lunedì 6 giugno 2016

Le bombe di Roma

   Il 12 dicembre 1969 fu un giorno triste per l'Italia, per Milano in particolare, ma anche per Roma. Tra le ore 16,30 e le 17,30 esplosero cinque bombe, l'esplosione più grave fu quella di Milano, in piazza Fontana alla sede della Banca dell'Agricoltura, qui morirono 17 persone, altre 88 rimasero ferite. Nelle stesso ore a Roma esplose una bomba nel sottopassaggio di via Veneto / via di San Basilio scoppiò un'altra bomba che causa il ferimento di 13 persone, altre due esplodono davanti all'Altare della Patria facendo 4 feriti. Un'altra bomba a Milano non esplode e sarà fatta brillare dagli artificieri.
L'immagine della copertina è tratta dal sito internet
della casa editrice Castelvecchi che si ringrazia.

   Questa terribile giornata segnò l'inizio della strategia della tensione, cioè una strategia politica terroristica che voleva destabilizzare il paese. Nicoletta Orlandi Posti, nata a Roma nel 1970, giornalista, scrittrice e blogger, ricostruisce, basandosi sulle carte dei procedimenti giudiziari, l'inchiesta sulle bombe nella capitale. La vicenda si dipana lungo intrecci imprevedibili, quasi fosse il prodotto della fantasia dell'autore di un romanzo, mentre invece sono vicende reali della storia italiana.
   Nicoletta Orlandi Posti, Le bombe di Roma, ed. Castelvecchi, pag. 144, € 16,50.

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova il luogo che vedi sotto.
Nella foto di ieri il Passetto del Biscione che si trova nelle vicinanze di Campo de' Fiori.

domenica 5 giugno 2016

Villa Ada in una splendida giornata di sole!

   Per oggi VediROMAinbici ha organizzato una bella pedalata all'interno di villa Ada. Eravamo in 26, abbiamo percorso Km 29,4.
Prima di partire da largo Corrado Ricci,
abbiamo festeggiato i nostri amici Marco e Daniela,
pochi giorni fa si è sposata la figlia.

Eccoci a villa Ada, lato via Panama


Alcune immagini della villa.
A cominciare dall'ambasciata dell'Egitto, già residenza del Re d'Italia.

Il maneggio.

Il lago.

Coffee-house.

Il bosco di querce.

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova il luogo che vedi sotto.

Nella foto di ieri il Passetto del Biscione che collega via di Grotta Pinta con piazza del Biscione (nei pressi di Campo de' Fiori). Si tratta di un passaggio sotto un palazzo romano sorto nel luogo del teatro di Pompeo, il primo teatro in muratura della Roma classica.

sabato 4 giugno 2016

E ricordiamoci...

domani è la prima domenica del mese, si entra gratis in tutti musei, gallerie, aree archeologiche statali e comunali. Tante iniziative ci attendono. Non mancare. Nell'immagine sotto la locandina della GNAM, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna, che ha molte sale chiuse, per via del riordino delle opere, ma una visita è sempre un'esperienza bellissima!
La foto è tratta dalla pagina facebook della GNAM
che ringrazio.

4 giugno 1944 - 4 giugno 2016

   Ricordiamo la data della Liberazione di Roma con un ricordo di quartiere, di una di quelle zone di Roma che erano, allora, periferia, oggi sono zone quasi centrali.

   Dai ricordi degli anziani del quartiere Tuscolano, il 4 giugno del 1944 un imponente esercito anglo-americano entrò in città per le vie Casilina, Appia e Tuscolana. Per gli abitanti di Roma era la fine della guerra, con  tutte le privazioni che questa comportava, era la libertà tanto desiderata. La gente del quartiere Tuscolano si assiepò sulle scale delle scuola Cagliero che si trova sul bivio tra le vie Tuscolana e delle Cave. Si creò un clima di festa, i soldati americani distribuivano cioccolate ai bambini, pian piano si fece sera, allora i giovani presenti davanti alla scuola cominciarono a spargere il talco sul pavimento che precede l'ingresso a scuola, una orchestrina improvvisata formata da fisarmoniche, chitarre e mandolini, iniziò a intonare una musica, i ragazzi e le ragazze iniziarono a ballare. Era la festa per la pace, per la ritrovata libertà!

Sei romano de Roma se..

sai come si chiama e dove si trova il luogo che vedi sotto.

