Gli amici di VediROMAinbici conoscono bene la Street-Art non solo per averla vista al Quadraro, ma anche all'Ostiense dove ci siamo fermati più volte in occasione di visite guidate ma anche di sole passeggiate in bici.
Lo scopo di questi artisti è quello di abbellire alcuni luoghi delle periferie urbane particolarmente degradati, in alcuni casi, come al Quadraro, questo avviene di concerto con gli abitanti della zona, perchè è un'arte che vuole parlare ai nostri tempi e ai problemi sociali che vi sono.
Ma adesso c'è una novità, una importante novità, la street art è arrivata in centro, precisamente nella stazione della metro A Spagna. In sole due notti sono stati realizzati affreschi da parte di sei artisti francesi di fama internazionale, sono conosciuti con il loro nome d'arte o meglio i tag: C215, Alexone, Espilopoint, Popav, Seth e Philippe Baudelocque. Tutti i murales sono stati realizzati a titolo gratuito.
Inoltre, dal 13 maggio saranno distribuiti carnet da 10 biglietti atac al prezzo scontato di 14 euro. In tutto saranno 50.000 carnet. Solo all'interno di 1.000 carnet è possibile trovare un biglietto da collezione che raffigura un'opera di un artista di street art.
Le due immagini presenti in questo post sono state prese dal sito internet: www.comune.roma.it.
sabato 10 maggio 2014
venerdì 9 maggio 2014
Ma che belle idee in Caffarella!
Che luogo fantastico la Caffarella! E' sempre bello andare a passeggiare, correre, pedalare, ma anche semplicemente camminare con una guida di Roma in mano! Chi scrive questo post ha poi tanti ricordi della propria infanzia e adolescenza che rendono ancora più bello andare in questa valle.
Ma bisogna dare merito al Comitato del Parco della Caffarella che organizza sempre delle belle iniziative che permettono ai romani di conoscere questo meraviglioso parco. Per questo sabato c'è una bellissima iniziativa che riguarda i bambini: un laboratorio per bambini dai cinque anni in su nel quale si costruirà una meridiana, un orologio naturale, usando il sole. La giornata sarà bella, se avete figli non mancate, sarà una esperienza da ricordare. Per ogni altra informazione consultate il sito internet www.caffarella.it da cui ho tratto la locandina che segue.
Ma bisogna dare merito al Comitato del Parco della Caffarella che organizza sempre delle belle iniziative che permettono ai romani di conoscere questo meraviglioso parco. Per questo sabato c'è una bellissima iniziativa che riguarda i bambini: un laboratorio per bambini dai cinque anni in su nel quale si costruirà una meridiana, un orologio naturale, usando il sole. La giornata sarà bella, se avete figli non mancate, sarà una esperienza da ricordare. Per ogni altra informazione consultate il sito internet www.caffarella.it da cui ho tratto la locandina che segue.
giovedì 8 maggio 2014
Una biglietteria cara ai romani!
C'è un luogo che è caro ai romani, soprattutto a quelli di una volta, la stazione di Porta San Paolo del treno per Ostia. Prendere il treno per andare a Ostia rappresentava per i romani, la vacanza, la felicità, l'aria aperta o meglio quel poco di vacanza che era possibile con i pochi soldi che si avevano a disposizione.
Ebbene, la storica biglietteria di questa stazione ha chiuso il 5 maggio per lavori di adeguamento. A conclusione degli interventi la nuova biglietteria sarà in grado di erogare tutti i servizi del portafoglio prodotti vendita Atac come nelle 10 stazioni della metro e nella stazione Flaminio della ferrovia Roma - Viterbo. La riapertura è prevista a fine mese.
La stazione venne costruita tra il 1921 e il 1924, la ferrovia per Ostia tra il 1916 e il 1924, nei primissimi lavori vennero utilizzati anche prigionieri austriaci della grande guerra. Il 10 agosto 1924 avvenne l'inaugurazione con una corsa speciale a cui prese parte anche Benito Mussolini. Era una ferrovia a binario doppio, locomotiva a vapore e i marciapiedi alti all'inglese per agevolare i viaggiatori. Ad Ostia vi era una stazione uguale a questa che venne distrutta dai tedeschi in fuga. La nuova stazione di Ostia Centro risale al 4 giugno 1951, nell'atrio è posta la lapide della vecchia stazione e una nuova che ricorda questa vicenda.
Ebbene, la storica biglietteria di questa stazione ha chiuso il 5 maggio per lavori di adeguamento. A conclusione degli interventi la nuova biglietteria sarà in grado di erogare tutti i servizi del portafoglio prodotti vendita Atac come nelle 10 stazioni della metro e nella stazione Flaminio della ferrovia Roma - Viterbo. La riapertura è prevista a fine mese.
