domenica 15 settembre 2013

Pioggia e allegria per visitare in bici teatri, anfiteatri e circhi di Roma antica.

   Oggi eravamo in 29 al Colosseo per andare a visitare i teatri, anfiteatri e circhi di Roma antica. Una mattinata particolare, con noi al Colosseo c'era il gazebo di Greenpeace, e un'altra pedalata per le vie del centro a partire dalle ore 10.

Eccoci alla partenza dal Colosseo.

Eccoci in via del Teatro di Marcello, siamo fermi al semaforo
per andare sul lungotevere e da lì a via di Grotta Pinta.

   Sempre bello rincontrarsi la domenica mattina con gli altri amici, si parla di politica, della famiglia, della salute, si sta insieme in allegria. Oggi poi anche due bambini con noi: Lorenzo, figlio di Valentina e il nipotino di Mauro. Un supplemento di gioia e spensieratezza che i bambini portano sempre con loro.
   La prima tappa di oggi è stata via di Grotta Pinta dove è rimasta la curva del teatro di Pompeo, su di esso sono sorti i palazzi di oggi. Costruito tra il 61 e il 55 a.C. fu il primo teatro in muratura di Roma. La cavea aveva un diametro di 150 metri. Annesso al teatro vi era un quadriportico con colonne di granito che giungeva fino all'area sacra di largo Argentina, dove oggi è il teatro Argentina vi era un'aula per riunioni, quella era la Curia utilizzata negli anni di Cesare in quanto la vera Curia al foro romano era in restauro. Qui venne assassinato Cesare il 15 marzo del 44 a.C. Augusto fece murare questa aula. Il teatro invece rimase in funzione fino al V secolo. Nel medioevo divenne una cava di materiali, ancora oggi nel profilo delle case si vede la curva del teatro, resti del teatro sono nelle cantine.
Nella foto stiamo transitando per piazza Farnese,
si aspetta un po' per ricompattare il gruppo.

Eccoci in via di Grotta Pinta,
si riconosce la curva della cavea del teatro di Pompeo.

Eccoci al teatro di Pompeo, peccato per le macchine!
   La seconda tappa è stata in via delle Botteghe Oscure per vedere ciò che rimane del teatro di Balbo, banchiere amico di Augusto, inaugurato nel 13 a.C. Subì un incendio nel 79, lo stesso anno della distruzione di Pompei ad opera del Vesuvio. Nel medioevo all'interno delle sue arcate e di quelle della cripta Balbi vennero create botteghe che prendevano luce solo dalla porta. Per questo il nome della via. Le due colonne presenti nella strada sono riferibili al Porticus Minucia dove avveniva la distribuzione del grano ai poveri.

Siamo in via delle Botteghe Oscure,
di fronte alla Cripta Balbi e ai resti della Porticus Minucia.
   Terza tappa al teatro di Marcello. In questi spostamenti ogni tanto cadeva un po' di pioggia, ma noi speranzosi, andavamo avanti lo stesso. Il teatro di Marcello è dovuto a Cesare e poi ad Augusto che lo dedicò al nipote figlio della sorella Ottavia. Utilizzato fino al IV secolo, alcuni blocchi di travertino furono usati per il restauro di ponte Cestio. La facciata in travertino presentava tre ordini di arcate, le due inferiori con semicolonne doriche, la terza (andata dispersa) con colonne ioniche. La facciata era alta 32 metri, oggi è di 20 metri. Il diametro della cavea era di 129 metri. Al di sopra e dentro il teatro nel Quattrocento Baldassarre Peruzzi costruì il palazzo per i Savelli che ancora oggi sono proprietari dell'immobile.

Il teatro di Marcello e il tempio di Apollo Sosiano.
   Quarta tappa al circo Massimo. Sede naturale di giochi, questo è il luogo del leggendario ratto delle Sabine. La prima costruzione fu in legno, ai tempi di Cesare vennero costruiti sedili in muratura per i nobili. Augusto mise al centro un obelisco che oggi è a piazza del Popolo, un altro fu posto da Costanzo II nel 357 ed oggi si trova a San Giovanni. Resti del circo Massimo si vedono sul lato della FAO. Il circo era lungo m 621 e largo 118, poteva contenere 250.000 spettatori.

