sai come si chiama e dove si trova il Castello che vedi sotto.
Nella foto di ieri il Castello della Magliana Vecchia.
Una prima costruzione ad uso di casina di caccia, si deve a Gerolamo Riario, nipote di Sisto IV, in essa, il 10 aprile 1480, ospitò il duca di Sassonia. Nel 1490 Innocenzo VIII[1] vi fece costruire un casino che corrisponde al palazzetto attualmente dislocato sul lato meridionale con architettura di Graziadeo Pichi da Brescia, intorno aveva un giardino con mura di cinta coronate di merli come gli edifici fortificati. Tra il 1505 e il 1510, Giulio II[2] fece realizzare l’ampliamento da Giuliano Da Sangallo[3] e la cappella dal Bramante, mentre usufruttuario della villa era il cardinale Francesco Alidosi. La villa fu prediletta da Leone X[4] che trascorreva qui lunghi periodi di riposo (sei o sette mesi l’anno come ricorda Paolo Giovio) e fu lui a far completare gli affreschi della cappella (sotto la loggia – all’interno è visitabile la torre campanaria) e della sala delle Muse (ora salone – gli affreschi sono stati staccati e giacciono dei depositi della sovrintendenza, è previsto il ritorno in questa sede) come teatrino. Donato Bramante lascia il segno con un portico a cinque archi e una parete scenografica con due ordini di nicchiette. “Nel salone si fanno le ore piccole, in compagnia di musici, letterati e politici che papa Leone riunisce intorno a sé in un cenacolo. Vi prendono parte Michelangelo, il giovane Raffaello e il filosofo Niccolò Macchiavelli, insieme con lo storico Guicciardini e l’architetto Bramante”. Da: Antonello Anappo, Storia della Magliana, ed. Typimedia, 2020, pag. 90. E’ alla Magliana che Leone matura la decisione di scomunicare Lutero. Pio IV[5] fece costruire al centro del cortile la fontana (forse dal Bramante), spesso veniva a fargli visita Cosimo de Medici signore di Firenze con una numerosa comitiva di cui fa parte Carlo Borromeo che Pio IV nominerà cardinale nel 1562 (da non confondersi con Federico Borromeo citato da Manzoni nei Promessi Sposi). Le partite di caccia erano alternate con riunioni poetiche, banchetti sontuosi, divertimenti di varia natura.
Nel Seicento la località iniziò a decadere forse per timore della malaria, nel Settecento la villa papale era abbandonata e la zona malarica. “Nell’Ottocento il castello cade in mano ai briganti. Il topografo Nibby, che ha modo di visitarlo nel 1827, stende un racconto desolante, con le stanze papali ormai ridotte a dormitorio di bifolchi. Il loro capo, l’arrogante Giuseppe Vitelli, ha fatto costruire una tribuna sopraelevata davanti alla cappellina del Battista, per assistere alle funzioni separato dai campagnoli. Da: Antonello Anappo, Storia della Magliana, ed. Typimedia, 2020, pag.106.
Nel 1886 la villa fu restaurata dallo Stato italiano e dal 1957 è di proprietà del Sovrano Militare Ordine di Malta che ne ha fatto una struttura ospedaliera, affiancandola nel 1960-61 all’ Ospedale San Giovanni Battista di Julio Lafuente e Gaetano Rebecchini[6]. Davanti all’ingresso del Castello si vedono le vecchie scuderie.
[1] Innocenzo VIII. Giovanni Battista Cybo (Genova 1432 – Roma 1492), papa dal 1484. Appoggiò la congiura dei baroni contro Ferdinando I d’Aragona, alleato di Lorenzo Il Magnifico ne creò cardinale il figlio tredicenne poi papa Leone X.
[2] Giulio II. Giuliano Della Rovere (Albisola 1443 – Roma 1513) papa dal 1503. Nipote di Sisto Iv, succedette a Pio III. Riorganizzò la Stato, convocò il concilio ecumenico Lateranense, promosse la lega di Cambrai contro Venezia e quella Santa contro la Francia. Pose la prima pietra della nuova basilica di San Pietro, incaricò Michelangelo di dipingere il soffitto della Cappella Sistina e di fare la sua tomba (Mosè). Martin Lutero nel suo viaggio a Roma lo conobbe.
[3] Giuliano da Sangallo. (Firenze 1445-1516), architetto, scultore e ingegnere militare, figlio di un intagliatore di mobili. Il fratello Antonio da Sangallo il Vecchio e il nipote Antonio da Sangallo il Giovane furono architetti anch’essi. La sua opera più celebre è la villa di Poggio a Caiano (1480), a lui è attribuito il Castello di Ostia e la fortificazione di Grottaferrata.
[4] Leone X. Giovanni de’ Medici (Firenze 1475 – Roma 1521) papa dal 1513. Si adoperò per il ritorno dei Medici a Firenze. Fu grande mecenate, si alleò con i francesi nei primi anni del suo pontificato, appoggiò l’elezione imperiale di Carlo V assecondandone poi la politica. Promosse la vendita delle indulgenze e fu criticato da Martin Lutero nel 1517, successivamente pronunciò la scomunica a Lutero (1520). Famoso un suo ritratto opera di Raffaello.
[5] Pio IV. Giovanni Angelo Medici (Milano 1499-Roma 1565) papa dal 1559. Convocò per la terza volta il concilio di Trento approvandone i decreti conclusivi (1564). Coadiuvato dal nipote Carlo Borromeo avviò la riforma della curia.
[6] Julio Lafuente e Gaetano Rebecchini. Nati rispettivamente nel 1921 e nel 1924. Hanno progettato e realizzato il collegio Massimo all’Eur, l’ippodromo di Tor di Valle negli anni 1959-60. Oltre alle opere qui menzionate.


Nessun commento:
Posta un commento