venerdì 28 ottobre 2016

Avremo una stazione - museo!

   Presto avremo a Roma una stazione della metro C che sarà anche un museo, anzi una archeo-stazione. Si tratta della stazione di San Giovanni.
Sotto piazzale Appio sorgerà
la archeo-stazione.

   Lo ha detto il sovrintendente Francesco Prosperetti. E’ stato definito un allestimento interno che racconta, anche attraverso l’esposizione di alcuni reperti, le scoperte archeologiche avvenute durante i lavori. La realizzazione è affidata a Roma metropolitane.
   Una buona notizia per la nostra città e per i quartieri Tuscolano e Appio Latino che hanno tanto da raccontare!

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova la porta delle che vedi sotto.
Nelle foto di ieri porta San Giovanni.
     E' la porta da cui esce la via Appia Nuova, dopo alcune centinaia di metri, si dirama a sinistra la via Tuscolana[1] per Frascati. Voluta da papa Gregorio XIII[2], come recita la lapide posta sul lato esterno, fu progettata da Giacomo della Porta o più probabilmente Giacomo del Duca, entrambi collaboratori di Michelangelo. La tradizione insiste sul primo nome, tale architetto morì nei pressi della porta per una indigestione di meloni e cocomeri fatta durante una gita ai Castelli.
     Venne aperta nel 1574, come recita la lapide, quando si decise un nuovo tracciato della via Appia Antica (qui chiamata via Campana) e in un programma di ristrutturazione del Laterano. In conseguenza di ciò la porta Asinaria, di epoca romana, venne chiusa.
     Il disegno della porta la fa somigliare all'ingresso di una villa più che ad una struttura difensiva, mancano le torri laterali. Un mascherone sovrasta l'arco.
     Ai primi del Novecento la città cominciò ad estendersi oltre la porta per cui si rese necessario aprire altre porte laterali, venne interrato un corso d'acqua che passava subito fuori la porta stessa.
     Da questa porta il 4 giugno 1944 le truppe liberatrici anglo americane entrarono in Roma tra due ali di folla festanti.

    Porta San Giovanni resta cara nel ricordo dei romani per le feste legate alla notte di San Giovanni, il 23 giugno, detta la "notte delle streghe". Secondo la leggenda il fantasma di Erodiade, che aveva convinto il marito Erode Antipapa a far decapitare Giovanni Battista, riuniva tutte le streghe sui prati del Laterano. Per scacciarle i romani organizzavano una festa con fuochi artificiali per metterle in fuga. In questa occasione era tradizione mangiare le lumache le cui corna simboleggiano discordia. Celebre il festival della Canzone Romanesca nel quale vennero lanciate canzoni di grande successo. A questo è legato il nome di Romolo Balzani. Recentemente il IX Municipio ha cercato di rivitalizzare questa festa con esiti modesti.



[1] Via Tuscolana. E' una via medioevale che conduceva a Tuscolo oggi Frascati. Non è certa l'esistenza di una via romana.
[2] Papa Gregorio XIII. Ugo Boncompagni, bolognese. Legò il suo nome alla riforma del calendario, contribuì a far trionfare la Controriforma in Polonia, potenziò l'università dei gesuiti che prese il nome di Gregoriana. Approvò la nascita di un Conservatorio di musica a Roma. Morì nel 1585.

giovedì 27 ottobre 2016

Ecco il Giro d'Italia n. 100.

   E' stato presentato il Giro d'Italia n. 100. L'anno prossimo partirà dalla Sardegna, dove si correranno le prime tre tappe, quindi trasferimento in Sicilia con una tappa che avrà il suo arrivo sull'Etna a quota 1.892 (siamo solo alla quarta tappa). Il Giro si correrà dal 5 al 28 maggio 2017, avrà quattro arrivi in salita, cinque tappe di alta montagna, due crono individuali, la seconda l'ultimo giorno a Milano con arrivo in piazza Duomo. In tutto i corridori dovranno fare 3.572 Km, durante il percorso vi saranno delle tappe che renderanno aomaggio a Fausto Coppi, Gino Bartali, Marco Pantani, Ercole Baldini e Felice Gimondi. Ci sarà spazio per una iniziativa in favore delle popolazioni colpite dal terremoto del 24 agosto.
   Unica nota negativa, almeno per noi romani, è che il Giro non farà tappa a Roma, nè passerà dal Lazio. Chi lo vorrà vedere nel punto più vicino alla nostra città, potrà andare a vedere la crono Foligno-Montefalco in Umbria.
   Speriamo che presto il Giro torni a Roma.
Il logo del Giro d'Italia 2017 è tratto dal sito della gazzetta.it
che si ringrazia.