Il circo Massimo.
Tutte le foto di questo post sono state scattate dall'autore del blog,
il loro uso è libero.
   A questo punto è venuta giù una forte pioggia che ha disperso il gruppo dei ciclisti anche perchè sul piazzale dove si trova il monumento a Mazzini non c'è modo di ripararsi.
   Nonostante tutto è stata una bella mattinata!

sabato 14 settembre 2013

Gli assessori comunali prendono impegni positivi sul futuro delle piste ciclabili e non solo.

   L'assessore alla mobilità del Comune di Roma Guido Improta e l'assessore all'ambiente Estella Marino hanno preso impegni precisi a favore di una mobilità sostenibile, che non inquina, che privilegia il trasporto pubblico. La competenza sulla costruzione delle piste ciclabili è passata all'assessore alla mobilità per sottolineare l'importanza di questo tipo di mobilità. Spostarsi in bici non è un'attività da relegare al tempo libero, occasionale, ma può essere un'occasione alternativa al trasporto individuale su auto. All'assessorato all'ambiente è rimasta la competenza di provvedere alla manutenzione delle piste ciclabili.
La pista ciclabile Dorsale Tevere sotto il San Michele
(porta Portese).
    E' prevista la realizzazione a breve di due piste ciclabili: la prima da porta Maggiore verso Roma sud, la seconda lungo il Tevere, in prosecuzione di quella esistente, da Mezzocammino fino al mare (Fiumicino, nuova Fiera di Roma). Sono entrambe già finanziate, la prima dalla Rfi (Rete ferroviaria italiana), la seconda dalla Regione Lazio. Per quanto riguarda la manutenzione delle piste ciclabili, i soldi nell'apposito capitolo di spesa dell'assessorato, sono finiti.
   Resta il problema del bike sharing, ormai praticamente in abbandono. Si cerca uno sponsor per far ripartire e ampliare il servizio in quanto il servizio di noleggio bici, da solo, non è in grado di finanziare il servizio stesso.
   Il Comune di Roma punta inoltre sulla intermodalità, ciò offrire luoghi attrezzati dove lasciare la bici e prendere il mezzo pubblico di trasporto o viceversa. Si prevedono parcheggi per bici in 186 scuole e 57 nodi di scambio per più di 10.000 stalli.
   Speriamo in un rapido decollo di queste iniziative. Forza Comune di Roma, sei sulla strada giusta. In bocca la lupo!
La postazione del bike sharing di piazza di Spagna.
Foto dell'autore di questo blog,
il loro uso è libero.

venerdì 13 settembre 2013

Una curiosità sul teatro di Marcello

   Per domenica prossima Vediromainbici organizza una visita guidata ai teatri, anfiteatri e circhi di Roma antica. Tra i luoghi che visiteremo c'è il teatro di Marcello. Costruito tra il 46 e il 13 a.C. per volere di Cesare prima e di Augusto poi venne dedicato al nipote di quest'ultimo, figlio della sorella Ottavia. Al suo interno si trovava una statua in bronzo dorata. Utilizzato fino al IV secolo venne smantellato per ricavarne blocchi di travertino per il restauro di ponte Cestio (quello tra l'isola Tiberina e Trastevere).
   Nel medioevo divenne un castello fortificato prima della famiglia Pierleoni, dal XIII secolo dei Savelli. La famiglia Orsini, subentrata nella proprietà diede incarico ad uno dei maggiori artisti del Rinascimento di costruire su di esso un magnifico palazzo, era l'architetto Baldassarre Peruzzi.
   Una curiosità: il 7 gennaio 2012 i giornali italiani riportarono la notizia dell'Herald Tribune che lo splendido palazzo Orsini era stato posto in vendita dalla famiglia, 1.000 mq per 32 milioni di euro, compresi giardino, cantine e garage. Non so come sia andata a finire, se ancora è dei Savelli o è stato venduto. Se qualcuno di voi ha 32 milioni di euro forse è ancora in tempo a fare l'acquisto!!! Buona fortuna!


Tre immagini del Teatro di Marcello,
foto di Piero Tucci, il loro uso è libero.

giovedì 12 settembre 2013

Buon compleanno Comune di Roma. Ti sentiamo un po' la nostra casa.