La stazione venne costruita tra il 1921 e il 1924, la ferrovia per Ostia tra il 1916 e il 1924, nei primissimi lavori vennero utilizzati anche prigionieri austriaci della grande guerra. Il 10 agosto 1924 avvenne l'inaugurazione con una corsa speciale a cui prese parte anche Benito Mussolini. Era una ferrovia a binario doppio, locomotiva a vapore e i marciapiedi alti all'inglese per agevolare i viaggiatori. Ad Ostia vi era una stazione uguale a questa che venne distrutta dai tedeschi in fuga. La nuova stazione di Ostia Centro risale al 4 giugno 1951, nell'atrio è posta la lapide della vecchia stazione e una nuova che ricorda questa vicenda.
Immagini della stazione Porta San Paolo,
nell'ultima foto la biglietteria supplementare della stazione
che veniva aperta nel periodo estivo per far fronte al grande
flusso di passeggeri, la folla arrivava fino al centro della piazza.
Tutte le foto sono state scattate dall'autore del blog,
il loro uso è libero.
L'atrio si è conservato come era
all'inaugurazione. Un grande arco sovrasta la biglietteria e precede i
marciapiedi con i binari, tale arco presenta un cassettonato esagonale che
richiama quello della basilica di Massenzio (ma in quel caso è ottagonale e tre
volte incassato). Grandi graffiti in bianco e nero di soggetto marino vogliono
imitare i mosaici dell'antica Roma, sono opera dell'artista fiorentino Giulio
Rossi. Nell'atrio una lapide riporta un verso di D'Annunzio sul rapporto tra
Roma e il mare. Da notare le pensiline dei marciapiedi completamente in cemento
armato, una novità per Roma.
Il viaggio sul treno Roma – Ostia è
consigliato da Maria Beltramme nel libro “101 cose da fare a Roma almeno una
volta nella vita” ed. Newton, 2007, dice: “Se affrontato in certi giorni
d’estate … la calca racconta un mondo in cerca di svaghi economici e ore
contate … dove le lingue slave sono le più parlate”.
La stazione ospita anche il Museo Ferroviario di Porta San Paolo
con i mezzi storici della linea ferroviaria Roma - Lido e con i tram Stefer che
hanno circolato in città negli anni passati. Inaugurato il 18 settembre 2004 è
all'aperto, tutti i mezzi sono stati restaurati, vi sono esposti sotto tettoie
anche le strumentazioni collegate al trasporto ferroviario e tramviario. Bellissimo
il tram Stefer serie 400 che circolava in via Tuscolana e via Appia per
collegare la stazione Termini con piazza di Cinecittà, su di esso è allestita
una mostra fotografica. E' aperto il lunedì e il giovedì per l'intera giornata
(ore 9-16), il venerdì dalle ore 9 alle ore 13.
mercoledì 7 maggio 2014
Una commissione comunale con un bel lavoro: la commissione toponomastica.
Si è insediata una commissione del Comune di Roma che ha un bellissimo incarico che piace a tutti gli amanti della nostra città, della sua storia, dell'arte e del folclore. Si tratta della commissione toponomastica, ne fanno parte nove persone, lavorano a titolo gratuito, hanno un ruolo consultivo, spetta poi al consiglio comunale decidere, dura in carica quanto il sindaco stesso.
I membri sono: Lauretta Gigli, romanista, Letizia Pani, archeologa medioevale, Maria Pia Ercolini, fondatrice del gruppo toponomastica femminile, Francesco Buranelli, archeologo, Franco Savatori, geografo, Gianluca Sgueo, esperto di flussi informatici e di formazione pubblicististica-multimediale, Claudio Procaccia, storico, direttore del Dipartimento Beni e Attività Culturali della Comunità Ebraica, Luigina Di Mattia rappresentante per la commissione toponomastica della soprintendenza speciale per il polo museale della città di Roma.
E' un bellissimo incarico, nelle strade della nostra città scorre viva una storia millenaria. La prima proposta che si trovano davanti viene dal sindaco di Roma, è quella di intitolare lo slargo all'inizio di via delle Botteghe Oscure, dove ora c'è il capolinea del tram 8, ad Enrico Berlinguer nel trentennale della scomparsa. La proposta è stata avanzata dal sindaco Ignazio Marino. Un'altra proposta, sempre del sindaco, è quella di intitolare la sala studio dell'Auditorium di Roma a Gianni Borgna, indimenticabile assessore alla cultura del comune di Roma recentemente scomparso.
I membri sono: Lauretta Gigli, romanista, Letizia Pani, archeologa medioevale, Maria Pia Ercolini, fondatrice del gruppo toponomastica femminile, Francesco Buranelli, archeologo, Franco Savatori, geografo, Gianluca Sgueo, esperto di flussi informatici e di formazione pubblicististica-multimediale, Claudio Procaccia, storico, direttore del Dipartimento Beni e Attività Culturali della Comunità Ebraica, Luigina Di Mattia rappresentante per la commissione toponomastica della soprintendenza speciale per il polo museale della città di Roma.
