lunedì 8 febbraio 2021

La chiesa più brutta di Roma

 

     Premetto subito che il mio è unicamente un giudizio estetico, ho il massimo rispetto per tutte le religioni, in particolare per la religione cristiana cattolica che qui a Roma ha la sua sede universale. Scelgo la chiesa più brutta di Roma in base ad un giudizio artistico, sulla qualità architettonica dell’edificio. A mio modesto parere le due chiese più brutte di Roma sono due: la chiesa dell’Assunzione in largo Spartaco (Tuscolano) e la chiesa di Gesù Divino Lavoratore a via Oderisi da Gubbio (Portuense).

     Nel primo caso si tratta di una chiesa ad un livello più basso di quello stradale di cui è stata costruita solo la cripta, la chiesa vera e propria non è stata mai realizzata. Nel secondo caso la chiesa a davanti a sé il campanile cilindrico che rappresenta anche l’ingresso alla chiesa stessa.

     Per chi ne ha voglia ecco una descrizione più dettagliata delle due chiese:

 


CHIESA DELL’ASSUNZIONE DI MARIA

E’ opera incompiuta dell’arch. Saverio Muratori, fu iniziata nel 1961 ma i lavori si interruppero subito, ripresero nel 1971. Singolare cancellata, quella di ingresso, ha i simboli dei quattro evangelisti ed i loro nomi che si leggono a fatica nel ferro.  Una rampa porta all’ingresso che è posto diversi metri sotto il livello del terreno. L’interno è cupo. L’unico altare, decorato con mosaici paleocristiani, ha dietro di sé una grande croce in legno che è issata su una roccia, ancora dietro l’organo. Un piccolo lucernaio, al centro del soffitto, ha sotto di se un lampadario in ferro battuto. La cupola risulta molto schiacciata. E’ parrocchia dal 21 aprile 1954, aveva sede nella cappella del Divino Amore, posta in via Alessandro Viviani 24 (entrata parco degli Acquedotti da via del Quadraro), il suo territorio fu desunto da quello della chiesa di Santa Maria del Buon Consiglio (del 1916, ampliata nel 1955), la popolazione era costituita in gran parte dai baraccati che vivevano sotto gli archi dell’Acquedotto Claudio, circa 10.000 persone, di cui si occupavano le suore dell’Assunzione di corso Italia. Una grande opera, soprattutto di scolarizzazione fu svolta da don Sisto Gualtieri. La parrocchia ha ricevuto la visita di Paolo VI  il 13 giugno 1974 e di Giovanni Paolo II il 10 febbraio 1985. Oggi la parrocchia è affidata alla Congregazione di San Giovanni Battista Precursore.

 

CHIESA DI GESU’ DIVINO LAVORATORE

     La chiesa venne costruita tra il 1957 e il 1960 su progetto dell’architetto Raffaello Fagnoni[1], dal 1954 esisteva una cappellina, la parrocchia venne istituita l’anno successivo, la chiesa venne consacrata dal card. Clemente Micara il 15 maggio 1960. L’idea del titolo fu del primo parroco Francesco Rauti. L’andamento circolare dell’edificio può ricordare gli impianti sportivi che in quegli anni si andavano realizzando all’Eur. Un campanile alto 44 metri a base circolare, rappresenta l’ingresso alla chiesa, il suo nartece e sovrasta il tutto.

     L’edificio sacro ha una pianta ovoidale, strutture in cemento armato ricoperte da blocchetti di tufo squadrati, con due fasce in travertino. La parte alta del muro perimetrale è finestrato per dare luce all’interno. La calotta è protetta verso l’esterno da lastre di alluminio (piastre in sughero completano la coibentazione). L’interno non presenta navate, l’altare maggiore e il presbiterio sono sopraelevati e sono un tutt’uno con la cripta.



[1] Raffaello Fagnoni (Firenze 1901 -1966) architetto. Laureatosi a Roma nel 1924, dal 1926 è tra i promotori della Regia scuola superiore di architettura di Firenze diventata facoltà nel 1933 di cui fu docente. Con Michelucci progetta la Opera Nazionale balilla di Pistoia nel 1928-30. Nel 1938 si occupa della sistemazione dell’Università di Trieste con Umberto Nordio. Nel dopoguerra realizza opere di architettura sacra: Chiesa di San Domenico a Cagliari (1949-54), le chiese parrocchiali di Iglesias (1951) e Carbonia (1954) di Santa Maria Assunta a Montecatini Terme (1953-58) e la chiesa di Gesù Divino Lavoratore a Roma (1960). Per l’INA Casa è tra i progettisti del quartiere dell’Isolotto a Firenze, progetta l’autogrill Pavesi a Firenze Sud (1961-62).

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