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domenica 17 febbraio 2013

Giornata fredda, ma in 35 alla scoperta dei teatri di Roma.

   E' stata una giornata molto fredda, nonostante questo oggi eravamo 35 alla partenza dal Colosseo per fare un bel giro in bici nel cuore della città alla scoperta dei teatri di Roma, della loro storia, che è anche storia del costume, della musica, dell'architettura, della lotta di emancipazione della donna.
Eccoci alla partenza!
Oggi siamo stati molto lieti di rivedere Valentina e Lorenzo
che mancavano da alcuni mesi ai nostri appuntamenti per vari motivi:
di studio e di salute! E' tornata fra noi anche Patrizia che per
motivi di salute ha dovuto lasciare la bici al chiodo!!!

Prima tappa il teatro Argentina.
Fondato nel 1732, progettato dall'architetto Girolamo Theodoli,
era in legno, tranne le pareti esterne e le scale,
Theodoli è lo stesso
autore di una delle chiese gemelle di piazza del Popolo.
Il teatro venne ricostruito in muratura da Pietro Camporese
il Giovane (ha lavorato alla ricostruzione della basilica di San Paolo)
nel 1830, verso la fine dell'Ottocento ancora un'altra ricostruzione 
ad opera dell'ingegner Gioacchino Ersoch (lo stesso della
colonna dell'Immacolata Concezione in piazza di Spagna e del
mattatoio di Testaccio).
Qui si tenne la prima del Barbiere di Siviglia di Gioacchino Rossini.
Ospita il Centro Studi con una biblioteca di oltre 5.000 volumi
e 570 copioni.

Seconda tappa il teatro Valle,
il più antico teatro romano ancora in attività.
Fondato nel 1727 su progetto dell'arch. Tommaso Morelli,
era completamente in legno. Ai primi dell'Ottocento
è stato ricostruito in muratura su progetto di
Giuseppe Valadier. Dal 2011 è occupato dalle
maestranze perché in seguito allo scioglimento dell'ETI,
Ente Teatrale Italiano,
rischiava di chiudere.

Terza tappa il teatro Tor di Nona,
poi chiamato Apollo, demolito a causa della costruzione
degli argini del Tevere subito dopo l'Unità d'Italia.
Lo ricorda un piccolo monumento sulla spalliera del
lungotevere con sarcofago romano. Qui, nel 1798,
per la prima volta si esibirono tre donne:
Susanna Banchieri, Maria Concetta Matrilli e Anna Priori.
Prima di loro le parti femminili erano affidati a castrati.
Quarta tappa il teatro Quirino Vittorio Gassman.
Costruito in legno nel 1871 in un solo giorno,
nel 1882 fu demolito per ingrandire la strada
e ricostruito in muratura su progetto di Giulio De Angelis,
Lo stesso che progettato il palazzo della Rinascente 
al Corso (oggi Zara).
 Nel 1914 la facciata
venne ricostruita su progetto di Marcello Piacentini.

La sosta al teatro Quirino è stata anche occasione
per un caffè e per "il bagno".

Ammazza quanti eravamo!!!
Ed era freddo!
Altra tappa al teatro Sistina,
il più importante teatro privato italiano dedicato al
musicol, il suo nome è legato a "Aggiungi un posto a tavola",
"Alleluja brava gente", "Rugantino". Dal 1960 al 2006
i direttori artistici sono stati Garinei e Giovanni.
Il teatro è stato costruito su progetto di Marcello Piacentini
nel 1949. La foto non è di oggi perché c'erano le impalcature.
Ancora una tappa al teatro Eliseo in via Nazionale.
Inizialmente era un teatro all'aperto,
aveva il solo palco in legno,
in pratica era una terrazza del palazzo Rospigliosi
che affaccia su piazza del Quirinale.
Il primo in cemento armato, costruito nel 1900,
si è dotato di un ridotto nel 1912,
ricostruito nel 1938 da Luigi Piccinato
famoso teorico dell'architettura.

Teatro Brancaccio.
Nato nel 1916 come teatro Morgana nel giardino
del palazzo Brancaccio progettato da Luca Carimini nel 1886,
ultimo palazzo delle grandi famiglie nobiliari romane. Dal  2001 al 2007
Gigi Proietti è stato il direttore artistico, a lui è
succeduto Maurizio Costanzo. Oggi il direttore artistico
è anche proprietario del teatro: Alessandro Longobardi.

Ultima tappa il teatro Jovinelli del 1909,
destinato al teatro comico, voluto dall'impresario Jovinelli.
Vi hanno recitato Ettore Petrolini, Totò e altri grandi attori
comici italiani. Per la concorrenza del cinema iniziò il declino,
si trasformò in avanspettacolo, sede di incontri di pugilato,
spettacoli si spogliarello. Negli anni Settanta fu cinema a luci rosse.
Nel 1982 un incendio distrusse il teatro che rimase chiuso
fino al 2001 quando la direzione artistica fu affidata
a Serena Dandini. Questa è stata una delle poche volte
che siamo riusciti a concludere l'itinerario, ed anche ad un'ora
non tarda, erano le ore 12,15, eravamo rimasti una ventina.
E' stata una bellissima passeggiata in bici con il freddo a farci compagnia.



 

domenica 2 dicembre 2012

Pioggia e sole: in 15 al parco di Tor Fiscale!

   Nonostante la pioggia ci siamo ritrovati in 15 al consueto appuntamento di Vediromainbici della domenica mattina. Non abbiamo fatto l'itinerario predisposto: le opere architettoniche di Armando Brasini ma una bella passeggiata in bici fino al parco di Tor Fiscale. Con in dosso i nostri impermeabili abbiamo proceduto in allegia e sotto la pioggia fino a Santa Croce. Da lì la pioggia è cessata e pian piano il cielo si è aperto, dopo un po' è apparso il sole. Abbiamo proseguito per via Tuscolana, porta Furba, quindi abbiamo raggiunto il parco di Tor Fiscale dove si trova un vecchio casale ristrutturato ed adibito a ristorante. Potrebbe essere uno dei luoghi dove trascorrere l'incontro di fine anno. Non si sa! Vedremo.
   Al casale abbiamo preso un bel cappuccino caldo, quindi abbiamo proseguito facendo un giro per il parco, giunti all'Arco di Travertino ci siamo salutati.
   Anche oggi ci siamo divertiti, il maltempo non ci ha rovinato la domenica.

Una prima bella sorpresa per i pochi presenti
questa mattina al Colosseo.
E' stato collocato davanti al Colosseo l'albero di Natale,
non è ancora addobbato ma è bello lo stesso,
fa tanto "Natale"!

