lunedì 8 luglio 2019

Un bel giorno per Roma


   Oggi è un bel giorno per Roma, una città che ha tanti problemi a cominciare da quello del traffico. Ma oggi, dopo 10 anni di lavori, si inaugura il corridoio della Mobilità Eur- Tor Pagnotta, su questa strada riservata ai bus Atac passeranno tre linee di filobus. Una bella novità per tutto il quadrante sud di Roma. La nostra città aveva negli anni Cinquanta tante linee di filobus, furono tutte abolite, una decisione sciagurata. Negli anni di Veltroni venne aperta la linea di filobus che da Termini arriva a Monte Sacro e oltre, il 90. Oggi ne abbiamo altre tre!
Possiamo essere contenti!
Il primo tratto del Corridoio.


Il capolinea del 74 a Fonte Laurentina.
Il ponte che scavalca il Gra. E' riservato ai bus Atac, pedoni e ciclisti.



Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova la chiesa che vedi sotto.

Nella foto di ieri la chiesa di San Giuda Taddeo in largo Tacchi Venturi (ingresso al parco della Caffarella).

     E’ stata costruita su progetto dell’architetto Giorgio Biuso. E’ parrocchia dal 18 maggio 1960. In occasione del Giubileo del 2000 l’artista Oliviero Rainaldi[1] ha realizzato alcune sculture: la decorazione del catino absidale in mosaico e bassorilievo in gesso raffigurante il passo del libro dell’Apocalisse, cap. 7-9; un altorilievo in gesso e ottone raffigurante l’Ultima Cena; un bassorilievo in gesso raffigurante Cristo Risorto di circa 50 metriquadri di superficie; una statua in gesso raffigurante la Madonna con Bambino di cm 270 di altezza. A fianco dell’altare è posta la statua dell’Apostolo Giuda Taddeo che tiene in mano un panno con impresso il volto di Gesù. Il 26 maggio è la festa della parrocchia.



[1] Oliviero Rainaldi (Caramanico Terme 1956) scultore, vive e lavora a Roma. Studia con Emilio Vedova all'Accademia di Venezia, si diploma con Fabio Mauri all'Aquila. La sua opera è incentrata sulla figura umana, dagli anni Novanta rappresenta figure isolate, fissate attraverso un segno lineare nella loro essenzialità ideale in cui i corpi manifestano sottili connessioni con le culture arcaiche e medioevale. Importanti personali gli sono state dedicate alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna nel 2003, a palazzo Venezia nel 2006, a villa Aldobrandini nel 2010 e al Museo Nazionale di Villa Pisani a Stra (Venezia) nel 2011.Sue opere nel palazzo dell'ONU di Ginevra, nel palazzo municipale di Stoccolma sede del premio Nobel, al palazzo della Farnesina sede del ministero degli Esteri. Dal 2000 ha lavorato a varie commissioni ecclesiastiche. Sua la statua a Giovanni Paolo II in piazza dei Cinquecento a Roma, Antigone nel palazzo dell'Avvocatura dello Stato, sue le sculture nella chiesa di San Giuda Taddeo.


domenica 7 luglio 2019

Un dolore vedere piazza Caprera ridotta così


   Piazza Caprera è uno di quegli angoli di Roma che conoscono solo i veri amanti della città, si trova incastonata tra corso Trieste, via Nomentana e villa Paganini. Meglio non dare troppe indicazioni precise, è bello andarla a scoprire!
   Purtroppo, in questi giorni, i giornali hanno dato la notizia che gli abitanti della zona hanno deciso di recintare la fontana al centro del cerchio perfetto che è la piazza, perché essa è spenta, stava diventando un pattumiera. Che dolore vederla così ridotta. Sollecitiamo le autorità competenti a provvedere, non è solo questa fontana ad essere chiusa, anche la fontana delle Najadi, al centro di piazza della Repubblica ad essere spenta da non si sa quanto.
   Preferiamo ricordarla in queste foto nel suo splendore!



Sei romano de Roma se...

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Nella foto di ieri la chiesa di San Giovanni Battista de Rossi in via Cesare Baronio.

