Roma senza tram per due mesi. L’intera rete sarà sostituita dai bus, lo stop è stato deciso per permettere i lavori sulla sopraelevata della tangenziale Est. Lo stop da ieri 6 ottobre fino al 5 dicembre
Roma senza tram per due mesi. L’intera rete sarà sostituita dai bus, lo stop è stato deciso per permettere i lavori sulla sopraelevata della tangenziale Est. Lo stop da ieri 6 ottobre fino al 5 dicembre
sai come si chiama e dove si trova l'abside che vedi sotto.
Nella foto di ieri l'arco trionfale della basilica di San Paolo fuori le Mura.
In fondo alla navata mediana si apre il maestoso arco di trionfo, sfavillante di mosaici, detto di Galla Placidia[1] per una erronea interpretazione del distico che si legge sull’arcata (il mosaico fu offerto da Galla Placidia, figlia di Teodosio, in occasione del restauro voluto da papa Leone Magno dopo il terremoto del 442). Esso è una ricostruzione di quello antico, rimasto in piedi ma fortemente lesionato dall’incendio: è impostato su due grandiose colonne alte 14 m di granito di Montòrfano con capitelli ionici (le maggiori che siano state messe in opera dopo la caduta dell’Impero Romano).
[1] Galla Placidia. (Costantinopoli 388/392 – Roma 450), imperatrice romana, figlia di Teodosio e della sua seconda moglie Galla. Fu ostaggio dei Visigoti, poi loro regina, il suo matrimonio con Ataulfo e la nascita del loro figlio Teodosio rientrarono in una politica di avvicinamento tra barbari e romani, depose l’usurpatore dell’impero d’Occidente e mise sul trono Valentiniano III, suo giovanissimo figlio, per il quale fu reggente. Fu fervente cristiana, intransigente verso le ultime espressioni del paganesimo. Rimane il Mausoleo di Galla Placidia a Ravenna.
Si terrà dal 10 al 13 ottobre la Prima Esposizione
Universale della Food and Agriculture
Organization of the United Nations (FAO) "Dal Seme al
Cibo", organizzata in collaborazione con Roma Capitale.
L’esposizione, che si svolgerà nell'ambito della V
edizione del Forum mondiale dell'alimentazione, sarà un momento fondamentale
delle celebrazioni dell’ottantesimo anniversario della fondazione della FAO.
La mostra condurrà i visitatori in un viaggio attraverso le filiere dell’agricoltura, dell’orticoltura, dell’allevamento, della silvicoltura e della pesca. Oltre 140 Paesi presenteranno le innovazioni scientifiche e tecnologiche che stanno guidando la trasformazione dei sistemi agroalimentari. Nel programma sono previsti talk, workshop, performance culturali, showcooking e attività per bambini.
sai come si chiama e dove si trova l'Arco Trionfale che vedi sotto.
Nella foto di ieri il Ciborio della basilica di San Paolo fuori le Mura.
Sopra l’altare maggiore della basilica si trova il celebre ciborio eretto nel 1285 da Arnolfo di Cambio[1] “cum suo socio Petro”, forse Pietro Cavallini, come si legge nell’iscrizione sulle basi di due pinnacoli. Esempio splendido di arte gotica, è sorretto da quattro eleganti colonne di porfido, dai capitelli di marmo dorato; sopra questi in quattro nicchie angolari, i santi Pietro, Paolo, Luca (o Timoteo per della basilica) e Benedetto, nei mistilinei all’esterno delle ogive, otto bassorilievi raffiguranti: “L’abate Bartolomeo (committente dell’opera) seguito da un assistente con le insegne vescovili che offre il tabernacolo a San Paolo seguito da San Luca”; “Abele e Caino offrono sacrifici all’Eterno che benedice con la mano il primo e non accoglie l’offerta del secondo”; “Costantino e Teodosio”; “Eva e Adamo dopo il peccato originale”. Nei quattro timpani, coppie di angeli che reggono i rosoni a traforo. Internamente nei peducci della volta a crociera quattro angeli incensano la tomba sottostante dell’Apostolo mentre altri quattro angeli sostengono il rosone al sommo.
