lunedì 13 aprile 2026

Ancora un bosco per Roma

 


Ancora un bosco per contrastare il cambiamento climatico, per la nostra città. Inaugurato il 7 aprile il parco rigenerato “Bosco Sportivo” a Massimina, tale opera fa parte di una riqualificazione più ampia del quartiere focalizzata sulla sostenibilità e sulla creazione di spazi di incontro per la comunità.



Sei romano de Roma se...

 sai dove si trova il murale che vedi sotto.


Nella foto di ieri la chiesa di San Leonardo da Porto Maurizio ad Acilia.

La parrocchia fu costituita il 5 novembre 1936 con decreto del cardinale Micara, il suo territorio fu desunto da quello della basilica di San Paolo fuori le mura, confinava con la parrocchia di Ostia Antica, il Divino Amore e la basilica di San Paolo. San Leonardo da Porto Maurizio – oggi Imperia - fu sacerdote francescano di San Bonaventura sul Palatino, fu l’ideatore della Via Crucis che piantò nel Colosseo, Patrono dei prigionieri, ricorrenza il 26 novembre (da: santiebeati.it). La chiesa fu costruita nel 1931 su progetto dell’architetto Francesco Fornari (collaboratore di Tullio Rossi in sant’Emerenziana). La facciata è in mattoni, l’interno non è grande, il tetto è a travi di legno da cui pendono due grandi lampadari in ferro battuto, sul fianco sinistro un organo, nell’abside un mosaico con la croce, Maria e San Leonardo. Il 30 novembre 1980 ha ricevuto la visita di Giovanni Paolo II a pochi giorni dal terremoto in Campania. A sinistra della chiesa, in un piccolo giardino con giochi per bambini, si trova una statua del santo firmata sul retro P. A. Martini. Dal 1987 il Coro polifonico di Acilia si riunisce presso la biblioteca parrocchiale in via Ludovico Antonelli 1 il lunedì e giovedì sera sotto la guida della maestra Maria Szpadrowska. La chiesa ha un campo di calcio e campi per il basket o pallavolo.

domenica 12 aprile 2026

Giusto ricordare il rastrellamento del Quadraro!

 


     Il 17 aprile ricorre l'anniversario del Rastrellamento del Quadraro. Giuste le iniziative del municipio per ricordare tale avvenimento. Il quartiere era noto come covo di partigiani, di renitenti alla leva, di oppositori al regime. Da questo all'alba del 17 aprile 1944 vennero deportati nei campi di concentramento in Germania 947 uomini. Per entità fu il secondo rastrellamento di Roma dopo quello del Ghetto del 16 ottobre 1943.

     Nei giorni precedenti la tensione tra popolazione ed occupanti era cresciuta per lo sbarco degli alleati ad Anzio (22 gennaio), si temeva una insurrezione cittadina. A questo si aggiunge la mancanza di viveri per cui i tedeschi decisero di anticipare il coprifuoco alle ore 16 per gli abitanti del Quadraro, Torpignattara, Centocelle e Quarticciolo. Pochi giorni prima, il 10 aprile - lunedì di Pasqua - in una trattoria della zona Giuseppe Albano detto "il gobbo del Quarticciolo" uccise tre soldati tedeschi.

     Il 17 aprile, a partire dalle ore 4 del mattino iniziò il rastrellamento con un imponente schieramento di forze, le vie di accesso vennero bloccate, le case vennero passate al setaccio una a una. Vennero rastrellate circa 2.000 persone, tutti uomini tra i diciannove e i cinquanta anni, ammassati in un cinema della zona, quindi portati a Cinecittà per la selezione. Alcuni riuscirono a fuggire. Il parroco di Santa Maria del Buon Consiglio Gioacchino Rey si adoperò per far pervenire agli arrestati generi di conforto e biglietti, da questi ultimi fu possibile redigere un elenco dei deportati che furono 744 (tutti uomini tra i 14 e i 65 anni, vedi testimonianza di Pietro De Angelis in: Musu Polito, Roma ribelle, ed. Teti, 1999, pag. 297.). Le circa mille persone reclutate, divise in quattro gruppi vennero portati a Cinecittà, quindi in treno fino al campo di internamento di Terni e di nuovo trasferite al campo di transito di Fossoli presso Carpi dove rimasero due mesi (testimonianza di Giorgio Giovannini, 16 anni all’epoca del rastrellamento). Il 24 giugno vennero arruolati come "operai volontari" nei campi di concentramento in Germania (molti a Ratibor in Polonia, Giorgio Giovannini a Badlauterberg in Hars). Solo la metà tornò al Quadraro. Per anni l’evento è stato dimenticato, tanto che a tutt’oggi non esiste un elenco preciso dei deportati né si conosce la cifra esatta dei morti. Nessuno dei 744 deportati è stato considerato dallo Stato italaino come perseguitato politico, nessuno ha ricevuto riconoscimenti.

