Una bellissima notizia per tutti gli amanti di Roma.
mercoledì 15 giugno 2022
Sei romano de Roma se...
sai come si chiama e dove si trova la statua che vedi sotto.
Nella foto di ieri il monumento all'elicottero che si trova all'ingresso dell'aeroporto di Ciampino.
martedì 14 giugno 2022
Per tutti gli amanti della Caffarella
Per tutti gli amanti della Caffarella, del parco dell'Appia Antica, c'è un appuntamento da non perdere. Venerdì 17 giugno alle ore 18 alla Casa del Parco, ovvero al Casale di Vigna Cardinali, posto presso l'ingresso da largo Tacchi Venturi, ci sarà la presentazione del libro:
"I Torlonia e l'archeologia dell'Ottocento - Scavi e scoperte nel parco dell'Appia Antica" di Jessica Clementi.
Imperdibile! Nell'occasione si può ancora acquistare il libro "Spiccioli di natura" di autori vari, dedicato all'aspetto botanico e naturalistico della Caffarella.
Sei romano de Roma se...
sai come si chiama e dove si trova il monumento che vedi sotto.
Nella foto di ieri l'entrata dell'aeroporto di Ciampino.
La storia dell’aeroporto inizia nel 1914
quando un Regio Decreto dichiarò di pubblica utilità le opere per la sistemazione
dei servizi aeronautici della provincia di Roma. Allora nella zona c’era solo
un casale, risalente al Seicento dello studioso Giovanni Giustino Ciampini, che
lo utilizzava come residenza estiva. La città di Ciampino è nata quindi insieme
all’aeroporto. Un tecnico militare, il generale del Genio Maurizio Mario Moris,
si battè per realizzare in questo luogo il grande aeroscalo per ospitare i
dirigibili. Cominciò così la storia dell’aeroporto intitolato a Giovan Battista
Pastine, comandante di dirigibile, caduto in una azione di guerra nel 1916.
L’aeroporto iniziò a funzionare dal 28
ottobre 1916 come scalo e cantiere per i dirigibili. Era collegato alla città
dalla tramvia che correva sull’Appia e da Roma conduceva ad Albano e Velletri
(tramvia aperta nel 1912, ultima corsa 3 gennaio 1965). L’aeroporto si trova
nelle vicinanze della piccola stazione di Ciampino. Dal 1917 sorge la città
giardino di Ciampino.
Da qui si alzò il dirigibile Norge per la
memorabile trasvolata del Polo Nord era
il 10 aprile 1926 al comando di Umberto Nobile. Nel 1928 vengono radiati i
dirigibili dalla Regia Aeronautica militare (nel 1924 viene creato il corpo
dell’aeronautica militare).
Negli anni Trenta l’aeroporto divenne
militare ma aperto ai voli civili.
Qui dall’8 al 13 ottobre 1930 il maggiore
Marinello Nelli si alzò in volo sull’elicottero progettato dall’ing. Corradino
D’Ascanio uno dei primi al mondo.
Nel 1950, in occasione del Giubileo,
furono unificate la pista sud e quella nord. Il 3 gennaio del 1954 Mike
Bongiorno aprì i collegamenti esterni della Rai da questo aeroporto.
Questo fu l’unico aeroporto per i voli
civili fino alla nascita di Fiumicino nel 1961, rimase il preferito per
l’arrivo di capi di stato e autorità viste le misure di sicurezza che garantiva.
Dal 2001 con l’avvento delle linee aeree
low cost il traffico aereo è quintuplicato senza la necessaria valutazione di
impatto ambientale.
Nel 2014 il 31° stormo dell’aeronautica
militare lo ha ceduto all’Enac.
lunedì 13 giugno 2022
Giornate europee dell'archeologia
Questo fine settimana si tengono le Giornate Europee dell'Archeologia con la possibilità di visitare tantissimi luoghi con visite guidate. Per quanto riguarda la nostra città si segnalano:
- Ostia Antica,
- Ara Pacis,
- Villa di Plinio,
- Malborghetto,
- Museo Boncompagni Ludovisi,
- Galleria Spada.
