martedì 21 gennaio 2014

Gli altri siamo noi

Alla Casa della Cultura di Villa De Sanctis è aperta al pubblico una mostra della massima importanza per i tempi che stiamo vivendo. Si tratta de “Gli altri siamo noi” curata dalla Caritas e dall’associazione Tamburi di Pace.



   Si tratta di un percorso interattivo di giochi educativi costruito per riflettere sui meccanismi del pregiudizio, della discriminazione e del capro espiatorio, rivolto a ragazzi tra i 10 e i 16 anni, quindi la mostra è aperta alle scuole, che nella visione della mostra stessa saranno accompagnati dai loro insegnanti per facilitarli nel percorso.
   All’inaugurazione della mostra è intervenuto il presidente del municipio Giammarco Palmieri che ha affermato: “Investire nelle generazioni future è la giusta via da percorrere per aprirci alla speranza di una coesistenza collaborativa e pacifica”. Bisogna apprezzare l’impegno del munipio verso i temi della intercultura che sono e saranno sempre più presenti nella nostra città.


Le foto sono state scattate dall'autore del blog,
il loro uso è libero.



lunedì 20 gennaio 2014

La stoffa del Presidente


   E' sempre bellissimo andare a villa Torlonia, una passeggiata nel verde
e poi un tuffo nel casino Nobile. Da alcuni giorni si è arricchita anche
del teatro, aperto al pubblico dopo un lungo e prezioso restauro, un luogo
che i romani non conoscevano, sempre chiuso al pubblico perchè privato,
oppure chiuso al pubblico perchè in abbandono.
Enrico De Nicola e Benedetto Croce (a sin.)
Luigi Einaudi
   In questo giorni chi visita il Casino Nobile ha una sopresa in più,
può visitare la mostra "La stoffa del presidente", recita il sottotitolo:
"60 anni di stile italiano visti attraverso l'eleganza dei Presidenti
della Repubblica". Nelle varie sale del Casino si trovano dei manichini
che indossano i vestiti dei presidenti, ad ognuno sono accostati una
breve spiegazione, il nome del sarto, ed ovviamente le scarpe, i pantaloni
ed eventualmente il cappello.
Giovanni Gronchi

Antonio Segni
   E' un'esplosione di bellezza ed eleganza posta in un luogo già di
per se bello ed elegante.La mostra è organizzata dalla Camera Europea
dell'Alta Sartoria, parte dal 1948 con Enrico De Nicola. Il maestro
sarto è una figura che spesso resta in ombra nel suo atelier all'interno
del quale passano attori, uomini del mondo dello spettacolo, dell'economia,
ma anche politici. Ogni sarto porta con se la propria storia personale,
gli aneddoti, quasi riusciamo a indovinare il rapporto tra l'uomo e il
sarto, l'intimità che si crea in un momento di relax.
   Gli abiti non sono originali ma riprodotti da sarti della Camera
Europea dell'Alta Sartoria.
Giuseppe Saragat riceve l'Italia campione d'Europa.
Giovanni Leone
Sandro Pertini
   Gli abiti di De Nicola e dei funzionari che lo circondano sono: il
doppiopetto o il "tre bottoni" dalle linee severe. Andando avanti nel
tempo il formalismo e la rigidità si ammorbidiscono, così vediamo
Gronchi in abiti a quadri che indossa con portamento disinvolto.
Sandro Pertini è il più anticonformista, indossava abiti a tre bottoni
dal taglio più morbido e casual, già molto lontano dallo stile rigidamente
costruito dei suoi predecessori.
Francesco Cossiga
Oscar Luigi Scalfaro
Carlo Azeglio Ciampi
Giorgio Napolitano
   La mostra è a Villa Torlonia fino al 2 febbraio, è aperta al pubblico
dalle ore 9 alle 19 come il museo stesso. Tutte le foto di questo post
sono state prese da: it.wikipedia.org tranne la foto di villa Torlonia
che è stata scattata dall'autore del blog.

domenica 19 gennaio 2014

Che fortuna! Una bella passeggiata in bici nonostante le previsioni meteo avverse!

