sai come si chiama e dove si trova la statua che vedi sotto.
Nella foto di ieri il busto di Marte che si trova nel salone del Camino in palazzo Altemps.
sai come si chiama e dove si trova la statua che vedi sotto.
Nella foto di ieri il busto di Marte che si trova nel salone del Camino in palazzo Altemps.
Sono partiti i lavori di una nuova pista ciclabile che collegherà la Città Universitaria con la stazione Termini. Si tratta di una struttura importante non solo per la sicurezza dei ciclisti ma soprattutto perché, questa, insieme ad altre ciclabili, possono invogliare a lasciare l'auto a casa e prendere la bici che è un mezzo di trasporto pulito, che non inquina. Giunti a Termini in bici si possono prendere sia la metro A che la metro B oppure B1. Inoltre tale nuova pista ciclabile incrocia la ciclabile della Nomentana che arriva fino a Monte Sacro oppure, sull'altro lato raggiunge la pista ciclabile della Tiburtina che arriva alla stazione Tiburtina e alla Autostazione Tibus dei bus regionali.
Viva la mobilità dolce, viva la bici!
sai come si chiama e dove si trova la scultura che vedi sotto.
Nella foto di ieri il sarcofago monumentale con scene di battaglia detto Grande Ludovisi che si trova a palazzo Altemps. Ha i rilievi della fronte disposti su tre registri, nella parte alta raffigurano i vincitori , al centro i combattenti, in basso i barbari vinti. Tra i vincitori si è voluto riconoscere nel cavaliere segnato sulla fronte da una croce sigillo il ritratto di Ostiliano o Erennio Etrusco, figlio dell'imperatore Decio[1], morto nel 252 d.C. in combattimento contro i Goti sul campo di Abritto (Bulgaria).
Al momento del rinvenimento, nel 1621, questa grande cassa monolitica di produzione urbana era ben conservata al punto da mostrare ancora l'originale policromia. Le tracce di coloritura in rosso e azzurro e i resti delle ricche dorature sono stati eliminati da una radicale pulitura settecentesca, un restauro inteso, come usava allora, più ad adeguare l'opera all'idea estetica preconcetta che ci si era fatti dell'antichità e dei suoi capolavori, che a preservarne ogni singolo aspetto quale testimonianza portatrice di informazioni sul passato. Al centro in alto il ritratto del defunto, intorno a lui ancora infuria la battaglia, ma il suo gesto aperto è già quello del condottiero che riceve il trionfo. In alto a destra un suonatore di tromba. Il sovrapporsi e l'accavallarsi di figure, contro ogni resa naturalistica dello spazio, vuole rendere l'idea della furia che muove gli eserciti e il clamore della battaglia.
[1] Decio (200 circa - 251) imperatore romano dal 249 alla morte, nel
249 ordinò una sistematica persecuzione dei cristiani. Morì nella battaglia di
Abrittus (in Bulgaria) combattendo contro i Goti, primo imperatore romano a
morire per questa causa. Da: Enciclopedia
Treccani.
Una triste notizia. Ciclista investito e ucciso da un camion in via
Casilina angolo via dei Gordiani. Si chiama Iacob Egidiu, di 58 anni, è il
quinto ciclista morto in bici da inizio anno. Sempre da inizio 2023 ci sono stati 173 morti sulle
strade di cui 36 pedoni. Si indaga sulle cause. L’autista del camion è stato
sottoposto agli esami dell’alcol test risultati negativi.
Questo ulteriore fatto luttuoso ci fa riflettere sulla pericolosità delle strade romane. Serve un lavoro di lunga lena per migliorare il trasporto pubblico, invogliare sempre più i romani a lasciare l'auto a casa e prendere bus/tram o metro. Bisogna anche incentivare la mobilità alternativa, una di queste è quella sulle due ruote. E' necessario dotare la città di una fitta rete di piste ciclabili in modo tale da rendere sicura e appetibile la bici. Ma servono anche misure che limitino l'uso delle autovetture private, anche se tali provvedimenti possono apparire impopolari. In questo senso sono utili le domeniche ecologiche, le zone trenta, le isole pedonali, le corsie preferenziali. Il processo è lungo ma inevitabile!
