coloro che vogliono incrementare la mobilità alternativa.


Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova il Castello che vedi sotto.



Nella foto di ieri il Castello della Magliana Vecchia. 

     Una prima costruzione ad uso di casina di caccia, si deve a Gerolamo Riario, nipote di Sisto IV, in essa, il 10 aprile 1480, ospitò il duca di Sassonia. Nel 1490 Innocenzo VIII[1] vi fece costruire un casino che corrisponde al palazzetto attualmente dislocato sul lato meridionale con architettura di Graziadeo Pichi da Brescia, intorno aveva un giardino con mura di cinta coronate di merli come gli edifici fortificati. Tra il 1505 e il 1510, Giulio II[2] fece realizzare l’ampliamento da Giuliano Da Sangallo[3] e la cappella dal Bramante, mentre usufruttuario della villa era il cardinale Francesco Alidosi. La villa fu prediletta da Leone X[4] che trascorreva qui lunghi periodi di riposo (sei o sette mesi l’anno come ricorda Paolo Giovio) e fu lui a far completare gli affreschi della cappella (sotto la loggia – all’interno è visitabile la torre campanaria) e della sala delle Muse (ora salone – gli affreschi sono stati staccati  e giacciono dei depositi della sovrintendenza, è previsto il ritorno in questa sede) come teatrino. Donato Bramante lascia il segno con un portico a cinque archi e una parete scenografica con due ordini di nicchiette. “Nel salone si fanno le ore piccole, in compagnia di musici, letterati e politici che papa Leone riunisce intorno a sé in un cenacolo. Vi prendono parte Michelangelo, il giovane Raffaello e il filosofo Niccolò Macchiavelli, insieme con lo storico Guicciardini e l’architetto Bramante”. Da: Antonello Anappo, Storia della Magliana, ed. Typimedia, 2020, pag. 90. E’ alla Magliana che Leone matura la decisione di scomunicare Lutero. Pio IV[5] fece costruire al centro del cortile la fontana (forse dal Bramante), spesso veniva a fargli visita Cosimo de Medici signore di Firenze con una numerosa comitiva di cui fa parte Carlo Borromeo che Pio IV nominerà cardinale nel 1562 (da non confondersi con Federico Borromeo citato da Manzoni nei Promessi Sposi). Le partite di caccia erano alternate con riunioni poetiche, banchetti sontuosi, divertimenti di varia natura.

     Nel Seicento la località iniziò a decadere forse per timore della malaria, nel Settecento la villa papale era abbandonata e la zona malarica.  “Nell’Ottocento il castello cade in mano ai briganti. Il topografo Nibby, che ha modo di visitarlo nel 1827, stende un racconto desolante, con le stanze papali ormai ridotte a dormitorio di bifolchi. Il loro capo, l’arrogante Giuseppe Vitelli, ha fatto costruire una tribuna sopraelevata davanti alla cappellina del Battista, per assistere alle funzioni separato dai campagnoli. Da: Antonello Anappo, Storia della Magliana, ed. Typimedia, 2020, pag.106.

     Nel 1886 la villa fu restaurata dallo Stato italiano e dal 1957 è di proprietà del Sovrano Militare Ordine di Malta che ne ha fatto una struttura ospedaliera, affiancandola nel 1960-61 all’ Ospedale San Giovanni Battista di Julio Lafuente e Gaetano Rebecchini[6]. Davanti all’ingresso del Castello si vedono le vecchie scuderie.


[1] Innocenzo VIII. Giovanni Battista Cybo (Genova 1432 – Roma 1492), papa dal 1484. Appoggiò la congiura dei baroni contro Ferdinando I d’Aragona, alleato di Lorenzo Il Magnifico ne creò cardinale il figlio tredicenne poi  papa Leone X.

[2] Giulio II. Giuliano Della Rovere (Albisola 1443 – Roma 1513) papa dal 1503. Nipote di Sisto Iv, succedette a Pio III. Riorganizzò la Stato, convocò il concilio ecumenico Lateranense, promosse la lega di Cambrai contro Venezia e quella Santa contro la Francia. Pose la prima pietra della nuova basilica di San Pietro, incaricò Michelangelo di dipingere il soffitto della Cappella Sistina e di fare la sua tomba (Mosè). Martin Lutero nel suo viaggio a Roma lo conobbe.

[3] Giuliano da Sangallo. (Firenze 1445-1516), architetto, scultore e ingegnere militare, figlio di un intagliatore di mobili. Il fratello Antonio da Sangallo il Vecchio e il nipote Antonio da Sangallo il Giovane furono architetti anch’essi. La sua opera più celebre è la villa di Poggio a Caiano (1480), a lui è attribuito il Castello di Ostia e la fortificazione di Grottaferrata.

[4] Leone X. Giovanni de’ Medici (Firenze 1475 – Roma 1521) papa dal 1513. Si adoperò per il ritorno dei Medici a Firenze.  Fu grande mecenate, si alleò con i francesi nei primi anni del suo pontificato, appoggiò l’elezione imperiale di Carlo V assecondandone poi la politica. Promosse la vendita delle indulgenze e fu criticato da Martin Lutero nel 1517, successivamente pronunciò la scomunica a Lutero (1520). Famoso un suo ritratto opera di Raffaello.

[5] Pio IV. Giovanni Angelo Medici (Milano 1499-Roma 1565) papa dal 1559. Convocò per la terza volta il concilio di Trento approvandone i decreti conclusivi (1564). Coadiuvato dal nipote Carlo Borromeo avviò la riforma della curia.

[6] Julio Lafuente e Gaetano Rebecchini. Nati rispettivamente nel 1921 e nel 1924. Hanno progettato e realizzato il collegio Massimo all’Eur, l’ippodromo di Tor di Valle negli anni 1959-60. Oltre alle opere qui menzionate.

giovedì 18 giugno 2026

Un'installazione di arte contemporanea?

 


Ci troviamo a Castel Porziano, spiaggia libera molto amata dai romani che la chiamano più semplicemente "I cancelli". Lungo la riva si trova questa sedia, sembra reggersi in piedi per incanto. Sarà un'opera di un artista dei nostri tempi? No, è semplicemente una sedi lasciata sul bagnasciuga. 

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova il castello che vedi sotto.


Nella foto di ieri la chiesa di San Mauro a Laurentino 38. Venne scelto di dedicare la chiesa a questo santo per la vicinanza con i benedettini delle Tre Fontane, infatti Mauro fu il primo discepolo di San Benedetto. La parrocchia venne creata il primo novembre 1980 con decreto del cardinale Ugo Poletti, provvisoriamente ebbe sede al terzo ponte. IL 31 ottobre 1990 venne consacrata, il progetto è dell'architetto Ennio Canino che ha Roma ha costruito tredici chiese, tra le altre quella di Corviale e San Marco Evangelista nel quartiere dei Giuliani e Dalmati.

mercoledì 17 giugno 2026

Partono i lavori per un'altra ciclabile romana

 


Partono i lavori per la ciclabile che collega la ciclabile Dorsale Tevere con l'ex Mattatoio sede - tra gli altri - della facoltà di architettura. Sarà lunga 800 metri, dal ponte dell'industria fino all'ingresso sul lungotevere, percorrerà lungotevere degli Artigiani e attraverserà il Tevere su ponte Testaccio.

Sei romano de Roma se...

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Nelle foto di ieri Isola Liri, piccolo centro abitato al Km 17,8 della via Cassia non lontano da Formello. Il castello esiste dal X secolo.