Ecco la pattuglia di coraggiosi al 
consueto appuntamento delle ore 9,30 al Colosseo.
Qualcun altro si aggiungerà.

Eccoci al casale di Tor Fiscale
per la foto ricordo!

Siamo sempre noi
nello stesso luogo,
ma sullo sfondo l'acquedotto Felice.

Ecco l'interno del casale recentemente ristrutturato.

In questa foto il nostro presidente Giancarlo
non sta cercando di "rimorchiare" la gentile e graziosa
signora che gestisce il casale, 
(tranquilla Sara!!!) sta trattando
sul prezzo per un eventuale cena di fine anno.
Ma è ancora tutto da decidere, data e luogo.

sabato 1 dicembre 2012

Grande successo della "Musica nei musei"!!!

   In bici, con la mantella a portata di mano fissata al portapacchi, anche io mi sono tuffato in questa bellissima iniziativa voluta dal Comune di Roma: Musei in Musica. Quasi tutti i musei e gli altri luoghi di cultura della città hanno aderito all'iniziativa.

Andando verso il Vittoriano 
non potevo non fare una sosta sul Campidoglio,
dove aleggia il genio del grande Michelangelo,
quindi un affaccio sul Foro Romano con il Colosseo sullo sfondo.

   Il tempo è brutto, l'asfalto è bagnato ma non piove e non fa freddo, scendo veloce con la bici per via di Porta Latina, proseguo per le Terme di Caracalla, il Circo Massimo, la salita del Campidoglio, ed eccomi a piazza Venezia, sono arrivato, lego la bici al Vittoriano ed ecco una bella sorpresa, tanta gente, di tutte le età in fila al Complesso del Vittoriano per vedere la mostra antologica dedicata a Renato Guttuso nel centenario della sua nascita. Faccio mezz'ora/quaranta minuti di fila, ogni tanto due gocce di pioggia e finalmente entro.
   Che belli questi quadri, li conosco quasi tutti. Davanti ai "Funerali di Togliatti" faccio involontariamente da guida, descrivo il quadro, riconosco le persone rappresentate e subito diverse persone mi si affiancano e mi chiedono spiegazioni.

Ecco la gente in fila per visitare la mostra di Guttuso,
ombrelli aperti perché a tratti piove.

   Esco alle 23, c'è ancora tempo per vivere la notte e la nostra meravigliosa città. Si va al MAXXI per la mostra di architettura dedicata a Le Corbusier e al pittore William Kentridge. Per arrivare al Maxxi percorro tutto il Corso, a tratti la pioggia, serve l'impermeabile ma si va avanti, piazza del Popolo, via Flaminia, ancora qualche goccia di pioggia, ma tutto bene.

Eccoci al MAXXI,
non ho ascoltato concerti, ma la notte è stata
magica ugualmente!

   Finalmente arrivo al Maxxi, anche qui tanta gente in fila e poi la mostra, soprattutto quella di Le Corbusier è il meritato premio per aver sfidato la pioggia. Un altro premio è poter entrare gratis negli ambienti stupendi progettati da Zaha Hadid.
   Si torna indietro. E' stata una bellissima serata! Un vero successo, da replicare!

sabato 27 ottobre 2012

Accadde a Roma domani... 28 ottobre 312.


   E' il giorno della memorabile battaglia di Ponte Milvio nella
quale le truppe dell'imperatore Costantino sconfissero quelle
del rivale Massenzio. In seguito a tale battaglia ai cristiani
venne concessa la libertà di praticare il proprio culto con
l'Editto di Milano (313). In seguito venne creata la leggenda
che a Costantino apparve in cielo una croce con la scritta
"In hoc signo vinces". Per la verità storica la battaglia
iniziò in località Saxa Rubra ma si concluse a ponte Milvio
dove venne tagliata la possibilità di ritirata alla truppe
di Massenzio che morì nel Tevere.
Ponte Milvio visto da piazzale Consalvi.

L'arco di Costantino.

   1922 Alle formazioni paramilitari fasciste viene permesso di
entrare a Roma. E' la conclusione della cosiddetta Marcia su
Roma. Benito Mussolini viene chiamato a formare il nuovo
governo. Con la complicità della monarchia e di parte del
ceto politico inizia così il triste periodo della dittatura
fascista.
Porta del Popolo,
attraverso questa porta entrarono le milizie fasciste
durante le marcia su Roma.

   1932 Benito Mussolini in parata, seguito da reparti militari
di mutilati di guerra, inaugura la via dei Monti che poi
prenderà il nome di via dell'Impero e oggi di via dei Fori
Imperiali. Un intero quartiere medioevale di Roma viene
distrutto per l'apertura della strada, la popolazione
deportata all'estrema periferia in case costruite in
massima economia che presto cederanno sotto la forza degli
agenti atmosferici.
   Contemporaneamente viene inaugurata piazza Mazzini
con al centro dei giardini con fontana. Il progetto è dell'arch.
Raffaele De Vico.
Via dei Fori Imperiali.

I giardini al centro di piazza Mazzini,
tutte le foto di questo post sono di Piero Tucci.

   1940 L'Italia invade la Grecia. Gli insuccessi italiani
dovuti alla coriacea resistenza greca metteranno in seria
difficoltà il regime fascista e svaluteranno l'Italia agli
occhi dell'alleato tedesco.
   1958 Alle ore 17,12 si alza dalla Cappella Sistina una
fumata bianca che annuncia l'elezione al soglio di Pietro
di Angelo Roncalli, assumerà il nome di Giovanni XXIII.
Passerà alla storia come il "Papa Buono".
   1965 Il papa Paolo VI promulga l'enciclica "Nostra Aetate".

mercoledì 1 febbraio 2012

Itinerario n.4: da Montesacro fino all'Auditorium e Ponte Milvio (nelle vicinanze del punto di arrivo anche Quartiere Tor di Quinto, Foro Italico e Stadio Olimpico).