   Il Comune di Roma compie tra poco 870 anni.
Prendendo spunto dall'anniversario della nascita del libero
Comune di Roma, avvenuta nel 1143, con le vicende storiche
legate alla figura di Arnaldo da Brescia, il sindaco Ignazio Marino
e l'amministrazione di Roma Capitale hanno deciso di
aprire alle scuole Palazzo Senatorio, "per far conoscere da
vicino - afferma una nota del Campidoglio - questo importante
edificio sul Colle Capitolino con il suo straordinario patrimonio
storico e artistico, consentendo ai giovani visitatori di essere
informati sull’attività politica e amministrativa della città
e sui suoi protagonisti". La Giunta ha così approvato una memoria
che dà il via libera a “Porte aperte in Campidoglio”, visite guidate
a Palazzo Senatorio per le scuole a partire dalla quarta elementare,
dal 4 novembre all’8 dicembre, giorno in cui il palazzo sarà aperto
a tutti i cittadini.

   Teniamo a mente queste date. Soprattutto quella dell'8 dicembre
che cade di domenica, sarà una ghiotta occasione di visitare un
palazzo eccezionale, con tanta storia e con un affaccio mozzafiato
sul Foro Romano.
Piazza del Campidoglio di notte.
Busto di Arnaldo da Brescia al Pincio.

mercoledì 11 settembre 2013

Cambia uno dei simboli di Roma.

   I bus dell'Atac sono uno dei simboli di Roma, in qualunque paese che
visitiamo i servizi di trasporto pubblico: tram, bus, filobus, metro,
funivie sono emblemi stessi delle città. Spesso ci ricordiamo di
una cittadina che abbiamo visitato prima di tutto per i bus che vi
circolavano e che siamo stati costretti a prendere.
Da un po' di giorni vedo dei bus nuovi completamente rossi
di un rosso forte, intenso, direi bordeaux, che circolano
nelle strade della città.
Uno dei nuovi mezzi Atac, foto presa dal sito:
comune.roma.it.
   Finalmente sul sito del comune ho scoperto perchè. Da lunedì 9
settembre sono in servizio 12 autobus nuovi da 18 metri sulle
linee 105, 409, 451 e 714. Questi si aggiungono agli 80 veicoli
da 12 metri "Serie Roma" che da diverse settimane circolano per
le strade di Roma. La fornitura prevede 206 bus da 12 metri e
131 bus da 18 metri: 38 veicoli in più rispetto ai 299 previsti.
Questo grazie ai risparmi ottenuti dalle economie di gara, Atac è
riuscita ad acquisire più mezzi mantenendo invariato l'investimento
di 115 milioni di euro.
   Questo nuovo tipo di bus sono già in servizio in altre città:
Milano, Torino, Trieste, Napoli.
   Ai mezzi dell'Atac sono affezionato, rappresentano la mia città,
su di essi ho passato molte ore della mia vita, con essi ho condiviso
momenti belli e meno belli. In bocca al lupo a questi nuovi arrivati!


Bus atac in servizio nella nostra città,
foto di Piero Tucci, il loro uso è libero.
P.S. Oggi riaprono le scuole. In bocca al lupo a studenti e insegnanti. Che sia un anno pieno di scoperte e soddisfazioni.


martedì 10 settembre 2013

Due premi Nobel nella stessa famiglia, due amanti della bici.

   Forse non tutti sanno che Maria e Pierre Curie erano dei veri appassionati della bicicletta. Avevano una vera e propria passione per le due ruote che li portava addirittura a fare le vacanze in bici alla scoperta della Francia. Anche altri scienziati amavano la bici, basta ricordare Margherita Hack, recentemente scomparsa, o Albert Einstein. Il 26 luglio 1895 i due scienziati, appena sposati, avevano investito i soldi dei regali del matrimonio per comprarsi due nuove biciclette. Compirono così il loro viaggio di nozze su due bici da uomo, due bici uguali. In bicicletta girarono la Bretagna e la Normandia. Nell'agosto del 1897, quando lei era incita di sette mesi, partirono spensierati per le vacanze al mare con la bici.
   Meritano di essere ricordati anche perchè furono due militanti pacifisti, si batterono sempre contro gli armamenti nucleari e la guerra in generale. Di questi tempi il loro esempio è bene ricordarlo.

I ritratti fotografici dei coniugi Curie presi da :it.wikipedia.org.

lunedì 9 settembre 2013

Una bella sorpresa. Partiti i lavori per il restauro del Colosseo.

