mercoledì 9 giugno 2021

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova il quartiere che vedi sotto.


Nella foto di ieri la chiesa di Santa Maria del Soccorso in via del Badile a Tiburtino III.

Si tratta della tipica chiesetta di borgata, molto semplice, con portichetto e tre navate, soffitto spiovente con capriate in legno e tegole, all’altare maggiore un’immagine della Madonna del Soccorso di pittore ottocentesco donata alla parrocchia dalla famiglia Pasquali nel 1946. La chiesa ha davanti a se un sagrato semicircolare, è arretrata rispetto alla via Tiburtina. E’ stata costruita tra il 1937 e il 1938 su progetto dell’architetto Tullio Rossi e consacrata il 24 settembre 1938. Il territorio della parrocchia venne desunto da quello della basilica di San Lorenzo fuori le mura.

martedì 8 giugno 2021

A Roma le statue parlano

 


     A Roma le statue parlano, anzi parlavano, non tutte, quelle della “congrega degli arguti”. Hanno parlato per circa tre secoli e mezzo, adesso tacciono con l’eccezione di Pasquino che di tanto in tanto fa sentire la sua voce sarcastica sui mali della società e i vizi dei potenti. Oltre a Pasquino erano statue parlanti Marforio, l’Abate Luigi, Madama Lucrezia, il Facchino e il Babuino. I componimenti in rima o in prosa che vi venivano affissi spesso avevano la forma del dialogo tra le statue parlanti, per questo si parla di una “congrega degli arguti”.

     La più famosa delle statue parlanti è quella di PASQUINO che si trova nella piazza omonima. La statua fu ritrovata casualmente duranti lavori stradali ai primi del Cinquecento, fu il cardinale Oliviero Carafa a deciderne l’attuale collocazione ad angolo con palazzo Braschi[1]. Si tratta della replica di un famoso gruppo scultoreo greco del III sec. a. C. raffigurante Menelao[2] che sorregge Patrolo. Michelangelo disse che era all’altezza dell’Apollo del Belvedere. La base venne subito utilizzata per esporre pungenti satire anonime, in prosa o versi, in italiano o in latino, contro i potenti del tempo, papi, cardinali, nobili. Questi componimenti presero presto il nome di “pasquinate”. Tra gli autori figura anche Pietro Aretino che si scagliò contro Adriano VI. Particolarmente preso di mira dalle pasquinate era il sistema del nepotismo per cui ogni nuovo pontefice cercava in ogni manera di favorire i membri della propria famiglia.

     A questo proposito Pasquino prese di mira Olimpia Maidalchini, cognata di Innocenzo X, che abitava nel vicino palazzo Pamphili di piazza Navona. Di lei disse: “Olim pia, nunc impia”. In un'altra la battezzò Pimpaccia, e con tale nome è passata alla storia. L’avida signora aveva un maestro di camera di nome Fiume. A Roma si indicavano le piene del Tevere con l’indice della mano puntato all’altezza del livello raggiunto dall’acqua. Appeso alla statua di Pasquino apparve un cartello con il disegno di una donna nuda somigliante ad Olimpia Maidalchini e un indice puntato all’altezza del sesso, seguiva la scritta “Qui arrivò Fiume”.  



[1] Palazzo Braschi. Fu eretto per i nipoti di Pio VI Braschi dopo il 1792 da Cosimo Morelli nelle forme architettoniche cinquecentesche. E’ l’ultimo palazzo di famiglia papale costruito in Roma. Oggi è sede del Museo di Roma recentemente restaurato ma solo in parte. Pio VI è quel papa che morì in esilio a Valence Drome in Francia nel 1799.

[2] Menelao. Personaggio della mitologia greca, fratello minore di Agamennone, re di Sparta e marito di Elena che Paride portò a Troia causanto la famosa guerra. Oltre che nell’Iliade è nominato in molte tragedie. Patroclo era l’inseparabile compagno di Achille, sarà ucciso da Ettore. La statua completa di Menelao che sorregge Patroclo si trova a Firenze, in piazza della Signoria, sotto la Loggia dei Lanzi.


Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la chiesa che vedi sotto.

Nella foto di ieri la chiesa di Santa Maria della Visitazione in via Luigi Cesana al Collatino.