E' un bellissimo incarico, nelle strade della nostra città scorre viva una storia millenaria. La prima proposta che si trovano davanti viene dal sindaco di Roma, è quella di intitolare lo slargo all'inizio di via delle Botteghe Oscure, dove ora c'è il capolinea del tram 8, ad Enrico Berlinguer nel trentennale della scomparsa. La proposta è stata avanzata dal sindaco Ignazio Marino. Un'altra proposta, sempre del sindaco, è quella di intitolare la sala studio dell'Auditorium di Roma a Gianni Borgna, indimenticabile assessore alla cultura del comune di Roma recentemente scomparso.
martedì 6 maggio 2014
La nostra bella città non merita questo!
In merito ai fatti accaduti sabato fuori dalla stadio Olimpico e dentro alla stadio stesso, ha detto bene il sindaco di Roma Ignazio Marino: "Roma e il Paese non meritano di essere oltraggiati da chi approfitta di una partita di calcio per dare libero sfogo alla propria aggressività". Non è possibile che un manipolo di violenti riesca a spargere il terrore, ad intimidire, sparare, impedire un semplice spettacolo sportivo che dovrebbe essere solo libera e piacevole competizione tra giovani sportivi.
Lo stadio Olimpico è il principale e più capiente impianto sportivo della città con 73.261 posti complessivi, è il secondo stadio italiano per capienza dopo il Meazza di Milano. Sorge all'interno del Foro Italico, è patrimonio del Coni, è dedicato al calcio e all'atletica leggera ma, occasionalmente, vi si tengono concerti di musica leggera. Nel corso della sua storia è stato sottoposto a tre sostanziali ristrutturazioni e ad un completo restyling.
Il primo stadio venne costruito tra il 1927 e il 1932 su progetto di Enrico del Debbio, si chiamava stadio dei Cipressi. Nel 1953 venne inaugurato un nuovo stadio, detto dei Centomila, perchè poteva contenere tanti spettatori, il progetto era di Cesare Valle e Annibale Vitellozzi. All'inaugurazione vi fu l'arrivo della tappa del Giro d'Italia Napoli - Roma e la partita Italia - Ungheria. In vista dei Mondiali di calcio del 1990 l'impianto fu demolito e ricostruito in cemento armato, ad eccezione della Tribuna Tevere ampliata con l'aggiunta di gradinate. Tutti i settori dello stadio furono integralmente coperti con una copertura in tensostruttura bianca progettata dallo studio Zucker. Oggi può contenere 82.922 posti, è così il 14° stadio al mondo. Il progetto del nuovo stadio venne firmato da Vitellozzi, Clerici, Teresi e Michetti.
Speriamo di non vedere più le brutte scene di domenica. La foto dello stadio Olimpico è dell'autore del blog, il suo uso è libero.
Lo stadio Olimpico è il principale e più capiente impianto sportivo della città con 73.261 posti complessivi, è il secondo stadio italiano per capienza dopo il Meazza di Milano. Sorge all'interno del Foro Italico, è patrimonio del Coni, è dedicato al calcio e all'atletica leggera ma, occasionalmente, vi si tengono concerti di musica leggera. Nel corso della sua storia è stato sottoposto a tre sostanziali ristrutturazioni e ad un completo restyling.
Il primo stadio venne costruito tra il 1927 e il 1932 su progetto di Enrico del Debbio, si chiamava stadio dei Cipressi. Nel 1953 venne inaugurato un nuovo stadio, detto dei Centomila, perchè poteva contenere tanti spettatori, il progetto era di Cesare Valle e Annibale Vitellozzi. All'inaugurazione vi fu l'arrivo della tappa del Giro d'Italia Napoli - Roma e la partita Italia - Ungheria. In vista dei Mondiali di calcio del 1990 l'impianto fu demolito e ricostruito in cemento armato, ad eccezione della Tribuna Tevere ampliata con l'aggiunta di gradinate. Tutti i settori dello stadio furono integralmente coperti con una copertura in tensostruttura bianca progettata dallo studio Zucker. Oggi può contenere 82.922 posti, è così il 14° stadio al mondo. Il progetto del nuovo stadio venne firmato da Vitellozzi, Clerici, Teresi e Michetti.
Speriamo di non vedere più le brutte scene di domenica. La foto dello stadio Olimpico è dell'autore del blog, il suo uso è libero.
lunedì 5 maggio 2014
La passione per la bici non conosce limiti né confini.
La passione per la bici, il senso di libertà che le due ruote sanno dare, non conosce limiti. Eccezionale l'impresa di un italiano Dino Lanzaretti che è appena tornato da un viaggio in bicicletta sul tetto del mondo, cioè il Tibet. Ha percorso, in perfetta solitudine, e in cinque mesi, ben 6.000 Km ad un'altezza media di 3.000 metri sul livello del mare.Se volete saperne di più, di questo avventuroso viaggio, tra mille controlli delle autorità cinesi, guardate il sito internet:
www.mondoaeroporto.it
da questo sito ho preso le foto che pubblico.