   Che fortuna abbiamo avuto oggi, con gli amici di Vediromainbici abbiamo fatto una bella passeggiata nel cuore di Roma alla scoperta degli orologi storici artistici, questo nonostante le previsioni del tempo avverse e la protezione civile allertata per i pericoli dei temporali e del vento forto.
   Nonostante ciò abbiamo fatto una bella pedalata in città, oggi c'era il blocco delle macchine, cioè era una domenica ecologica. Eravamo in 31. E' stata una pedalata leggera, unico punto impegnativo la salita di viale G. Washington dentro villa Borghese per raggiungere l'orologio ad acqua del Pincio opera del frate domenicano Giovanni Battista Embriaco. L'orologio risale al 1873. E' stato restaurato e re inaugurato il 29 giugno 2007 dall'allora sindaco di Roma Veltroni. Il restauro è avvenuto senza costi per il Comune in quanto effettuato dagli alunni della scuola Elis, corso di formazione professionale per orologiai.
Prima della partenza un signore in abiti dimessi
ha dato da mangiare a piccioni e altri uccelli.
I turisti si sono fermati a fotografare, anche io ho fatto lo stesso.


Eccoci alla partenza di largo Corrado Ricci,
siamo in tanti, non lo credevo viste le circostanze avverse.

Prima tappa l'orologio ad acqua del Pincio.


Seconda tappa l'orologio del palazzo del Convento dei Filippini,
opera del grande genio di Borromini del 1648.
E' l'orologio che compare nel film "Vacanze romane" con Gregory Peck
e Haudrey Hepburn (1953).

La torretta in piazza dell'orologio è prolungata verso il cielo
da una struttura in ferro. Nel palazzo si trova l'Archivio Storico Capitolino
e la prima biblioteca aperta al pubblico di Roma, la biblioteca Vallicelliana.

Terza tappa l'orologio del palazzo del Monte dei Pegni
che risale al Settecento, mentre il palazzo è opera di
Carlo Maderno, del 1604.

Quarta tappa la basilica di San Pietro,
i due orologi sulla facciata sono del Valadier,
quindi della fine del Settecento, nelle celle campanarie vi sono sei campane,
la più grande si  chiama Campanone, ha 205 anni, pesa 9 tonnellate, emette un fa basso.

Ancora una immagine del palazzo del Monte dei Pegni,
sulla facciata una preziosa edicola con il Cristo sul sepolcro,
la lapide ricorda il papa Clemente VIII a cui si deve il palazzo.


Ultima tappa è la piazza del Campidoglio,
qui sulla torre del palazzo Senatorio si trova il primo orologio pubblico di Roma.
Fu messo in opera il 21 dicembre 1412 e posizionato sulla facciata
della vicina chiesa dell'Ara Coeli. Nel 1806 fu spostato sulla torre campanaria
del Campidoglio, nel 1847 dotato di un quadrate con 12 ore e non con 6
come era allora in uso. L'orologio attuale risale al 1922.


sabato 18 gennaio 2014

Roma è ancora fonte di ispirazione per gli artisti, basta andare al Macro di Testaccio.

   Roma, la nostra splendida città che ci sforziamo di vedere e di descrivere dal sellino di una bici, è ancora oggi fonte di ispirazione per gli artisti contemporanei. Pur con tutte le difficoltà di interpretare il modo di dipingere degli artisti, per vedere questa ispirazione basta andare al Macro di Testaccio nell'ex Mattatoio. Qui sono in corso due mostre di due diversi artisti che si ispirano - almeno in parte - alla nostra meravigliosa città.
   Il primo artista è Paolo Picozza che presenta "In caduta libera con poco cielo davanti. Si tratta di un artista romano (è nato nel 1970) prematuramente scomparso nel 2010. L'esposizione a cura di Achille Bonito Oliva raccoglie circa 40 opere dell'artista con tutte tele di grandi dimensioni e alcune opere su carta, sono visibili anche opere mai esposte prima. Nelle grandi tele Paolo Picozza rappresenta la sua città Roma tra vedute urbane e periferie possenti oltre a paesaggi di campagne arcaiche. Spesso viene messo in risalto l'aspetto cupo della città notturna. L'immagine si costruisce con la forza del gesto, non sono ben riconoscibili i monumenti o i palazzi o le strade, ma li si intuiscono rapidamente. La mostra è visitabile fino al 26 gennaio.
Palo Picozza: "In caduta libera con poco cielo davanti".

Paolo Picozza, Stazione Prenestina, 2004.

Paolo Picozza, Salita per piazza dei 500, anno 2006.

Paolo Picozza, I serbatoi di Termini, 2008.