Bella passeggiata ad Ostia


 

Questa mattina con VediROMAinBici ho fatto una bella passeggiata in bici ad Ostia, abbiamo potuto visitare uno spaccato dell'unico quartiere marino di Roma. Dalla chiesa Regina Pacis (1919-1928 di Giulio Magni), al Palazzo delle Poste (di Angiolo Mazzoni del 1934), al Pontile (del 1924, ma ricostruito nel 2010), alla Colonia Marina Vittorio Emanuele III (del 1932 di Marcello Piacentini con ampliamenti di Vincenzo Fasolo) fino alle palazzine di Adalberto Libera. Eravamo in tanti, c'è stato un clima fresco, ma tutto sommato si stava bene! Un grazie a Paolo che ci ha fatto da guida e che ha voluto festeggiare con noi il suo compleanno!


Palazzo della Posta.

Pulita la più bella ciclabile romana

 


Ecco un'immagine della ciclabile del Tevere - vista da ponte Mazzini - pulita dopo le piogge dei giorni scorsi che l'avevano allagata portando detriti sul suo tracciato. Evviva! E' di nuovo disponibile la "Regina ciclarum".

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la chiesa che vedi sotto.


Nella foto di ieri la chiesa di San Paolo alle Tre Fontane che si trova all'interno dell'area delle Tre Fontane.

     La chiesa è stata eretta nel secolo V sul luogo del martirio dell’apostolo, rifatta nel 1599 da Giacomo della Porta. Nell’interno tre nicchie con le leggendarie fontane miracolose e tre teste del Santo in rilevo (l’acqua non scorre più dal 1950). Nel pavimento bellissimo mosaico romano policromo con le personificazioni delle quattro stagioni, proveniente da Ostia. Nell’angolo destro si trova la colonna a cui sarebbe stato legato San Paolo per subire il martirio. Nella cappella di sinistra era la Crocifissione di Guido Reni, trasferita a Parigi dai francesi nel 1797. Quando fu recuperata fu portata nella Pinacoteca Vaticana, quella attuale è una copia.

sabato 11 aprile 2026

Una bella iniziativa nel parco di Centocelle

 


   Il parco di Centocelle è uno dei più vasti di Roma, sorge dove una volta c'era l'aeroporto Francesco Baracca. Da alcuni mesi è in atto un'opera vastissima di riqualificazione. Per domani è prevista una iniziativa che ci permetterà di vedere come diventerà. Da non perdere! Roma, non basta una vita!

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la chiesa che vedi sotto.


Nella foto di ieri la chiesa di Santa Maria Scala Coeli, opera di Giacomo Della Porta[1] (1583), così detta per una visione di San Bernardo avvenuta in questo luogo. Sorge sul luogo dove subirono il martirio, sotto Diocleziano, San Zenone e i suoi 10.203 legionari cristiani. E’ a pianta ottagonale con cupola, cappelle laterali e abside, in questa “Santi con papa Clemente VIII[2] e suo nipote Aldobrandini”, mosaico di Francesco Zucchi su disegno di Giovanni de’ Vecchi. Nel sotterraneo bel pavimento cosmatesco del secolo XII.

     Nella cripta possiamo vedere un altare cinquecentesco dedicato a San Paolo e a San Zenone. Ai lati dell’altare due piccoli vani: a sinistra una piccola ara pagana dedicata alla dea Dia; a destra un piccolo andito ritenuto la prigione di San Paolo  prima della decapitazione. Sopra l’altare a sinistra San Zenone e compagni martiri, a destra San Paolo in carcere ora sparito.



[1] Giacomo della Porta (Genova 1533 - Roma 1602), architetto e scultore, allievo e aiuto del Vignola, costruì la chiesa del Gesù a Roma, la chiesa di Santa Maria ai Monti, la fontana di piazza Colonna, la fontana del Tritone, la fontana delle Tartarughe in piazza Mattei, le fontane minori in piazza Navona. E’ passato alla storia per aver realizzato la cupola di Michelangelo in San Pietro dopo la morte del grande artista, la facciata di palazzo Altemps.