Alcune immagini di questo blog sono attinte da internet e quindi considerate
di pubblico dominio. Vi prego di avvertirmi in caso di un'involontaria violazione
del copyright, in modo che io provveda subito all'eliminazione dell'immagine
usata per errore.
domenica 4 maggio 2014
La Birra Peroni, chiamami Peroni sarò la tua birra romana doc!
Questa mattina gli amici di Vediromainbici hanno organizzato una bella passeggiata, ovviamente in bici, alla scoperta dei siti della fabbrica della Birra Peroni.
Eccoci alla partenza, oggi siamo tanti, in 33, complice anche il tempo, è nuvoloso ma a tratti esce il sole. Sempre tanta allegria nell'aria. Alle ore 9,30 si va verso la Prenestina.
Eccoci in piazzale Prenestino, ovvero davanti a porta Maggiore. Ci aspetta una lunga pedalata, di dieci chilometri, la via Prenestina e poi la via Collatina.
Eccoci finalmente davanti alla fabbrica della Birra Peroni, siamo a Tor Sapienza, ci vuole una bella foto ricordo perchè - per arrivare fin qui - abbiamo fatto una bella pedalata.
La Birra Peroni nasce a Vigevano nel 1846 fondata da Francesco Peroni originario di Galliate in provincia di Novara, era un
piccolo birrificio con annesso un locale di mescita. L’unità d’Italia spinge il
figlio di Francesco, Giovanni a trasferirsi
a Roma, dove, nel 1864 avvia
l’attività di un secondo stabilimento in
via Due Macelli 74 presso
l’odierno salone Margherita. La birra a Roma rappresentava una novità, ebbe un
grande successo e si pose la necessità di potenziare l’impianto di produzione,
per cui si separò il luogo di produzione che venne spostato, nel 1871, a Borgo Santo Spirito, in un edificio
detto “Palazzaccio” non più esistente dopo la demolizione della spina dei
borghi, mentre il luogo di vendita restò in via Due Macelli.
Mentre la fabbrica di Roma aveva grande
successo quella di Vigevano entrò in
crisi fino a chiudere. Nel 1896 i fratelli Peroni decisero di trasferire
la ditta in un luogo più capiente che fosse insieme fabbrica e locale per la
vendita e il consumo della birra con 19 tavoli, questo nuovo luogo fu in via del Cardello 16, vicino al
Colosseo.
La fortuna del prodotto spinse i fratelli
Peroni a modernizzarsi nel processo produttivo con l’applicazione del nuovo
metodo tedesco a bassa fermentazione con l’ausilio del freddo elevava la
qualità della birra. Così nel 1901 la
ditta Peroni si fuse con la maggiore fabbrica di ghiaccio della capitale,
la Società Romana per la Fabbricazione del Ghiaccio e della Neve Artificiale,
la sede del nuovo stabilimento fu fissata in
via Mantova che disponeva di uffici, tale edificio fu utilizzato fino al
1971.
Prima dello scoppio della
prima guerra mondiale la Peroni è la prima fabbrica italiana per la produzione
della birra, nel 1924 dà il via ad una serie di acquisizioni: Birra d’Abruzzo,
Birra Perugia, Birrerie Meridionali di Napoli
e Birra di Livorno. Interrotta l’attività durante la seconda guerra
mondiale, riprende a crescere alla fine degli anni Quaranta grazie al continuo
rinnovamento tecnologico e all’acquisizione di nuove fabbriche, anche al Nord,
che gli garantisce il presidio di tutto il territorio nazionale. Prende inoltre
quota la pubblicità che la rende
straordinariamente popolare con lo slogan: “Chiamami Peroni sarò la tua birra” con la modella tedesca Solvi
Stubing (oggi sessantenne), poi sostituita da Filippa Lagerbach. Nel 1980
l’acquisizione della birra Wuhrer di Brescia, la più antica birra italiana,
segua un traguardo importantissimo. Negli anni Novanta acquisisce la
distribuzione di prestigiosi prodotti esteri. Oggi la direzione generale e lo
stabilimento romano sono in via Renato Birolli 8 a Tor Sapienza.Eccoci alla partenza, oggi siamo tanti, in 33, complice anche il tempo, è nuvoloso ma a tratti esce il sole. Sempre tanta allegria nell'aria. Alle ore 9,30 si va verso la Prenestina.
Eccoci in piazzale Prenestino, ovvero davanti a porta Maggiore. Ci aspetta una lunga pedalata, di dieci chilometri, la via Prenestina e poi la via Collatina.
Eccoci finalmente davanti alla fabbrica della Birra Peroni, siamo a Tor Sapienza, ci vuole una bella foto ricordo perchè - per arrivare fin qui - abbiamo fatto una bella pedalata.
Dopo tanta strada ci vuole una sosta tecnica
per un caffè e il bagno, siamo sulla piazza centrale di Tor Sapienza,
piazza Cesare De Cupis.
Ultima sosta la fabbrica della Birra Peroni
in via Reggio Emilia, a due passi da porta Pia.
sabato 3 maggio 2014
Tor Sapienza riserva delle sorprese. Bellezze e brutture nella periferia romana.