Roma protagonista nel film: "L'allieva".

   In queste sere Roma la fa da protagonista nella televisione. In prima serata su Rai Uno, dal 27 settembre, è in onda il film "L'allieva", completamente ambientato a Roma. La serie televisiva è tratta dai romanzi L'alieva, Sindrome da cuore in sospeso e Un segreto non è per sempre di Alessia Gazzola. Il film si articola in 11 episodi.
   La protagonista del film è Alice Allevi, interpretata da Alessandra Mastronardi, una studentessa di medicina indecisa sul proprio futuro. Dopo la morte della badante di sua nonna scopre la sua strada: studiare medicina legale. Frequentando l'Istituto di Medicina Legale si imbatterà nel dottor Claudio Conforti, interpretato da Lino Guanciale, del quale si infatuerà e con cui si creerà una forte intesa.

Il villino liberty del Pigneto in cui si svolge la storia.

   Roma è il palcoscenico della storia. L'abitazione della protagonista è al Pigneto, in via Braccio da Montone 21, dove si trova un bellissimo villino liberty. L'istituto di Medicina Legale non è altro che un bellissimo edificio neoclassico di via Gramsci, vicinissimo alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna.
L'Accademia Britannica nei pressi della facoltà di architettura,
nella finzione è la sede dell'Istituto di di Medicina Legale.


Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova la porta delle mura Aureliane che vedi sotto.

Nella foto di ieri porta Portese.
     Si tratta di una delle porte delle Mura Gianicolensi volute da papa Urbano VIII Barberini nel 1644 per includere nel perimetro delle mura di Roma anche il Gianicolo troppo vicino al Vaticano. Il progetto fu redatto dall'architetto Marcantonio De Rossi, padre di Mattia De Rossi[1], il quale riuscì ad avere l'incarico grazie all'interessamento di Donna Olimpia Maidalchini cognata del papa. Anche la porta si deve al De Rossi, ma fu terminata dopo la morte del papa, quindi su di essa si trova lo stemma di Innocenzo X Pamphili.
     L'aspetto generale è comunque quello di una porta incompiuta e con uno stile diverso dalle altre per le nicchie vuote, le maestose colonne, la balconata invece del cammino di ronda. Mancano inoltre le due torri laterali. Dalla porta inizia la via Portuense[2] che oggi conduce a Fiumicino anche se è più usata l'autostrada.
     La porta Portese delle mura Aureliane si trovava qualche centinaio di metri più a Sud, all'incrocio dell'attuale via Portuense con via Bezzi.

     Nelle vicinanze si trovava il porto di Ripa Grande, all'interno delle mura per una questione di dazio, tale porto è scomparso con la costruzione degli argini del Tevere. Sempre all'interno delle mura si trova l'Ospizio di San Michele utilizzato in parte come carcere minorile fino al 1938, ospizio di poveri vecchi e bambini abbandonati. Il progetto del palazzo è di Ferdinando Fuga. Oggi è sede del Ministero dei Beni Culturali con l'Istituto Centrale per il Catalogo, la scuola e i laboratori dell'Istituto Superiore per il Restauro. Oltre la porta si trovava l'Arsenale Pontificio della metà del Settecento sul quale vi è il progetto della Sovrintendenza di trasformarlo in un museo del fiume Tevere. Davanti alla porta, ogni domenica mattina, si tiene il mercato di Porta Portese. Si tratta di un mercato di generi vari, anche usato, di antiquariato, di vestiario, di stampe e libri antichi, di biciclette nuove e usate. Tale mercato si è installato in questa zona dagli anni del dopoguerra quando si praticava la "borsa nera". Celebre è la canzone degli anni Settanta di Claudio Baglioni intitolata "Porta Portese" che offre un affresco vivo della situazione del mercato.



