venerdì 21 ottobre 2016

Sampietrini si - sampietrini no!

   Il primo municipio, quello del centro storico, ha chiesto al Comune, la possibilità di togliere i sampietrini dalle strade di grande scorrimento, resterebbero solo nelle aree pedonali. Si chiede di poter pavimentare in asfalto: via Nazionale, via Cola di Rienzo, via IV Novembre e via Garibaldi.
Sampietrini al Pantheon.

Sampietrini e fontanella (due simboli di Roma)
a piazza del Fico.

   Si riaccende così il dibattito tra i favorevoli e i contrari al sampietrino. Certamente il sampietrino costituisce un simbolo di Roma, fa parte della nostra storia. Indubbiamente sono più belli dell'asfalto. Io, che amo profondamente questa nostra stupenda città, penso che dovrebbero rimanere solo nei vicoli del centro storico e nelle piazza e strade che sono pedonali o a bassa densità di traffico. Durante il governo comunale del sindaco Veltroni i sampietrini sparirono dai lungoteveri, anche lì ci fu un dibattito, tra favorevoli e contrari, alla fine fu deciso di toglierli e per me fu una decisione giusta! Non è successo altrettanto per via Nazionale, dove la strada è stata ripavimentata a sampietrini, ma in breve è tornata sconnessa. Anche se a malincuore io dico che nelle strade di grande scorrimento è giusto sostituire il sampietrino con l'asfalto, per una semplice questione di praticità.
Sampietrini e lastricato romano in via Appia Antica.


Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova la porta che vedi sotto.

Nella foto di ieri porta del Popolo.
     Il nome originario era porta Flaminia in quanto vi passa la via Flaminia[1] (iniziava dalla porta Fontinalis delle mura Serviane presso il Vittoriano), poi venne chiamata porta San Valentino perchè conduceva alla chiesa e alle catacombe dove era morto l'omonimo martire cristiano, presso l'attuale v.le Pilsudski.
     Il nome della porta e della piazza deriva, secondo alcuni dai pioppi numerosi nella zona, secondo altri dalla chiesa costruita nel 1099 con una sottoscrizione popolare. I detriti trasportati dal fiume e il lento cedere della collina del Pincio provocarono il lento interramento della porta. Ancora oggi la porta si trova un metro e mezzo più in alto della porta romana. I lavori si resero necessari e inprocrastinabili nel Cinquecento, la facciata esterna fu commissionata a Michelangelo da papa Pio IV, ma  Michelangelo trasferì l'incarico a Nanni di Baccio Bigio il quale realizzò l'opera nel 1562 - 65. Le quattro colonne della facciata provengono dall'antica basilica di San Pietro, al di sopra fu posta una lapide commemorativa con lo stemma papale, due cornucopie e soprattutto la porta su fiancheggiata da due torri di guardia a base quadrata. Nel 1638 tra le due coppie di colonne vennero inserite le due statue di San Pietro e di San Paolo, opera di Francesco Mochi, tali opere erano per la basilica di San Paolo, ma vennero rifiutate e non pagate.
     La facciata interna fu invece realizzata da Gian Lorenzo Bernini per il papa Alessandro VII Chigi in occasione dell'arrivo a Roma della regina Cristina di Svezia. Una iscrizione ricorda il felice ingresso del 23 dicembre 1655. Memorabile anche l'ingresso in Roma del re francese Carlo VIII il 31 dicembre 1494, il suo esercito sfilò per ben sei ore.
     Dopo l'Unità d'Italia, per esigenze del cresciuto traffico cittadino furono aperte due porte laterali nel 1887, otto anni prima erano state demolite le torri che fiancheggiavano la porta. A testimonianza di questi lavori vennero poste due lapidi ai lati di quella di Pio IV.

     Negli anni del sindaco Rutelli (1993 - 2001) la piazza venne pedonalizzata e di conseguenza venne vietato il traffico veicolare sotto la porta.



[1] Via Flaminia. Strada consolare romana collegava con Fano (nelle Marche) e di lì proseguiva per Rimini dove aveva inizio la via Emilia. Oggi è la SS3. Dalla via Flaminia si dirama la via Cassia che conduce a Firenze, i romani la collegarono alla via Aurelia passando per Lucca e Pistoia. Oggi è la SS2.

giovedì 20 ottobre 2016

Una mostra imperdibile in un luogo caro a noi romani!

Il logo della mostra è tratto dal sito delle
biblioteche del Comune di Roma che si ringrazia.