Un itinerario che partendo dal quadrante nord-orientale della città, attraversa o lambisce, successivamente, i quartieri Trieste, Parioli, Pinciano, fino ad entrare e concludersi,  a Piazzale di Ponte Milvio, nel Quartiere di Tor di Quinto.
La lunghezza totale del percorso è di circa 8 km.
Il punto di partenza più naturale possiamo considerarlo Piazza Sempione; siamo nel quartiere di Montesacro. Poco distante da Piazza Sempione (in Via Valsolda) ha inizio infatti il primo tratto di ciclabile che utilizzeremo per il nostro Itinerario. Nostro obiettivo è quello di raggiungere, non con il percorso più rapido, ma con il percorso più sicuro, Piazza Risorgimento, da cui sarà facile accedere, per vie ordinarie, a Piazza San Pietro, al limitrofo Borgo Pio, nonché all’area dello shopping incentrata su Via Cola di Rienzo.
 A pochi metri da Piazza Sempione (In Via Valsolda, incrocio con Via Nomentana) ha infatti inizio una ciclabile sicuramente idonea per i nostri scopi; la si percorrerà tutta, per circa 3 km; si passerà di fianco alla Stazione Nomentana (elemento che rende questo itinerario attraente anche per tutti coloro che possono transitare per tale  Stazione, venendo magari da fuori Roma), costeggiando il fiume Aniene in più punti. Si arriverà fino alla fine di questo prima tratto di ciclabile, là dove si interrompe aprendosi ad un’area di sosta: siamo all’incrocio con Via Salaria, proprio in corrispondenza del ponte con cui la Salaria supera il fiume Aniene (Ponte Salario); abbiamo sulla destra il fiume, dal lato opposto il complesso residenziale Prato della Signora.
Usciamo dalla ciclabile, risalendo sul ponte. Avremo a disposizione (alla nostra sinistra) un piccolo raccordo ciclabile che girando dietro agli impianti  sportivi del Complesso Residenziale del Prato della Signora, ci porterà in modo abbastanza naturale ed intuitivo al semaforo in cui Via Somalia incrocia Via Salaria.
A piedi, utilizzando l’apposito semaforo, attraverseremo Via Salaria, portandoci sul marciapiede opposto. Qui andrete sulla vostra destra seguendo la ciclabile “della Moschea”.  Una ciclabile classica, anche in discreto stato di manutenzione; vi troverete a camminare per un tratto (sempre in area dedicata) a ridosso della strada di scorrimento veloce che porta verso il Foro Italico e verso l’Olimpico (detta per l’appunto “Olimpica”). In corrispondenza poi di uno slargo (di fronte ad un deposito di materiali edili e di un vivaio) la ciclabile continua sulla vostra sinistra. Lascerete alle spalle l’Olimpica, risalirete verso la Moschea, le passerete di fronte (anche se sul marciapiede opposto) e proseguirete seguendo la ciclabile che piega a destra e poi continua per altri 500 metri fino ad interrompersi in Viale Parioli, in corrispondenza del civico 204 (Gruppo Secondo della Polizia di Roma Capitale).
A questo punto la ciclabile si interrompe; prendete, a destra, Viale Parioli, attraversate il Piazzale del Parco della Rimembranza e arrivate all’inizio di Viale Pilsudsky. Sul marciapiede destro di Viale Pilsudsky trovate un piccolo tratto di ciclabile,fino all’incrocio con Via G. Gaudini (200m). Percorrete Via Gaudini per circa 100 metri; alla rotonda, avrete sulla vostra sinistra l’Auditorium. Entrate, con un minimo di attenzione in più, dentro l’area pedonale dell’Auditorium. Attraversate tutto il piazzale dove si affacciano le 3 sale progettate da Enzo Piano; sulla destra del piazzale, in corrispondenza di un chiosco, riprende la ciclabile.
Seguite il percorso fino a che incrocerete Viale Tiziano; qui la ciclabile piega a destra, seguendo il Viale. Percorretela fino ad arrivare a Piazzale Cardinal Consalvi (circa 400m).
Di fronte, su due piedistalli, le due statue che dominano l’entrata orientale di Ponte Milvio, meta finale del nostro itinerario. Attraversatelo;  dall’altra parte del ponte siete nel Quartiere di Tor di Quinto.
Scendendo sulla sinistra la ciclabile che, iniziando proprio da Ponte Milvio, segue il corso del Tevere, raggiungerete facilmente il Foro Italico e lo Stadio Olimpico.

martedì 24 gennaio 2012

Itinerario n.3: da Montesacro fino a Piazza Risorgimento (nelle vicinanze del punto di arrivo anche San Pietro, Borgo Pio e via Cola di Rienzo).