     Costruita tra il 1965 e il 1971, venne consacrata il 22 ottobre 1971 dal card. Vicario Ugo Poletti, ma già dal 1959 era una vicecura della chiesa di Santa Maria Consolatrice a Portonaccio. E’ stata progettata dall’arch. Saverio Busiri Vici[1]. Enormi costoloni curvi verticali vengono intersecati senza una voluta simmetria da ripiani sporgenti come terrazzi senza ringhiere. La chiesa si presenta come una pagoda sui generis. Il campanile è cilindrico. L’architetto volle rappresentare il costato di Cristo con lo sterno ben visibile, il cuore coincide con l’altare maggiore. Il 20 gennaio 1985 la parrocchia ha ricevuto la visita del papa Giovanni Paolo II. L’interno non ha una forma geometrica definita, è a pianta centrale con gli angoli ora concavi, ora convessi. Unico punto di colore è rappresentato dalle vetrate colorate dietro l’altare maggiore. Un’altra vetrata è nella cappella di sinistra. Il soffitto non presenta aperture, la luce penetra dagli spazi tra le travi in cemento armato orizzontali e verticali. Attualmente (gennaio 2011) la chiesa ospita ben 23 presepi frutto del lavoro dei gruppi parrocchiali, ve ne sono fatti con la pasta, i bottoni, i sassi dipinti e colorati, bellissimo il presepe classico sotto l’altare maggiore.

     Sotto alla chiesa si sviluppa un teatro che ha le stesse dimensioni dell’aula ecclesiale.



[1] Saverio Busiri Vici di una famiglia di architetti da tre generazioni, autore delle case Gescal in viale Spartaco.


lunedì 7 giugno 2021

Un nuovo percorso pedonale a Roma

 



Il comune studia un percorso pedonale tra la stazione Termini e i Fori Imperiali. Il percorso si dovrebbe snodare tra le vie D’Azeglio, via Urbana, via Leonina, via Madonna dei Monti, via Tor de Conti e piazza Corrado Ricci. Questa iniziativa non può che vederci favorevoli, quante più strade sono chiuse alle auto private, libere ai pedoni e ciclisti, meglio è per tutta la città.

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la chiesa che vedi sotto.




Nella foto di ieri la chiesa di San Giuseppe Artigiano nel largo omonimo in zona via Tiburtina Portonaccio.

domenica 6 giugno 2021

Bella passeggiata in bici a villa Borghese e villa Ada

 Una passeggiata in bici organizzata da VediROMAinBici questa mattina tra villa Borghese e villa Ada, in tutto 29 Km. Anche il brivido di due gocce di pioggia.


Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la chiesa che vedi sotto.

Nella foto di ieri la chiesa di San Giovanni Battista al Collatino.

sabato 5 giugno 2021

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la chiesa che vedi sotto.

Nella foto di ieri la chiesa Gesù di Nazareth in via Igino Giordani al Collatino.

venerdì 4 giugno 2021

Bello il parco Marymount!

 Con la bici - questa mattina - abbiamo raggiunto un parco poco conosciuto, il parco Marymount, in un'area gestita dalla famosa scuola privata. Si trova solo a un chilometro e mezzo da ponte Milvio.




Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la Chiesa che vedi sotto.

Nella foto di ieri il casale della Cervelletta in via di Casal Bruciato (Portonaccio).

La Cacciarella è composta di due elementi dallo sviluppo longitudinale accentuato rispetto all’alzato. Il primo padiglione è a due piani, il secondo era solo una stalla avendo solo il piano terra. Il complesso è stato in abbandono per decenni, ora ospita ristorante, pizzeria, bar.

     Il Casale La Cacciarella sorge tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento. Il Casale era parte integrante di una vasta tenuta di caccia di cui era proprietaria la famiglia Torlonia, da qui il nome. Dopo l’ultima guerra tutta la zona è interessata da uno sviluppo urbanistico che sconvolge tutto il contesto paesaggistico. La Cacciarella viene abbandonata e si trasforma in un borghetto nel quale trovano alloggio diverse famiglie di senza casa. Alla metà degli anni Settanta inizia un altro periodo di degrado per cui è rifugio di immigrati e barboni. Alcuni comitati di zona avviano un tentativo di recupero del casale e dello spazio verde annesso. Fallito questo tentativo interviene il comune che inizia il restauro, ma anche questo non viene portato a termine. Si costituisce allora la Cooperativa Sociale “La Cacciarella” che completa l’opera di risanamento e avvia nei locali restaurati un’attività di ristorazione. 

giovedì 3 giugno 2021

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova il casale che vedi sotto.


Nella foto di ieri i resti di una BASILICA ANONIMA di tipo costantiniano (di m 67 x 33) emersa nel 1960 nell'area della villa dei Gordiani. Gli scavi hanno permesso di ricostruire solo la pianta, la facciata era rivolta ad est e leggermente ruotata di 5 gradi rispetto all’asse principale. Le tre navate erano separate da pilastri che dovevano sorreggere archi. Le navate non terminavano con un’abside ma proseguivano attorno ad esso formando un deambulatorio. Edifici di tal genere rientrano tutti in età costantiniana. L’esempio più famoso è indubbiamente San Lorenzo fuori le Mura. Un’altra basilica che ha nelle vicinanze un mausoleo è la chiesa di Sant’Agnese sulla Nomentana con il mausoleo di Santa Costanza, oppure il mausoleo di Elena e la chiesa dei Santi Marcellino e Pietro sulla via Casilina.


mercoledì 2 giugno 2021

Bellissima passeggiata fino al parco Allende

 


Oggi VediROMAinBici ha organizzato una bella passeggiata in bici dal centro della città fino a Tor Vergata, tutta su pista ciclabile, in tutto, tra andata e ritorno oltre 30 Km. Eravamo oltre venti persone.

