sabato 11 luglio 2015

Buone nuove per il meraviglioso parco della Caffarella!

   Nei giorni scorsi sono proseguite le operazioni di pulizia del fiume Almone. Gli operai hanno liberato dai rifiuti ingombranti e dai detriti il fosso del Calicetto presso l'acquedotto dei Quintili, quindi prima della Caffarella. Ora si attende l'intervento più consistente, quello in prossimità di via dell'Amone e della torre Valca. Ieri sono stato in bici in Caffarella e ho visto i cartelli che annunciavano la chiusura del ponte di legno sul fiume per l'intervento di bonifica.
   Questa è proprio una bella notizia, il parco della Caffarella è bellissimo ma ha bisogno di cure per essere mantenuto e valorizzato. Servirebbe anche maggiore sorveglianza verso i disonesti che scaricano abusivamente i detriti nel fiume e nella valle.
   Le foto che seguono le ho tratte dalla pagina facebook del Comitato del Parco della Caffarella che ringrazio.



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Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova la galleria d'arte che vedi nella foto.


Nella foto di ieri la galleria d'arte Edicola notte di Trastevere, in vicolo del Cinque 23. Si tratta di una delle più piccole galleria d'arte di Roma, un piccolissimo spazio espositivo con vetrina. Esiste da 24 anni, ha visto le esposizioni delle opere dei maggiori artisti italiani: Enzo Cucchi, Carla Accardi, Fabio Mauri, Jannis Kounellis, Michelangelo Pistoletto, Alberto Garutti. Si trova in una parte di Trastevere dove hanno sede altre importanti gallerie d'arte di livello europeo: Stefania Miscetti, Volume! Sales, Lorcan O'Neill.

venerdì 10 luglio 2015

Roma non finisce mai di sorprendere!

   Pensavamo di aver visto tutto di Roma, pensavamo che ogni angolo della nostra città fosse stato indagato dagli archeologi, almeno nel centro storico. Ebbene non è così. E' di questi giorni la notizia della scoperta una domus romana con mosaici nel palazzo Bnl in piazza Albania, in trasformazione da uffici ad appartamenti. Lo Stato: “Scoperta eccezionale, riprendete i lavori”. Speriamo di poter vedere presto questi mosaici in uno dei luoghi espositivi della città.

Piazza Albania con il monumento a Scanderbeg,
sullo sfondo le case di San Saba.

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova la galleria d'arte che vedi nella foto.


Nella foto di ieri la galleria Colonna nella omonima piazza, intitolata a Alberto Sordi nel 2003. Venne costruita nel 1922 su progetto di Giorgio Calza Bini.

giovedì 9 luglio 2015

Un museo che Roma non ha mai avuto.

   Quanti sono i musei di Roma? E' veramente difficile fare il conto se ci mettiamo le aree archeologiche, le gallerie, i musei statali, comunali e di privati. Adesso sta per partire la realizzazione di un nuovo museo, un museo di un carattere che Roma non ha mai avuto, cioè un museo dedicato alla scienza.
   Quando nasce un luogo di cultura non si può che essere felici. Questo nuovo museo della Scienza nascerà di fronte al Maxxi, in via Guido Reni al Flaminio, a due passi dall'Auditorium. I lavori partiranno nel 2016.

   Il progetto dello studio milanese 015 Viganò, su un’area di 5,1 ettari, si svilupperà in una ex caserma. Per qualità e dimensioni è un’operazione paragonabile al Beauboburg. L’opera avrà un costo di 90 milioni di euro ma a cantiere concluso raggiungerà un valore di 250 tra edifici privati e città della scienza. Al concorso hanno partecipato 246 studi di 20 paesi. A tutti è stato chiesto di collocare 35.000 mq di residenze, 600 destinati all’housing sociale, 10.000 mq di strutture commerciali, 14.000 di spazi pubblici, oltre alla città della Scienza che si estenderà su 12.000 mq. Al  Maxxi è aperta una mostra dei progetti in concorso, sarà visibile fino al 5 luglio.
   Saremo in grado di gestire questo nuovo museo? Soprattutto saremo in grado di mantenere i musei già aperti al pubblico e spesso parzialmente chiusi per mancanza di personale come accade alla Gnam?  Contiamo sulla lungimiranza di chi governa il Paese e sul miglioramento delle condizioni economiche generali dell'Italia.