Un itinerario che partendo dal quadrante nord-orientale della città, attraversa o lambisce, successivamente, i quartieri Trieste, Parioli, Pinciano fino ad entrare e concludersi  in Prati. Lo stesso itinerario può essere utilizzato anche per raggiungere altre aree di Roma, quali San Pietro, Borgo Pio e Via Cola di Rienzo.
La lunghezza totale del percorso è di circa 9 km.
Il punto di partenza più naturale possiamo considerarlo Piazza Sempione; siamo nel quartiere di Montesacro. Poco distante da Piazza Sempione (in Via Valsolda) ha inizio infatti il primo tratto di ciclabile che utilizzeremo per il nostro Itinerario. Nostro obiettivo è quello di raggiungere, non con il percorso più rapido, ma con il percorso più sicuro, Piazza Risorgimento, da cui sarà facile accedere, per vie ordinarie, a Piazza San Pietro, al limitrofo Borgo Pio, nonché all’area dello shopping incentrata su Via Cola di Rienzo.
 A pochi metri da Piazza Sempione (In Via Valsolda, incrocio con Via Nomentana) ha infatti inizio una ciclabile sicuramente idonea per i nostri scopi; la si percorrerà tutta, per circa 3 km; si passerà di fianco alla Stazione Nomentana (elemento che rende questo itinerario attraente anche per tutti coloro che possono transitare per tale  Stazione, venendo magari da fuori Roma), costeggiando il fiume Aniene in più punti. Si arriverà fino alla fine di questo prima tratto di ciclabile, là dove si interrompe aprendosi ad un’area di sosta: siamo all’incrocio con Via Salaria, proprio in corrispondenza del ponte con cui la Salaria supera il fiume Aniene (Ponte Salario); abbiamo sulla destra il fiume, dal lato opposto il complesso residenziale Prato della Signora.
Usciamo dalla ciclabile, risalendo sul ponte. Avremo a disposizione (alla nostra sinistra) un piccolo raccordo ciclabile che girando dietro agli impianti  sportivi del Complesso Residenziale del Prato della Signora, ci porterà in modo abbastanza naturale ed intuitivo al semaforo in cui Via Somalia incrocia Via Salaria.
A piedi, utilizzando l’apposito semaforo, attraverseremo Via Salaria, portandoci sul marciapiede opposto. Raggiunto il marciapiede opposto e percorsi sulla destra pochi metri, dovremo prendere una decisione; abbiamo infatti a disposizione due percorsi per raggiungere un’area che riprenderemo poi sul nostro cammino: il quartiere Parioli.
Infatti a pochi metri dal semaforo con il quale abbiamo attraversato la Salaria, dovremo scegliere se seguire una piccola strada in discesa che si trasforma subito in una breve scalinata oppure proseguire diritto, sulla ciclabile pianeggiante (punto 1).
Seguiamo inizialmente la piccola strada/scalinata che ci consentirà, (biciclette alla mano), di scendere in Via di Ponte Salario e da qui, passando davanti all’ingresso del Circolo Tennis Parioli, di raggiungere, in 100 metri, l’ingresso di Villa Ada, quello in corrispondenza del  laghetto della Villa.
Entriamo dentro Villa Ada (piccolo parco giochi per bambini sulla vostra destra). Prima di tutto qualche considerazione sul contesto ambientale in cui ci muoveremo. Le strade sono tutte su sterrato, la pendenza da superare è lieve (tranne un piccolissimo tratto, leggermente più impegnativo), il percorso è quasi tutto all’interno di un bosco molto bello e a tratti profondo. Ideale quando fa caldo, meno praticabile quando è piovuto in modo consistente, poiché in almeno due tratti si può trovare ristagno di acqua piovana che può rendere poco pratico il passaggio. Altro elemento da considerare è l’orario in cui ci troveremo a percorrerlo. Non è illuminato, quindi lo sconsigliamo a partire dal calare della luce; mentre è normalmente frequentato di giorno da tanti ciclisti o jogger, si spopola o quasi al calar delle tenebre. Il percorso all’interno di Villa Ada è sicuramente da preferire nella bella stagione; in certe giornate di primavera o in estate, il passaggio dentro Villa Ada può regalare emozioni particolari.
Accediamo a Villa Ada da quello che è considerato da tutti l’ingresso del “laghetto”. Si segua lo sterrato subito a destra; si costeggerà cosi il laghetto (alla propria sinistra) per circa 200m e poi ci si addentrerà nel bosco, continuando a seguire lo sterrato. Da questo momento in poi dovremo seguire il percorso all’interno del bosco che sarà più o meno incombente sul nostro sentiero. Ci presenterà un paio di possibili alternative. Quando sarete in presenza di queste alternative, mantenetevi sempre sulla vostra “destra”. Dovrete percorrere, all’interno del parco, circa 800 metri fino che, in corrispondenza di uno slargo, dovrete abbandonare la vostra risalita girando tutto a destra, in corrispondenza di un piccolo ponticello di legno che vi consentirà di uscire fuori da Villa Ada (fare attenzione; nessun segnale presente in loco, se non la prospettiva, evidente, di uscita dal bosco).
Risalito il ponticello vi troverete all’interno di una bella area a verde, aperta e non boscosa (il Parco Rabin); siamo proprio a ridosso di Via Panama. Cento metri di sentieri con ghiaia vi consentiranno di approdare al marciapiede di Via Panama in corrispondenza di un bar/chiosco, naturale punto di ristoro, anche per la presenza, nelle sue immediate vicinanze, di una bella fontanella di acqua naturale. Raggiunto il marciapiede di Via Panama, dovrete percorrerlo girando a destra, nella direzione verso Piazza Ungheria. In corrispondenza della richiamata fontanella inizia infatti una ciclabile di raccordo che ci porterà prima a Piazza Ungheria e poi, seguendo Viale Rossini, ci porterà fino al cancello di ingresso di Villa Borghese (riconoscibile anche per la presenza di un cartello che richiama la presenza del Giardino Zoologico).
Fermiamoci un attimo ed andiamo a recuperare quei ciclisti che subito dopo aver attraversato Via Salaria, invece che scendere le scalette, che ci hanno consentito di entrare all’interno di Villa Ada (punto 1), hanno seguito la ciclabile della Moschea.
Ciclabile classica, anche in discreto stato di manutenzione; vi troverete a camminare per un tratto (sempre in area dedicata) a ridosso della strada di scorrimento veloce che porta verso il Foro Italico e verso l’Olimpico (detta per l’appunto “Olimpica”). In corrispondenza poi di uno slargo (di fronte ad un deposito di materiali edili e di un vivaio) la ciclabile continua sulla vostra sinistra. Lascerete alle spalle l’Olimpica, risalirete verso la Moschea, le passerete di fronte (anche se sul marciapiede opposto) e proseguirete seguendo la ciclabile che piega a destra e poi continua per altri 500 metri fino ad interrompersi in Viale Parioli, in corrispondenza del civico 204 (Gruppo Secondo della Polizia di Roma Capitale).
A questo punto attraversate Viale Parioli in corrispondenza del semaforo e portatevi sul marciapiede opposto. Dovete ora risalire tutto Viale Parioli fino a Piazza Ungheria (800m circa in leggera salita). All’inizio (i primi 200/300 metri potrete stare sul marciapiede (sufficientemente largo), poi dovrete passare su strada. La strada è sufficientemente ampia ma la presenza di numerosi mezzi in sosta in seconda fila (più o meno in tutte le ore della giornata, tranne la domenica), rende la risalita di Viale Parioli alquanto critica (ma non c’è alternativa).
Arrivati a Piazza Ungheria, prenderete, a destra, la ciclabile che, imboccato Viale Rossini, vi conduce in 250m all’ingesso di Villa Borghese (grande cancello per ingresso pedonale e insegna di ingresso al Giardino Zoologico). Entriamo dentro Villa Borghese.
A questo punto le nostre due varianti di percorso si sono riunite.
Siamo ora all’interno della splendida Villa Borghese; si scenderà per Viale del Giardino Zoologico che vi porterà all’ingresso vero e proprio del Bioparco (circa 150m); nella piazza dove si apre l’ingresso al Bioparco, potrete piegare a destra o a sinistra.
Il nostro itinerario prosegue piegando a destra, in discesa lungo la strada che, costeggiando una sezione del Bioparco, vi porterà fino all’ingresso “carrabile” di Villa Borghese. Uscite dalla Villa (avrete di fronte, sulla vostra destra la sagoma imponente della Galleria Nazionale di Arte Moderna). Sul marciapiede di sinistra ha inizio un tratto di ciclabile che, seguendo tutto Viale delle Belle Arti vi porterà, in leggera discesa e dopo aver attraversato Via Flaminia, fin proprio a Piazzale delle Belle Arti. Di fronte a voi troverete Ponte Risorgimento; rispettando la segnaletica e i semafori presenti dovrete attraversarlo portandovi sul marciapiede destro del ponte.
Alla fine del ponte, piegate totalmente sulla vostra destra; ha inizio qui un tratto di ciclabile che segue il Lungotevere G. Oberdan. La percorrerete per circa 800 metri fino ad arrivare a Piazzale Maresciallo Giardino.
A questo punto, dove la ciclabile si interrompe, piegate tutto sulla vostra sinistra, su un nuovo tratto di ciclabile che segue Viale Angelico. La ciclabile in questione è su area dedicata ma soffre di numerose interruzioni, in corrispondenza delle altrettante strade intersecate; prestare quindi la massima attenzione alla segnaletica semaforica. Si sviluppa per oltre 1 km, fino all’intersezione con Viale delle Milizie. Qui lascerete la ciclabile (che prosegue, risalendo proprio per Viale delle Milizie) e proseguirete diritti (utilizzando dove è possibile gli ampi marciapiedi), per Via Barletta prima e Via Ottaviano poi, che vi porteranno, in meno di 400m a Piazza Risorgimento (la meta finale del nostro Itinerario).