   Ieri mattina, passando sotto al Colosseo, con la mia bici, ho visto per la prima volta i ponteggi allestiti per il restauro del Colosseo. Si tratta dei restauri finanziati dal gruppo Tod's di Diego Della Valle per un valore di 25 milioni di euro. Nei lavori è prevista anche la realizzazione di nuove cancellate al piano terra, saranno simili a quelle già sistemate intorno all'arco di Costantino.
   Non possiamo che essere contenti dell'avvio dei lavori. E' giusto proteggere e valorizzare il maggior monumento di Roma, quello che meglio di qualsiasi altro rappresenta la grandiosità e la magnificenza di Roma imperiale.


Tre immagini del Colosseo con le impalcature in fase di erezione,
le foto sono state scattate da me ieri mattina.
Diego Della Valle
in una foto tratta da it.wikipedia.org.

domenica 8 settembre 2013

Pedalando tra i prati di Tor Vergata fino a raggiungere Vermicino.

   Bella domenica di sole con gli amici di Vediromainbici, oggi abbiamo fatto una lunga pedalata dal Colosseo ai campi di Tor Vergata dove si è tenuto l'incontro dei giovani per il giubileo del 2000 e poi ancora sulla via di Frascati fin sotto il paese dove abbiamo fatto sosta in un'area attrezzata per pic nic. Lì abbiamo cucinato alla brace salsicce, bistecche e pranzato in compagnia. Proprio una bella giornata.
Alla partenza siamo solo 6, ma non ci scoraggiamo.

Prima tappa a piazza di Cinecittà dove si sono aggiunti
gli amici che hanno preso la metro A.
Adesso siamo 21, si pedala per i vialoni della
seconda università, quella di Tor Vergata,
si prende la strada in salita per Frascati ed
eccoci arrivati nell'area di sosta.

Il nostro presidente Giancarlo si mette subito al lavoro,
si prepara la brace per cuocere le bistecche e le salsicce.
Che odore!

Ecco la tavolata degli amici di Vediromainbici.

Questo è il mio piatto con la bistecca,
ormai in stato avanzato di divoramento!
E' stata una simpatica e diversa giornata.
In tutto oggi abbiamo fatto 45 Km.

sabato 7 settembre 2013

Padova è la città italiana con più piste ciclabili.

   Noi a Roma abbiamo un piano regolatore delle piste ciclabili, in base a questo dovremmo avere 1.000 Km di piste ciclabili, attualmente abbiamo 115 Km di piste ciclabili e 113 Km di percorsi ciclabili e pedonali nei parchi e nelle aree verdi cittadine.
Ma quale è la città italiana capoluogo di provincia che ha più Km di piste ciclabili? Secondo Focus Istat, con i dati alla mano del 2011 la città che ha la maggiore densità di piste ciclabili ogni 100 Kmq è Padova con 164,8. Seguono Torino con 134, Brescia 132, Modena 116, Treviso 107, Mantova 98, Bolzano 97 e bergamo 85. Tra i grandi comuni italiani si distingue Milano con 72 Km. Purtroppo questa graduatoria vede i comuni del Nord Italia in testa, poco o nulla c'è al Sud. La media nazionale è di 16,6 Km.
   La tendenza ad un aumento delle piste ciclabili è comunque un dato irreversibile.
 Alcune immagini delle piste ciclabili di Padova, sopra una foto tratta da: multimediapadova.
 Altra immagine tratta da: mattinopadovagelocal.
Altra immagine di Padova tratta da: padovanet.

venerdì 6 settembre 2013

Tutti in sella. Il mondo si scopre pedalando.

   Nel 2012 si è registrato il sorpasso della vendita di biciclette sulle automobili, questa estate c'è stato il boom delle vacanze in bicicletta. Alcuni giorni fa un noto quotidiano nazionale ha dedicato due pagine a questo fenomeno che non possiamo che salutare positivamente. Nel sottotitolo recitava: "Irresistibile ascesa del cicloturismo: sempre più percorsi in giro per l'Italia. Piste adatte ad ogni livello, dalle pianure toscane alle montagne del Trentino". In Italia esiste una rete ciclabile di 16.500 Km, tracciati percorribili in bici, le mappe sono su www.bicitalia.org. Secondo tale rete la pista più lunga d'Italia è la ciclopista del Sole: va dal Brennero alla Sicilia, è lunga 3.000 Km. Invece la pista ciclabile più lunga del mondo è la Iron Curtain Trail, va dal Mare di Barents fino al mar Nero per un totale di 10.400 Km. Ma ve ne sono molte altre: la Atlantic Coast Route da Capo Nord a Sagres di 8.186 Km, la Sun Route da Capo Nord a Malta di Km 7.409, la Hansa cicuit intorno al mar Baltico di 7.980 Km, e ancora tante altre.
   Vi sono anche tour operator specializzati per vacanze in bici: Zeppelin, Jonas, Giro libero. Vi sono alberghi che mettono a disposizione servizi adatti per i ciclisti: noleggio bici, guide per tour, ciclofficina, il sito che permette di conoscerli è www.italybikehotels.it.
   Insomma anche questo è un aspetto che dimostra il successo della bicicletta come strumento che fa bene alla salute, non inquina, permette di essere in contatto con la natura.