   Una bellissima mostra fotografica si tiene nella biblioteca Elsa Morante di Ostia da oggi venerdì 21 ottobre a giovedì 15 dicembre. Si tratta di uno degli eventi per festeggiare i cento anni di Ostia 1916-2016, da Roma Marittima a Ostia Nuova, una preziosa mostra fotografica e documentale ospitata nelle sale espositive della biblioteca.
   La mostra è aperta al pubblico negli orari della biblioteca, solo nei primi tre giorni ha orari straordinari: venerdì 21 fino alle ore 21, sabato 22 dalle ore 10 alle ore 14 e dalle 16 alle 19, domenica dalle ore 10 alle 13.
Colonia Marina Vittorio Emanuele III,
al suo interno si trova la biblioteca Elsa Morante.

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Nella foto di ieri porta Castello, nei pressi di San Pietro.

mercoledì 19 ottobre 2016

La Caffarella è ricca di iniziative adatte a bambini

Se avete figli piccoli, questa è una iniziativa da non perdere.

Al via i lavori di manutenzione sulla pista ciclabile Dorsale Tevere

Sono partiti oggi i lavori di manutenzione ordinaria del verde orizzontale delle aree adiacenti le piste ciclabili di Roma Capitale. L’intervento ha preso il via nel tratto di pista dorsale Tevere tra Ponte Milvio e Castel Giubileo, lungo circa 10 km, sulla base della necessità di rispondere alle numerose richieste di interventi urgenti da parte dei ciclisti e dal XV Gruppo Cassia Polizia Locale.


Per garantire la massima sicurezza dei ciclisti e la rapidità delle operazioni, potrebbero venire interdetti al pubblico transito alcuni tratti di pista più problematici. Le autorità prevedono di terminare i lavori entro un mese, per assicurare ai cittadini la massima agibilità dei percorsi.
   Questa è veramente una buona notizia!

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova la porta che vedi sotto.
Nella foto di ieri porta Asinaria che si trova vicinissima a porta San Giovanni.
Porta Asinaria era solo una posterula nelle mura di Aureliano, presto però ci si rese conto che tutto il tratto tra le porte Metronia e Maggiore non era sicuro. Vennero così eretto le due torri cilindriche ai lati della porta, alte 20 metri, e si provvide al rivestimento in travertino. Divenne così l'unica porta di Roma ad avere torri cilindriche affiancate a torri a base quadrata. Un struttura così poderosa ne faceva, di fatto, una fortezza. Da questa porta entrarono in città i Goti di Totila che la trovarono aperta il 17 dicembre 546, in seguito al tradimento di un manipolo di barbari in forza all’esercito bizantino, nel 1084 passarono di qui l'imperatore Enrico IV e l'antipapa Guiberto di Ravenna che scacciarono il papa legittimo Gregorio VII, ancora il re Ladislao di Napoli entrò da qui nel 1404. L'interramento della porta ne ha consentito la conservazione.
     Nel 1956 venne restaurata e riaperta al pubblico come passaggio pedonale, la vicinanza con il mercato di via Sannio trasformò il luogo in un mercato abusivo e illegale di generi varie e di nessun pregio. Negli anni Ottanta il Comune decise la chiusura di tutta l'area della porta con una cancellata. Nel settembre del 2006 si sono conclusi importanti lavori di restauro e scavo archeologico in tutta  l'area (durati due anni), in quell'occasione è stato reso accessibile il camminamento di ronda sopra la porta e fino a porta Santa Croce. I lavori hanno avuto un costo di 980.000 €[1]. Sul lato esterno delle mura, in viale castrense due lapidi ricordano i caduti nella Prima Guerra Mondiale del quartiere e i caduti nella guerra di Liberazione del quartiere.
     Il nome della porta deriva dalla via Asinaria, prosecuzione dello "stradone di San Giovanni" che confluiva nella via Tuscolana.



[1] Ultimi restauri porta Asinaria da la Repubblica del 2.9.06.

martedì 18 ottobre 2016

Tutti alla biblioteca della bicicletta!

Domani, mercoledì 19 ottobre alle ore 18
INAUGURAZIONE DELLA BIBLIOTECA DELLA BICICLETTA LUCOS COZZA 
nella biblioteca Casa del Parco in via della Pineta Sacchetti 78.
Presentazione del libro "Pantani era un Dio" di Marco Pastonesi con Tamara Bartolini e Michele Baronio, ospite Marco Pastonesi.
Il concorso letterario Bicicletterario, distribuirà storie nelle borracce selezionate dai concorsi precedenti e cicloriffa finale.