martedì 17 gennaio 2012

Itinerario2: da Montesacro fino a Porta Portese (nelle vicinanze del punto di arrivo anche Trastevere, Testaccio e Ostiense).

Un itineraio che partendo dal quadrante nord-orientale della città, attraversa o lambisce, successivamente, i quartieri Trieste, Parioli, Pinciano e Prati, fino ad entrare nel I Municipio e dirigersi, attraverso la ciclabile presente lungo il corso del Tevere, fino a Ponte Sublicio (di fatto a Porta Portese). Lo stesso itinerario può essere utilizzato anche per raggiungere altre aree di Roma, quali Trastevere e Testaccio (entrambi nelle immediate vicinanze di  Ponte Sublicio) e la stessa area del Quartiere Ostiense (si prenda a riferimento Piazzale Ostiense) raggiungibile percorrendo interamente Via Marmorata dopo aver attraversato Ponte Sublicio.
La lunghezza totale del percorso è di circa 11 km.
Il punto di partenza più naturale possiamo considerarlo Piazza Sempione; siamo nel quartiere di Montesacro. Poco distante da Piazza Sempione (in Via Valsolda) ha inizio infatti il primo tratto di ciclabile che utilizzeremo per il nostro Itinerario. Nostro obiettivo è quello di raggiungere, non con il percorso più rapido, ma con il percorso più sicuro, il Ponte Sublicio, di fronte al quale si apre Piazza di Porta Portese.
 A pochi metri da Piazza Sempione (In Via Valsolda, incrocio con Via Nomentana) ha infatti inizio una ciclabile sicuramente idonea per i nostri scopi; la si percorrerà tutta, per circa 3 km; si passerà di fianco alla Stazione Nomentana (elemento che rende questo itinerario attraente anche per tutti coloro che possono transitare per tale  Stazione, venendo magari da fuori Roma), costeggiando il fiume Aniene in più punti. Si arriverà fino alla fine di questo prima tratto di ciclabile, là dove si interrompe aprendosi ad un’area di sosta: siamo all’incrocio con Via Salaria, proprio in corrispondenza del ponte con cui la Salaria supera il fiume Aniene (Ponte Salario); abbiamo sulla destra il fiume, dal lato opposto il complesso residenziale Prato della Signora.
Usciamo dalla ciclabile, risalendo sul ponte. Avremo a disposizione (alla nostra sinistra) un piccolo raccordo ciclabile che girando dietro agli impianti  sportivi del Complesso Residenziale del Prato della Signora, ci porterà in modo abbastanza naturale ed intuitivo al semaforo in cui Via Somalia incrocia Via Salaria.
A piedi, utilizzando l’apposito semaforo, attraverseremo Via Salaria, portandoci sul marciapiede opposto. Raggiunto il marciapiede opposto e percorsi sulla destra pochi metri, dovremo prendere una decisione; abbiamo infatti a disposizione due percorsi per raggiungere un’area che riprenderemo poi sul nostro cammino: il quartiere Parioli.
Infatti a pochi metri dal semaforo con il quale abbiamo attraversato la Salaria, dovremo scegliere se seguire una piccola strada in discesa che si trasforma subito in una breve scalinata oppure proseguire diritto, sulla ciclabile pianeggiante (punto 1).
Seguiamo inizialmente la piccola strada/scalinata che ci consentirà, (biciclette alla mano), di scendere in Via di Ponte Salario e da qui, passando davanti all’ingresso del Circolo Tennis Parioli, di raggiungere, in 100 metri, l’ingresso di Villa Ada, quello in corrispondenza del  laghetto della Villa.
Entriamo dentro Villa Ada (piccolo parco giochi per bambini sulla vostra destra). Prima di tutto qualche considerazione sul contesto ambientale in cui ci muoveremo. Le strade sono tutte su sterrato, la pendenza da superare è lieve (tranne un piccolissimo tratto, leggermente più impegnativo), il percorso è quasi tutto all’interno di un bosco molto bello e a tratti profondo. Ideale quando fa caldo, meno praticabile quando è piovuto in modo consistente, poiché in almeno due tratti si può trovare ristagno di acqua piovana che può rendere poco pratico il passaggio. Altro elemento da considerare è l’orario in cui ci troveremo a percorrerlo. Non è illuminato, quindi lo sconsigliamo a partire dal calare della luce; mentre è normalmente frequentato di giorno da tanti ciclisti o jogger, si spopola o quasi al calar delle tenebre. Il percorso all’interno di Villa Ada è sicuramente da preferire nella bella stagione; in certe giornate di primavera o in estate, il passaggio dentro Villa Ada può regalare emozioni particolari.
Accediamo a Villa Ada da quello che è considerato da tutti l’ingresso del “laghetto”. Si segua lo sterrato subito a destra; si costeggerà cosi il laghetto (alla propria sinistra) per circa 200m e poi ci si addentrerà nel bosco, continuando a seguire lo sterrato. Da questo momento in poi dovremo seguire il percorso all’interno del bosco che sarà più o meno incombente sul nostro sentiero. Ci presenterà un paio di possibili alternative. Quando sarete in presenza di queste alternative, mantenetevi sempre sulla vostra “destra”. Dovrete percorrere, all’interno del parco, circa 800 metri fino che, in corrispondenza di uno slargo, dovrete abbandonare la vostra risalita girando tutto a destra, in corrispondenza di un piccolo ponticello di legno che vi consentirà di uscire fuori da Villa Ada (fare attenzione; nessun segnale presente in loco, se non la prospettiva, evidente, di uscita dal bosco).
Risalito il ponticello vi troverete all’interno di una bella area a verde, aperta e non boscosa (il Parco Rabin); siamo proprio a ridosso di Via Panama. Cento metri di sentieri con ghiaia vi consentiranno di approdare al marciapiede di Via Panama in corrispondenza di un bar/chiosco, naturale punto di ristoro, anche per la presenza, nelle sue immediate vicinanze, di una bella fontanella di acqua naturale. Raggiunto il marciapiede di Via Panama, dovrete percorrerlo girando a destra, nella direzione verso Piazza Ungheria. In corrispondenza della richiamata fontanella inizia infatti una ciclabile di raccordo che ci porterà prima a Piazza Ungheria e poi, seguendo Viale Rossini, ci porterà fino al cancello di ingresso di Villa Borghese (riconoscibile anche per la presenza di un cartello che richiama la presenza del Giardino Zoologico).