[1] Mattia De Rossi. Ingegnere e architetto del Seicento allievo del Bernini. Collaborò per la nuova balaustra di ponte sant'angelo, direzione dei lavori pavimento del portico di San Pietro, perizia tecnica sulla cupola di san Pietro. Il padre Marcantonio aveva lavorato oltre a questa porta all'abbazia di San Martino al Cimino.
[2] Via Portuense. Strada consolare fatta costruire alla fine del I secolo per collegare la città con Portus, il nuovo porto voluto da Claudio poichè quello di Ostia era insufficiente la traffico mercantile. Oggi è la strada provinciale n.1.

mercoledì 26 ottobre 2016

Una bella chiesa, in un angolo appartato!

  Una bella notizia ci arriva da una chiesa poco conosciuta, si trova in un angolo appartato di Roma, se ne sta sola soletta, vuole essere cercata, scoperta. Forse solo gli abitanti di Monteverde Vecchio e i frequentatori di villa Doria Pamphili, la conoscono. Parliamo della chiesa di San Pancrazio. E' stato scoperto un affresco del Seicento, sembra del giovane Pietro da Cortona. Rimuovendo la tela di Palma il Giovane del 1615, per restaurarla, si sono scoperti gli affreschi sottostanti. Claudio Strinati, tra i massimi esperti di pittura romana tra Cinquecento e Seicento, vede gli affreschi e li data al 1600-1625, forse di un Pietro da Cortona pre barocco.



Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova la porta delle mura Aureliane che vedi sotto.
Nella foto di ieri porta Pinciana. Si trova in cima a via Veneto.
     Il suo nome deriva dalla gens Pincia che possedeva il colle omonimo. Anticamente era chiamata porta Salaria Vetus perchè da qui usciva la via Salaria[1], nel medioevo si chiamò porta Belisaria perchè secondo una leggenda il generale bizantino Belisario, ormai vecchio e cieco, mendicava nei pressi della porta, si tratta di una leggenda infondata perchè il generale morì ricco, unico dato certo, nei pressi della porta aveva il quartier generale.
     La porta fu aperta dall'imperatore Onorio nel 403 ingrandendo una posterula e realizzando le due torri laterali a base semicircolare. L'unico arco in laterizio venne ampliato e rinforzato. Questa porta e tutto il tratto di mura fino a Castro Pretorio videro i combattimenti tra Belisario e Vitige il re dei Goti. Il generale bizantino riuscì vittorioso con poche migliaia di uomini contro l'esercito dei goti forte di 150.000 soldati. Di quel periodo è la croce greca incisa sul lato esterno dell'arco della porta. Nel 1808 risulta murata, venne riaperta nel 1887 con l'urbanizzazione dei rioni Ludovisi e Sallustiano e la distruzione della splendida villa Ludovisi. A quella data sono da attribuire i due fornici laterali.
     Negli anni Sessanta la porta è stata impacchettata dall'artista Christo per alcuni mesi, alla Gnam si conservano ancora i disegni del progetto. Questa forma di arte contemporanea si chiama land-art, l'artista bulgaro voleva impacchettare il Colosseo ma non gli venne dato il permesso.




[1] Via Salaria. Strada consolare romana che collegava con il mar Adriatico (passando per Rieti e Ascoli Piceno), giungeva presso l'attuale San Benedetto del Tronto. Oggi è la SS4.

martedì 25 ottobre 2016

Una buona notizia per la Caffarella

   Il parco Regionale dell'Appia Antica, il parco Regionale dei Castelli Romani e l'associazione di volontariato Comitato per il Parco della Caffarella, venerdì 21 ottobre, hanno sottoscritto il manifesto di intenti verso il Contratto di Fiume per l'Almone. Con esso i promotori si impegnano a lavorare alla costruzione di un Contratto di Fiume.

   Questo può essere finalmente lo strumento per raggiungere obiettivi specifici legati da un lato al miglioramento della qualità dell'ecosistema, dall'altro al miglioramento della capacità di gestione e monitaraggio, con effetti indiretti ma significativi nel lungo termine sull'ambiente fisico e il benessere dei cittadini.

