Vitinia
è nata dopo la prima guerra mondiale come borgata rurale con il nome di Risaro.
Verso Ovest si trova il fosso di Malafede che proviene dalle alture tra Albano
e Castel Gandolfo, la zona che attraversa è oggi tutelata come Riserva Naturale
di Decima Malafede. Il nome del fosso deriva dalla selva che era frequentata da
briganti negli anni precedenti l’unità d’Italia. Durante la seconda guerra
mondiale si trovava nelle vicinanze un deposito di carburanti che fu attaccato
e conquistato dai paracadutisti tedeschi a poche ore dall’annuncio
dell’armistizio dell’8 settembre 1943, dodici soldati italiani vennero fatti
prigionieri.
Nel dopoguerra la borgata si è ampliata
con interventi di edilizia spontanea. Vista dal satellite la borgata sembra
composta da piccole case.
Le strade sono intitolate a comuni della
Romagna.
L'immagine di copertina del libro
è tratta da ibs.it che ringrazio.
Ma se vogliamo conoscere meglio questo lembo di Roma ora abbiamo un bel libro a cura di Roberto Scanarotti con uno scritto di Duccio Demetrio, il titolo è Ritorno al Risaro, Viaggio nella memoria del quartiere romano di Vitinia, ed. lo sprint.
"Testimonianze di vita, semplici ricordi difatti, persone, cose di appena qualche decennio fa, che oggi sembrano quasi preistoria. Dalla cui lettura si apre un punto di osservazione trasversale sul paesaggio umano e sociale che dal dopoguerra in poi ha fatto da sfondo alla nascita dell'odierno quartiere romano di Vitinia.
Ritorno al Risaro è un viaggio dell'anima e nell'anima di questo luogo, compiuto attraverso le storie che alcuni diretti testimoni hanno consegnato all'Officina del Racconto di Roberto Scanarotti con un preciso e condiviso obiettivo: contribuire alla conservazione della memoria".
Il brano tra virgolette è dalla prefazione al libro stesso.
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