Fermiamoci un attimo ed andiamo a recuperare quei ciclisti che subito dopo aver attraversato Via Salaria, invece che scendere le scalette, che ci hanno consentito di entrare all’interno di Villa Ada (punto 1), hanno seguito la ciclabile della Moschea.
Ciclabile classica, anche in discreto stato di manutenzione; vi troverete a camminare per un tratto (sempre in area dedicata) a ridosso della strada di scorrimento veloce che porta verso il Foro Italico e verso l’Olimpico (detta per l’appunto “Olimpica”). In corrispondenza poi di uno slargo (di fronte ad un deposito di materiali edili e di un vivaio) la ciclabile continua sulla vostra sinistra. Lascerete alle spalle l’Olimpica, risalirete verso la Moschea, le passerete di fronte (anche se sul marciapiede opposto) e proseguirete seguendo la ciclabile che piega a destra e poi continua per altri 500 metri fino ad interrompersi in Viale Parioli, in corrispondenza del civico 204 (Gruppo Secondo della Polizia di Roma Capitale).
A questo punto attraversate Viale Parioli in corrispondenza del semaforo e portatevi sul marciapiede opposto. Dovete ora risalire tutto Viale Parioli fino a Piazza Ungheria (800m circa in leggera salita). All’inizio (i primi 200/300 metri potrete stare sul marciapiede (sufficientemente largo), poi dovrete passare su strada. La strada è sufficientemente ampia ma la presenza di numerosi mezzi in sosta in seconda fila (più o meno in tutte le ore della giornata, tranne la domenica), rende la risalita di Viale Parioli alquanto critica (ma non c’è alternativa).
Arrivati a Piazza Ungheria, prenderete, a destra, la ciclabile che, imboccato Viale Rossini, vi conduce in 250m all’ingesso di Villa Borghese (grande cancello per ingresso pedonale e insegna di ingresso al Giardino Zoologico). Entriamo dentro Villa Borghese.
A questo punto le nostre due varianti di percorso si sono riunite.
Siamo ora all’interno della splendida Villa Borghese; si scenderà per Viale del Giardino Zoologico che vi porterà all’ingresso vero e proprio del Bioparco (circa 150m); nella piazza dove si apre l’ingresso al Bioparco, potrete piegare a destra o a sinistra.
Il nostro itinerario prosegue piegando a destra, in discesa lungo la strada che, costeggiando una sezione del Bioparco, vi porterà fino all’ingresso “carrabile” di Villa Borghese (sulla vostra destra). Uscite dalla Villa (avrete di fronte, sulla vostra destra la sagoma imponente della Galleria Nazionale di Arte Moderna). Sul marciapiede di sinistra ha inizio un tratto di ciclabile che, seguendo tutto Viale delle Belle Arti vi porterà rapidamente, dopo aver attraversato Via Flaminia, fin proprio a Piazzale delle Belle Arti. Di fronte a voi troverete Ponte Risorgimento; rispettando la segnaletica e i semafori presenti dovrete attraversarlo portandovi sul marciapiede destro del ponte.
Alla fine del ponte, piegate totalmente sulla vostra destra; ha inizio qui un tratto di ciclabile che segue il Lungotevere G. Oberdan. La percorrerete per poco più di 200m fino a che, sulla vostra destra, troverete una rampa di discesa verso il greto del fiume Tevere (se non si presta attenzione si rischia di proseguire sulla ciclabile; quindi, mi raccomando, poco più di 200 metri!). Imboccate e percorrete la rampa fino a che vi troverete (dopo 300/400 m) sul marciapiede che delimita il corso del fiume. A dire il vero, lungo la ciclabile che risale il Lungotevere G. Oberdan, dopo circa 50 metri, ci sono anche delle scalette, nascoste dalla vegetazione, che vi consentirebbero di scendere (bici a mano) fino alla strada di raccordo con il greto del Tevere; se vorrete risparmiare 150 metri (e se il cancelletto di accesso sarà aperto), potrete usare le scalette per raggiungere la stessa strada che vi abbiamo proposto in precedenza..
Siete a questo punto su una ciclabile che costeggiando tutto il corso del Tevere vi condurrà proprio fino a Ponte Sublicio (ed oltre, volendo) e quindi a Porta Portese. C’è qualcosa da dire su questo tratto di pista ciclabile che rasenta il fiume. La cosa più importante da dire è che, purtroppo, risente in modo drammatico della portata del fiume. Ci sono giorni (dopo abbondanti e prolungate piogge) che la pista non è praticabile; viene invasa dall’acqua e poi rimane, anche per giorni, ricoperta dai detriti portati abbondanti dal fiume. In questa situazione il nostro Percorso purtroppo non risulterà praticabile. Sarà sempre possibile seguire il marciapiede superiore del Lungotevere (per intenderci quello che segue la carreggiata stradale) ma il percorso, per quanto intuitivo, non è totalmente lineare, dovrete condividerlo con i pedoni e in alcuni punti si riduce ad una piccola striscia di asfalto.
Altra cosa da segnalare è che la pista ciclabile del Tevere passa sotto numerosi ponti di Roma, prima di raggiungere Ponte Sublicio. In corrispondenza di ogni ponte sarà possibile lasciare la pista e risalire, attraverso ripide scalinate,fino alla sede stradale, portando la bici a mano (molto faticoso!). Solo in corrispondenza di alcuni ponti, lungo un margine della scala, noterete una piccola canalina in ferro che consentirà una più agevole risalita della bicicletta. Sarà sufficiente appoggiarci la ruota anteriore e posteriore della vostra bicicletta e poi …. spingere, verso l’alto.
Ponte Sublicio è riconoscibile perché è il primo ponte, da quando avrete preso la ciclabile del Tevere, ad avere una vera e propria rampa di uscita, che vi consentirà di lasciare il greto del fiume pedalando; prendetela e vi ritroverete proprio di fronte a Porta Portese (la meta finale del nostro itinerario).      

martedì 10 gennaio 2012

Bicisicura: itinerari in bicicletta nella città di Roma.

