Buone nuove per il Caffè Greco. Dopo
un contenzioso durato otto anni torna sul mercato lo storico locale. Già
arrivate cinque offerte per rilevarlo.
Entro l’estate si saprà il nome del nuovo gestore e il canone di
locazione aumenta a un milione e duecentomila euro. La svolta con il
risanamento dell’ospedale Israelitico proprietario dell’esercizio. Dai quotidiani romani del 28.4.26.
In via Condotti, al civico
86, si trova il famoso Caffè Greco,
celebre ritrovo di artisti e letterati italiani e stranieri nel XIX secolo.
Fondato dal greco Nicola Della Maddalena nel 1760 il locale raggiunse fama
successivamente quando cominciò a proporre un caffè migliore, servito in
piccole tazze. Molto apprezzato dagli stranieri fu il servizio che permetteva
di ricevere la posta in una caratteristica scatola di legno collocata vicino
all’ingresso. Tra i più celebri frequentatori del caffè si ricordano musicisti
come Liszt, Gounod, Berlioz, Mendelssohn, Riccardo Wagner, scultori e teorici
dell’arte come Thorwaldsen, romanzieri come Gogol e Mark Twain, scrittori come
Stendhal, Goethe, Heinrich Heine, il filosofo Schopenauer, poeti come Leopardi
e Minckievicz, Baudelaire, Anatole France, Di Giacomo, Pascarella, Trilussa, e
D’annunzio, i pittori della Campagna Romana (Enrico Coleman, Onorato Carlandi
Giulio Aristide Sartorio) avevano qui la loro sede, ma anche i pittori Nazareni
guidati da Overbeck, il politico – pittore e scrittore Massimo d’Azeglio.
Sedettero ai tavoli di questo locale anche sovrani, come Luigi di Baviera e un
futuro papa Gioacchino Pecci.
Il caffè conserva quadri, opere d’arte e arredi d’epoca. Nel 1906 ricevette al
visita di Buffalo Bill, l’evento è ricordato da una foto esposta nel locale e
munita di dedica all’allora proprietario Gubinelli. Nel secondo dopoguerra
frequentarono il caffè: Aldo Palazzeschi, Goffredo Petrassi, Afro e Mirko
Basaldella, Carlo Levi, Pericle Fazzini, Renzo Vespignani, Orfeo Tamburi,
Libero De Libero, Sandro Penna, Lea Padovani, Orson Welles, Mario Mafai, Ennio
Flaiano e Vitaliano Brancati. Una targa a destra dell’ingresso ricorda che il
locale è sottoposto a vincolo dalla Soprintendenza dal 1953 (notare che non
esisteva il ministero dei Beni Culturali, quindi il vincolo fu posto dal
ministero della Pubblica Istruzione che ne aveva le funzioni, il ministero
della cultura venne creato nel 1974, ministro Spadolini, governo Moro IV).
Ricordiamo che Nikolaj Vasilijevic Gogol
(Sorocincy, Ucraina 1809 – Mosca 1852) compose la maggior parte delle Anime morte a Roma, secondo la
tradizione al Caffè Greco, dove soggiornò più volte fra il 1836 e il 1848 e
dove divenne amico del Belli. Nella città papale Gogol scrisse anche il
racconto Roma rimasto incompiuto e
pubblicato contro il suo volere nel 1841.