Nella foto in alto villa De Sanctis, perché l'incidente mortale è avvenuto all'altezza di questa villa.
sai come si chiama e dove si trova il sarcofago che vedi sotto.
Nella foto di ieri il camino che si trova nella sala omonima di palazzo Altemps.
Entro 15 giorni fine dei lavori nel Giardino
del Lago di villa Borghese. I lavori non hanno riguardato solo i viali ma
l’impianto di smaltimento delle acque piovane, la riproduzione di scultore non
più presenti nel sito da inizio Novecento e la messa in sicurezza delle
alberature. Le interruzioni dei lavori che si sono avute negli anni erano dovute a scoperte archeologiche (parti
di una villa romana con cisterne). Il cantiere dei lavori era stato aggiudicato nel settembre 2020, i lavori erano partiti nel marzo 2021. Ma possibile che ci vuole così tanto per fare dei lavori a Roma?
sai dove si trova il camino che vedi sotto.
Nella foto di ieri il gruppo del Galata suicida con la moglie (palazzo Altemps) venne ritrovato, insieme al Galata morente, durante i lavori per la costruzione della villa Ludovisi nell'area degli Horti di Cesare prima e di Sallustio poi. Rappresenta un guerriero che si suicida subito dopo aver ucciso la propria donna, per evitare la cattura da parte dei nemici. L'uomo si affonda la spada nel petto, mentre con la sinistra ancora sostiene la compagna, accasciata ai suoi piedi. Le capigliature a ciocche ispide e i baffi degli uomini distinguono le genti di origine celtica, i barbari, da quelle di cultura ellenica, ma non c'è alcun intento di umiliare i vinti che mantengono una piena dignità anche nella disperazione. Il dolore e la paura, infatti, non fanno del Galata un vigliacco, nè trattengono il guerriero ferito dal tentare coraggiosamente di rialzarsi. L'opera apparteneva ad un unico gruppo in bronzo fatto eseguire da Attalo I re di Pergamo, a ornamento del santuario di Athena Nikephoros a memoria del suo trionfo sui Galati. La copia romana in marmo venne invece commissionata da Cesare per celebrare la sua vittoria sui Galli.
sai come si chiama e dove si trova la statua che vedi sotto.
Nella foto di ieri la Menade[1] della collezione Veneziani, che si trova al primo piano di palazzo Altemps. La prima ad essere ceduta allo Stato in base alla legge n. 512 del 1982 che permette di pagare le tasse di successione cedendo le opere d'arte. La statua di Menade, con pelle ferina e cerbiatto, fu rinvenuta sulla via Prenestina all'altezza di Tor Tre Teste, nel 1777.
[1] Menadi dette anche Baccanti, Tiadi o Mimallonidi, nella mitologia greca sono donne che seguivano il corteo di Dioniso con danze forsennate al suono di flauti e tamburelli. Accompagnavano Dioniso, il dio della forza vitale, nei suoi viaggi. Una delle opere più importanti di Scopas è la Menade Danzante, oggi all'Albertium Museum di Dresda, alta cm 45. Anche nel mito di Orfeo e Euridice figurano le Menadi.
sai come si chiama e dove si trova la base scolpita che vedi sotto.
Nella foto di ieri statua colossale di Hera.
Testa colossale di Hera o Giunone Ludovisi, una delle sculture
antiche più note e più ammirate di tutti i tempi. Goethe[1],
in visita a Roma, ne parlò come il suo primo amore a Roma e ne volle una copia
per il suo salotto. "Con mio grande
giubilo ieri ho collocato nel salotto una copia della testa colossale di Giunone,
il cui originale è esposto nella villa Ludovisi. E' stato il mio primo amore a
Roma, ed ora lo posseggo. Non vi sono parole che rendere l'idea, è un canto
d'Omero" Goethe, Viaggio in Italia. Nella scultura si è da ultimo riconosciuto il
ritratto idealizzato di Antonia Augusta, madre dell'imperatore Claudio[2],
divinizzata dal figlio dopo la morte e celebrata da tutti come esempio
insuperato di virtù coniugale e di dedizione materna.