BICISICURA: Itinerari in bicicletta nella città di Roma
Gli itinerari descritti in questa sezione del sito hanno un preciso significato: suggerire un modo, il più possibile sicuro, per raggiungere un’area specifica di Roma, partendo da un punto preciso della città. Chiaramente ogni itinerario potrà essere di interesse anche per quei ciclisti che dovessero trovarsi a muoversi all’interno delle zone attraversate dal percorso stesso.
Premesso che nessuna strada della città è preclusa ai ciclisti e consolidato che muoversi su strade frequentate da altri veicoli, comporta un rischio sicuramente non marginale, il nostro obiettivo è quello di consolidare degli itinerari che sfruttino al massimo le (poche) ciclabili presenti in città, esaltino tutti i possibili percorsi protetti ricavati all’interno di parchi o ville e prevedano dei brevi raccordi “su strada” soltanto quando necessario (e magari in questo caso suggerendovi o meno la presenza di marciapiedi più o meno larghi da consentire un passaggio, per quanto in estrema prudenza, dei ciclisti).
Ricordatevi infine che un ciclista con bici a mano è equiparato del tutto ad un pedone e quindi non c’è strada, piazza, marciapiede o area che possa essergli preclusa (se non in aree private con accesso consentito ai soli addetti).
Gli itinerari proposti sono il lavoro di amici ciclisti che hanno voluto descrivere le loro esperienze dirette che derivano, il più delle volte, da una pratica quotidiana della bicicletta nella città di Roma. Non hanno la pretesa di essere il modo migliore né tanto meno il modo esclusivo per raggiungere luoghi significativi della nostra città. Sono quasi sempre una sintesi di una pratica diretta della bicicletta affrontata con l’obiettivo primario di mantenersi, il più possibile, in condizioni di sicurezza nello spostarsi da un punto ad un altro della città.    

Infine ogni itinerario vuole essere completamente esaustivo nella sua descrizione; in altre parole se l'Itinerario 1 prevede un tratto di passeggiata e questo fosse presente anche nell'itinerario 2, la relativa descrizione verrebbe ripetuta, pari e pari anche nell'itinerario due.       
Se qualche lettore avesse un itinerario da proporre o trovasse opportuno apportare osservazioni o integrazioni ad un itinerario già pubblicato, potrà farlo comunicando con la redazione del blog.

Itinerario 1: da Montesacro fino al centro di Roma (piazza del Popolo o piazza di Spagna).

