sai come si chiama e dove si trova la chiesa che vedi sotto.
Nella foto uno degli ingressi alle catacombe di San Callisto da via delle Sette Chiese.
sai come si chiama e dove si trova la chiesa che vedi sotto.
Nella foto uno degli ingressi alle catacombe di San Callisto da via delle Sette Chiese.
Siamo nel quartiere Tuscolano, la particolarità di questa targa stradale collocata dal Comune di Roma è che si precisa, con zelo eccezionale, in che anni visse uno dei sette re di Roma quando sappiamo che probabilmente sono nomi di fantasia. Nel primo periodo della sua lunga storia Roma fu certo una monarchia, ma in 250 anni non è possibile che ci siano stati solo sette Re. Ma tant'è, la targa stradale non lascia adito a dubbi, qui abbiamo la data precisa in cui ha regnato. Il tutto mi sembra molto simpatico, lo possiamo accettare!
sai come si chiama e dove si trova l'ingresso alle catacombe di Roma.
Nella foto di ieri le case popolari di via Odescalchi a Tor Marancia (quartiere Ardeatino).
Oggi, con VediROMAinBici abbiamo fatto una bellissima passeggiata alla scoperta di alcune fontane di Roma. La nostra è la città delle fontane, impossibile visitarle tutte. Ma grazie all'amico Alberto abbiamo conosciuto alcune fontane molto belle e con una storia interessante da raccontare.
E' stata una giornata molto fredda e nuvolosa, ma non ha piovuto. La prima tappa è stata a villa Sciarra dove abbiamo visto ben tre fontane. La seconda tappa è stata a piazza Mazzini, al centro si trova una fontana ornamentale. La terza e ultima tappa in piazza della Madonna dei Monti dove c'è una bella fontana di cinquecentesca di Giacomo Della Porta.
sai come si chiamano e dove si trovano le case popolari che vedi sotto.
Nella foto di ieri le case popolari di via a Tor Marancia.
sai come si chiamano e dove si trovano le case Icp che vedi sotto.
Nella foto di ieri il palazzo per uffici di piazza dei Navigatori lungo la Colombo.
sai come si chiama e dove si trova il palazzo che vedi sotto.
Nella foto di ieri la chiesa dell'Annunziatella nel vicolo omonimo nel quartiere Ardeatino.
La più antica chiesa romana dedicata
all’Annunciazione, fondata da papa Onorio III[1]
nel 1220. Per un breve periodo fu inserita da San Filippo Neri nell’itinerario
delle Sette Chiese, insieme a San Paolo alle Tre Fontane, per cui le chiese
visitate dai pellegrini divennero nove. Per questo motivo era dotata di un
ospedale al fine di assistere i pellegrini.
Nel 1640 fu ridotta alle forme attuali dai
lavori di ristrutturazione operati dal cardinale Francesco Barberini protettore
della confraternita del Gonfalone a cui la chiesa era affidata. In seguito
decadde fino a venir consacrata una seconda volta nel 1935.
La chiesa ha una struttura molto semplice,
ad una sola navata con la volta a botte lunettata, conserva alcuni elementi
medioevali: parte del pavimento cosmatesco, una custodia degli oli santi del
sec. IX-X a sinistra dell’altare, il dipinto absidale del XIII sec.
(L’Annunciazione al centro, immagini di santi ai lati), Crocifisso
dell’Ottocento sul lato destro e il campanile. Sempre all’interno della chiesa
(entrando a destra) si trova una epigrafe di Onorio III del 12 agosto 1220 che
cita questa chiesa tra quelle della città (nel primo rigo si riconosce la
parolo Onorio e l’anno).
La strada che conduceva alla chiesa era
detta “Oratoria” perché la gente la percorreva pregando. Negli ultimi due
secoli era meta di passeggiate fuori porta, le vacanze dei romani di allora.