[1] Johann Wolfgang Goethe (Francoforte sul Meno 1749 - Weimar 1832)
poeta, scrittore tedesco figura chiave di transizine dall'Illuminismo al
Romanticismo. Considerato da Eliot "ultimo uomo universale a camminare
sulla Terra". La sua opera più importante è il Faust (1808) ma pubblicata
integralmente solo dopo la sua morte.
[2] Claudio (Lugdunum - Lione 10 a.C. - Roma 54 d.C.) quarto imperatore
di Roma, della dinastia Giulio - Claudia, ricoprì questa carica dal 41 alla
morte, il primo a nascere fuori d'Italia. La tradizione lo dipinge dominato
dalle mogli: prima Messalina, poi Agrippina. Fece costruire l'acquedotto che
porta il suo nome e il nuovo porto di Ostia. Completò la conquista della
Britannia nel 44. Morì avvelenato forse da Agrippina di cui aveva adottato il
figlio Nerone.
Per oggi VediROMAinBici ha organizzato una bellissima e lunga pedalata sulla ciclabile Tuscolana fino a Nuova Tor Vergata. Abbiamo sfidato il meteo, prevedeva pioggia, ma siamo stati fortunati, il cielo è rimasto coperto ma senza pioggia. Eravamo in 15 persone, un buon numero visto il tempo sfavorevole. Abbiamo raggiunto piazza di Cinecittà e proseguito - sempre sulla ciclabile - per Cinecittà Est, superato il GRA, la Romanina fino a giungere a Nuova Tor Vergata. Abbiamo sostato nel parco Salvator Allende e fatto una pausa caffè. In due ore e mezza abbiamo fatto quasi 33 Km. Sempre tanta simpatia e allegria nel nostro gruppo. Viva la bici!
sai come si chiama e dove si trova la statua che vedi sotto.
Nelle foto di ieri il Trono Ludovisi che si trova al palazzo Altemps.
Trono Ludovisi. Il rilievo
principale rappresenta la nascita di Afrodite dalla spuma del mare fecondata
dai genitali di Urano tagliati da Kronos e accolta sulla terra da due figure
femminili di Horai. I rilievi dei lati presentano una figura femminile
ammantata, la prima, che sparge incenso su di un bruciaprofurmi e una figura
femminile nuda, la seconda, che suona il flauto. Caratteristiche stilistiche e
iconografiche, insieme ad alcuni dati di scavo, hanno consentito di riconoscere
nell'opera un originale magnogreco della metà del V sec. a.C. pertinente agli
arredi sacri del santuario di Afrodite a Locri Epizefiri, sulla costa ionica
della Calabria. La presenza del Trono Ludovisi a Roma è stata collegata al tempio
repubblicano di Venere Ericina a Porta Collina[1]
(porta delle mura Serviane presso via XX Settembre - via Goito),
successivamente forse inglobato negli Horti di Cesare, che di Venere si era
proclamato discendente. Aperte restano le ipotesi circa il suo collegamento con
il gemello trono di Boston, così come le discrussioni relative all'autenticità
di quest'ultimo.
[1] Porta Collina Porta delle Mura Serviane i cui resti erano visibili
fino al 1872 quando furono distrutti per la costruzione del Ministero delle
Finanze. La porta era situata all'incrocio delle attuali via XX Settembre e via
Goito, da essa uscivano le vie Salaria e Nomentana.