Nella foto di ieri la passeggiata delle mura, nel tratto prossimo a porta San Sebastiano.

venerdì 3 giugno 2016

Quanti problemi per il nuovo sindaco di Roma!

   Oggi si chiude la campagna elettorale. Quanti problemi aspettano una soluzione dal nuovo sindaco di Roma! Noi ciclisti o cicloamatori romani desideriamo una città a misura di pedoni e ciclisti, più piste ciclabili, più zone trenta, una politica generale a favore del trasporto pubblico e la possibilità di realizzare tante piste ciclabili a costo zero, o molto, molto basso.
   Ma la città ha tanti altri problemi: la corruzione, le strade dissestate, la pulizia e il decoro generale. Sulla città si riflettono problemi nazionali la cui soluzione dipende da chi governa la nazione: la disoccupazione giovanile, una sanità lenta e bisognosa di grossi investimenti, la sicurezza dei cittadini.
  Proviamo a fare un inventario delle novità che aspettano un intervento del nuovo sindaco e dalla nuova giunta comunale. Puntiamo lo sguardo sulle periferie che devono avere una attenzione particolare.
Ecco il ponte di via del Pigneto,
qui dovrà sorgere una nuova stazione importantissima
per la mobilità urbana.

   Ecco alcune grandi opere che possono cambiare in meglio il volto delle periferie. Iniziamo dal ponte che cambierà la vita agli abitanti dell'Eur e rilancerà il turismo dei grandi congressi a Roma, passiamo a considerare la stazione che collegherà il Pigneto, il giovane quartiere della movida sulla Casilina, al resto della città. Andiamo avanti ricordando l'impianto idraulico che salverà dalle inondazioni Prima Porta, ancora il sottopasso che farà risparmiare ore di traffico agli abitanti della Portuense. Ma non abbiamo finito: il passaggio ciclopedonale che si allungherà da una riva e l'altra dell'Aniene per collegare la fermata della metropolitana di Conca d'Oro, non dimentichiamo uno degli Auditorium più belli della cintura che aprirà alla Pineta Sacchetti con una cupola rivestita di rame, fino alla rinascita come parco e uffici del municipio del vecchio Forte Trionfale. Per non parlare della biblioteca pubblica della borgata Finocchio a cui l'ex presidente Napolitano ha donato gran parte dei suoi libri.
    Ecco i progetti che partiranno o vedranno la luce in tempi brevi. Già con un binario preciso su cui camminare e che contribuiranno a cambiare le abitudini di tanti quartieri. Nuovo sindaco che verrai: buon lavoro!

La street art fa bello il punto info nel parco degli Acquedotti

Grazie ai ragazzi del liceo Artistico Argan il punto di informazioni del parco degli Acquedotti che si trova all'ingresso, lato chiesa San Policarpo, è più bello! Si è arricchito di pitture murali che lo rendono molto piacevole e speriamo che così non sia vandalizzato.
La foto è presa dal sito internet:
parcoappiaantica.it che ringrazio.

Rimaniamo in zona. Domani sera, alle ore 20,30, alla Casa del Parco Vigna Cardinali, alla Caffarella, presso largo Tacchi Venturi c'è una bellissima iniziativa che permetterà di camminare in sicurezza, di notte, nella sempre suggestiva valle della Caffarella. "Lucciole e poesie" è un evento nel quale si andrà alla scoperta delle lucciole, in alcuni punti della passeggiata, un attore leggerà poesie ispirate ai luoghi che si attraversano.
Da non perdere. Per altre info: parcoappiaantica.it.

Sei romano de Roma se...

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Nella foto di ieri un tratto interno delle mura Aureliane nei pressi di porta San Sebastiano. Un anonimo pittore, forse uno stesso soldato di guardia, ha tracciato sul muro l'immagine sacra di una Madonna con Bambino. Opera sicuramente medioevale.

giovedì 2 giugno 2016

Salviamo il parco Nemorense

   Forse non tutti conoscono il parco Nemorense, anche se chi visita questo blog è sicuramente un amante di Roma. Il parco Nemorense si trova lungo la via omonima nel quartiere Trieste. E' un bel luogo di pace, in un quartiere buono di Roma. E' un luogo amato da Scola e Moretti, per citare solo due romani conosciuti da tutti. Purtroppo dobbiamo lamentare che dopo sei mesi dall’assegnazione del bando il bar nel parco è ancora chiuso. Il punto di ristoro è chiuso dal luglio del 2014.