[2] Clemente VIII Giulio di Giuliano dei Medici, papa dal 1523 al 1534. Figlio naturale, poi legittimato, di Giuliano de Medici ucciso nella congiura de Pazzi un mese prima della sua nascita e di una certa Fioretta. Fu affidato dallo zio Lorenzo il Magnifico alle cure di Antonio da Sangallo, poi lo zio lo prese sotto la sua protezione. Nel 1488 riuscì a convincere Ferdinando I d'Aragona a concedergli il priorato di Capua dell'Ordini di San Giovanni di Gerusalemme, beneficio prestigioso e molto remunerativo. E' il Papa del Sacco di Roma dei Lanzichenecchi del 1527 (inizio assedio 5 maggio, il giorno successivo i Lanzichenecchi entrarono in Borgo e Trastevere). E' anche il Papa dello scisma anglicano.

venerdì 10 aprile 2026

Che bello il parco Volusia!

 


   Il parco Volusia si trova tra la via Cassia e il GRA, ma all'interno di questo anello stradale. Ha due accessi, uno da via Casalattico (con parcheggio), un altro da via Veientana. Si tratta di un parco realizzato a seguito di una compensazione edilizia. Ieri è stato inaugurato un micro bosco con 25 alberi e 16 arbusti, è uno dei 15 boschi (cioè uno per municipio) creati per combattere il cambiamento climatico.

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la chiesa che vedi sotto.


Nella foto di ieri la chiesa dei Santi Vincenzo e Anastasio che si trova alle Tre Fontane. 

     E' la più grande delle tre chiese presenti alle Tre Fontane, fondata da Onorio I[1] nel 625 per accogliere le reliquie di Sant’Anastasio (dall’VIII secolo anche quelle di Vincenzo) e rifatta da Onorio III nel 1221 e restaurata alla fine dell’Ottocento. Facciata alta in cotto a doppio spiovente con finestre centinate e a strombatura che circondano un rosone ad archetti. Sotto il portico con colonne ioniche di spoglio e architravato, resti di affreschi del XIII secolo. Interno spazioso e severo, tre navate su pilastri, resti di affreschi del Cinquecento.

     Sul lato sinistro della chiesa si dispongono gli edifici monastici dai quali si accede al chiostro (non visitabile), il più antico cistercense superstite a Roma, originale nei lati Nord ed Est.


[1] Onorio III E’ il papa che nel 1220 incorona imperatore Federico II. Nel 1223 approva la regola francescana, nel 1216 aveva approvato la regola domenicana. Invece Onorio I è stato papa dal 625 al 638, un mosaico lo raffigura nella basilica di Sant’Agnese fuori le mura. Diede impulso a campagne missionarie nelle isole Britanniche. Con lui la Curia divenne chiesa di Sant’Adriano.

giovedì 9 aprile 2026

Che emozione vedere l'Ara Pacis con i colori originari

 


Da non perdere assolutamente, per tutti gli amanti di Roma, della sua storia e dell'arte, è questa possibilità di vedere l'Ara Pacis con i colori originari grazie a dei proiettori che danno luci colorate alle varie immagini presenti nell'ara stessa. 



Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la chiesa che vedi sotto.


Nelle foto di ieri il Santuario delle Tre Fontane.

Sorge nel luogo dove, secondo la tradizione, l’apostolo Paolo subì il martirio della decapitazione. La leggenda narra che la testa, cadendo a terra, rimbalzò tre volte, lì scaturirono tre fonti. Presto vennero costruite tre chiesette, ma il luogo venne abbandonato perché malarico. Dal 1868 il terreno è proprietà dei frati trappisti che l’hanno bonificato e vi hanno piantato gli eucalipti, i primi di Roma, dai quali distillano il noto liquore. Il complesso comprende il monastero cistercense, il secondo in Italia dopo quello di Chiaravalle a Milano.

mercoledì 8 aprile 2026

Bello il nuovo giardino di via Ipponio

 


   Aperto il 3 aprile al pubblico il nuovo parco di via Ipponio lungo le mura Aureliane, presso porta Metronia. Tolto asfalto per 960 mq e sostituito con pavimentazione stabilizzata e oltre 1.000 mq di superfici verdi. Piantati 14 nuovi alberi, 384 nuove specie arbustive e 3308 nuove piante perenni e 429 piante tappezzanti. Nel percorso 16 sedute e 9 nuove aiuole , inserita una nuova area ludica con 145 mq di pavimentazione anti-trauma. Ci sono anche 26 nuovi punti luce, presto 19 proiettori verso le Mura Aureliane. Questo giardino fa parte del parco lineare lungo le mura Aureliane da porta San Paolo fino a porta Maggiore con pista ciclabile di 5 Km. Parte è già realizzato.



Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova il santuario che vedi sotto.



Nelle foto di ieri due immagini della Nuvola di Fuksas all'Eur.

martedì 7 aprile 2026

Buone nuove per villa Glori

 


Restituita la villa ai cittadini dopo gli ultimi interventi dello scorso novembre che l'hanno riqualificata, ora si punta sulla rigenerazione dell'impianto vegetazionale ma nel rispetto dell’impianto originario dell’architetto Raffaele De Vico (1923-24).

     Il parco si estende su una superficie di 25 ettari. Il Comune di Roma, con delibera del 23 ottobre 1923, decise di trasformare l’area dove oggi è villa Glori, in Parco della Rimembranza dedicato ai caduti della Grande Guerra. Il progetto del nuovo parco fu affidato a Raffaele de Vico, architetto del Servizio Giardini, in soli otto mesi creò un giardino per passeggiate immerse nel verde mediterraneo di pini, lecci, querce, lauri, aceri, cedri, ippocastani ed ulivi, tutti puntigliosamente allineati a filari. Il parco fu inaugurato il 18 maggio 1924 alla presenza della madre di Enrico Toti. Una grande croce e un enorme altare sono la memoria tangibile dei caduti in guerra.

     Venne scelto questo luogo perché il 23 ottobre 1867 qui avvenne uno scontro tra le truppe pontificie e una settantina di patrioti al comando dei fratelli Cairoli. Tale azione doveva scatenare l’insurrezione della popolazione romana, cosa che avvenne ma in misura minore, ma soprattutto doveva anticipare e giustificare l’intervento di volontari guidati da Garibaldi. Purtroppo i patrioti vennero sopraffatti dalle truppe pontificie e uccisi, sulla sommità dell’altura si trova ancora un ramo secco di mandorlo dove morì Enrico Cairoli, mentre il fratello Giovanni, gravemente ferito, morì poco dopo. I superstiti raggiunsero Mentana dove combatterono con Garibaldi. In quegli anni vi era una vigna proprietà di un tale Vincenzo Glori, in essa anche un casale poi riadattato ad uso agricolo.

     L’idea di farne un parco pubblico era già prevista dal piano regolatore del 1883, si iniziò con gli espropri e nel 1895 fu inaugurata una colonna in marmo di Pietrasanta a ricordo dei patrioti del 1867. Nel 1924 il parco venne inaugurato. Nel 1929 fu avviata la costruzione di tre padiglioni in legno destinati ad ospitare una colonia estiva per i bambini dalla salute precaria, il Dispensario Marchiafava. Dal 1988 tali padiglioni sono stati affidati alla Caritas che ne hanno fatto una casa famiglia per malati di Aids. Nel 1997, su idea della critica d’arte Daniela Fonti, il Comune di Roma ha promosso la costituzione di un parco di scultura contemporanea all’aperto intitolato “Varcare la soglia” che voleva esprimere la possibilità di integrazione tra luogo di sofferenza e luogo di svago. Sono state così installate opere di Dompè “Meditazione”, Mattiacci “Ordine”, Mochetti “Arco-laser”, Caruso “Portale mediterraneo”, Castagna “Monadi”, Kounellis “Installazione”, Nunzio “Linea”, Staccioli “Installazione”. Nel 2000 si sono aggiunti “La porta del Sole” di Giuseppe Uncini e “Uomo erba” di Paolo Canevari.

     Nel 2003, alle spalle del mandorlo di Enrico Cairoli, è stata collocata una piccola lapide dedicata ai carabinieri morti a Nassiryia, in Iraq. All’ingresso si trova un busto  del Maresciallo Jozef Pilsudski[1]. Il viale principale è intitolato viale dei Settanta, qui si trova un chiosco bar e un maneggio.


[1] Jozef  Pilsudski (Zulow 1867 – Varsavia 1935) generale, politico e dittatore polacco. Leader della seconda repubblica di Polonia, fu una delle più importanti figure polacche della sua era, è considerato il padre della indipendenza polacca. Fu dittatore dal 1926 al 1935.