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova la porta delle mura Aureliane che vedi sotto.
Nella foto di ieri porta Pia.
E' la porta di Roma da cui esce la via Nomentana[1], fu costruita per volere di papa Pio IV Medici[2] (da cui il nome) su disegno di Michelangelo tra il 1561 e il 1565, si tratta dell'ultima opera dell'artista. La porta Nomentana di epoca romana si trovava poche centinaia di metri più a Est.
     Secondo il Vasari Michelangelo presentò al papa tre progetti, tutti belli, per cui venne scelto il più economico. Siccome l'artista aveva ottantacinque anni lasciò la realizzazione dell'opera ai suoi collaboratori. Nel 1853 la porta venne ricostruita su progetto di Virginio Vespignani[3]. Per un maggiore effetto scenico la porta era quindi un po' arretrata rispetto alla linea delle mura alla quale era collegato con due tratti di muro obliqui sovrastati dalla stessa merlatura della porta, era ad una sola arcata. Le stampe fino al 1577 raffigurano una torre sul lato esterno della porta, poi appare mozzata.
     La facciata esterna ospita due statue fiancheggiate da quattro colonne con le statue di sant'Agnese e di Sant'Alessandro, messe per volontà di Pio IX. Le due statue furono danneggiate dai cannoneggiamenti per aprire la breccia nel 1870. Restaurate, furono ricollocate nel 1929.
     L'edificio interno - che era utilizzato come ufficio doganale - è adibito a Museo Storico dei Bersaglieri, perchè fu questo corpo ad aprire il varco nelle mura e ad entrare in città nel 1870. Qui si trova la monumentale tomba di Enrico Toti, eroe della prima Guerra Mondiale.
    
Di fronte alla porta è il monumento al Bersagliere di Publio Morbiducci del 1932. Il luogo è sovente utilizzato dal Partito Radicale per le sue manifestazioni, una di queste si tiene sempre il 20 settembre nella ricorrenza della breccia.



[1] Via Nomentana. Strada consolare romana collegava  Roma con Mentana. Oggi è SP.
[2] Pio IV Medici. Giovanni Angelo Medici di Marignano. La sorella fu madre di San Carlo Borromeo, Margherita Medici. Discendente di un ramo milanese dei Medici. Conclude il Concilio di Trento, emana la "Professio Fidei Tridentinae" il 13 nov. 1564. Diede incarico a Michelangelo di disegnare porta Pia. E' sepolto in Santa Maria degli Angeli.
[3] Virginio Vespignani. Architetto collaboratore di Poletti è stato molto attivo durante il pontificato di Pio IX soprattutto in opere di restauro essendo di formazione accademica. Suo il quadriporti del Verano, i restauri a porta San Pancrazio e Porta Pia. E' morto nel 1882.

lunedì 24 ottobre 2016

Non c'è pace per i ciclisti romani


   Ancora un ciclista travolto da un'auto, ancora una volta un grave incidente su una pista ciclabile nel punto di intersezione con la strada pubblica. A farne le spese questa volta è stato un uomo di 35 anni in viale Angelico nella notte tra venerdi e sabato scorsi. L'uomo in bici è stato travolto da una Fiat 500, l'autista si è fermato a prestare soccorso. Il ciclista è stato trasportato al Policlinico Gemelli dove è ricoverato in terapia intensiva.
   Possibile che non si riesce a fermare questa strage! Eppure Comune e Regione hanno progetti e idee lodevoli in favore dei ciclisti. Speriamo che facciano presto, questa sta diventando una emergenza!

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova la porta delle mura Aureliane che vedi sotto.

Nella foto di ieri porta Metronia.
Nelle mura Aureliane era un posterula, una porta secondaria, come la Pinciana e la Asinaria, e tale rimase anche con i lavori di potenziamento fatti da Onorio nel 402. Il fornice senza stipiti ne architravi è ancora visibile da entrambi i lati sebbene sia murato. La porta fu praticamente inutilizzabile da quando nel 1122 il papa Callisto II utilizzò tale porta per far passare il fosso dell'Acqua Mariana che proveniva da Squarciarelli, scorreva tra Appia e Tuscolana, passava da porta Furba e dall'attuale piazza San Giovanni e via Sannio. Una volta entrato in città passava dal Circo Massimo e da lì confluiva nel Tevere dove era la Cloaca Massima.
     Il popolo chiamò quest'acqua da Mariana in Marana e con tale termine indicò tutti i corsi d'acqua minori che si trovavano a Roma e nelle immediate vicinanze.
     A memoria dei successivi lavori di restauro di questo tratto di mura vi sono due lapidi sul lato interno della porta, una è del 1157, in piena epoca comunale (Arnaldo da Brescia), l'altra del 1579. Anche se non sono ben leggibili, notare una curiosità: su entrambe è riportato il nome di Nicola Mannetto, due discendenti di una stessa famiglia.
     Le arcate laterali furono aperte nei primi anni del Novecento in vista dell'espansione urbanistica della zona. In quegli anni si andò formando, subito fuori dalla porta una vera e propria baraccopoli di gente poverissima e malfamata. La zona venne sgombrata negli anni Venti / Trenta in seguito alla construzione del quartiere. Nei giardini subito fuori la porta è sistemato un semplicissimo monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale del quartiere.