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova la galleria che vedi nella foto.


Nella foto di ieri il Foro di Traiano, in primo piano la Basilica Ulpia.
     L’ultimo e più grandioso foro di Roma, opera di Apollodoro di Damasco, architetto imperiale. Constava di una piazza rettangolare di m 118x89, con ingresso sul lato corto opposto a dove oggi sorgono le due chiese di Santa Maria di Loreto e Ss. Nome di Maria e dove era il Tempio di Traiano. I lati lunghi fiancheggiati da portici absidati e sopraelevati erano collegati alla Basilica Ulpia, oltre vi erano le due biblioteche: latina e greca, in mezzo la colonna di Traiano che, giunta a noi quasi intatta, costituisce uno dei luoghi caratteristici del Foro.
     Alta circa 40 m, mentre la sola colonna è di m 29,78, pari a 100 piedi, posa su un piedistallo ornato di trofei e ha in cima la statua di San Pietro, bronzo di Tommaso Della Porta, eseguito in collaborazione con Leonardo Sormani, collocatavi nel 1587 dove anticamente era la statua di Traiano. Attorno al fusto, costituito da 18 blocchi di marmo sovrapposti (alti m 1,50 per un diametro di m 3,50) si svolge un fregio a spirale lungo m 200 e alto circa un metro ornato da circa 2.500 figure (le principali alte 60-70 cm), che rappresentano gli episodi più salienti delle spedizioni di Traiano contro i Daci (101-103 e 107-108). Dai ripiani e dai terrazzi del tempio di Traiano, della Basilica Ulpia e delle due biblioteche si potevano seguire gli svolgimenti dei fatti reso con uno stile finissimo  e reso più evidente dalla policromia ora scomparsa. Guardando circa a metà altezza, si vede bene la figura della Vittoria del tipo detto di Brescia, separante i due cicli delle rappresentazioni. Al museo della Civiltà Romana si vedono i calchi in gesso di tutti i rilievi. Nella cella erano custodite le ceneri di Traiano in un’urna d’oro. La magnifica iscrizione sorretta da due Vittorie alate ricorda il taglio della sella tra Campidoglio e Quirinale.
     La basilica Ulpia, scavata nel 1812, aveva dimensioni quasi uguali a quelle di San Paolo fuori le Mura. Era divisa da un quadruplice colonnato in cinque navate, i lati corti terminavano con due esedre, una delle quali trovasi sotto il palazzo Roccagiovine presso la scalinata di Magnanapoli. Il colonnato è stato rialzato o sono segnate le basi delle colonne. La navata centrale aveva due ordini di colonne, le inferiori di granito, assai maggiori per altezza e diametro, le superiori di cipollino.

   Oltre si vedono i Mercati di Traiano  geniale opera probabilmente dello stesso architetto del Foro, Apollodoro, che aveva l’ufficio di sostenere il terreno del Quirinale, al cui fianco tagliato si appoggiava la costruzione. L’esedra ad emiciclo dei mercati aveva alle estremità due sale absidate, era a tre piani di botteghe. La quarta bottega a sinistra del piano terreno è stata ricostruita per dare un esempio di come fossero. All’estremità destra dell’emiciclo è un’ampia scala antica.

mercoledì 8 luglio 2015

Una nuova bella piazza per Roma e i romani!

   Una nuova e bella piazza di Roma si trova a Fidene, quartiere nel quadrante Nord di Roma, entro il Raccordo Anulare, si chiama largo Fausta Labia, è costatato 2 milioni e 350.000 euro. Ci troviamo nel III Municipio, in una parte che scarseggia di servizi e verde pubblico.