Alla fine dell’Ottocento venne alla luce
una vasta necropoli di età repubblicana. L’archeologo Giovanni Battista De
Rossi scoprì sotto la chiesetta una catacomba non menzionata da nessuna fonte
antica, né letteraria, né liturgica. L’assenza di sepolture di martiri e di
notizie ha fatto quindi pensare ad un cimitero di campagna usato da una piccola
comunità della zona. La catacomba di sviluppa su un solo livello, dispone di
una galleria principale in asse con l’ingresso e due laterali, una per
lato.L’unico monumento degno di nota è un cubicolo detto del Giudizio per le
scene rappresentate risalente al III secolo. Il sito non è visitabile a causa
delle precarie condizioni in cui versa[2].
[1] Onorio III. Cencio Savelli Papa dal 1216 al 1227. E’ il Papa che
approvò la regola francescana nel 1223; incoronò l’imperatore Federico II, nel
1216 aveva approvato la regola domenicana.
[2] Catacomba dell’Annunziatella. Tutte le notizie da: romasotterranea.it. Giovanni Battista De Rossi (Roma 1822- Castel Gandolfo 1894), scoprì le catacombe di San Callisto sull’Appia Antica, costituì il museo cristiano lateranense oggi ai Musei Vaticani. Molte pubblicazioni di iscrizioni latine fu direttore del museo cristiano Vaticano e presidente della Pontificia Accademia Romana di Archeologia.
Il mio è un giudizio assolutamente personale, è assolutamente estetico, non ho nulla contro la Resistenza, anzi, al contrario sono debitore ai tanti italiani che hanno lottato e sono morti per la libertà di tutti noi. Ma assolutamente non capisco il significato di questo monumento che si trova in largo delle Sette Chiese nel cuore della Garbatella.
sai come si chiama e dove si trova la chiesetta che vedi sotto.
Nella foto di ieri il punto in cui il fiume Almone o marana della Caffarella finisce intubato.
Facciamo nostra la lettera appello inviata dalla Fiab, Federazione Italiana Amici della Bicicletta, per promuovere l'uso della bici come mezzo ecologico che tende a superare il problema del traffico nelle grandi città con il conseguente problema dell'inquinamento. Queste in sintesi le proposte contenute:
1. Istituire una Direzione per
la mobilità ciclistica all'interno del Dipartimento trasporti.
2. Attribuire a un
Sottosegretario con competenze e sensibilità adeguate le deleghe per la
ciclabilità, mobilità attiva e micromobilità elettrica in combinazione
con quelle relative al Codice della Strada e alla sicurezza stradale.
3. Confermare nella
Segreteria tecnica del Ministro una persona dedicata alla ciclabilità e alla
micromobilità elettrica con il compito di tenere il
raccordo con le associazioni e tra queste e le varie direzioni del MIT.
4. Individuare la nuova
figura del "Bike Manager" all'interno della
struttura tecnica di missione, con l'obiettivo di sovrintendere all'attuazione
della legge 2/2018 e più in generale verificare l'attuazione degli obiettivi
del Ministro in questo settore.
5. Recuperare
e completare il lavoro, ora sospeso, sul regolamento del
Codice della Strada per la moderazione del traffico.
sai come si chiama e dove si trova questo punto di Roma nel quale il fiume Almone, o marana della Caffarella, finisce intubato.
Nella foto di ieri le campane del vetro di viale della Primavera.
Da oggi è aperto al pubblico il mausoleo di Augusto. Dagli anni Trenta era inaccessibile. E' stato fatto un lavoro meraviglioso. E' stupefacente! Consiglio a tutti una visita.
Noto anche come Augusteo è la tomba
dell'imperatore Augusto e della sua famiglia, si tratta del più imponente
monumento funerario del I secolo a.C. sorse in un'area chiamata Campo Marzio.
Il Mausoleo di Augusto fu iniziato nel 29 a.C. al ritorno da Alessandria del primo imperatore dei romani dopo che aveva visitato l'Egitto e dove aveva visto la tomba di Alessandro Magno ispirata a quella di Alicarnasso.