La biblioteca è facilmente raggiungibile scendendo alla fermata della metro Battistini, da lì prendere il bus 980 in direzione ospedale San Filippo Neri per sette fermate, scendere alla fermata Pineta Sacchetti / Callisto II, ancora 100 metri a piedi e siete arrivati.

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova la porta delle mura Aureliane che vedi sotto.

Nella foto di ieri porta Ardeatina.
     Certamente una posterula (porta secondaria, di servizio) aperta nei pressi dei moderni fornici della via Cristoforo Colombo. Chiusa probabilmente nell'VIII secolo non viene più citata. Nonostante ciò è incorniciata da travertino, eccezionalmente si sono conservati tratti di una strada lastricata con i segni del passaggio dei carri. Non aveva torri di difesa, ma un angolo delle mura ovviava a tale inconveniente. Sul lato interno sono visibili tracce di una tomba inglobata nelle mura secondo il disegno costruttivo di Aureliano di realizzare le mura con rapidità.
     Il grande umanista Poggio Bracciolini parla di una lapide commemorativa al di sopra della porta stessa, non ce n'è traccia. Probabilmente la strada di cui si è parlato era la via Ardeatina[1], oggi biforcazione della via Appia Antica.


[1] Via Ardeatina. Strada consolare romana conduceva ad Ardea. Oggi è una strada provinciale.

lunedì 17 ottobre 2016

In ricordo di Marco Artiaco

   In ricordo di Marco Artiaco il ciclista morto sulla pista ciclabile Tevere, all'altezza della Magliana, il giorno 8 ottobre 2016, i volontari delle ciclabile Tevere con altre associazioni ciclo-amatoriali romane hanno posto una bici bianca in ricordo di una morte che non deve più ripetersi.

Per le due foto sono debitore al mio amico Carmelo che ringrazio.

Nel cuore rosso di Roma


   Per la casa editrice Eds è uscito un nuovo e interessante libro sulla Casa del Popolo che sorgeva al  Celio agli inizi del Novecento. Il 6 ottobre 1906 con la celebrazione del IX Congresso del Partito socialista s'inaugura la Casa del Popolo in via Capo d'Africa, a due passi dal Colosseo, questa diventa la sede di organizzazioni politiche e sindacali e teatro di importanti manifestazioni del movimento operaio. Nelle vicinanze del Celio, all'Orto Botanico, oggi giardini del Celio, versante di via Labicana, si tenevano Manifestazioni e comizi, qui sorse nel 1912 l'Educatorio Andrea Costa un luogo dove erano attivi, doposcuola, centro ricreativo per bambini, una scuola di cultura socialista, una università proletaria e il teatro del Popolo. Con l'avvento del fascismo tutto ciò sarà destinato a finire.
   Un bel libro per conoscere un pezzo di storia della nostra città e dei movimenti politici e sindacali che l'hanno animata in un recente passato.
   Giuseppe Sircana, Nel cuore rosso di Roma, Il Celio e la Casa del Popolo. Lotte sociali, politica e cultura: 1906-1926. Presentazione di Claudio Di Berardino e Mario Guerci. Eds. € 13.

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova la porta delle mura Aureliane che vedi sotto.
Nella foto di ieri il varco nelle mura Aureliane
sotto al quale passa la via Cristoforo Colombo.

domenica 16 ottobre 2016

Peter Sagan si conferma campione del mondo di ciclismo su strada

   Per il secondo anno consecutivo lo slovacco 26enne Peter Sagan si qualifica campione del mondo. Ha battuto in volata altri due ex campioni del mondo:Mark Cavendish e Tom Boonen. Bravo e un po' sfortunato il nostro Giacomo Nizzolo che si è classificato quinto. Comunque bravo Nizzolo! Si è battuto con i migliori!
Peter Sagan in una foto dello scorso anno
tratta da: gazzettadellosport.it.

Shakespeare. In bici sui luoghi che lo hanno ispirato.


Oggi, splendida giornata di sole a Roma. Vediromainbici ci ha portato a spasso nella città eterna alla scoperta dei luoghi che hanno ispirato il grande scrittore inglese a 400 anni dalla sua scomparsa.
Partenza, come di consueto da largo Corrado Ricci, oggi siamo tanti, in 42. La visita ha avuto un valore in più, era presente un'attrice che ha letto brani di Shakespeare nei vari punti di Roma dove abbiamo sostato.