     Opera dell’architetto Tullio Rossi, eretta il 26 luglio 1940. Facciata in laterizio con tetto a doppio spiovente ed occhio centrale, in alto stemma di Pio XII, tre ingressi corrispondono alle tre navate. Nella sua semplicità vuole ricordare quelle della campagna romana. Il campanile è scandito verticalmente da solchi profondi, la cella campanaria ha croci in marmo. All’interno la navata centrale è coperta da un tetto a capriate in vista e separata dalle navate laterali da pilastri. La navata centrale è illuminata da grandi finestre, tra di esse le immagini dei dodici Apostoli, affresco di D. Duili. Nell’abside “Fatti della vita di San Giovanni Battista De Rossi” affresco di Alessandro Missori del 1945, nel quale si vede un ritratto del santo, la chiesa di Santa Maria in Cosmedin e San Pietro in Vaticano, tra due palme e un paesaggio che evoca il paradiso. La cappella di sinistra racchiude l’urna con i resti mortali del santo, vi sono appoggiati alcuni ex voto per grazia ricevuta. Tali resti provengono dalla chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini, traslati nel 1965, dal 22 maggio 2005 nella cappella si trova l’altare sul quale San Giovanni Battista De Rossi ha celebrato la messa negli ultimi anni della sua vita, dentro si trova l’urna con il suo corpo. Sulla controfacciata lapide ricorda don Marcello Urilli, primo parroco, e lapide che ricorda la visita di Giovanni XXIII nel 1961. Ha ricevuto anche la visita di Giovanni Paolo II il 25 novembre 1990. Vivo il ricordo del viceparroco del dopoguerra Giovanni Canestri[1] che molto si prodigò per i poveri abitanti del borghetto Latino. Primo parroco fu don Marcello Urilli (morto nel 1963), dal 1964 don Armando Nardini che nei primi anni Novanta propose adozioni a distanza per le famiglie della ex Jugoslavia duramente provate dalla guerra; dal 1995 alcune famiglie ospitarono bambini bielorussi colpiti dal disastro della centrale nucleare di Cernobil (26 aprile 1986). Dal 1997 don Maria Pecchielan è diventato parroco e lo è tutt’ora (dicembre 2018). Per la Giornata Mondiale della Gioventù la parrocchia ha ospitato centinaia di giovani (anche stranieri) nelle famiglie, nelle palestre e nelle scuole. Dal 2001il cardinale titolare è Julio Terrazas, arciv. di Santa Cruz in Bolivia.



[1] Giovanni Canestri. (Castelspina 1918 – Roma 29 aprile 2015) cardinale e arcivescovo della chiesa cattolica. Di origini piemontesi ha frequentato il seminario di Roma dove è stato nominato presbitero nel 1941 da Luigi Traglia, è stato viceparroco negli anni della guerra in San Giovanni Battista de Rossi a Roma, quindi parroco in varie parrocchie romane, è stato vescovo ausiliare di Roma e vescovo titolare di Tenedo nel 1961. Nel 1971 è stato eletto vescovo di Tortona, nel 1975 è stato chiamato come arcivescovo vicegente di Roma, nel 1984 è stato eletto arcivescovo di Cagliari. Nel 1987 è stato nominato arcivescovo di Genova Bobbio dove ha raccolto l’eredità di Giuseppe Siri. E’ stato nominato cardinale da Giovanni Paolo II nel 1988 col titolo di Sant’Andrea della Valle. Nel 1995 ha rinunciato al governo della diocesi per raggiunti limiti di età. E’ morto a 96 anni. E’ sepolto nella cattedrale di Genova. Tutte le notizie di questa voce da wikipedia.


sabato 6 luglio 2019

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova la chiesa che vedi sotto.

Nella foto di ieri la chiesa di Santa Caterina in via Populonia presso piazza Epiro.

   Il 16 novembre 2013 con la messa di dedicazione presieduta dal cardinale Vallini è stata consacrata la nuova chiesa di Santa Caterina da Siena in via Populonia. Dal 1971 la parrocchia era ospitata nella cappella delle Suore della Misericordia in via Latina 28, mentre gli uffici parrocchiali si trovano in piazza Galeria 11. Preceduta da una cancellata rossa, l’edificio di culto è in mattoni romani e intonaco, su di esso svetta il campanile a traliccio rosso. Il complesso è stato progettato dagli architetti Rosario e Ernesto Giuffrè[1], padre e figlio, che hanno pensato ad un nuovo spazio urbano. L’aula liturgica è concepita come un elemento che si inserisce all’interno del costruito, lasciandolo vedere, tant’è che prende luce da una finestra a nastro che corre a tre metri di altezza e va su per altri tre metri, quasi fosse un matroneo. Le altre aule sono a intonaco e sembrano quasi intersecate all’interno dall’aula. All’interno ci sono continui punti di vista e scorci che ci consentono di vedere l’aula liturgica. Da una scalinata che parte dalla strada si accede al tetto dell’edificio sacro concepito come uno spazio-piazza. Una costruzione in verticale, come nelle chiese gotiche resa necessaria dal ristretto spazio di cui dispone la chiesa.