     Per quanto riguarda il nome sembra che l'originale Metrovia fosse derivata da Metrobius o Metronianus proprietario terriero della zona. Secondo alcuni autori il nome poteva essere derivato da porta Gabiusa, perchè attraverso l'attuale via Gallia si poteva raggiungere Gabii sulla via Prenestina dove oggi è l'Osteria dell'Osa, Ponte di Nona.

domenica 23 ottobre 2016

Lapidi che ricordano le piene del Tevere

   Nonostante il tempo brutto, VediRomainbici è riuscita a realizzare la pedalata che aveva organizzato per questa mattina, tema: "Le lapidi delle piene del Tevere". Eravamo in 32, non è piovuto, a tratti è uscito il sole.
Prima della partenza da largo Corrado Ricci.

Prima tappa la fontana dell'Acqua Acetosa.

Sosta per un caffè al Centro Sportivo Giulio Onesti.


Due lapidi insolite a piazza del Popolo che ricordano le piene del Tevere.


Una lapide che con stile essenziale ricorda la piena del Tevere in via dell'Arancio.


Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova la porta delle mura Aureliane che vedi sotto.
Nella foto di ieri porta Maggiore.
     E' l'unica porta di Roma a due fornici, serviva per permettere il passaggio della via Prenestina[1] e Labicana (poi Casilina[2]). In questo punto di Roma convergono ben 8 acquedotti degli 11 che portavano l'acqua alla città antica. Si trova in un'area ricca di reperti archeologici.
     Fu costruita sotto l'imperatore Claudio nel 52 per consentire all'acquedotto Claudio di scavalcare le due strade consolari. E' realizzata in opera quadrata di travertino con i blocchi in bugnato rustico secondo lo stile dell'epoca inserite in edicole con timpano e semicolonne corinzie. L'attico è diviso da marcapiani in tre fasce. Le due superiori corrispondono ai canali degli acquedotti Anio Novus (il più alto) e Aqua Claudia.
     Da Aureliano fu inserita nel percorso delle mura, la porta prese il nome anche di Praenestina o Labicana. Fu fortificata ai tempi di Onorio che fece costruire un bastione cilindrico tra le due porte e da torri quadrate ai lati, le due porte erano sormontate da finestrelle ad arco, oggi ricollocate nei giardinetti.
     Durante l'assedio dei Goti di Vitige le porte furono murate per limitare il numero di porte da difendere, così la porta Labicana risulta quasi sempre chiusa.
     Nel 1838 papa Gregorio XVI fece restaurare la porta demolendo la struttura onoriana, forse anche perchè asimmetrica, ripristinando l'assetto di Aureliano come dice una scritta all'estrema sinistra. Ma gli archi erano così grandi: sei metri di larghezza per 14 di altezza che l'eventuale difesa risultava problematica. Si provvide quindi a restringere le due aperture. Nel corso di questi lavori venne alla luce il SEPOLCRO DEL FORNAIO EURISACE, probabilmente un liberto arricchito, e di sua moglie Atistia, databile al 30 a.C.
     Nel 1915 il Comune effettuò altri lavori per la sistemazione del piazzale demolendo la struttura ottocentesca. Il 4 giugno 1944 da questa porta entrarono le truppe liberatrici anglo americane che avevano sfondato il fronte a Cassino (anche da porta San Giovanni e porta San Sebastiano).
     Nel 1956 altri lavori di restauro portarono alla luce il basolato romano delle due strade, su di essi è possibile vedere i solchi lasciati dal passaggio dei carri.