        Il parco Nemorense o parco Virgiliano si trova nel quartiere Trieste (II Municipio del Comune di Roma) lungo via Nemorense. Si estende su una superficie di 3 ha, è stato inaugurato nel 1930 in occasione del bimillenario della nascita di Virgilio e per questo porta il suo nome. Il termine Nemorense è riferito al lago dei Colli Albani dove era un famoso tempio ad Artemide. Unisce le funzioni di parco di quartiere (area tempo libero, area giochi per i bambini) con una semplice ma raffinata progettazione ispirata a modelli paesistici e ambientali. E' stato progettato dall’architetto Raffaele De Vico. De Vico (1881-1969) ha realizzato il parco di Villa Glori, il monumento Ossario ai Caduti della Prima Guerra Mondiale al Verano, il giardino e la fontana di piazza Mazzini, il serbatoio idrico a porta Maggiore, l’ingresso a Colle Oppio, il parco degli Scipioni, il giardino Zoologico, il giardino degli Aranci all’Aventino, la villa Paganini sulla Nomentana, il parco della Resistenza a via Marmorata e il parco del laghetto dell’Eur; (da: de Guttry, cit.). Verso Est il parco è continuato nella Villa Bianca, struttura sanitaria privata. Secondo il progetto di De Vico un ampio stradone carrozzabile percorreva il perimetro del parco (tigli). Tre viali minori (pini nel viale inquadrante il laghetto, lecci e pini nei viali secondari) conducevano all'area giochi, al caffè e all'area destinata ai concerti all'aperto. Nel piazzale a Sud si trova il laghetto a rocce irregolari. Nel 1933 venne costruito lo chalet poi diventato punto di ristoro.  Nel 1980 il parco era stato restaurato secondo i disegni originali dell'epoca.


   Il parco è stato restaurato dopo le proteste dei cittadini per lo stato di abbandono in cui versava, in particolare un comitato delle mamme della vicina scuola Mazzini è stato molto attivo in questo senso, quindi è stato reinaugurato il 2 aprile 2011[1]. I lavori di riqualificazione hanno visto piantare un prato da 3.000 mq, nuove panchine, un roseto, una nuova pista di pattinaggio, la nuova recinzione. Il costo del restauro è stata di € 450.000.


[1] Re inaugurazione del parco Nemorense da cronaca di Roma de "la Repubblica" del 3.4.11.
 

Si torna a Massenzio.

   Dal giorno 14 giugno al 14 luglio il Festival delle Letterature torna nella sua sede storica, dove è nato, nella basilica di Massenzio. Siamo alla XV edizione. Lo storico festival della capitale ideato e diretto da Maria  Ida Gaeta, responsabile della Casa delle Letterature di Roma, con la regia di Fabrizio Arcuri. Promosso dal Dipartimento Cultura di Roma Capitale, si avvale dell'organizzazione di Zetema Progetto Cultura. Ingresso è gratuito fino a esaurimento posti. Il programma è in fase di pianificazione.