Prima tappa al teatro Globe dentro villa Borghese.
     Il teatro nasce da una straordinaria intuizione di Gigi Proietti e all'impegno del sindaco Walter Veltroni. E' stato costruito nel 2003 a imitazione dell'omonimo teatro elisabettiano londinese che si inaugurò a Shoreditch nel 1576. La sua realizzazione è stata possibile grazie al finanziamento della famiglia Toti imprenditrice nell'edilizia (Lamaro Appalti, ha finanziato anche il Mart di Rovereto e il restauro della galleria Colonna Alberto Sordi), il teatro è infatti intitolato alla memoria di Silvano Toti. La direzione artistica è affidata a Gigi Proietti. Si tratta di un teatro all'aperto, costruito in soli tre mesi e inaugurato nell'ottobre 2003, completamente in legno, realizzato con ben 600 mc di rovere delle foreste del Nord della Francia (Ardenne), la sua stagione è esclusivamente estiva. Il teatro ha una capienza di 1.250 posti di cui 420, come da tradizione elisabettiana, sono i posti in piedi della platea. Seguono tre ordini di balconate. L’altezza massima del teatro è di dieci metri, con un diametro interno di 23 metri ed esterno di 33 metri. La circonferenza esterna è di cento metri.  L'inaugurazione è avvenuta nel centenario del passaggio della villa alla proprietà comunale.
     Nel teatro elisabettiano la scenografia era semplicissima, tutto si basava sulla recitazione e sulla mimica. Il pubblico seguiva l’azione, e completava le scene con l’immaginazione. Quando la scenografia si fece più importante, le scene vennero costituite da teloni, architetture e fianchi di tela armati, soffitti o arie. I costumi divennero fastosi e ricchi di stoffe pregiate e si ispirarono ai vestiti contemporanei, alla fantasia e al costume storico. Ogni personaggio aveva nel suo costume delle caratteristiche il più possibili affini a quelle del personaggio che doveva interpretare.

     La stagione del 2016 si è conclusa con “La tempesta”, nei giorni 5-9 ottobre, spettacolo alle ore 20,45, domenica alle ore 18, testo in lingua originale.

Seconda tappa alla stazione Trastevere.
     In questo luogo erano gli orti di Cesare, un lussuoso giardino dove Cesare ospitò, quando giunse a Roma, la regina dell’Egitto Cleopatra. Per volere testamentario gli orti furono donati al popolo romano insieme al tempio della Fortuna che qui sorgeva.
     Il luogo si presta a ricordare la tragedia in cinque atti “Antonio e Cleopatra” scritta nel 1607 e stampata nel 1623. La tragedia segue la relazione tra Cleopatra e Marco Antonio dalla guerra contro i Parti fino al suicidio di Cleopatra. L’antagonista è Ottaviano, triumviro con Antonio e Lepido.


Terza e ultima tappa al Foro di Cesare dove è stata rievocata la tragedia "Giulio Cesare". Questa tragedia venne scritta probabilmente nel 1599, è basata su eventi storici, parla della cospirazione e dell’assassinio del dictator della Repubblica Romana.
     Alcuni ritengono che il protagonista sia Cesare, causa di tutta l’azione e centro di ogni discussione. Altri, invece, ritengono che il protagonista sia Bruto per il dramma psicologico che vive tra onore, patriottismo e amicizia. Dopo aver ignorato l’avvertimento dell’indovino e le premonizioni della moglie Calpurnia, Cesare cade sotto i colpi dei congiurati, ultimo a colpirlo sarà Bruto al quale dice: “Tu quoque Brute!”, a queste parole Shakespeare aggiunge: “Allora cadi, o Cesare!”. Alcuni critici ritengono che la tragedia rifletta l’ansia che c’era nell’età elisabettiana, in quanto Elisabetta I si era rifiutata di nominare un successore. Questo faceva temere una guerra civile come a Roma.
     L’azione si svolge a Roma e nel finale in Grecia tra Sardi e Filippi. Bruto è figlio adottivo di Cesare, i suoi antenati sono celebri per aver cacciato da Roma Tarquinio il Superbo, per amore di libertà si unisce ad alcuni senatori tra cui Cassio, il loro scopo è uccidere Cesare per salvare la Repubblica.
     Cesare, tornato a Roma dall’Egitto, incontra un indovino che gli dice: “Guardati dalle idi di marzo”. Noncurante di tale avvertimento Cesare si reca al Senato proprio il 15 marzo, giorno delle idi, viene assassinato. Marco Antonio, con un celebre discorso, muove il popolo romano contro gli assassini di Cesare. 

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova il varco stradale nelle mura Aureliane che vedi sotto.
Nella foto di ieri il varco stradale nelle mura Aureliane
che si trova a largo Chiarini a San Saba.