Sei romano de Roma se...
sai come si chiama e dove si trova l'aeroporto che vedi sotto.
Nella foto di ieri la torre del Casale della Cervelletta nel parco omonimo.
domenica 12 giugno 2022
Villa Borghese e villa Ada in bici
Bellissima passeggiata in bici tra villa Borghese e villa Ada organizzata da VediROMAinBici. E' stata una passeggiata fresca, sempre bellissime queste due ville nobili romane.
Il cuore
verde di Roma perché a ben vedere da una carta stradale ha proprio la forma
di un cuore. Uno dei parchi storici di Roma più grandi[1],
forse il più caro ai romani. E' definito anche il parco dei Musei perché in esso o lungo il suo perimetro vi si
trovano sette musei: la galleria Borghese, il museo Bilotti, il museo
Canonica, la casa del Cinema, il museo Civico di Zoologia, la GNAM, il museo
Etrusco di Villa Giulia. A questi va aggiunto il Bioparco e Explora il museo
dei bambini..
La villa fu creata
nel Seicento per il cardinale Scipione Caffarelli Borghese, nipote di Paolo V[2].
Venne così trasformato un terreno coltivato a vigna in una sontuosa "villa
di delizie" che voleva gareggiare con quelle classiche e rinascimentali. Alla morte di Scipione, nel 1633, la villa era completata con
una "pars urbana" con raffinati giardini provvisti di una
selezione ricercata di alberi, fiori ed essenze e una
"pars rustica" destinata alla coltivazione e alla caccia. Così
natura libera e natura progettata dall'uomo contribuivano ad alimentare la
meraviglia e il piacere dei signori che vi abitavano e dei loro ospiti.
Ciascuna parte era delimitata da murature con porte.
Il primo
recinto comprendeva la zona antistante il Casino Nobile la più ricca di
statue, fontane, immerse in una fitta vegetazione di pini, abeti, cipressi,
lecci, olmi, larici e lauri. Il portale di questo primo recinto è oggi su via
Pinciana. Ancora oggi è rintracciabile l'assetto geometrico del recinto e del
suo assetto viario.
Il secondo
recinto, sempre chiuso da mura, si estendeva alle spalle del Casino Nobile,
era popolato di gazzelle e daini ancora presenti nell'Ottocento. Ai lati del
Casino Nobile erano i cosiddetti Giardini Segreti in cui si coltivavano specie
vegetali rare e preziose tra cui agrumi e bulbacee provenienti da tutta Europa.
Qui anche i Casini dell'Uccelliera e della Meridiana.
Il terzo recinto o
"Barco" era la parte coltivata o lasciata incolta che si estendeva
per 40 ettari. Era il trionfo della natura, dove oggi è piazza di Siena vi era
una ragnaia, un fitto bosco dove era possibile stendere delle reti per
catturare gli uccelli, vi era la valle dei Platani, tutt'oggi lasciata libera, movimentata
di dolci pendii con platani secolari, qui nel Novecento venne progettato il
Giardino Zoologico. Questa parte ha subito i maggiori cambiamenti a partire dal
Settecento.
Nel Settecento fu
trasformata radicalmente da Cristoforo Unterberger e da Antonio e Mario
Asprucci[3] per volere del principe Marcantonio IV Borghese poi dal figlio principe Camillo
marito di Paolina Bonaparte. L'intervento più importante fu la
realizzazione del Giardino del Lago secondo i
canoni del giardino all'inglese con l'introduzione di specie esotiche.
Ancora
nell'Ottocento fu ingrandita dal Luigi Canina[1]
che dette alla villa un nuovo aspetto con la costruzione di numerose piccole
fabbriche di stile eclettico.
Nel 1902 fu
acquistata dal re d'Italia Vittorio Emanuele III e donata al Comune di Roma
che la intitolò al re Umberto I, nome che non entrò mai nell'uso comune, per i
romani restò sempre e solo villa Borghese. Questo acquisto sottrasse la villa a
un tentativo di lottizzazione. L’apertura al pubblico avvenne il 12 luglio
1903. Nel 1908 venne realizzato il collegamento con il Pincio (Cavalcavia sul
Muro Torto). Il Galoppatoio venne realizzato dall’unione di tre vigne: Astani,
Piancastelli e Lesa. Dal 1911 nella villa sorge il Giardino Zoologico[2].