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova il luogo che vedi nella foto.
Nella foto di ieri il camminamento interno alle mura Aureliane nei pressi di porta San Sebastiano. 
     Le mura Aureliane furono costruite dall'imperatore romano Aureliano tra il 271 e il 273. Dopo aver subito numerose ristrutturazioni oggi si presentano in un buon stato di conservazione come poche città italiane possono vantare, ad esempio a Firenze le mura furono demolite con l'Unità d'Italia, restano solo alcune porte. Oggi sono lunghe Km 12,5.
     Nel 260 gli Alemanni erano riusciti ad arrivare fino a Roma ma rinunciarono a saccheggiarla, nel 270 l'imperatore Aureliano riuscì ad arrestare gli Alemanni e i Goti presso Piacenza, non senza difficoltà. Ci si rese conto allora della necessità di proteggere la città con delle mura poichè lo Stato versava in una situazione di profonda crisi. La costruzione delle mura iniziò nel 271 e ci vollero due anni di lavori, ma il completamento avvenne solo nel 280 con l'imperatore Probo. Il progetto era improntato alla massima velocità di realizzazione e semplicità strutturale. Certamente gli esperti militari ebbero un ruolo fondamentale nella realizzazione delle mura. A Massenzio si devono alcuni interventi di rinforzo delle mura e alla costruzione di un fossato che però fu concluso da Costantino.
     Il tracciato seguiva in buona parte gli uffici di dogana che si trovavano lungo le vie di accesso alla città, si trattava di una linea immaginaria fissata nel 175. Per una maggiore velocità di esecuzione dell'opera diverse costruzioni preesistenti vennero incluse nei 19 Km di perimetro, fra queste: il Castro Pretorio, l'Anfiteatro Castrense e la Piramide Cestia. Inoltri diversi tratti degli acquedotti vennero inglobati nelle mura.
     Le mura di Roma erano alte dai 6 agli 8 metri, più due metri di fondazione, avevano uno spessore di m 3,30. Per risparmiare le spese di esproprio il 40% del perimetro venne fatto passare su terreno demaniale. Ogni 30 metri vi era una torre, in tutto erano 381, avevano pianta rettangolare (ai lati delle porte erano cilindriche, si discute se questa fosse una innovazione di Onorio!). Nelle mura si aprivano 14 porte oltre a diversi passaggi secondari. Sul cammino di ronda esistevano 116 servizi igienici.
     Una delle maggiori preoccupazioni dei romani era la necessità di rifornimento idrico, per questo le mura si spinsero al di là del Tevere a comprendere l'attuale rione Trastevere e il Gianicolo. Nel V secolo si presentò la minaccia dei Goti di Alarico. L'imperatore Onorio, o meglio il suo generale Stilicone, in un paio d'anni intorno al 403 raddoppiò l'altezza delle mura, dai 6 - 8 metri si passò ad almeno 10,5 -15, venne creato un doppio camminamento, uno inferiore coperto (era il primo camminamento di ronda) ed uno superiore, scoperto e con la merlatura. Il mausoleo di Adriano venne inglobato nel percorso delle mura ed anche l'area del colle Vaticano venne circondata da mura. Nonostante questi lavori il 24 agosto del 410 i Goti di Alarico entrarono a Roma per la porta Salaria e la saccheggiarono. Gli Unni di Attila vennero fermati "più o meno miracolosamente" da Leone il Grande, preoccuparono di più i Vandali di Genserico che nel 455 riuscirono ad entrare a Roma per porta Ostiense e Portuense e la saccheggiarono per la seconda volta. La città era stremata da una pestilenza del 442 e da un terremoto del 443. Alla fine del secolo il re Ostrogoto Teodorico restaurò le mura di Roma dopo che si era impadronito di tutta l'Italia (tolta ad Odoacre re degli Eruli). Le mura ressero all'assedio di Vitige nel 538, questa volta la città era difesa da Belisario, generale dell'imperatore d'Oriente Giustiniano. Quarant'anni dopo ci fu il ventennale assedio dei longobardi ad una città ridotta a poche migliaia di abitanti.
     Il potere politico passò alla Chiesa cattolica, fu la volta di papa Pio IV a restaurare le mura nella seconda metà del Cinquecento, l'intervento comprese anche una nuova edificazione di mura al posto delle mura Leonine (volute da papa Leone IV) intorno alla basilica di San Pietro. Nel Cinquecento vennero eretti i bastioni da Antonio da Sangallo il Giovane tra porta San Sebastiano e porta del Popolo, nel Seicento vennero erette le mura Gianicolensi (Urbano VIII). Le mura restarono nella loro funzione difensiva fino al 20 settembre 1870 quando con la presa di porta Pia venne posta la fine del potere temporale dei papi e Roma divenne la capitale d'Italia. Proprio il continuo uso militare delle mura ne ha permesso il buono stato di conservazione.
     In vista dell'Anno Santo del 2000 il Comune di Roma ha speso 30 miliardi di lire per il restauro dell'intero perimetro, nonostante ciò nella Pasqua del 2001 (15 aprile) è crollato un tratto di 20 metri in via di Porta Ardeatina, mentre il 1° novembre 2007 è crollato un altro tratto di 10 metri in viale Pretoriano al quartiere San Lorenzo. Il CNR e l'Università di Tor Vergata hanno iniziato un lavoro di TAC per monitorare la manutenzione di tutta la struttura. Nella zona di porta Pinciana e porta Tiburtina vi sono ancora abitazioni private.

     Un museo delle Mura è allestito all'interno di porta San Sebastiano, dove è anche possibile percorrere un tratto del camminamento coperto. Un altro tratto è stato reso agibile sopra porta Asinaria, se ne attende l'apertura al pubblico.

mercoledì 1 giugno 2016

Evviva! Rinasce la salita cartolina da Trastevere al Gianicolo!!!