[1]
Arnolfo di Cambio. Colle Val d’Elsa
1245 circa – Firenze 1302 circa) scultore e architetto. Allievo di Nicola
Pisano, lavorò a Roma, a Orvieto (tomba del cardinal De Braye) e a Firenze,
dove eseguì il progetto di Santa Maria del Fiore, le sculture per la facciata,
una “Madonna” al museo dell’Opera e la “Natività” al museo Nazionale, segnando
del suo stile d’ispirazione gotica (ma con apporti classici) l’architettura e
la scultura (da Enciclopedia Garzanti, 2003). E' suo il più antico presepio
conservato nella basilica di Santa Maria Maggiore.
Questa mattina c'è stata una bella passeggiata in bici organizzata da VediROMAinBici sul tema: "I mercati rionali di Roma". E' stato molto bello, guidati dal nostro amico Paolo, scoprire storia, tradizioni, particolarità e curiosità dei mercati cittadini che purtroppo stanno scomparendo a causa dei supermercati e centri commerciali. Nella foto il mercato dell'Alberone!
sai come si chiama e dove si trova il ciborio che vedi sotto.
Nella foto di ieri la controfacciata della basilica di San Paolo fuori le Mura.
Scoperti e valorizzati reperti archeologici sotto la scuola Primaria di via delle Carine nel rione Monti. Dal cantiere a due passi dal Colosseo tornano alla luce tesori romani. La scoperta durante gli interventi per l’agibilità. I reperti saranno accessibili agli alunni. Nella foto la scuola Vittorino da Feltre che è attigua alla scuola di via delle Carine.
sai dove si trova la controfacciata della chiesa che vedi sotto.
Nella foto di ieri il cero pasquale della basilica di San Paolo fuori le Mura.
A destra dell’altare maggiore si trova il
CANDELABRO PER IL CERO PASQUALE, firmato da Nicolò di Angelo e Pietro
Vassalletto[1],
del XII sec. Alto ben m 5,60, la base è formata da quattro coppie di animali
mostruosi con corpo felino e teste di uomo, donna, ariete e felino, fra cui
siedono quattro donne che ne abbracciano il collo. Il fusto è diviso in sei
parti, la prima con motivi vegetali, le tre successive con scene della Passione
di Gesù, fino alla sua assunzione in cielo; le ultime due con intrecci
vegetali. Sotto la coppa chimere e mostri. E’ stato completamente restaurato
nel 2000.
[1]
Vassalletto. Una famiglia di
costruttori e marmorari romani attivi dalla seconda metà del XII secolo fino
alla fine del XIII, periodo di massima fioritura dell’arte cosmatesca. Dividono
con la famiglia dei Cosmati la celebrità
per la decorazione architettonica di chiese, basiliche, porticati, chiostri.
Loro il leone ai Santi Apostoli, il chiostro
di San Paolo fuori le Mura e il candelabro pasquale. La cattedra, il
candelabro tortile e il ciborio del Duomo di Anagni. Il chiostro di San Giovanni in Laterano la schola cantorum
della chiesa di San Saba, il nartece di San Lorenzo fuori le mura.
Inaugurato il 29 settembre il nuovo vigneto nel parco di San Sisto, alle pendici di villa Celimontana. Si estende su una superficie di 1.400 mq. Sono stati individuati sette specie autoctone di vitigni (Bellone, Nero Buono di Cori, Cesanese, Moscato di Terracina, Mammolo, Abbuoto e Malvasia Puntinata) che costituivano i vigneti della Roma antica e che coprivano larga parte dell’area del Palatino, dell’Aventino e di quella poi divenuta dei Fori Imperiali. Le foto sono tratte dalla pagina Fb del Comune di Roma.
sai come si chiama e dove si trova il cero pasquale che vedi sotto.
Nella foto di ieri la navata centrale della basilica di San Paolo fuori le Mura.
I forti di Roma si trovano lungo le consolari ad una distanza di 3-4 Km dalle mura Aureliane, tra i due e i quattro km tra loro, erano tutti a pianta esagonale e nominati con i nomi delle strade di accesso alla città che difendevano. Tutte le strutture furono poco o nulla utilizzate a causa della vicinanza alla città e alla evoluzione dei sistemi balistici a maggiore gittata che li avrebbero scavalcati, quindi con Regio Decreto del 1919 vennero radiati dal novero delle fortificazioni e utilizzati come caserme o depositi militari. Lentamente la città li ha inglobati. Vi erano anche tre batterie: Nomentana, Porta Furba e Appia Pignatelli. Segue l'elenco dei forti di Roma:
Aurelio, al terzo km della via Aurelia Antica angolo via di
Bravetta.
Boccea, al primo km della via di Boccea. E' stato carcere
militare fino al 2005.