   La seconda bella mostra del Macro di Testaccio è dedicata a Roberto Bosco, artista romano molto apprezzato all'estero che per la prima volta espone in un museo pubblico italiano. La mostra, a cura di Tommaso Strinati, presenta sei lavori editi e una settantina di opere mai esposte prima, tra queste una ventina di trittici e altri lavori su tela di grandi dimensioni pensati appositamente per questi formidabili spazi del Mattatoio dove sembra ancora oggi di udire i rumori e le voci dei lavoratori. A interessare l'artista sono le folle delle grandi città, i paesaggi urbani sono appena visibili, si intuiscono, anche qui il riferimento a Roma è evidente. Alcune delle opere in mostra sono state già presentate al Today Art Museum di Pechino e alla Georgia Berlin Galerie di Berlino. Questa seconda mostra è visibile anch'essa fino al 26 gennaio.
Roberto Bosco, una panoramica delle sue opere.

Roberto Bosco, Lampedusa, 2003.

Roberto Bosco, Stazione Up Town, 2013.

Roberto Bosco, New York City, 2013.
Tutte le foto sono state scattate dall'autore di questo blog,
il loro uso è libero.

   Non solo al cinema con "La Grande Bellezza" Roma è fonte di ispirazione per gli artisti, anche nella pittura e scultura. Che fortuna vivere a Roma!

venerdì 17 gennaio 2014

Mettete insieme 62 leggende e viene fuori una "Roma da paura".


   Ecco un nuovo volume su Roma che parla degli orrori della città più
bella del mondo, non stiamo parlando dei difetti della città di oggi,
del traffico, dell'inquinamento, di quanto sono sporche e dissestate
le sue strade, della corruzione, no stiamo parlando degli orrori di
Roma che emergono dalle leggende popolari di tanto tempo fa e che si
sono tramandate di generazione in generazione per via orale.
   Queste leggende sono state raccolte da Valeria Arnaldi, l'editore
Castelvecchi le ha pubblicate in un bel libro che apre squarci
sconosciuti sulla città.
   Possiamo anche divertirci con questo libro come nella leggenda
del fantasma sexy di Messalina che si aggira tra Colle Oppio e Villa
Medici, mentre Paolina Borghese si aggira nella galleria e una
bella e seducente ragazza esce da un quadro di Van Dych all'Accademia
di San Luca e cerca di sedurre i malcapitati o fortunati, fate voi!
   C'è da leggere e da scoprire, perchè per conoscere Roma non basta
una vita!!!
   Valeria Arnaldi è nata a Roma nel 1977, laureata in Scienze politiche,
è giornalista professionista, ha già pubblicato: "101 luoghi dove
innamorarsi a Roma" e "I volti nascosti di villa Borghese". Ha realizzato
corotometraggi, organizzato mostre in Italia e all'Estero.
Valeria Arnaldi, Roma da paura, orrori nascosti della città più
bella del mondo, ed. Castelvecchi, nella collana Ultra. La copertina
del libro è presa dal sito internet della casa editrice.

giovedì 16 gennaio 2014

Che gioia! Finalmente ha riaperto ieri il Museo Nazionale degli Strumenti Musicali.

   Finalmente, dopo due anni di lavori straordinari che hanno riguardato la copertura del tetto, la bonifica dei depositi e il ripristino dell’auditorium, ha riaperto ieri il museo che si trova in una ex caserma di Santa Croce in Gerusalemme. Sono state riaperte 10 sale, si lavora ancora in altre dieci per un allestimento interattivo, per questo servono un milione di euro, ce ne sono a disposizione 300.000, per i rimanenti si cercano degli sponsor. Da oggi sono di nuovo visibili 400 strumenti musicali, rappresentano i capolavori della collezione che ha il suo nucleo principali nella ricca raccolta di strumenti musicali del tenore Evan Gorga.


   Sono di nuovo visibili l’Arpa Barberini, splendido esempio di strumento musicale barocco e vero manifesto simbolo del museo; il Gravicembralo col piano e forte del 1722 di Bartolomeo Cristofori (si tratta di uno dei tre strumenti sopravvissuti del padre del pianoforte); il cembalo di Hans Muller. Al termine dei lavori saranno visibili 1.500 strumenti musicali dei 3.330 che sono raccolti nei depositi. Inoltre, da febbraio, partiranno una serie di concerti con copie di strumenti antichi, per l’estate si prevedono concerti all’aperto visto che il museo è dotato di un bel giardino.
   Purtroppo il sito internet del museo non è ancora attivo ma lo sarà a breve!
In alto la sede del museo, sotto la basilica di 
Santa Croce in Gerusalemme.
Le foto sono dell'autore del blog,
il loro uso è libero.


mercoledì 15 gennaio 2014

Ancora una bella iniziativa sulla Caffarella!

