Al via i restauri firmati
Fendi, le impalcature formeranno un ponte sulla vasca che sarà
percorribile. Fine dei lavori a marzo 2015. Spesa 2 milioni e 180 mila € coperti grazie allo sponsor.
La
fontana più monumentale di Roma, resa più imponente e fragorosa dalle limitate
dimensioni della piazza.

Nel
19 a.C. Agrippa fece costruire per le sue terme
un canale di
20 Km
che condusse a Roma l’Acqua Vergine, cosiddetta perché vuole la tradizione che
una fanciulla (Virgo) ne mostrasse la sorgente ai soldati assetati. Niccolò V
fece
riparare i danni che avevano ostruito per otto secoli le condutture e fece
costruire da Leon Battista Alberti la vasca terminale (1453), la fontana fu
quindi restaurata da Urbano VIII
(con
le entrate della tassa sul vino, per cui Pasquino disse: “Urban poi che di
tasse aggravò il vino, ricreò con l’acqua il popol di Quirino”). Infine
Clemente XII
bandito un concorso per un
monumentale “mostra”, ne affidò l’esecuzione a Nicolò Salvi
, che
ne fece il suo capolavoro (1732-62). Ebbe tre inaugurazioni, nel 1735 da parte
di Clemente XII, poi con Benedetto XIV, infine con Clemente XIII nel 1762. E’
antica usanza dei forestieri buttare una monetina nella vasca per assicurarsi
il ritorno a Roma.

Famosa in tutto il mondo, l’opera del
Salvi si concretizza nella felice fusione dell’architettura e della plastica
con elementi naturali, le rocce e l’acqua. Il prospetto largo 20 metri, alto 26
corrispondente al lato minore del palazzo dei duchi di Poli, aggetta nel mezzo
con l’imponenza di un arco di trionfo costituito da un ordine di quattro colonne
corinzie addossate a lesène, sormontato da un grandioso attico ornato da statue
e coronato da balaustrata con ricco fastigio; le sue ali laterali hanno due
piani di finestre tra lesène, e attico.
Dal nicchione centrale si stacca la
colossale figura dell’
Oceano, trascinato sul cocchio a conchiglia da due
cavalli marini, il
cavallo sfrenato e il
cavallo placido, guidati
da tritoni. La scogliera si estende a coprire la base del palazzo, mentre
l’acqua scroscia rimbalzando sui bacini
e nella gran vasca (80.000 metricubi di acqua al giorno, che alimentano le
fontane delle piazze Farnese, Navona, di Spagna e il ninfeo di villa Giulia).
Nella nicchia sinistra l’
Abbondanza di Filippo Valle
,
sopra
Agrippa approva il disegno dell’acquedotto, rilievo di Andrea
Bergondi; nella nicchia a destra la
Salubrità di Filippo Valle, sopra
La
vergine indica la sorgente ai soldati, rilievo di Giovan Battista Grossi;
contro l’attico statue delle stagioni. Sul fastigio lo stemma Corsini sorretto
da geni alati di P. Benaglia. Davanti alla fontana si incurva una gradinata con
sedili, formante una specie di cavea.