La più grande biblioteca d'Italia compie 150 anni con visite e docufilm. Questa è l'occasione per vedere manoscritti preziosi e il museo "Spazi900".
Fondata nel 1877 con il materiale della biblioteca dei Gesuiti del Collegio Romano al quale si aggiunsero altre 70 biblioteche claustrali, da allora è stata continuamente accresciuta. E' di carattere generale con pregevoli fondi speciali come topografia romana, riproduzione di codici, libri arabi, cinesi e giapponesi, opere relative alla storia della Compagnia di Gesù, raccolte di quotidiani, riviste, atti ufficiali e accademici italiani e stranieri. Si estende su una superficie di oltre 50.000 mq, possiede circa 7.000.000 libri, 8.000 manoscritti, 120.000 autografi, 1.877 incunaboli[1], circa 50.000 periodici, 27.154 autografi (questi dati sono aggiornati al primo luglio 2018; il quotidiano la Repubblica, in quella data affermava che l’incremento dei libri dal 2002 al 2012 è stato del 14%; la biblioteca ha 241 dipendenti, ma solo dieci anni prima erano 324). Si articola in quattro corpi: il deposito dei libri su dieci piani; gli uffici, l’atrio e lo spazio mostre su cinque piani; la sala conferenze; la sala letture su piano unico.
L'edificio che ospita la biblioteca è stato costruito tra il 1959 e il 1969 da Castellazzi, Vitellozzi[2] e D'Andrea e rientra nella tipologia dello "stile internazionale", o "scatole di vetro". E’ stata inaugurata il 31 gennaio 1975 dall’allora ministro dei Beni Culturali Giovanni Spadolini.
Dal 1990 il suo catalogo è on line. E' sede espositiva, vi si svolgono convegni e presentazioni di libri. I compiti istituzionali sono: raccogliere e conservare la produzione editoriale italian, documentare la principale produzione estera in particolare quella dedicata al nostro paese, produrre servizi bibliografici e diffondere il proprio patrimonio. Attraverso l’ufficio deposito legale riceve dagli editori una copia di tutto quello che viene pubblicato nel Paese. Al suo interno si trova la Biblioteca Braille Regina Margherita.
Nella biblioteca a sede l’Istituto di Bibliografia Musicale. Dal 1979 svolge attività di ricerca e di catalogazione promuovendo convegni di studio nel settore bibliografico-musicale e sotorico musicologico. Vanta un ricco catalogo editoriale in cui si segnalano i tre volumi del Dizionario Storico Biografico del Lazio.
Nella biblioteca si trova il Centro Studi sulla Cultura e l’Immagine di Roma, fondato nel 1982 presso l’Accademia dei Lincei da Giulio Carlo Argan. Promuove e coordina ricerche sulla storia di Roma e sul ruolo della città nella cultura europea soprattutto rispetto alle arti all’architettura e all’urbanistica. Possiede una biblioteca e una fototeca, il suo archivio è dichiarato di notevole interesse.
[1] Icunabolo o incunabulo dal latino "in culla". Si riferisce ad un documento stampato con la tecnica dei caratteri mobili realizzato tra la metà del XV secolo e l'anno 1550 incluso. A volte è detto anche quattrocentina. Non presentano frontespizi. Sono i primi libri moderni, cioè realizzati in serie con delle modalità proto industriali, ma circa 10.000 dei 40.000 testi noti sono costituiti da fogli sciolti perchè erano bandi, proclami, lettere di indulgenza, modulistica. 1/4 degli icunaboli si trovano in Italia. Il più antico è la Bibbia di Gutenberg del 1452.
[2] Vitellozzi Annibale (Anghiari 1902 – Roma 1990) Stazione Termini con altri, stadio Olimpico nel 1960 con altri, complesso sportivo dell'Acqua Acetosa con Ligini, la nuova sede della Biblioteca Nazionale a Castro Pretorio nel 1969, lo stadio del nuoto al foro Italico con Del Debbio nel 1960.


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