   Ancora una bella iniziativa da parte del Comitato per il Parco della Caffarella, dall'8 febbraio parte il corso pratico di birdwatching per conoscere le specie di uccelli che vivono o transitano per il parco della Caffarella o per il parco dell'Appia Antica di cui la Caffarella fa parte.
   Si tratta di cinque facili escursioni per imparare a riconoscere le diverse specie di uccelli accompagnati da un esperto ornitologo. L'appuntamento è al punto informativo del Comitato del Parco della Caffarella in largo Tacchi Venturi (non lontano dalla fermata della metro A Colli Albani).
   Ancora una volta il Comitato ha fatto centro con un'altra ammirevole iniziativa. D'altra parte la nostra città ha delle sorprese da svelarci, non basta una vita per conoscerla!


Tre immagini della Caffarella, dall'alto:
il Bosco Sacro, il fiume Almone presso via Bitinia, la Vaccareccia.
Le foto sono state scattate dall'autore di questo blog,
il loro uso è libero.

   Per ogni altra informazione consultare il sito: caffarella.it.

martedì 14 gennaio 2014

"La grande bellezza" e "Il cinema a Roma".

   Ieri una bella notizia per gli amanti della nostra città e del cinema, che tanta parte svolge nella vita cittadina: il film "La grande bellezza" diretto e sceneggiato da Paolo Sorrentino lo scorso anno ha vinto il Golden Globe come miglior film straniero.
   E' un bellissimo film che fa onore al nostro paese e rende orgogliosi noi romani perchè è tutto ambientato a Roma, spesso il Colosseo fa da sfondo alle vicissitudini dei protagonisti. Adesso è il momento di leggere o rileggere il libro "Il cinema a Roma" di Flaminio Di Biagi, ed. Palombi. In questo libro è possibile fare una ideale passeggiata per Roma alla riscoperta dei set nei quali sono stati girati film che spesso sono entrati a far parte della storia del cinema. Basti pensare a "Roma città aperta" di Rossellini ambientato al Pigneto, "La dolce vita" ambientata a via Veneto e con una scena indimenticabile a fontana di Trevi, "Ladri di biciclette" in via Crispi, e ancora tanti altri film fino ad arrivare a questo premiato ieri (meglio il giorno 12.1.14). In questo bellissimo libro, oltre ai luoghi del cinema, c'è un capitolo introduttivo che ripercorre la storia del cinema a Roma, si conclude con due capitoli particolari: le scene famose da ricordare e gli indirizzi di tanti luoghi del cinema di cui si è persa la memoria (ad esempio gli indirizzi degli stabilimenti cinematografici).
   Veramente un bel libro da leggere, da conservare in libreria per poter sfogliare nei momenti di relax.
 








Le locandine dei film parlano da sole. Sono state prese da:
mymovies.it, ivid.it, passionesuperotto.it, movieplyer.it,
alcune immagini di questo blog sono attinte da internet,
e quindi considerate di pubblico dominio. Vi prego di avvertirmi
nel caso di involontaria violazione del copyright, in modo che io
provveda subito all'eliminazione dell'immagine usata per errore.

lunedì 13 gennaio 2014

"Roma è la madre"

Arnoldo Foà in una foto tratta dalla pagina facebook 
di Nicola Zingaretti.

   Oggi è aperta al pubblico la camera ardente per l'ultimo saluto ad Arnoldo Foà, un grande attore, scrittore, un uomo di cultura, impegnato anche nella vita sociale del proprio paese. Tra tanti ricordi di questa persona splendida, dalla voce affascinante, mi ha colpito quello che ha detto quando ha compiuto 90 anni. In quell'occasione fu ricevuto in Campidoglio dall'allora sindaco Walter Veltroni, venne festeggiato e gli fu consegnato un premio: la lupa Capitolina. Tra le altre cose fece un'osservazione che mi colpì molto: "Vedendo Roma dall'alto, i suoi tetti, le cupole, i campanili, è come vedere la madre, anche se io non sono nato a Roma per me questa città è la madre".
   Arnoldo Foà era nato a Ferrara ma è vissuto a Roma dall'età di venti anni, lo possiamo considerare romano a tutti gli effetti. Ciao Arnoldo, resti nei nostri cuori!