Il primo ad essere sepolto nel Mausoleo fu Claudio Marcello, nipote di Augusto, a cui è intitolato anche il teatro, tale sepoltura avvenne nel 23 a.C. Seguirono la madre di Augusto Azia Maggiore, Marco Vipsanio Agrippa, Druso Maggiore, Lucio e Gaio Cesare. Augusto venne sepolto nel 14 seguito da Germanico e Livia. Non sappiamo se vi furono sepolti Vespasiano e Claudio. L'imperatore Caligola vi portò le ceneri della madre Agrippina e dei fratelli. La figlia di Augusto Giulia Maggiore e l'imperatore Nerone vennero invece esclusi per indegnità. L'ultimo ad essere sepolto fu Nerva nel 98, mentre il suo successore Traiano venne cremato e le sue ceneri poste ai piedi della colonna Traiana. L'ultima ad esservi sepolta fu Giulia Domna, nel 217, moglie di Settimio Severo, che sosteneva di discendere dalla famiglia Julia.
Il monumento venne per secoli saccheggiato
e deturpato, trasformato in fortezza dai Colonna (detta l'Agosta conquistata e
smantellata da papa Gregorio IX), utilizzato come cava di materiali,
addirittura fu trasformato in una terrazza per la coltivazione della vite,
ospizio per signore indigenti, teatro e da ultimo come sala da concerti detta
l'Augusteo. Nel 1354 venne utilizzato per cremare il corpo di Cola di Rienzo
ucciso durante un tumulto e trascinato fin qui per sfregio per le strade della
città. L'urna che conteneva le ceneri di Agrippina Maggiore, madre di Caligola,
fu trasformata in contenitore e unità di misura di granaglie, usata al mercato
del Campidoglio, piena conteneva una rubiatella ovvero un quintale di cereali.
Su di essa venne inciso lo stemma del Comune di Roma sorretto da un
balestriere. Oggi è conservata ai musei Capitolini. Dal Cinquecento, a cura
della famiglia Soderini, venne adattato
ad arena ed utilizzato per le giostre, esercitazioni di giovani romani
sulla groppa di tori o bufale, in quegli anni il luogo venne chiamato Corea dal nome dell'impresario di tali
giostre il portoghese Vincenzo Corea, tali esibizioni vennero abolite nel 1829.
Il banchiere Telfmer, ai primi del Novecento, lo coprì con un lucernaio e lo
trasformò in sala da spettacoli, quindi magazzino, poi studio dello scultore
Chiaradia che vi modellò la statua di Vittorio Emanuele II posta sul
Vittoriano. Dal 1905 il Comune di Roma lo adattò a sala da concerti, prese così il nome di Auditorium Augusteo
(salirono sul podio Arturo Toscanini, Richard Strauss, Gustav Mahler e Pietro
Mascagni). La programmazione musicale durò fino al 1930 quando la sala venne
demolita per i lavori di scavo e indagine archeologica. In base al piano
regolatore del 1931 il monumento venne liberato dall'interramento e dalle
strutture che vi si erano appoggiate. La
piazza realizzata tra il 1937 e il 1940 si deve all'architetto Vittorio
Ballio Morpurgo[1] che si ispirò ad uno stile
freddamente monumentale. Contestualmente si ebbe l'isolamento delle chiese di
San Carlo al Corso (abside con le due gigantesche statue di San Carlo di
Attilio Selva e di Sant'Ambrogio di Arturo Dazzi), di San Rocco e San Girolamo
degli Illirici o dei Croati (più vicina a via Tomacelli).
[1] Vittorio Ballio Morpurgo (Roma1890 - 1966) casa d'abitazione in via Sannio via Ardea, ministero degli Affari Esteri (in coll.). Nel dopoguerra: torre dei Molini Pantanella in via Casilina, quartiere Ina Casa Torre Spaccata (in coll.), palazzo della Esso all'Eur in p.le dell'Industria (con Luigi Moretti). E' stato docente universitario e preside della facoltà di Architettura.
sai dove si trovano questi contenitori del vetro ricoperti di dipinti.
Nella foto di ieri il Centro Commerciale Primavera nella via omonima di Centocelle.
La prestigiosa rivista mensile Bell'Italia, nel numero di marzo da oggi in edicola, pubblica un articolo su VediROMAinBici. E' una bellissima promozione per questa associazione che svolge da anni una meritevole promozione culturale e sportiva che porta a valorizzare le bellezze storico, artistiche e naturalistiche della nostra città. Viva VediROMAinBici!
sai come si chiama e dove si trova il viale e centro commerciale che vedi sotto.
Nelle foto di ieri via delle Gardenie a Centocelle.