   Quando lo spazio fu acquistato dal Vicariato era abbandonato, aveva uno spazio di 3.000 mq di cui solo la metà edificabile, e presentavano scavo profondo sei metri, vi doveva sorgere un palazzo di edilizia popolare per i ciechi.

   Dopo tre anni di lavori la chiesa è pronta, la facciata è a forma di libro in omaggio a Santa Caterina che è dottore della Chiesa[2].

     All’interno si presenta con un’aula rettangolare sovrastata da un soffitto in legno. L’altare è piccolo, il crocefisso e una statua di Santa Caterina sono affisse alla parete dietro l’altare ma ben distanti da esso. Il tabernacolo è su una colonna a sinistra dell’altare ancor più distante. Non ci sono altre immagini religiose. Sulla sinistra si sviluppa un’altra aula che converge verso l’altare maggiore. Le finestre a nastro continuo sono interrotte dai pilastri della costruzione. Le panche in legno hanno gli angoli smussati.

   Parrocchia di 6.000 anime, parroco don Humberto Gomez Giraldo.



[1] Rosario Giuffrè.   Rosario Giuffrè nato a Salerno 75 anni fa, vive a Roma dagli anni dell’Università, è sposato con tre figli, è stato professore ordinario di progettazione architettonica, rettore e preside dell’Università di Reggio Calabria. E’ coordinatore dell’ufficio beni culturali del Vicariato di Roma e consulente ai musei Vaticani. Ha restaurato la chiesa di San Tommaso da Villanova a Castel Gandolfo, opera di Bernini. Da: redacon.it.
[2] Chiesa di Santa Caterina da Siena. Tutte le notizie da romasette.it del 12.11.13.

venerdì 5 luglio 2019

Parte domani il Tour de France, la corsa più prestigiosa del ciclismo


   Parte domani da Bruxelles il Tour de France, la corsa più lunga e massacrante del ciclismo professionistico che da oltre 100 anni scrive la storia di questo sport. Si potranno seguire le tappe della corsa gialla su Rai2 o RaiSport.
   Dopo 21 tappe terminerà a Parigi sugli Champs Elysee il 28 luglio. Nonostante le assenze di Froome e Dumoulin, i favoriti sono: Geraint Thomas (inglese, vincitore del Tour dello scorso anno e tre titoli mondiali su pista) e Egan Bernal (scalatore colombiano). Noi facciamo il tifo per il nostro Vincenzo Nibali che sarà presente con una forte squadra.
Nella foto Vincenzo Nibali bacia la coppa del vincitore del Giro nel 2016,
la foto è tratta da it.wikipedia che si ringrazia.

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Nella foto di ieri la chiesa del Preziosissimo Sangue in largo Pannonia.

   Presso la chiesa è il convento delle suore del Preziosissimo Sangue e casa generalizia. La chiesa è un luogo sussidiario di culto della parrocchia della Natività. L’ordine fu fondato ad Acuto, nel Lazio, dalla Beata Maria De Mattias con il sostegno di San Gaspare del Bufalo, nella prima metà dell’Ottocento.

     La chiesa venne progettata dall’ing. Leonori, la benedizione della prima pietra avvenne il 27 luglio 1940, l’apertura della chiesa al pubblico avvenne il 4 marzo 1943, la consacrazione della chiesa il 4 marzo 1952. La chiesa è stata ristrutturata nel 1964/65. La facciata della chiesa in cotto è a doppio spiovente con occhio centrale chiuso in una lastra di alabastro. La facciata è preceduta da scalinata e protiro. L’interno è a tre navate divise da pilastri con bel pavimento marmoreo, al di sopra di quella centrale è un matroneo a riquadri marmorei. Nell’abside si trova un mosaico che rappresenta la crocifissione opera di Augusto Ranocchi. Il Cristo ha gli occhi aperti in segno di vita, anche se già morto, guarda Maria De Mattias. Sul lato sinistro la testa del Ladrone sulla quale cade il sangue di Cristo, salvandolo. Il cielo ancora denso di tragedia ha anche gli azzurri della speranza e della promessa. Nelle navate laterali quattro cappelle, in una di destra si trova l’urna di cristallo nella quale riposano i resti di Maria De Mattias rivestiti di cera. La fondatrice delle suore Adoratrici del Sangue di Cristo è stata proclamata beata da Pio XII il primo ottobre 1950, proclamata Santa da Giovanni Paolo II il 18 maggio 2003. La Via Crucis in ceramica è opera di Angelo Bianchini di Faenza che vi lavorò negli anni 1965-66. Una lapide ricorda la visita di Giovanni Paolo II nel 1980.