Passeggiata in bici a Tor Sapienza. Anche qui c'è da scoprire un passato che ha molto da raccontare, un presente tra aspetti brutti e molto belli, un futuro imminente che speriamo di riqualificazione.
La via Collatina è una antica strada romana così chiamata perché conduceva a Collazia, città latina tradizionalmente localizzata dove oggi è il castello di Lunghezza anche se recenti scavi archeologici hanno individuato un esteso abitato fortificato con necropoli dell’VIII secolo a La Rustica, prima del Gra.
Piazza Cesare De Cupis, centro del quartiere di Tor Sapienza.
Tor
Sapienza si trova lungo la via Collatina, fa parte del Municipio V del Comune
di Roma (Centocelle-Alessandrino-Quarticciolo). Si sviluppa tra la via Prenestina,
la ferrovia per Tivoli e il GRA.La via Collatina è una antica strada romana così chiamata perché conduceva a Collazia, città latina tradizionalmente localizzata dove oggi è il castello di Lunghezza anche se recenti scavi archeologici hanno individuato un esteso abitato fortificato con necropoli dell’VIII secolo a La Rustica, prima del Gra.
La scuola Gioacchino Gesmundo, uno dei simboli del quartiere.
Nel XIII secolo, tra la via Collatina e la
via Prenestina, sorse una torre quadrata in laterizio con stipiti in travertino
e merlatura a coronamento. Nel XIV secolo la famiglia Boccamazzi vi costruì un
casale per l’attività agricola, successivamente fu venduto all’Ospedale di
Santo Spirito. Il 15 agosto 1457 fu acquistato dal cardinale Domenico Pantagati
detto Capranica che lo affidò agli studenti perugini del Collegio di San
Girolamo, questi rinominarono la torre “Sapienza Nuova”.
Tor Sapienza in una foto dei primi del Novecento
e in una foto di oggi. Le foto sono state prese dal sito internet:
www.torsapienza.com che si ringrazia.
Il primo nucleo abitato si formò negli
anni Venti ad opera di un ferroviere molisano, Michele Testa, che creò la
“Cooperativa Tor Sapienza dell’Agro Romano” realizzando le prime 25 abitazioni,
a queste seguirono un altro centinaio. Il 20 maggio 1923 venne inaugurata la
borgata con una scuola, una farmacia e una condotta medica. Le case erano tutte
a uno o due piani, con orto/giardino davanti o corte interna.
Durante la seconda guerra mondiale, la
torre, che aveva dato nome alla borgata, fu utilizzata dall’esercito tedesco
come deposito di munizioni. Al momento della ritirata il deposito fu fatto
brillare causando il crollo totale della torre centrale e l’inagibilità delle
gallerie sottostanti. Alla fine degli anni Novanta il nuovo proprietario ha
restaurato la cinta esterna e ciò che rimane della torre sotto la supervisione
della Sovrintendenza. Mancano purtroppo i merli quadrati in cima alle mura. Da
via Francesco Paolo Michetti è possibile vedere le mura rivestite nella parte
inferiore di pietra lavica e in quella superiore di pezzi di travertino.
L’interno ospita un locale commerciale con copertura in vetro.
La posizione a ridosso della ferrovia e
delle vie consolari ha costituito una forte attrattiva per lo sviluppo
urbanistico e industriale nel secondo dopoguerra, ciò ha alterato l’aspetto
della borgata. Dagli anni Settanta la struttura stradale è inadeguata a
contenere il traffico con conseguente congestione e inquinamento. L’alta
densità abitativa ha determinato carenza di spazi verdi, luoghi di aggregazione
e parcheggi.
Il quartiere Iacp di Tor Sapienza.
Alla
fine degli anni Settanta venne realizzato dall’Iacp un grosso insediamento
abitativo per 504 famiglie su progetto di Luigi Gatti. Nel 2012 è stata
consacrata la nuova chiesa di questa parte del quartiere dedicata a San Cirillo
opera dell’arch. Maicher Biagini.
La modernissima chiesa di San Cirillo.
Tutte le foto, se non diversamente indicato, sono state scattate dall'autore del blog.
Il Comune sta procedendo alla costruzione
di un “contratto di quartiere” per intervenire sulla mobilità e il trasporto
pubblico, allegerire dal traffico di attraversamento via di Tor Sapienza,
aprire una fermata della FM2 per facilitare il collegamento con la città, riqualificare
le aree verdi, istituire una centralità urbana presso la scuola Gesmundo.
Alcune immagini di questo blog sono attinte da internet e quindi considerate
di pubblico dominio. Vi prego di avvertirmi in caso di un'involontaria violazione
del copyright, in modo che io provveda subito all'eliminazione dell'immagine
usata per errore.
venerdì 2 maggio 2014
Bellissime scoperte ad Ostia Antica. La città romana era ancora più grande di quanto si pensava!