La foto della piazza riqualificata è tratta da:
comune.roma.it, che si ringrazia.

   La piazza è una delle porte dell'ampio Parco delle Sabine, un parco parzialmente realizzato all'interno della convenzione Porta di Roma caratterizzato da un intervento misto residenziale e commerciale. Sulla piazza si trova un mercato rionale e diversi capolinea Atac, tra questi il 90, l'unico filobus di Roma. Sono stati realizzati punti di ristoro, servizi igienici, portali di ingresso al parco, recinzione dell'area verde, una fontana a pavimento, giochi sonori per bambini, tavoli da pic nic, alberi da alto fusto, spazio wi-fi gratuito, le strutture di ristoro garantiranno la puntuale manutenzione dell'area. E' stato realizzato un piccolo edificio per attività sociali ed economiche.
   Dal primo luglio la nuova piazza di Roma rappresenta un esempio positivo di buona politica.

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova questo importante resto archeologico di Roma.


Nella foto di ieri il Foro di Nerva o Transitorio.
   Cosidetto perché percorso dalla via dell’Argiletum, che congiungeva il Foro Romano con la Suburra e attraverso la quale si poteva passare nei fori adiacenti. In mezzo si ergeva il tempio di Minerva del quale oggi si vede soltanto il nucleo del basamento. Era ancora in piedi nel Seicento quando fu demolito per ordine di Paolo V per ricavarne i marmi per la fontana dell’aCqua Paolo sul Gianicolo. Al di là del tempio si vedono due colonne corinzie, le cosiddette Colonnacce, recentemente scavate fino alla base che segnavano l’angolo Nord Est del foro di Nerva e dimostrano la genialità dell’architetto dei Flavi, forse Rabirio.

martedì 7 luglio 2015

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova questo resto archeologico.


Nella foto di ieri il Foro di Cesare. Spicca il tempio di Venere Genitrice, promosso da Cesare prima della battaglia di Farsalo del 48 a.C. alla dea della quale la gens Giulia si vantava di discendere. E’ stato riportato alla luce con gli scavi degli anni Trenta del Novecento. In seguito gli venne collocata a fianco la basilica Argentaria, una sorta di borsa, lungo il clivo si succedono le tabernae.

lunedì 6 luglio 2015

Roma in un libro: riconoscere gli alberi di villa Ada

Una immagine di villa Ada con il laghetto.

   In questi giorni a Roma il caldo si è fatto soffocante. Cerchiamo rifugio allora nelle ville e nei parchi cittadini. Poche città in Italia e al mondo possono vantare tante ville e così ricche di storia. Tra le tante ville in cui andare possiamo dirigerci a villa Ada con il bellissimo libro di Silvia Arbicone "Percorsi verdi2" ed. Intra Moenia, alla modica cifra di € 10. Con amore e grande conoscenza di alberi e piante l'autrice ci prende per mano e ci racconta storie di tante splendide creature viventi. Di qualche pianta ci racconta le origini leggendarie, la Grecia è presente anche qui, non solo sulle pagine dei giornali di questi giorni. Impariamo così qualcosa che potremmo tramandare ai nostri figli, perchè la natura è essenziale, se l'uomo vive in accordo con essa, è un uomo felice.

La copertina del libro è presa dal sito ibs.it,
che ringrazio.

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trovano questi resti archeologici di Roma.


Nella foto di ieri il muro che separava il foro di Augusto dalla Suburra, il quartiere malfamato dell'antica Roma. Gli incendi erano all'ordine del giorno in città, quel muro serviva come porta tagliafuoco.

domenica 5 luglio 2015

Come è bello l'acquedotto dei Quintili

   Passando velocemente in auto sulla via Appia Nuova, praticamente una superstrada, o più lentamente sulla via Appia Antica in bici, si vede distintamente l'acquedotto dei Quintili. E' una immagine di una Roma di un altro tempo, quando tutto avveniva più lentamente, quando non c'era la frenesia di oggi, la Roma dei carretti a vino, delle gite fuori porta, quando la campagna entrava in città.
Ebbene di questo acquedotto c'è da dare una bella notizia.
La villa dei Quintili vista dall'Appia Antica.