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova il resto archeologico che vedi sotto.


Nella foto di ieri la Sala Ottagona di villa Gordiani.

La SALA OTTAGONA della villa dei Gordiani è conservata solo per metà del suo volume. Si tratta di un edificio a pianta ottagona trasformato nel medioevo in torre di guardia a cui venne attribuito il nome di TOR DE SCHIAVI perchè i proprietari della tenuta agricola che si sviluppava intorno ad esso era la famiglia romana dei Dello Schiavo (in documenti del 1571 è indicato con questo nome). Gli interventi medioevali sono riconoscibili nel pilastro circolare eretto al centro della sala probabilmente per sostenere la volta e per appoggiarvi le scale che salivano ai vari piani della torre. Altri interventi medioevali sono visibili in alcuni ambienti addossati alla sala ottagona. Qui si accamparono le truppe dei Colonna nel 1347 che puntavano su Roma per combattere contro Cola di Rienzo. La costruzione romana è in opera laterizia ha una serie di nicchie rettangolari e semicircolari alternate, sormontate da grandi archi di scarico inseriti nella muratura. Al di sopra si trova un tamburo circolare caratterizzato in origine  da otto occhialoni rotondi che consentivano l’illuminazione dell’ambiente, il tutto era coperto da una cupola alleggerita da grandi olle vuote inserite nella muratura come nel mausoleo di Elena o Torpignattara. L’edificio risale al 284-310 (età della tetrarchia). Gli studiosi non sono concordi nell’attribuzione della funzione che aveva questa sala: un sepolcro, un edificio termale o un ninfeo. La interpretazione più convincente è che si tratti di ingresso monumentale.


martedì 1 giugno 2021

Fantastico! Apre al pubblico Gabii!!!

 




Finalmente! Apre al pubblico l’area archeologica di Gabii sulla via Prenestina, una città più antica di Roma, in essa un opera di Michelangelo Pistoletto “Terzo Paradiso” con cento panchine. Sarà aperto per sette domeniche dal 6 giugno al 10 ottobre con visita guidata e gratuita. Si tratta di un villaggio del XV secolo a.C. con edifici pubblici di epoca repubblicana, terme con pavimenti a mosaico, una Regia del VI secolo a.C. Previsti spettacoli teatrali e attività per bambini. Prenotazioni allo 060608. Una bellissima occasione per tutti gli amanti di Roma! 

Le immagini di Gabii sono tratte da it.wikipedia che si ringrazia.

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova il monumento che vedi sotto.

Nella foto di ieri villa Gordiani, o meglio il Mausoleo Rotondo della villa stessa.

     Il monumento più rilevante del parco è certamente il MAUSOLEO ROTONDO che fu modello per gli architetti del Rinascimento[1], è simile al mausoleo di Romolo sulla via Appia Antica con pianta circolare e tamburo a due piani (vedi disegno di ricostruzione ideale). Ha forma circolare (diametro m 13,20), cupola emisferica con finestre circolari. La parte inferiore, come sempre accessibile dalla parte opposta della strada, è un ambiente quasi sotterraneo con un grande pilastro centrale. All’interno presenta nicchie rettangolari e semicircolari alternate che dovevano ospitare i sarcofagi dei defunti. Il piano superiore era accessibile grazie ad una scala monumentale che si apriva sulla fronte dell’edificio. Tale fronte doveva avere un pronao tetrastilo (cioè con quattro colonne) non più conservato (simile al Pantheon, in piccolo). L’ambiente superiore era utilizzato, come sempre in questi casi, per le cerimonie funebri. Aveva una cupola sorretta da un tamburo ciclindrico con finestre rotonde per l’illuminazione. Secondo una ipotesi fatta dagli studiosi su labili resti di fregi, la volta era decorata al centro con un medaglione ornato dalla scena di Giove in trono con il fulmine l’aquila. Il resto della decorazione presenta riquadri con soggetti marini e figure stilizzate. Il muro esterno mostra ancora resti di cornici e fasce decorative realizzate in mattoni ed una doppia serie di mensole di marmo.

     La scoperta di bolli laterizi degli inizi del IV secolo collocano il monumento in epoca costantiniana, quindi non esisteva nella villa dei Gordiani. Non sappiamo a chi era dedicato.



[1] Mausoleo Rotondo e architetti. Il Palladio si ispirò a questo tipo di mausoleo per progettare le ville venete.