Che stupore eterno è la nostra città: Roma. Anche una passeggiata in un quartiere semi-periferico può sorprendere, nascondere luoghi che parlano al nostro cuore, archeologia industriale, memorie dell'ultima guerra, una villa storica con tanti alberi rari, palazzi di edilizia popolare con una loro dignità, un cinema progettato da un grande architetto di fama mondiale, un casolare di campagna tornato recentemente a nuova vita, un fontanile e ancora tanto altro, questo è stata la passeggiata che ho fatto questa mattina sulla via Appia Nuova dall'Alberone ai Cessati Spiriti. Roma, non basta una vita!
sai come si chiama e dove si trova il rilievo marmoreo che vedi sotto.
Nelle foto di ieri le ceramiche medioevali e rinascimentali in mostra al palazzo Altemps sede del Museo Nazionale Romano.
sai dove si trovano questi oggetti in ceramica.
Nelle foto di ieri il cortile di palazzo Altemps.
Il cortile fu iniziato da Sangallo il Vecchio[1]
(1513-1517), proseguito da Baldassarre Peruzzi[2] e
ultimato da Martino Longhi[3]
(1585-1589). Nei tre ordini sono scolpiti diversi stemmi, in rappresentanza
della committenza: lo stambecco, e il ponte colpito dal fulmine, emblemi della
famiglia, gli stemmi del cardinale Marco Sittico Altemps e di suo figlio
Roberto, gli stemmi della famiglia Orsini. Le quattro sculture che ornano il
cortile sono della collezione Altemps. Le lesene a piano terra hanno i
capitelli dorici, al primo piano sono ionici.
Nel cortile si trova una fontana ornata da mosaico, pasta vitrea,
conchiglie e ghiaie colorate: con i suoi colori risalta nel candore dei
travertini e degli stucchi. La fontana sembra quasi sorvegliata da due erme,
stemma cardinalizio centrale, ai lati dell'arco: stemma del ponte colpito dal
fulmine.
[1] Antonio da Sangallo il Vecchio (Firenze 1455 - 1534) architetto
specializzato nelle fortificazioni, suoi i progetti per la fortezza di Livorno,
della chiesa di San Biagio a Montepulciano, della fortezza di Nettuno e i
bastioni bassi di Castel Sant'Angelo (per conto del papa Alessandro VI Borgia)
con un torrione sul ponte poi demolito da Urbano VIII. Il nipote detto "il
Giovane" fu autore della rettifica delle mura Aureliane tra porta
Ardeatina e porta San Paolo, lavorò anche a palazzo Farnese. Giuliano da
Sangallo, fratello del "Vecchio" fu capomastro della fabbrica di San
Pietro con Raffaello.
[2] Baldassarre Peruzzi (Siena 1481 - Roma 1536)architetto, pittore,
scenografo, ingegnere militare, storico dell'architettura. Le sue opere
architettoniche più importanti sono la villa Farnesina a Trastevere, il palazzo
Massimo alle Colonne, la chiesa di Sant'Eligio degli orefici presso via Giulia
dove subentrò a Raffello. Tra gli affreschi, sono notevoli quelli nella chiesa
di Santa Maria della Pace, del castello di Giulio II a Ostia, della chiesa di
San Pietro in Montorio e a palazzo Madama.
[3] Martino Longhi il Vecchio (Viggiù, Varese 1534 - 1591) capostipite
di una dinastia di architetti italiani, a lui seguirono il figlio Onorio e il
nipote Martino il Giovane. Lavorò in Germania per conto della famiglia degli
Altemps imparentata con i Borromeo. A Roma ha realizzato: il cortile interno di
palazzo Borghese con le colonne binate; la chiesa di Santa Maria della
Consolazione (sotto il Campidoglio); la chiesa di San Girolamo degli Schiavoni
(Ara Pacis); la torre del palazzo Senatorio al Campidoglio.
Nell'ambito del museo dell'Audiovisivo apre la pubblico lo studio che fu di Ettore Scola all'interno di Cinecittà. Impossibile dimenticare il grande regista, sceneggiatore che ha diretto film indimenticabile come "C'eravamo tanto amati" (1974), Brutti sporchi e cattivi (1976), Una giornata particolare (1977), La terrazza (1980), La famiglia (1987) e altri.