Dalla fine dell'ultima guerra vi sono
stati numerosi interventi di restauro e recupero degli arredi del parco. Agli
anni dei sindaci Rutelli e Veltroni si devono la
trasformazione del Giardino Zoologico in Bioparco, l'istituzione del Globe, la
trasformazione della casina di Raffaello in Ludoteca, la creazione della Casa
del Cinema e del Museo Carlo Bilotti.
[1]
Luigi Canina (Casale Monferrato
1795- Firenze 1856) architetto, teorico e archeologo. Di ispirazione
neoclassica. Dal 1825 diresse, come architetto di famiglia, i lavori di
ampliamento di villa Borghese realizzando i propilei su piazzale Flaminio. E'
più noto per i suoi studi di architettura antica. Diresse gli scavi di Tuscolo
nel 1839-40, quelli sull'Appia Antica che poi sistemò nel 1848. Sua la Casina
Vagnuzzi fuori porta del Popolo. E' sepolto in Santa Croce a Firenze.
[2]
La data dell’apertura al pubblico, il cavalcavia e le vigne, per queste
notizie: Claudio Rendina, Villa Borghese apre al pubblico il parco-gioiello
dell’aristocrazia, articolo de “la Repubblica” del 12 luglio 2015 pag. XIX di
cronaca di Roma.
VILLA ADA
Villa Ada è una delle più grandi e belle
ville storiche italiane, a Roma solo villa Doria Pamphili ha una superficie
maggiore. Anche se da circa 100 anni la villa è circondata da quartieri
edificati, chi vi passeggia ha l'impressione di trovarsi immerso nella natura,
la fitta vegetazione forma a tratti una selva impenetrabile, è il luogo ideale per
passeggiare o correre o andare in bicicletta fra pinete, bosco di lecci, querce
da sughero e un lago di ragguardevoli dimensioni. Vi si può entrare da via
Salaria, via di Ponte Salario e via Panama. Tutto il suo territorio fa parte
del II Municipio del Comune di Roma, ricade nel quartiere Parioli.
Nella villa ci sono Km 7,700 di percorsi
ciclopedonali. Le vie interne alla villa sono intitolati a precursori dell'idea
dell'Europa Unita (con eccezioni).
La storia della villa inizia nel Seicento
quando era una tenuta agricola del Collegio Irlandese, a fine Settecento passò
ai principi Pallavicini[1] che la
ristrutturarono come giardino di paesaggio
creandovi percorsi geometrici e piccole costruzioni. Del progetto di
sistemazione della villa fu incaricato un architetto francese Auguste Chevalle
de Saint Hubert (1755-98). A questi venne affiancato, nella sistemazione del
parco, Francesco Bettini (1737- post 1809) eclettico creatore di parchi e
giardini, noto soprattutto per la realizzazione di un giardino all'inglese
nella distrutta villa Doria Pamphili fuori porta Pinciana. Per sopraggiunti
disaccordi con il committente Hubert fu sostituito da Carlo Puri De Marchis (da
documenti intorno al 1793). Nel 1804 il principe Pallavicini concesse la villa
in affitto a Stanislao Sanseverino con un accordo per un successivo acquisto
mai perfezionato. Dal 1839 la villa figura proprietà dei Potenziani[2]
(carta del censo di quella data e carta francese del 1868). Tra gli arredi
del parco spicca per qualità architettonica il coffee-house settecentesco
presso il casino Pallavicini, meglio conosciuto come Tempio di Flora.