giovedì 5 settembre 2013

Uno dei simboli di Roma? Il GRA, naturalmente.

   Alla mostra del cinema di Venezia sarà presentato il 5 settembre,
il documentario realizzato dal grande regista romano Gianfranco Rosi,
in esso prende a pretesto il Grande Raccordo Anulare di Roma, la più
lunga autostrada urbana d'Italia, per incontrare una varia e particolare
umanità che vive o si aggira intorno al Gra.
   "Sacro Gra" prodotto da Marco Visalberghi è il primo documentario
italiano ammesso in concorso alla mostra del cinema di Venezia.
E' dedicato alla memoria di Renato Nicolini indimenticato assessore
alla cultura tra gli anni Settanta e Ottanta.
"Sacro Gra" è un progetto ambizioso, non è solo un film, ma una ricerca
multidisciplinare sulla Roma contemporanea che comprende un libro,
una mostra e un sito internet.
Il ponte di Mezzocammino,
in questo punto il GRA scavalca il Tevere.
   Con questo film il regista compone una mappa di persone e storie
che trasformano questo film in un film del reale. Tale lavoro produce
uno spaesamento, per cui non si sa mai dove ci si trova.
   La trama umana che compone la storia parte da un palmologo, l'uomo
che caccia il punteruolo rosso, l'insetto che ha decimato le palme
romane e non solo.Vi è poi il barelliere di un'ambulanza che spesso
sfreccia sul Gra a causa degli incidenti che vi si verificano. Vi è
anche un nobile piemontese colto e poliglotta che vive con la figlia
in un'abitazione provvisoria in attesa che il comune gli assegni un
alloggio popolare. Segue l'attore di fotoromanzi alla ricerca ostinata
di fama e di eterna giovinezza.
   Insomma questo raccordo anulare è una strada che percorriamo velocemente
per raggiungere altri luoghi, un non luogo, nel quale si rimane spesso
intrappolati per le lunghe code (specie nel tratto tra Flaminia e Appia),
un non-luogo, dove non vorremmo esserci, ma dal quale dobbiamo passare
per necessità. Ci resta l'immagine delle fabbriche di lampadari che
mostrano la loro merce il bella vista, i grandi svincoli che sembrano
tutti uguali, il sottopasso dell'Appia Antica, una bella opera voluta per
il Giubileo del 2000 e che ha permesso la ricostruzione della collina
su cui passa la "Regina Viarum". Chi è più attento avrà notato che
presso l'incrocio con l'Appia Nuova c'è anche un "Monumento all'incidente
stradale", la Croce di Cristo è fatta a forma di svincolo autostradale,
al di sotto vi era una sorta di altare con una statua della Pietà in
bronzo, qualcuno l'ha rubata, ormai diversi anni fa. Non si sa l'autore
nè dell'opera nè del furto.
   A me piace ricordare il Gra come lo ha descritto il grande ciclista
Francesco Moser che era a Roma per preparare la gara olimpica del 1960.
In una intervista disse che per allenarsi facevano il giro completo
del Raccordo che allora non era una autostrada, ma una normalissima
strada di campagna a due corsie!

mercoledì 4 settembre 2013

Arriva la bicicletta a idrogeno.