ITINERARIO n. 1: da Montesacro fino al centro di Roma (Piazza del Popolo o Piazza di Spagna)
Un itineraio che interessa una buona fetta della città, a partire dal suo quadrante nord-orientale e che attraversa o lambisce, successivamente, i quartieri Trieste, Parioli e Pinciano, fino ad entrare nel I Municipio e poi diritto nel centro storico della città.
La lunghezza totale del percorso è di circa 8/9 km anche in relazione alle varianti proposte.
Il punto di partenza più naturale possiamo considerarlo Piazza Sempione; siamo nel quartiere di Montesacro. Poco distante da Piazza Sempione (in Via Valsolda) ha inizio infatti il primo tratto di ciclabile che utilizzeremo per il nostro Itinerario. Nostro obiettivo è quello di raggiungere, non con il percorso più rapido, ma con il percorso più sicuro, il cuore del centro storico di Roma (Piazza del Popolo o Piazza di Spagna).
 A pochi metri da Piazza Sempione (In Via Valsolda, incrocio con Via Nomentana) ha infatti inizio una ciclabile sicuramente idonea per i nostri scopi; la si percorrerà tutta, per circa 3 km; si passerà di fianco alla Stazione Nomentana (elemento che rende questo itinerario attraente anche per tutti coloro che possono transitare per tale  Stazione, venendo magari da fuori Roma), costeggiando il fiume Aniene in più punti. Si arriverà fono alla fine di questo prima tratto di ciclabile, là dove si interrompe aprendosi ad un’area di sosta: siamo all’incrocio con Via Salaria, proprio in corrispondenza del ponte con cui la Salaria supera il fiume Aniene (Ponte Salario); abbiamo sulla destra il fiume, dal lato opposto il complesso residenziale Prato della Signora.
Usciamo dalla ciclabile, risalendo sul ponte. Avremo a disposizione (alla nostra sinistra) un piccolo raccordo ciclabile che girando dietro agli impianti  sportivi del Prato della Signora, ci porterà in modo abbastanza naturale ed intuitivo al semaforo in cui Via Somalia incrocia Via Salaria.
A piedi, utilizzando l’apposito semaforo, attraverseremo Via Salaria, portandoci sul marciapiede opposto. Raggiunto il marciapiede opposto e percorsi sulla destra pochi metri, dovremo prendere una decisione; abbiamo infatti a disposizione due percorsi per raggiungere un’area che riprenderemo poi sul nostro cammino: il quartiere Parioli.
Infatti a pochi metri dal semaforo con il quale abbiamo attraversato la Salaria, dovremo scegliere se seguire una piccola strada in discesa che si trasforma subito in una breve scalinata oppure proseguire diritto, sulla ciclabile pianeggiante (punto 1).
Seguiamo inizialmente la piccola strada/scalinata che ci consentirà, (biciclette alla mano), di scendere in Via di Ponte Salario e da qui, passando davanti all’ingresso del Circolo Tennis Parioli, di raggiungere, in 100 metri, l’ingresso di Villa Ada, quello in corrispondenza del  laghetto della Villa.
Entriamo dentro Villa Ada (piccolo parco giochi per bambini sulla vostra destra). Prima di tutto qualche considerazione sul contesto ambientale in cui ci muoveremo. Le strade sono tutte su sterrato, la pendenza da superare è lieve (tranne un piccolissimo tratto, leggermente più impegnativo), il percorso è quasi tutto all’interno di un bosco molto bello e a tratti profondo. Ideale quando fa caldo, meno praticabile quando è piovuto in modo consistente, poiché in almeno due tratti si può trovare ristagno di acqua piovana che può rendere poco pratico il passaggio. Altro elemento da considerare è l’orario in cui ci troveremo a percorrerlo. Non è illuminato, quindi lo sconsigliamo a partire dal calare della luce; mentre è normalmente frequentato di giorno da tanti ciclisti o jogger, si spopola o quasi al calar delle tenebre. Il percorso all’interno di Villa Ada è sicuramente da preferire nella bella stagione; in certe giornate di primavera o in estate, il passaggio dentro Villa Ada può regalare emozioni particolari.
Accediamo a Villa Ada da quello che è considerato da tutti l’ingresso del “laghetto”. Si segua lo sterrato subito a destra; si costeggerà cosi il laghetto (alla propria sinistra) per circa 200m e poi ci si addentrerà nel bosco, continuando a seguire lo sterrato. Da questo momento in poi dovremo seguire il percorso all’interno del bosco che sarà più o meno incombente sul nostro sentiero. Ci presenterà un paio di possibili alternative. Quando sarete in presenza di queste alternative, mantenetevi sempre sulla vostra “destra”. Dovrete percorrere, all’interno del parco, circa 800 metri fino che, in corrispondenza di uno slargo, dovrete abbandonare la vostra risalita girando tutto a destra, in corrispondenza di un piccolo ponticello di legno che vi consentirà di uscire fuori da Villa Ada (fare attenzione; nessun segnale presente in loco, se non la prospettiva, evidente, di uscita dal bosco).
Risalito il ponticello vi troverete all’interno di una bella area a verde, aperta e non boscosa (il Parco Rabin); siamo proprio a ridosso di Via Panama. Cento metri di sentieri con ghiaia vi consentiranno di approdare al marciapiede di Via Panama in corrispondenza di un bar/chiosco, naturale punto di ristoro, anche per la presenza, nelle sue immediate vicinanze, di una bella fontanella di acqua naturale. Raggiunto il marciapiede di Via Panama, dovrete percorrerlo girando a destra, nella direzione verso Piazza Ungheria. In corrispondenza della richiamata fontanella inizia infatti una ciclabile di raccordo che ci porterà prima a Piazza Ungheria e poi, seguendo Viale Rossini, ci porterà fino al cancello di ingresso di Villa Borghese (riconoscibile anche per la presenza di un cartello che richiama la presenza del Giardino Zoologico).
Fermiamoci un attimo ed andiamo a recuperare quei ciclisti che subito dopo aver attraversato Via Salaria, invece che scendere le scalette, che ci hanno consentito di entrare all’interno di Villa Ada (punto 1), hanno seguito la ciclabile della Moschea.
Ciclabile classica, anche in discreto stato di manutenzione; vi troverete a camminare per un tratto (sempre in area dedicata) a ridosso della strada di scorrimento veloce che porta verso il Foro Italico e verso l’Olimpico (detta per l’appunto “Olimpica”). In corrispondenza poi di uno slargo (di fronte ad un deposito di materiali edili e di un vivaio) la ciclabile continua sulla vostra sinistra. Lascerete alle spalle l’Olimpica, risalirete verso la Moschea, le passerete di fronte (anche se sul marciapiede opposto) e proseguirete seguendo la ciclabile che piega a destra e poi continua per altri 500 metri fino ad interrompersi in Viale Parioli, in corrispondenza del civico 204 (Gruppo Secondo della Polizia di Roma Capitale).
A questo punto attraversate Viale Parioli in corrispondenza del semaforo e portatevi sul marciapiede opposto. Dovete ora risalire tutto Viale Parioli fino a Piazza Ungheria (800m circa in leggera salita). All’inizio (i primi 200/300 metri potrete stare sul marciapiede (sufficientemente largo), poi dovrete passare su strada. La strada è sufficientemente ampia ma la presenza di numerosi mezzi in sosta in seconda fila (più o meno in tutte le ore della giornata), rende la risalita di Viale Parioli alquanto critica (ma non c’è alternativa).
Arrivati a Piazza Ungheria, prenderete, a destra, la ciclabile che, imboccato Viale Rossini, vi conduce in 250m all’ingesso di Villa Borghese (grande cancello per ingresso pedonale e insegna di ingresso al Giardino Zoologico). Entriamo dentro Villa Borghese.
A questo punto le nostre due varianti di percorso si sono riunite.
Siamo ora all’interno della splendida Villa Borghese; si scenderà per Viale del Giardino Zoologico che vi porterà all’ingresso vero e proprio del Bioparco (circa 150m); nella piazza dove si apre l’ingresso al Bioparco, potrete piegare a destra o a sinistra. Il nostro itinerario prosegue sulla sinistra (per Via dell’Uccelliera); percorretela, passando di fronte ad un sito di affitto bici e rishò, per circa 100m, andando nella direzione della Galleria Borghese.
Dopo circa 100 m, prendere la prima deviazione a destra; siete (lo leggerete subito dopo) in Viale delle due Piramidi. Seguite Via delle due Piramidi (piegando a destra), fino all’incrocio con Viale dei Cavalli Marini. A questo punto prendete, di fronte a voi, Viale Canonica (avrete poco dopo alla vostra sinistra la coreografica Piazza di Siena), fino a Piazzale delle Canestre. Attraversatelo e di fronte a voi prendete lo splendido Viale delle Magnolie (così detto perché delimitato (e quindi riconoscibile) da splendidi esemplari di magnolie). Percorretelo tutto fino a che prenderà il nome di Viale dell’Obelisco e arriverete ad uno slargo dove avrete sulla destra la terrazza del Pincio e sulla sinistra, sopra di voi,  l’elegante Casina Valadier.
Scendete ancora per 50m (Via A.Mickievicz),  fino ad arrivare in corrispondenza del monumento ai fratelli Cairoli (punto 2). Girate tutto sulla vostra destra per Viale G. D’Annunzio, che vi condurrà, con una rapida planata, fino alla maestosa ed immensa Piazza del Popolo.
Se il vostro punto di approccio al centro storico dovesse essere invece Piazza di Spagna si suggerisce la seguente variante. Torniamo al punto 2 (di fronte al monumento ai fratelli Cairoli); si giri a sinistra, per Viale Trinità dei Monti; si tratta di una via a senso unico, contrario alla direzione che vi chiediamo di percorrere, quindi non regolarmente percorribile, ma dotata di un marciapiede laterale destro abbastanza grande (anche se sconnesso in alcuni punti). E’ sufficientemente breve (circa 200m) per consentirvi di arrivare rapidamente fino all’inizio (sulla destra) della Via di San Sebastianello, che imboccherete. Via di San Sebastianello è una portentosa discesa che con circa 200m vi consegnerà alle grazie scenografiche di Piazza di Spagna. Il nostro Itinerario si chiude qui.