Braschi, in via della Pineta Sacchetti.
Monte Mario, al terzo km della via Trionfale.
Trionfale, in via Trionfale
Antenne, sul monte Antenne, presso villa Ada, sull'Aniene,
presso la Salaria.
Pietralata, in via di Pietralata, presso l'Aniene, il più
esteso, 25,4 ha.
Tiburtino, al quarto km della via Tiburtina.
Prenestino, al quarto km della Prenestina, di ha 13,4,
costruito nel 1880-84.
Casilino, al quarto km della via Casilina.
Appio, al quarto km della via Appia Antica.
Ardeatino o Acquasanta, al quarto km dell'Appia Antica.
Ostiense al quarto km della via Ostiense, presso l'attuale
via Colombo, luogo di uno dei primi episodi della Resistenza italiana dopo l'8
settembre.
Portuense al secondo km della via Portuense.
Bravetta in via di Bravetta tra Aurelia e Portuense.
Nel libro di Gaia Remiddi e altri dal
titolo "Il moderno attraverso Roma" a pag. 140 si legge: "...i
forti erano organismi difensivi poligonali costruiti su alture... edifici
bassi, quasi un semplice corrugamento del terreno, hanno il fronte principale
costituito da un muro a leggero saliente lungo 200 metri, i fianchi assai più
brevi e circondati da un fosso asciutto con muro di controscarpa... l'aspetto
più interessante di questi è la compenetrazione con l'ambiente naturale
dell'agro romano...".
La Guardia di Finanza ha aperto al pubblico Forte Aurelio che è stato tra i primi dei 15 forti ad essere costruito nel 1881. Oggi è stato ristrutturato e aperto al pubblico per le Giornate del Patrimonio (27.9.25). Nell'immagine Forte Portuense negli anni Ottanta.
sai a quale chiesa di Roma appartiene la navata principale che vedi sotto.
Nella foto di ieri l'interno della porta Santa della basilica di San Paolo fuori le Mura.
Internamente la porta Santa presenta i battenti bronzei della porta Bizantina che furono cesellati e damaschinati in argento, i riquadri rappresentano le “Storie del Vecchio e Nuovo Testamento” da Staurachios da Scio[1] nel 1070, restauro 1967-68. Si tratta del reperto più antico salvato dall’incendio del 1823. La porta fu offerta da Pantaleone di Amalfi Comite all’abate Ildebrando di Soana, futuro papa Gregorio VII, e fusa a Costantinopoli da Staurachio. Inizialmente fu posta sulla porta principale, danneggiata dall’incendio del 1823 posta nella parte interna della porta santa. In 54 formelle illustra con sobria essenzialità scene evangeliche dalla Natività alla Pentecoste, i dodici apostoli, le dodici rappresentazioni del loro martirio, dodici profeti, due aquile, due croci e due riquadri con iscrizioni dedicatorie.
[1]
Scio o Chio. Isola greca dell’Egeo
orientale di fronte alla costa turca.
Il parco della Caffarella è il luogo che più di ogni altro mantiene il fascino della Campagna Romana. E' lodevole l'iniziativa del comitato per la Caffarella prevista per sabato prossimo.
sai come si chiama e dove si trova la porta che vedi sotto.
Nella foto di ieri la porta santa della basilica di San Paolo fuori le Mura.
Questa esternamente presenta una porta realizzata nel 2000, in bronzo dorato, da Enrico Manfrini[1] che nasconde il muro da abbattere ad ogni anno santo, cioè ogni 25 anni (si riconosce Giovanni Paolo II, il Colosseo e la Basilica di San Pietro). Alla base si legge in latino: “A quanti vengono nel santo tempio di Paolo sia concesso il dono della pace e della salvezza eterna”.
[1] Enrico Manfrini (Lugo 1917 – Milano 2004) Ha studiato a Brera con Francesco Messina (Cavallo Morente Rai) di cui è stato assistente per 25 anni e poi titolare della stessa cattedra. Autore di numerose porte monumentali come la Porta della Glorificazione di Maria della Cattedrale di Siena (1958). Fu definito lo scultore dei Papi perché ebbe occasione di ritrarre tutti i Papi da Pio XII a Giovanni Paolo II. Questa porta fu realizzata quando lo scultore aveva 83 anni. Tra le porte da lui realizzate: San Paolo a Damasco, cattedrale di Troia, Duomo di Cava dei Tirreni, la Cattedrale di San Mary a San Francisco in California e San Gioachimo a Milano.