   Il petrolio inquina, tra non molto finirà. Quale energia sarà in grado di sostituirlo? C'è chi pensa all'energia solare, chi non vuole sentir parlare di energia atomica per i rischi evidenti dimostrati da Cernobil e Fukushima, si punta sulle energie rinnovabili, il vento, il movimento delle maree, lo sfruttamento dei soffioni, ma la soluzione è lontana da essere individuata. Qualcuno propone di usare l'idrogeno.
   Sta per entrare in commercio in Francia una bici elettrica particolarmente innovativa. Si chiamerà Alter bike, verrà lanciata dalla francese Cycleurope con il marchio Gitane. E' una bici completamente alimentata a idrogeno. La cella a combustibile è alimentata da una cartuccia grande come una bomboletta di gas per accendisigari che si sostituisce in poco tempo e senza difficoltà.
   Il suo debutto avverrà tra breve nei servizi di bike-sharing in Francia, ma dovrebbe essere disponibile per il pubblico alla fine del 2016.
   E' un segnale positivo e dimostra come si sviluppa l'uso della bicicletta e come questo mezzo riesce a rimanere al passo dei tempi.

martedì 3 settembre 2013

Travel Routes in Photography

   La fotografia è una giovane arte che ha guadagnato, da subito, un ruolo di grande importanza per documentare ogni aspetto della  vita sociale e dei suoi cambiamenti. I nomi dei fotografi più famosi sono ricercati e ammirati ovunque.
Foto di Giancarlo Ceraudo
tratta dal sito:www.mercatiditraiano.it
   Ai Mercati di Traiano è in corso in questi giorni una mostra nella quale quattro fotografi contemporanei, tra  i maggiori del panorama internazionale, affrontano il tema del viaggio.
   Diversi per le tecniche ed i soggetti prescelti colpiscono il visitatore per i giganteschi, secolari baobab di Elaine Ling, oppure per il crudo bianco e nero della Cuba di Giancarlo Ceraudo, oppure per le ricostruzioni visionarie di Cristina De Middel, oppure per il progetto fotografico dedicato all'Afghanistan di Simon Norfolk ispirato da John Burke che nel 1878-1880 fu il primo a fotografare questo paese che anche allora era in guerra. Nelle sue foto emerge la straordinaria bellezza e la viva umanità di tale paese.
   Una bella mostra fotografica da non perdere, c'è tempo fino all'8 settembre per vederla. In via IV Novembre 94. Orario dalle ore 9 alle ore 19, dal martedì alla domenica. Per ogni altra informazione vedere il sito: www.mercatiditraiano.it.

lunedì 2 settembre 2013

Ultimi giorni per vedere Franco Mulas al museo Bilotti.

   Questi sono gli ultimi giorni per vedere la mostra retrospettiva di un importante pittore italiano Franco Mulas. La mostra è allestita in un piccolo museo che ha visto la luce negli ultimi anni e non è conosciutissimo ma è molto amato dagli intenditori di arte moderna e contemporanea e da tutti coloro che amano Roma.
Franco Mulas in una immagine tratta da:
it.wikipedia.org
   Franco Mulas è un pittore nato (nel 1938)e sempre vissuto a Roma, ha studiato pittura all'Accademia di Francia e alla scuola d'Arte Ornamentale di Roma. Il suo lavoro si raccoglie in una solida unità simbolica, dove il simbolo è la natura dove rappresenta la società e la storia. La sua prima mostra personale ha avuto luogo a Bari nel 1967 con un catalogo presentato da Renzo Vespignani. Nel 1968 realizza una serie di opere dedicate alla contestazione giovanile e al maggio francese, espone alla Nuova Pesa di Roma e alla Bergamini di Milano. Ha partecipato più volte alla Quadriennale di Roma e alla Biennale di Venezia. Nel 1972 a Bologna con Baj, Ceroli, Mauri, Pistoletto, Pisani, Schifano, Vedova, Vespignani e altri partecipa alla mostra "Tra rivolta e rivoluzione, immagine e progetto". E' del 2000 la partecipazione alla mostra "Immagine di impegno, impegno di immagine". L'opera di Mulas si svolge per cicli pittorici.
La locandina della mostra tratta dal sito:
www.museocarlobilotti.it
   Al Museo Carlo Bilotti, fino all'8 settembre si possono vedere quaranta opere del pittore dal 1980 ad oggi. Opere che coprono gran parte della sua carriera. E' un autore che Gramiccia, il curatore della mostra definisce "un modernissimo pittore all'antica" che ha fondato la sua arte su tre soli punti di riferimento: amore della pittura, attenzione alla società e intelligenza critica.

domenica 1 settembre 2013

Che bella domenica!