Oltre l’ansa del Tevere, sull’Isola Sacra, riaffiora
dalle ricerche archeologiche l’altra metà della città romana finora sconosciuta. Mura possenti circondavano 70.000 mq di magazzini,
trovato un edificio con portico ancora misterioso, strade e domus. Era il
doppio di Pompei. Le scoperte fatte con il magnetometro in grado di rivelare
strutture sepolte senza scavare. E’ dal 2007 che vanno avanti queste indagini.
Prima sono state scoperte le mura, poi quattro grandi complessi di età
imperiale, tre erano magazzini, uno misterioso, forse magazzino, forse deposito
di navi, forse una residenza monumentale, forse un edificio con funzioni
pubbliche. L’archeologo Fausto Zevi scavò nell’area nel 1968, trovò resti
archeologici ma non capì la loro importanza.
Due immagini della città di Ostia Antica che oggi si conosce
e si può visitare. Le foto sono state scattate dall'autore del blog,
il loro uso è libero.
giovedì 1 maggio 2014
XXXV Discesa Internazionale del Tevere
Si è conclusa oggi a Roma la XXXV Discesa Internazionale del Tevere da Città di Castello a Roma, tra il 25 aprile ed oggi. Il Tevere è stato disceso in canoa, a piedi, in bici e a cavallo, l'organizzazione è stata della Uisp. Una manifestazione molto bella, interessante e piena di colori. Da ponte Milvio anche gli amici di VediROMAinbici si sono uniti ai canoisti. Giunti a ponte Sant'Angelo hanno pranzato tutti insieme. Dopo pranzo è iniziato un fantastico giro per Roma in bici attraverso le piazze e le strade più belle.
E' stata una bellissima giornata di sole con tanta compagnia e allegria degli amici di VediROMAinbici che costituiscono una grande famiglia.
E' stata una bellissima giornata di sole con tanta compagnia e allegria degli amici di VediROMAinbici che costituiscono una grande famiglia.
Eccoci alla partenza del tratto romano della
Discesa Internazionale del Tevere, siamo tra ponte Risorgimento e ponte della Musica.
Abbiamo raggiunto in bici ponte Sant'Angelo,
ecco che arrivano anche i canoisti.
Altre gare di canoa organizzate nella stessa giornata.
Il panorama è quello meraviglioso di Castel Sant'Angelo,
della cupola di Michelangelo.
Finalmente si mangia!
mercoledì 30 aprile 2014
Un vero lago è scaturito nel cuore di Roma!
Un vero e proprio lago, non una pozzanghera è sgorgata nel cuore di Roma tra i resti di una delle fabbriche abbandonate più grandi della città.
Aperta nel 1923 con il nome di Cisa Viscosa, si estendeva su
una superficie di 14 ettari, era dedicata alla produzione della seta
artificiale, il Raion Viscosa. Durante la guerra fu riconvertita per la
produzione di tessuti per le forze armate (tende, divise). lavorava a ritmi
serrati con personale tutto femminile. Dismessa nel 1955 è in abbandono.
Occupata da extracomunitari è stata sgomberata.
Nel
1992, in occasione di lavori per preparare le fondamenta di un nuovo edificio è
stata trovata una falda acquifera che ha prodotto un lago ben visibile da
google maps, è stato battezzato lago Pertini, oggi lago Exsnia. Non una pozza
stagnante ma un lago vivo connesso alla falda che ne rigenera le acque, ha una
superficie di 10.000 mq, ben più grande di quello di villa Borghese. Sembra che
i lavori di un parcheggio sotterraneo illegale abbiano fatto venire alla luce
il lago e bloccare i lavori. Ora la vegetazione si scatena e nell’acqua
appaiono i pesci. Si vede dal limitrofo PARCO DELLE ENERGIE che si sviluppa ad
un’altezza di 20 metri maggiore rispetto
all’ex edificio industriale per complessivi 2,4 ettari. In quest’area si trova
un capannone recuperato nell’estate 2011 con i principi della bioarchitettura.
Una parte del parco è occupato da un centro sociale, un’altra, con ingresso da
via Michelotti presenta una piscina e una palestra. Negli anni vari i tentativi
di costruire nell’area. Per i mondiali di nuoto del 2009 si è cercato di
realizzare impianti sportivi, con la giunta Polverini si volevano costruire
case popolari nel quadro del cosiddetto “Piano Casa”.
L' 8 giugno gli amici di VediROMAinbici ci accompagneranno alla scoperta di questo fantastico luogo, naturalmente in bici e con una visita guidata. Roma non manca mai di stupirmi!
martedì 29 aprile 2014
No, la tassa ai turisti no!
Da alcuni anni il Comune di Roma ha messo una tassa sui turisti, è una piccola cifra che varia a seconda della categoria dell'albergo in cui si alloggia. Per il bilancio del 2014, il Comune è alla ricerca di soldi, come al solito far quadrare i conti non è una cosa facile. Capisco le necessità di ogni Comune, in particolare di un Comune grande come quello di Roma. Per chiudere in pareggio i conti il Comune ha deciso di alzare questa tassa, anzi di raddoppiarla.