   Una bellissima notizia, che darà gioia a tutti gli amanti di Roma. Rinasce la salita-cartolina da Trastevere al Gianicolo.  E’ stata aggiudicata la gara da un milione e duecentomila euro per restaurare via Garibaldi. Le quattro scalinate saranno restaurate, saranno abbattute tutte le barriere architettoniche, verrà ricostruito tutto il sistema di raccolta delle acque e soprattutto alcuni tratti del  muro di sostengo che sono pericolanti. Lavori dall’estate, tempo: un anno.
   Non vediamo l'ora di vedere realizzati questi lavori.

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova questo luogo.
Nella foto di ieri il Pantheon.
Uno  dei più augusti e grandiosi edifici di Roma antica giunti fino a noi e il meglio conservato. Per la sua mole eccezionale, per il particolare carattere della sua planimetria (un edificio a pianta circolare unito a un pronao di tipo greco), per il suo armonioso insieme e per la sapienza costruttiva con cui è stata voltata la cupola, può ritenersi il più importante e significativo monumento dell’architettura romana.
     Lo fece costruire nel 27 a.C.  Marco Agrippa, genero di Augusto, “console per la terza volta” come dice l’iscrizione latina, (appartenente però al rifacimento adrianeo, sulla trabeazione del portico), che lo dedicò probabilmente ai sette dei planetari (il nome significa “santissimo” e non “di tutti gli dei”). Danneggiato da un incendio nell’80, fu restaurato da Domiziano; ancora danneggiato al tempo di Traiano, fu completamente rifatto da Adriano, poi restaurato da Settimio Severo e da Caracalla, come attesta l’iscrizione in caratteri piccoli sotto quella di Agrippa.

     Chiuso dai primi imperatori cristiani, saccheggiato dai barbari, fu dedicato da Bonifacio IV[1] (609) alla Madonna e a tutti i martiri (Santa Maria ad Martyres); spogliato delle tegole di bronzo dorato dall’imperratore Costante II (663), ebbe un tetto di piombo da papa Gregorio III (735). Fu considerato durante il medioevo come una meraviglia e uno dei simboli della città; tuttavia fu utilizzato anche come fortilizio nelle lotte cittadine. All’inizio del Rinascimento ebbe parecchi restauri; sotto Alessandro VII[2] fu demolito il campaniletto romanico, con quadrifora sulla fronte, che posava sul frontespizio, e il Bernini lo sostituì con due campaniletti alle estremità dell’attico (dette “le orecchie d’asino”), demoliti nel 1883.  Urbano VIII[3] Barberini tolse la travatura bronzea del portico per farne il baldacchino di San Pietro e cannoni per Castel Sant’Angelo, per cui Pasquino disse: “Quello che non fecero i barbari fecero di Barberini”. Invece la copertura della cupola era in piombo dorato, fu tolta dall’imperatore bizantino Costanzo II. Clemente IX circondò il portico di una cancellata in ferro (1668). Pio IX procedette a restaurare parte del pavimento e ai lavori di isolamento proseguiti dal governo italiano.


[1] Bonifacio IV, nato nella Marsica in data imprecisata fu eletto papa nel 608, morì a Roma nel 615. Fu monaco e promosse il monachesimo. Chiese ed ottenne dall’imperatore di Bisanzio Foca il Pantheon, in cambio eresse nel Foro Romano una colonna in suo onore, è l’ultimo monumento del sito. Bonifacio VIII ne rinvenne le reliquie nella basilica vaticana.
[2] Alessandro VII, Fabio Chigi (Siena 1599 – Roma 1667) papa dal 1655. Lo stemma quadripartito ha i tre monti con una stella e la quercia con i frutti. Membro di una famiglia di banchieri, si avvalse del nepotismo in maniera ampia. Protettore del Bernini, impartì ilbattesimo a Cristina di Svezia quando venne a Roma per convertirsi al cristianesimo e abbandonare la corona svedee. Bernini progettò la sua tomba nella tribuna della Basilica di San Pietro.
[3] Urbano VIII, Maffeo Barberini (Firenze 1568 – Roma 1644) papa dal 1623. Nello stemma tre api in campo blu. Papa durante la guerra dei Trentanni, riconquistò il ducato di Castro e Ronciglione ai Farnese. A Roma realizzò palazzo Barberini, la fontana del Tritone, il palazzo della Propaganda Fide e usando come cave il Pantheon e il Colosseo. Commissionò il proprio monumento funebre al Bernini. Sotto di lui si tenne il processo a Galilei con l’abiura del 1633.