giovedì 4 luglio 2019

Passeggiata a piazza del Popolo


   In questi giorni, nelle ore meno calde, facciamo una passeggiata fino a piazza del Popolo, potremo ammirare una installazione veramente originale.

Luce d’artista per ogni bimbo nato. E’ una installazione dal titolo “Ai nati oggi” di Alberto Garutti, resterà sei mesi nella piazza, ogni volta che al Policlinico Gemelli nascerà un bambino la luce della piazza si abbasserà delicatamente per poi riaccendersi.

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Nella foto di ieri la chiesa di Ognissanti in via Appia Nuova (altezza piazza Re di Roma).

Una delle prime chiese di Roma sorta fuori le mura su terreni della ex villa Colonna[1], già appartenenti alla famiglia del sindaco Prospero Colonna. La prima chiesa costruita fuori le mura Aureliane fu la chiesa di San Gioacchino in Prati, in via Pompeo Magno, nel 1898, ma siamo sempre in un rione. La prima chiesa costruita nei quartieri fuori le mura fu Santa Teresa d’Avila a corso Italia nel quartiere Pinciano nel 1902. Opera dell’arch. Costantino Sneider (autore anche della chiesa dell’Immacolata a San Lorenzo), la posa della prima pietra avvenne il 29 giugno 1914, i lavori furono interrotti per la guerra mondiale, la chiesa fu ultimata nel 1920, secondo modelli di ispirazione romanica con elementi bramanteschi. La parrocchia si estendeva dalle mura Aureliane a Capannelle, fino ai confini con la diocesi di Albano. Le cinque campane furono consacrate ed issate sul campanile il 29 giugno 1927. La facciata presenta dei rilievi nelle lunette, al centro “Gloria della Madonna”. All’interno la chiesa è divisa in tre navate da pilastri alternati a colonne di granito. Il tetto presenta la copertura a volte a crociera. Una serie di finestre, nella navata centrale, hanno le vetrate con santi, tra questi Don Bosco. In questa chiesa papa Paolo VI celebrò la prima messa in lingua italiana (7 marzo 1965) dopo la riforma del Concilio Vaticano II.[2]
     Una piccola cappella esisteva in zona già dal 1908 affidata da Pio X a Don Luigi Orione[3] come ricorda una lapide posta su via Appia Nuova dopo via don Orione. Si racconta che quando don Orione chiese al Papa di aprire una missione in Sud America, egli, riferendosi ai prati fuori porta San Giovanni gli disse: “Quella è la tua Patagonia. Là c’è tutto da fare”.


[1] Villa Colonna. Nella carta di Roma del 1911 consultata alla biblioteca Appia oggi Mandela di via La Spezia la villa risulta con il nome di Corvisieri.
[2] Chiesa di Ognissanti. “Dal manoscritto che sto ultimando su "I Ragazzi di Via Cerveteri". Ognissanti è stata la mia parrocchia.. Di seguito ho scritto anche della prima messa in italiano di Paolo VI. Era stato Papa Pio X Sarto ad affidare al sacerdote Luigi Orione dei Figli della Divina Provvidenza la cura spirituale del nuovo quartiere. Era il dicembre del 1908 quando il Pontefice inviò don Orione fuori Porta San Giovanni, tra le baraccopoli sorte a ridosso delle mura Aureliane. Il sacerdote iniziò la sua attività in un modesto oratorio di Via Alba da ove iniziò a raccogliere tra i fedeli i fondi, per la nuova chiesa. Anche il Papa partecipò alle donazioni. Egli non si limitò alla costruzione del luogo di culto ma creò anche strutture d’incontro come una sala teatro e un campo da gioco. E’ qui che saranno ospitati alcuni degli orfani vittime del terremoto della Marsica” del gennaio 1915 che causò 30.519 morti.  Scritto da Felice Cipriani sulla pagina facebook “Sei dell’Alberone se…” il 18.12.15.