Secondo me questa tassa è ingiusta, anche se piccola, perché la logica deve essere che i turisti bisogna invogliarli a venire a Roma, portano soldi, agli alberghi, ai ristoranti, ai bar, ai musei comunali e statali, e a tutti i negozianti. Il turismo è una risorsa. Se è vero che un turista viene a Roma in media per 3 giorni, se noi riuscissimo ad alzare questa media anche solo di un giorno vorrebbe dire milioni di euro che entrano in circolazione. In conclusione, dobbiamo incoraggiare i turisti, non tassarli, ci guadagniamo tutti!
Secondo me questa tassa è ingiusta, anche se piccola, perché la logica deve essere che i turisti bisogna invogliarli a venire a Roma, portano soldi, agli alberghi, ai ristoranti, ai bar, ai musei comunali e statali, e a tutti i negozianti. Il turismo è una risorsa. Se è vero che un turista viene a Roma in media per 3 giorni, se noi riuscissimo ad alzare questa media anche solo di un giorno vorrebbe dire milioni di euro che entrano in circolazione. In conclusione, dobbiamo incoraggiare i turisti, non tassarli, ci guadagniamo tutti!
lunedì 28 aprile 2014
Una zona 30 per l'Appia Antica è doverosa e rispettosa del passato glorioso della strada.
Il commissario dell'Ente Parco dell'Appia Antica Mario Tozzi ha proposto alle autorità competenti di istituire la zona 30 nel tratto di via Appia Antica compreso da porta San Sebastiano a Cecilia Metella. La zona 30 vuol dire che le auto potranno passare per la strada ma non dovranno superare i 30 Km/h. Mi sembra una idea molto giusta, adesso le macchine sfrecciano oltre i 70/80 Km/h ed anche oltre, lo posso dire con certezza perché abito in zona e nella scorsa settimana ci sono andato due volte per le passeggiate in bici organizzate dalla biblioteca della bici che ha sede nel primo tratto della via dove si trova la ex Cartiera Latina.
Mi auguro che le autorità competenti accolgano questa proposta.
domenica 27 aprile 2014
Una opera straordinaria: l'Acquedotto del Peschiera.
L'acquedotto del Peschiera è uno dei più grandi acquedotti del mondo a trasportare solo acqua di sorgente. La sua portata media è di 14 metricubi al secondo, la sua lunghezza è di quasi 130 Km, il 90% è sotterraneo. Il nome deriva dalle sorgenti da cui adduce le acque: il Peschiera e le Capore, è stato realizzato in varie fasi tra il 1937 e il 1980.
Con gli amici di Vediromainbici siamo andati a scoprire il tracciato di questo acquedotto. Siamo in 21.
Con gli amici di Vediromainbici siamo andati a scoprire il tracciato di questo acquedotto. Siamo in 21.
Alla partenza di largo Corrado Ricci c'è una postazione di pronto soccorso
e i bagni chimici perchè oggi è la giornata di canonizzazione di due papi.
A Roma oltre un milione di pellegrini!
Piazza San Pietro e via della Conciliazione non li può contenere tutti,
ecco quindi i maxi schermi in via dei Fori Imperiali,
facciamo fatica a passare con le bici tra i pellegrini.
Ci fermiamo a piazza del Popolo. Che si fa? Si va avanti oppure no?
Pioviccica!
Eccoci in cima a via De Amicis, che salita!!!
Eccoci a Monte Mario, qui Mario illustra!
Un fontanile dell'Ottocento, opera di Pio IX,
quando era una lontana borgata di Roma.
Monte Ciocci, la più bella scoperta di oggi, un parco recentemente istituito,
con un bel panorama sul Vaticano e Roma.
Il luogo merita, ci vuole una foto ricordo!
Concludiamo l'itinerario in piazzale delle Medaglie d'oro
dove si trova la mostra dell'acquedotto del Peschiera,
una bella fontana circolare degli anni Trenta che doveva essere provvisoria.
sabato 26 aprile 2014
Visitare la chiesa di Sant'Urbano alla Caffarella è come visitare una chiesetta di campagna.
A proposito di Caffarella! Restiamo in tema. Nella valle c'è una chiesetta che pochi conoscono, perchè la Caffarella è uno di quei luoghi che solo gli amanti di Roma conoscono, ma soprattutto perchè è sempre chiusa. Domenica, con appuntamento alle ore 10 in largo Tacchi Venturi, il comitato del parco della Caffarella organizza una visita guidata alla chiesa che, per l'occasione sarà aperta.