   E’ partito il restauro dell’acquedotto dei Quintili, durerà sei mesi, costo 450.000 euro, metterà in sicurezza la struttura che rischia di crollare. Il restauro parte dal secondo tratto con lavori su nove piloni e otto arcate a tutto sesto delle 120 oggi conservate, per impedire le infiltrazioni d’acqua, causa maggiore del degrado. Ma proseguirà nel terzo settore. Il progetto finale prevede un corridoio con ingresso dall’Appia Nuova. Proseguiamo con un'altra bella notizia che farà piacere agli amanti di Roma che seguono questo blog: sono finiti i lavori nel cantiere di Santa Maria Nova, un ambiente attiguo alla villa dei Quintili, acquisito dalla soprintendenza in un secondo momento rispetto alla villa stessa, erano gli ambienti termali destinati alle guardie di Commodo.

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova il muro che vedi nell'immagine.


Nella foto di ieri  i lavori per la ricostruzione – tecnicamente detta anastilosi – delle colonne del tempio che l’imperatore Vespasiano volle dedicare alla Pace nel 75. Dal 21 aprile sono visibili due delle sette colonne. In seguito si ricostruirà un tratto del tetto del portico di circa 5 metri quadrati, con tegole e coppi integri, originali. Le colonne sono in granito rosa di Assuan, sono state ritrovate negli scavi 1998-2000. Lavori per 85 giorni, costo 665.000 €. Erano alcuni secoli che non si rialzavano le colonne dell’antica Roma. La foto è del marzo scorso.

sabato 4 luglio 2015

Un museo per un uomo simbolo della nostra città.

   Aprirà al pubblico tra due anni, nella villa in cui abitava presso le Terme di Caracalla un museo dedicato al Alberto Sordi, o meglio una casa museo. Nel salotto foto ricordo, argenti in vetrina e una collezione di animali in porcellana. Una barberia foderata di specchi, con quadri di Maccari e Zavattini. Nello studio i premi con le fotografie, tantissime quelle con papa Wojtyla, lo studio è tutto foderato di libri e enciclopedie. Su una poltrona leggeva i copioni e se non gli piacevano li buttava per terra. La sala da pranzo, lo scalone e il teatro con le sculture di Ceroli ai lati dove Sordi vedeva i film e dava cene e feste. Tra gli ospiti fissi Fellini, Masina, Monica Vitti, lo sceneggiatore Sonego, Amidei, Piccioni, Scola e tanti cardinali. Alla morte della sorella Savina, nel 1972, sulla casa calò un velo di lutto, tutto rimase in penombra, sempre più rari gli invitati e le uscite, il teatro chiuso. Per l’inaugurazione torneranno i tre De Chirico oggi alla Gnam in prestito. 
   Dal 27 giugno prenderà il via una arena con i suoi film in quel piazzale giardino che è sotto casa sua e si vede bene da viale delle Terme di Caracalla.
   Viene da domandarsi: ma ci saranno le risorse per gestirla e tenerla aperta al pubblico? Perchè ci sono musei importanti, come la Galleria Nazionale d'Arte Moderna che ha il primo settore molto spesso chiuso.
La casa di Alberto Sordi vista da viale delle Terme di Caracalla.

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova questo cantiere nel quale si stanno rialzando alcune colonne.


Nella foto di ieri il fontanone di via Giulia o mascherone di via Giulia. La fontana, addossata al muro che separa via Giulia dal lungotevere, presso il prospetto posteriore di palazzo Farnese, risale agli ultimi 25 anni del Seicento, venne costruita a spese dei Farnese (lo attesta il giglio di coronamento), da Girolamo Rainaldi, lo stesso che realizzò le fontane gemelle su piazza Farnese. La fontana è alimentata dall'acquedotto Paolo.