[3] Don Luigi Orione (Pontecurone presso Tortona AL 1872 – San Remo 1940) di padre selciatore di strade, allievo dell’oratorio di Valdocco di Torino fu notato da Don Bosco. Ordinato sacerdote nel 1895, aprì nuove case a Noto, a San Remoe Roma. Nel 1903 il vescovo di Tortona riconobbe canonicamente la Congregazione della Piccola Opera della Divina Provvidenza. Accorse a soccorrere i terremotati di Reggio Calabria e Messina per il terremoto del 1908 che fece 90.000 morti. Nel 1913 inviò una missione in Brasile. Soccorse i terremotati della Marsica nel 1915. Dopo la prima guerra mondiale si moltiplicarono scuole, collegi, colonie agricole e opere assistenziali. Nelle periferie fece sorgere i Piccoli Cottolenghi. Fondò il Santuario della Madonna della Guardia a Tortona dove è sepolto. Morì a San Remo il 12 marzo 1940. Nel 1980 Giovanni Paolo II lo iscrisse tra i Beati. Proclamato santo dallo stesso Papa nel 2004. “Il suo motto era: Ave Maria e avanti”. Da pagina facebook Sei dell’Alberone se… “Una rimessa di cavalli venne trasformata in chiesuola. Come fare per portarvi le persone? Don Orione percorse le strade del quartiere scuotendo un grosso campanello e facendo cadere ogni tanto qualche caramella e qualche soldino fino a che una piccola folla iniziò a seguirlo. Don Orione li portò in chiesa”. Da: Angelo Bertuzzo in Sei dell’Alberone se…

mercoledì 3 luglio 2019

Una buona notizia per Roma e gli utenti dell'Atac


   Uno dei problemi maggiori di Roma è quello del trasporto pubblico. Tutti i romani sono infuriati con l'Atac quando le vetture non passano, spesso hanno ragione, la nostra città, capitale d'Italia, non ha un servizio pubblico all'altezza del suo compito.
   Apre lunedì 8 il corridoio della mobilità tra Laurentina e Tor Pagnotta, in 18 minuti si arriverà a Laurentina, capolinea della metro B. Ci sono voluti 10 anni di lavori per aprire il corridoio riservato al trasporto pubblico lungo 5 Km e mezzo. I lavori partiti nel 2009, dovevano terminare nel 2011 arrivando a Spinaceto, ma il progetto è stato rimodulato, nel 2013 Alemanno inaugurò il tratto che arrivava a via Celine (Laurentino 38), mancava il cavalcavia che superava il GRA, Marino inaugurò il ponte. Oltre alla linea 74 vi passerà la 72 (per il campus biomedico) e la 73 per Trigoria.
   Abbiamo bisogno di queste buone notizie visti tanti problemi che affliggono la città.

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Nella foto di ieri la chiesa della Natività in via Gallia.

Venne consacrata nel 1937, progettata da Tullio Rossi[1]. “Nella forzata semplicità d’ispirazione neoromanica è una delle opere di maggiore impegno dell’architetto”. Ha la facciata in mattoni, tripartita da due profondi solchi e termina con uno sguscio. Alto e slanciato campanile posto sulla linea della facciata, anche un po’ avanzato. Sulla porta principale si trova l’Annunciazione, bassorilievo in travertino. L’interno della chiesa è a tre navate, in mezzo a quella centrale vi è il fonte battesimale sistemato negli anni Ottanta. Sui pilastri della navata centrale sono sistemate le 14 stazioni della Via Crucis. Il tetto è a capriate a vista. L’altare maggiore è costituito da una tavola quadrata di marmo su pilastrini. Nell’abside il grande mosaico di Gilda Nagni raffigurante la Natività con la Sacra Famiglia. L’abside della navata destra contiene la tomba di monsignor Luigi Rovigatti[2], parroco dal 1947 al 1966, quindi vescovo. A destra della chiesa si entra nel teatro che corrisponde esattamente ad un piano inferiore della chiesa stessa.