Fu acquistata dai Savoia nel 1872 da
Giovanni Antonio Potenziani (circostanza che dovette facilitare la sua carriera
politica visto che di lì a poco fu nominato senatore e poi ottenne il titolo di
principe) che la ingrandirono con altre proprietà fino a giungere ai 180 ettari
attuali, a loro si devono: il Casino nobile oggi sede dell'ambasciata d'Egitto,
le scuderie che attualmente sono in abbandono (dovrebbero diventare la sede del
Museo del Giocattolo), edifici residenziali e casali. Umberto I[3]
preferiva vivere al Quirinale e vendette la villa al conte Tellfner,
amministratore dei beni della famiglia reale, questi la intitolò alla moglie
Ada. Vittorio Emanuele III[4] la
riacquistò nel 1904 e divenne residenza reale chiamandola villa Savoia e tale
nome restò fino al 1946 quando i Savoia dovettero lasciare l'Italia in seguito
al referendum monarchia o repubblica del 2 giugno.
Durante l'ultima guerra mondiale nella
villa venne costruito un bunker antiaereo come in villa Torlonia residenza
della famiglia Mussolini, attualmente si sta restaurando (poteva ospitare delle
vetture, aveva una uscita di emergenza). In questo luogo, il 25 aprile 1943
Benito Mussolini venne arrestato dopo il voto di sfiducia del Gran Consiglio
del Fascismo. Dopo questi avvenimenti parte della villa rimase di proprietà
della famiglia Savoia (parte proprietà personale del re, altra della Casa
reale), mentre la parte più vicina alla via Salaria fu acquistata dal Demanio
nel 1957, gestita dal comune e liberamente accessibile (ettari 34 più i 32 di
Forte Antenne). Una parte della villa fu donata, dai Savoia, all'Egitto in
cambio dell'ospitalità accordata al re Vittorio Emanuele III in esilio, oggi
ospita l'ambasciata di tale paese. La parte privata (84 ettari) è stata
lasciata in abbandono e si è quindi conservata più fedelmente.
A partire dal 1994[5],
con l'approvazione del piano di utilizzazione e l'acquisizione dell'area
privata si sta lavorando ad una ricomposizione formale e funzionale. Si cerca
di riqualificare il patrimonio ambientale attraverso il recupero vegetativo
originario.
Nei primi mesi del 2013 la villa è stata
oggetto di lavori di restauro di grandi proporzioni. Sono stati piantati 10
nuovi pini alti 6 metri che vanno a sostituire quelli gravemente e
irreparabillmente danneggiati dalla nevicata del febbraio 2012. Gli arredi e le
strutture di fruizione sono state restaurate, sostituiti 1.000 metri di
staccionate, 100 vecchi tronchi sono stati rimossi, 40 pozzetti impiegati per
l'irrigazione sono stati messi in sicurezza.
[1] Palazzo Pallavicini Rospigliosi è sul Quirinale, in via XXIV
Maggio. Da: Guida di Roma del Tci, op. cit.
[2] Potenziani in piazza della Quercia, l'attuale palazzo Missini
Ossoli è stato proprietà Potenziani. Da: romasegreta.it.
[3] Umberto I (Torino 1844 - Monza 1900) fu re d'Italia dal 1878 al
1900. Secondo re d'Italia, venne ucciso per mano dell'anarchico Gaetano Bresci.
[4] Vittorio Emanuele III (Napoli 1869 - Alessandria d'Egitto 28 dic.
1947) fu re d'Italia dal 1900 al 1946, imperatore d'Etiopia dal 1936 al 1943,
re d'Albania dal 1939 al 1943. Abdicò il 9 maggio 1946, gli succedette il
figlio Umberto II. Era figlio di Umberto I e Margherita di Savoia, appena nato
prese il titolo di principe di Napoli.
[5] Acquisizione dell'area private e piano di utilizzo. Provvedimento
della giunta comunale presieduta dal sindaco Francesco Rutelli 1993-2001.
[1]
Villa Borghese, dimensioni. E' il
terzo parco di Roma dopo villa Doria Pamphili (184 ettari) e villa Ada (160
ettari), ha un perimetro di km 6, per sovraintendenzaroma.it la sua superficie
è di ettari 79 ettari.