Quella che oggi è una chiera era un un tempio a dedicato a Cerere, la dea delle messi corrispondente a Demetra dei greci, in seguito fu intitolata anche a Faustina moglie divinizzata dell'imperatore Antonino Pio. Faceva parte del Triopio, villa e tenuta agricola del II secolo d.C. costruita da Erode Attico, aveva questo nome in ricordo del re Triopas di Tessaglia[1] che aveva osato tagliare la legna del bosco sacro a Demetra e per questo punito con una fame insaziabile. Il nome era un avvertimento verso possibili ladri. Del tempio pagano si conservano addirittura le tegole del sottotetto. In origine era sollevato su un podio con sette gradini al centro di un grande terrazzamento rettangolare che oggi si individua a fatica. La platea era cinta da portici. In laterizio non è solo il corpo dell'edificio (cioè il muro perimetrale, il timpano e la costruzione interna) ma anche la decorazione della parte alta della facciata (mensole, cornici, dentelli e ovuli), secondo l'uso tipico del II secolo d.C. Il tempio ha quattro colonne sulla facciata, le colonne, i capitelli corinzi e l'architrave sono in marmo pentelico[2], un marmo bianco proveniente dalla Grecia e le cui miniere appartenevano ad Erode Attico. Il muro tra le colonne è dovuto al restauro del 1634 quando nella facciata si era aperta una crepa visibile ancora oggi.
Quella che oggi è una chiera era un un tempio a dedicato a Cerere, la dea delle messi corrispondente a Demetra dei greci, in seguito fu intitolata anche a Faustina moglie divinizzata dell'imperatore Antonino Pio. Faceva parte del Triopio, villa e tenuta agricola del II secolo d.C. costruita da Erode Attico, aveva questo nome in ricordo del re Triopas di Tessaglia[1] che aveva osato tagliare la legna del bosco sacro a Demetra e per questo punito con una fame insaziabile. Il nome era un avvertimento verso possibili ladri. Del tempio pagano si conservano addirittura le tegole del sottotetto. In origine era sollevato su un podio con sette gradini al centro di un grande terrazzamento rettangolare che oggi si individua a fatica. La platea era cinta da portici. In laterizio non è solo il corpo dell'edificio (cioè il muro perimetrale, il timpano e la costruzione interna) ma anche la decorazione della parte alta della facciata (mensole, cornici, dentelli e ovuli), secondo l'uso tipico del II secolo d.C. Il tempio ha quattro colonne sulla facciata, le colonne, i capitelli corinzi e l'architrave sono in marmo pentelico[2], un marmo bianco proveniente dalla Grecia e le cui miniere appartenevano ad Erode Attico. Il muro tra le colonne è dovuto al restauro del 1634 quando nella facciata si era aperta una crepa visibile ancora oggi.
Superati pochi gradini si entra in un
atrio utilizzato fino a pochi anni fa come abitazione del guardiano. Qui vi era
la statua di Cerere rubata agli inizi degli anni Ottanta. Si entra in una
grande stanza che era la cella del tempio, stranamente grande e luminosa. Qui
vi erano le statue delle due dee a cui era dedicata e forse quella di Annia
Regilla. Era un luogo sacro riservato al sacerdote. All'interno è conservato un
piccolo altare cotondo di marmo rinvenuto nel giardino nel 1616 nel quale si
legge una iscrizione in greco dedicata a Dioniso che fece supporre che il
tempio fosse a lui dedicato.
Le foto di questo post sono state scattate dall'autore del blog,
il loro uso è libero.
Nel VI secolo fu convertito in chiesa
cristiana e dedicato a Sant'Urbano vescovo il cui corpo era sepolto al quarto
miglio della via Appia. Il restauro più importante fu compiuto dal cardinale
Francesco Barberini nel 1634. Gli affreschi che ornano i riquadri risalgono
all'XI secolo, ma furono rimaneggiati nel Seicento da papa Urbano VIII
Barberini. Attraverso una piccola scala si scende alla cripta, le dimensioni
ridotte e la sua posizione sotto l'altare provano che essa fu costruita per
essere una "Confessione", cioè luogo per conservare le reliquie. Il
tetto con la volta a botte era decorato da una serie di stucchi ottagonali e
quadrati contemporanei a quelli delle tombe dei Valeri e dei Pancrazi nelle
tombe della via Latina. Di tutti gli stucchi ottagonali è rimasto proprio
quello centrale che raffigura due
persone in rilievo una delle quali interamente conservata: è una donna
nobilmente vestita. Forse l'apoteosi di Annia Regilla. L'affresco della
Crocifissione reca la firma frater Bonizzo e la data 1011. Gli affreschi
appartengono allo schema tipico del periodo medioevale. Le 34 scene distribuite
lungo le pareti rappresentano episodi tratti dal Vangelo, dal martirio di San
Lorenzo e di altri santi non ancora ben identificati.
Una occasione rara per vedere questo tempio/chiesa, fidando in buone condizioni meteo, è un'occasione da non perdere!
[1] Tessaglia regione della Grecia che ha come capitale Larissa, è a
Nord di Atene sul mar Egeo.
[2] Marmo pentelico marmo bianco a grana fine, può assumere tonalità di
giallo oro, talvolta con brillanti venature verdastre. La cava da cui si estrae
si trova a circa 5 Km a nord est di Atene, nel versante del monte Pentelico. E'
stato usato per il Partenone, i propilei e l'Eretteo, dai romani per il tempio
di Giove Ottimo Massimo sul Campidoglio.
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