[1] Tullio Rossi. La citazione che segue nel testo, riportata tra virgolette è tratta dalla guida rossa del Tci. (Roma 1903 – Milano 1997) Dopo la laurea in architettura lavorò nello studio di Busiri Vici, collaborò nel restauro di villa Spada, progettò ville a Forte dei Marmi, a Cortina, il comprensorio di Calamoresca a Porto Santo Stefano. Vinse il concorso per il restauro di Ponte Vecchio a Firenze. Redasse il piano paesistico dell’Olgiata e numerose ville in quel comprensorio tra il 1960 e il 1963. Realizzò circa 50 chiese a Roma come architetto della Pontificia Opera Nuove Chiese, tra queste la Natività di via Gallia, San Tarcisio al Quarto Miglio nel 1939, San Giovanni Battista de Rossi nel 1940, Santa Maria della Fiducia a Finocchio nel 1940, Santa Maria delle Grazie a via Angelo Emo, San Francesco e Santa Caterina da Siena patroni d'Italia alla circonvallazione Gianicolense, Regina Pacis a Monteverde Vecchio, Santa Galla alla circonvallazione Ostiense, Sant'Emerenziana al quartiere Trieste, di Santa Maria Assunta in via Capraia al Tufello ma è anche la parrocchia del complesso Icp Vigne Nuove, la chiesa di Santa Maria Causa Nostra Letiziae in piazza Siderera al Villaggio Breda, sulla Casilina, altezza Grotte Celoni (da Irene de Guttry, cit. e casa della architettura.it). Di ben diverso tenore è la chiesa di Santa Maria Goretti nella via omonima al quartiere Trieste
[2] Luigi Rovigatti. Parroco della chiesa della Natività è una delle figure più ricordate del Quartiere per la sua grande umanità. Sacerdote dal 1936, viceparroco poi parroco dal 1947 si adoperò perché la parrocchia fosse veramente il centro della vita del quartiere. Inventò per esempio il “dono del pane”, i fornai della zona avevano un cestino, chi comprava il pane poteva lasciare un panino per i poveri della parrocchia. Due le celebrazioni che creò: la festa del Corpus Domini durante la quale nelle vie Gallia e Britannia si allestiva una infiorata simile a quella di Genzano e laVia Crucis lungo le mura Aureliane. Nel 1966 fu nominato vescovo di Tarquinia e Civitavecchia, poi arcivescovo vice gerente di Roma. Don Luigi si spense nel 1975, i funerali si tennero nella Basilica di San Giovanni seguiti da una folla straripante, i parrocchiani ottennero che le sue spoglie riposassero nella chiesa.

martedì 2 luglio 2019

Mostre in mostra

Galleria la Tartaruga, quadro di Titina Maselli,
Camion, 1953.

   Se si vuole conoscere o approfondire la storia dell'arte italiana del dopoguerra è d'obbligo andare a visitare la mostra che è in corso in questi giorni al palazzo delle Esposizioni di via Nazionale. Per ogni decennio, dagli anni Cinquanta in poi, è stata scelta una galleria d'arte privata romana e una mostra di un artista, attraverso di esse è possibile avere uno spaccato dell'evoluzione artistica della nostra città e del nostro Paese. Nelle foto scegliamo un'opera per ogni mostra.
Galleria la Salita, opera di Giulio Paolini, Senza titolo, 1964


Carlo Maria Mariani, La costellazione del leone, 1981.

Ettore Colla, grande spirale, anni Sessanta.

Fabro, Italia d'oro, 1971.

Sei romano de Roma se...


sai come si chiama e dove si trova la chiesa che vedi sopra.
Nella foto di ieri le case popolari di piazza Epiro nel quartiere Appio Latino.

lunedì 1 luglio 2019

Bellissimo il Monte Argentario in bici

Nella pineta della Feniglia

A Porto Ercole

Alla Giannella, dietro a noi la laguna di Orbetello

   A soli due ore di macchina da Roma (o altrettanti con il treno), si trova la splendida pista ciclabile del Monte Argentario. VediROMAinBici ha organizzato una bellissima 4 giorni in bici in quelle terre. Una nuova e ben asfaltata pista ciclabile conduce da Orbetello Scalo a Orbetello, da lì si attraversa la laguna sulla diga e si può procedere - girando a destra - verso la Giannella e arrivare a Porto Santo Stefano. Mentre se si gira a sinistra si arriva in breve a Porto Ercole e alla Feniglia. Tutti luoghi di natura incontaminata! Bellissimi. Da provare per credere.

Sei romano de Roma se...

Sei romano de Roma se sai dove si trovano queste case popolari precedenti all'ultima guerra mondiale.

Nella precedente foto pubblicato il bagolaro che si trova davanti a porta Latina.