   Che bella domenica con gli amici di Vediromainbici, è stato bellissimo questa mattina rivedersi in bici dopo la pausa estiva. Eravamo in 30 esatti al consueto appuntamento del Colosseo, l'itinerario di oggi era quello dei palazzi nobili di Roma.

Eccoci al Colosseo, sono le ore 9,30. C'è tanta allegria nell'aria.
Qualcuno ha da mostrare la nuova bici: un regalo!

Si pedala chiacchierando delle vacanze appena concluse
un po' con tutti. E' un piacere!
Qui prendiamo la pista ciclabile Dorsale Tevere a ponte Sublicio,
in direzione Nord. E' una pedalata molto fresca!

C'è un prezzo da pagare, però.
Risaliamo a ponte Principe Eugenio, che fatica!
Per fortuna c'è la canalina che ci aiuta,
così la bici scorre un pochino.
Prima tappa è palazzo Salviati. Costruito a metà del Cinquecento per Filippo Adimari, camerario di Leone X, da Giulio Romano, il principale allievo di Raffaello. Presto passò a Giovanni Salviati che fece terminare i lavori da Nanni di Baccio Bigio. Nel 1840 passò allo Stato Pontificio, espropriato dallo stato italiano nel 1870 divenne tribunale militare, quindi Scuola Militare. Dal 1971 e sede dell'Istituto di Studi Militari con biblioteca specializzata e sacrario.
Una sosta tecnica al Ghetto per un caffè e il bagno.
Nessuno a fretta di ripartire, ci si sofferma volentieri a parlare.
C'è sempre chi ha voglia di scherzare. Si sta bene insieme. Che bello!

Seconda tappa al palazzo Caetani in via delle Botteghe Oscure. Venne costruito per la famiglia Mattei, si trova infatti nella cosiddetta "Isola Mattei" un complesso di palazzi per i vari rami della famiglia che si estende tra questa via e via dei Funari. Venne costruito nella seconda metà del Cinquecento da Annibale Lippi. Nel 1776 passò a Francesco Caetani di Sermoneta principe di Teano. Ha una facciata semplice e rigorosa ispirata dal Sangallo. Il piano nobile è affrescato da Federico Zuccari. Fu Michelangelo Caetani il primo sindaco di Roma dopo la breccia di porta Pia e colui che consegnò i risultati del plebiscito per l'annessione di Roma e il Lazio al Regno d'Italia al re Vittorio Emanuele II. Dal 1963 vi ha sede la fondazione Caetani che gestisce il castello di Sermoneta e l'oasi di Ninfa.

Terza tappa al palazzo Doria Pamphili, nella foto la facciata sul Corso che è una delle architetture più innovative della prima metà del Settecento. Ha un andamento accentuatamente orizzontale, le finestre sono fantasiose e agganciate alle fasce orizzontali. Le finestre sono diverse a seconda che affacciano sui balconi o no. Le colonne hanno il capitello con lo stemma araldico. Questo palazzo nasce da una storia d'amore, quello tra Olimpia Aldobrandini e Camillo Pamphili che lasciò l'abito talare per sposarsi. Dopo un anno il papa lo perdonò e fece sistemare questo palazzo (portato in dote da Olimpia) a sue spese dall'architetto Antonio del Grande (autore delle Carceri Nuove a via Giulia). Ancora nell'Ottocento venne ulteriormente restaurato e ampliato da Andrea Busiri Vici. All'interno ha una preziosa collezione di quadri che è ancora oggi proprietà della famiglia come il palazzo stesso.

Quarta e ultima tappa palazzo Braschi oggi sede del Museo di Roma. Costruito nel 1792 dal papa Pio VI Braschi da Cosimo Morelli di Imola nelle forme di passaggio al neoclassicismo. Si tratta dell'ultimo palazzo nobiliare costruito da un papa per la sua famiglia. Nel 1871 fu acquistato dallo Stato italiano che ne fece la sede del ministero dell'Interno, negli anni del fascismo fu sede del PNF, nel 1944 fu occupato da famiglie di sfollati e così rimase fino al 1949. Dal 1952 è diventato sede del Museo di Roma che narra la storia della nostra città dal Medioevo al 1870. Chiuso per restauri per oltre dieci anni ha riaperto con un meraviglioso allestimento nel 2002. Tra le gemme del palazzo spiccano l'alcova Torlonia e l'appartamento cinese.


Davanti a palazzo Braschi stiamo per salutarci,
si è fatta l'una. La forchetta reclama!
A domenica prossima.