[2]
Paolo V
Roma 1552 - 1621, Papa dal 1605. Camillo Borghese. Fu un papa
nepotista, il nipote diede avvio alla costruzione della villa e del Casino come
pure della collezione d'arte oggi Galleria Borghese. Affidò a Carlo Maderno la
costruzione della facciata di San Pietro su cui spicca il suo nome, eresse il
transetto modificando il progetto michelangiolesco. Affidò a Flaminio Ponzio
l'ampliamento del palazzo del Quirinale. Restaurò l'acquedotto che portava
l'acqua da Bracciano detto di Traiano e da allora Acqua Paola, fece costruire
il fontanone del Gianicolo e quello oggi in piazza Trilussa come mostra. In
santa Maria Maggiore fece costruire la cappella Paolina di fronte alla Sistina
e davanti alla chiesa fece erigere la colonna prelevata dalla basilica di
Massenzio. Fermo sostenitore dei diritti della Chiesa entrò in conflitto con
Venezia per cui lanciò l'interdetto a Venezia nel 1606. Appoggiò la lega
cattolica nella Guerra dei Trent'Anni. Fece costruire i porti di Fano e
Civitavecchia.
[3]
Antonio Asprucci (Roma 1723-1808)
allievo di Nicola Salvi, realizzò il tempietto classico del Giardino del Lago,
la fontana di Esculapio dentro villa Borghese e gli interni del Casino Nobile
della villa stessa. Il suo capolavoro è la galleria che ospita il Ratto di
Proserpina del Bernini. Il figlio Mario (Roma 1764-1804) progettò il tempietto
di Diana dentro villa Borghese, si dedicò anche alla pittura. Da treccani.
Sei romano de Roma se...
sai come si chiama e dove si trova la torre che vedi sotto.
Nella foto di ieri il casale della Cervelletta.
Il parco della Cervelletta è
parte della Riserva Naturale Valle dell’Aniene, in esso si trova il Casale
omonimo realizzato su una rupe tufacea come fortificazione medioevale su rovine
romane. Si estende tra Colli Aniene e via di Tor Cervara.
La torre controllava le
antiche vie Prenestina, Collatina e la valle dell’Aniene. Secondo alcuni
studiosi il toponimo sarebbe la corruzione
del termine cervaretto per la presenza di una riserva di cervi sul
territorio. Altri ipotizzano dal latino acervus (cumulo) per la presenza di
cave di tufo e l’accumularsi degli scarti della lavorazione del tufo stesso. La
tenuta fu proprietà ecclesiastica, del monastero di San Tommaso in Formis
(1202) poi della basilica Lateranense, quindi di San Lorenzo fuori le Mura. Nel
secolo XVI appartenne agli Sforza, dal 1628 al cardinale Scipione Borghese. A
questa famiglia si deve la trasformazione del casale in elegante residenza di
campagna. Nel 1835 passa alla famiglia Salviati che bonificò il territorio.
L’accesso al casale avviene
attraverso un elegante portale che immette in un portico il quale a sua volta
conduce agli ambienti residenziali, attraverso un cortile interno, agli spazi
di servizio con stalle e fienili. Nel piano nobile è un salone con camino sul quale
è dipinto lo stemma dei Salviati; degna di nota è anche l’ampia loggia coperta,
caratterizzata da due grandi aperture ad arco. La torre medioevale (sec. XII)
coronata da merlatura guelfa, è di notevole altezza (circa 30 metri) e presenta
resti di feritoie e di mensole di sostegno dei ballatoi, ad indicare
l’originaria funzione giurisdizionale e di vedetta. Una cappella dedicata
all’Assunta sorgeva dove oggi si trova
la chiesa di Santa Maria Immacolata, eretta nel 1911 su disegno del marchese
Carlo Lepri.
Alla fine dell’Ottocento
parte del casale fu utilizzato come stazione sanitaria per la cura della
malaria, ospitò il medico Angelo Celli e di sua moglie Anna Fraetzel
protagonisti dello studio della malattia e promotori della lotta contro
l’analfabetismo. Dal dopoguerra tenuta e casale subirono un lento declino.
Negli anni Ottanta gli abitanti di Colli Aniene, appena realizzato, si
batterono per la salvaguardia della tenuta, tali lotte portarono alla
costituzione della Riserva Naturale Valle dell’Aniene nel 1997. Nel 2001 il
casale e la tenuta sono stati acquistati dal Comune di Roma, il casale affidato
ad una associazione nella quale sono confluiti i comitati storici della zona.
Il casale è diventato un centro di educazione ambientale, tra le iniziative si
cita il “museuccio” della civiltà contadina e una biblioteca di diverse
migliaia di libri.
La Riserva Naturale della
Valle dell’Aniene è caratterizzata dalle numerose anse del fiume Aniene, un
fiume che nasce dai monti Simbruini e dopo 120 Km circa confluisce nel Tevere.
Il territorio è pianeggiante con querceti, olmo, salice bianco e frassino. Dal
punto di vista faunistico è presente il gambero e granchio di fiume che,
abitatori di acque pulite, costituiscono due indicatori ecologici molto validi,
nonché alcune colonie di pipistrelli. In questa riserva si segnalano il Pratone
delle Valli e il Parco della Cervelletta[1].
Il Casale della Cervelletta
rientra tra i luoghi del cuore del Fai (Cortellesi tra le firmatarie). Dal 2018
nei pressi del casale si tiene il cinema all’aperto dei ragazzi del cinema
America. Il 10 marzo 2020 parte il cantiere per il restauro del Casale della
Cervelletta, stanziati 100.000 euro dal Comune che si aggiungono ai 213.000
precedenti (da Repubblica del 27.2.20).
Falsi d'autore
Bellissima la mostra di "falsi d'autore" in mostra questi giorni a Palestrina nella Casa Museo di Pierluigi da Palestrina, sono opera di un pittore non professionista Maurizio Lupo. E' una mostra da vedere assolutamente, i quadri che ha riprodotto trasmettono serenità e gioia. Da non perdere!
sabato 11 giugno 2022
Sei romano de Roma se...
sai come si chiama e dove si trova il casale che vedi sotto.
Nella foto di ieri viale dell'Esercito alla Cecchignola.
venerdì 10 giugno 2022
Una bella estate romana
Questa estate avremo tantissime iniziative dell'Estate Romana in periferia, oltre l'86% di tutte quelle che il Comune ha deciso di finanziare per complessivi 2,5 milioni. Mi sembra una bella decisione, non bisogna andare necessariamente in centro per vivere la città.
Sei romano de Roma se...
sai come si chiama e dove si trova il viale che vedi sotto.
Nella foto di ieri la spiaggia libera di Castel Porziano.
Lungo la Litoranea che corre da Ostia a
Torvajanica si estende la spiaggia di Castel Porziano. Due chilometri di
litorale racchiuso tra la macchia mediterranea ed il mare, dal canale di
Palocco al fosso del Tellinaro, a cui si accede da sette cancelli. Faceva parte
della Tenuta del Presidente della Repubblica, fu il presidente Saragat a
donarla alla città di Roma nel 1965 (1964-71). Spazi estesi, un concetto diverso
dagli stabilimenti: libero accesso e chioschi attrezzati (all’inizio la loro
gestione era affidata all’ente comunale di consumo) offrono ai bagnanti tutti i
servizi necessari per trascorrere una giornata di mare. Lungo la spiaggia 17 aste portabandiera segnano
la passeggiata e i luoghi di sosta.
Servizi: bar, ristorante, servizi
igienici, lettini, ombrelloni, noleggio canoe, beach volley, servizio di
salvataggio. Costi nella stagione 2013 e 2014 € 6 per un lettino, stesso per un
ombrellone.
E’ la più estesa spiaggia libera attrezzata d’Europa.
giovedì 9 giugno 2022
Evviva: Picasso a Roma
Bellissimo, fantastico! Da domani a Roma una tela di Picasso. Sappiamo bene che alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna non ci sono opere del pittore spagnolo, rarissime in altri musei italiani (se non sbaglio solo a Milano e Torino). Ebbene da domani a palazzo Rhinoceros, via del Velabro 9/a (Bocca della Verità) si potrà vedere "Le peintre et son modele". Ancora più sorprendente, l'ingresso è libero. Basta prenotare al tel. 06.6797434.
Sei romano de Roma se...
sai come si chiama e dove si trova la spiaggia che vedi sotto.
Nella foto di ieri i mosaici di Castel Porziano.