[1] Via Prenestina. Strada consolare romana così detta perchè conduceva e conduce a Palestrina, fu anche chiamata Gabi perchè inizialmente arrivava a Gabi (Osteria dell'Osa). Oggi è una strada provinciale.
[2] Via Casilina. Strada consolare che univa a Casilinum oggi Capua passando nella valle del Sacco. Inizialmente arrivava a Labicum (per questo detta via Labicana) oggi Montecompatri qui confluiva nella via Latina. Oggi è la SS6 giunge a Pastorano in prov. di Caserta dove si congiunge con l'Appia.

sabato 22 ottobre 2016

Una vasta area della Caffarella non è protetta e valorizzata.

Ben volentieri facciamo proprio l'appello del Comitato per il Parco della Caffarella.

Cari amici Caffarellari,
vi chiediamo di sostenerci per un grave problema che riguarda sempre il nostro parco: si tratta di 11 ettari di aree di grandissimo pregio della Caffarella, con accesso da via Appia Antica (la zona del laghetto e del Domine Quo Vadis , del sepolcro di Geta, dell'Acquataccio, del probabile luogo dove c'era il tempio di Marte, ecc.) che dal 2005 sono  state espropriate, ma poi nel 2007 lasciate dal Comune in detenzione precaria ai vecchi proprietari. Ovviamente per avere questi documenti abbiamo perso un intero anno visto che dal 2014 stiamo tallonando il Comune di Roma attraverso continui accessi agli atti. 
Se il Comune non si riprende  le aree espropriate si rischia fra qualche anno l'usocapione, cioè non solo noi contribuenti  abbiamo pagato, ma poi le aree in questione verranno di fatto regalate ai vecchi proprietari. Per far cessare la detenzione precaria è sufficiente che il Comune scriva una lettera . Tutto qui e basta. Ma il Dipartimento Patrimonio del Comune da 9 anni non effettua questo banale atto, per gli stessi motivi per cui nel 2007 ha lasciato solo queste aree della Caffarella in detenzione precaria ai precedenti proprietari.
Per ulteriori informazioni leggete il link sottostante
Un caro saluto
Associazione di volontariato Comitato per il Parco della Caffarella

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova la porta delle mura Aureliane che vedi sotto.

Nella foto di ieri porta Latina.
E' una delle porte meglio conservate delle mura Aureliane, il suo nome deriva dalla via Latina[1] che vi usciva. Secondo una antica leggenda qui si sarebbe nascosto il dio Saturno (latens) dopo essere stato detronizzato da Giove.
     La porta ha ancora l'aspetto dato da Onorio che ne ridusse l'ampiezza: da m 4,20 a 3,37 attuali, come ridusse l'altezza da 6,55 a 5,65 ovviamente per motivi difensivi. Al centro dell'arco, sul lato esterno abbiamo il monogramma di Costantino, sul lato opposto la croce greca. La porta è affiancata da due torri a pianta semicircolare con feritoie, quella di sinistra ha la base con una pianta diversa dell'alzato a dimostrazione che subì rimaggiamenti di rilievo. Secondo alcune fonti potrebbe essere ciò che rimane della tomba dell’imperatore Domiziano (che dopo la morte subì la “damnatio memorie”). Al di sopra cinque finestre ad arco che corrispondono alla camera di manovra. Esisteva un cortile interno con controporta. Nel 1408 la porta fu chiusa per interramento dal re Ladislao di Napoli nel 1408 come la porta Asinaria, fino al 1669 (intervento del cardinale Giulio Gabrielli) passò periodi di chiusura piuttosto lunghi perchè la vicina porta San Sebastiano assorbiva tutto il traffico. Per tutto l'Ottocento la porta rimase chiusa, venne riaperta solo nel 1911, una foto dei primi del Novecento testimonia questo stato.
     Nelle vicinanze si trova l'Oratorio di San Giovanni in Oleo e la Basilica di San Giovanni a Porta Latina. Subito fuori le mura si trovano una serie di villini che risalgono a prima della "Grande Guerra".
     Il tratto di passeggiata tra porta Latina e porta Metronia è stato pedonalizzato dal Comune di Roma nell'aprile del 2009, trasformato a giardino, con sentieri, luoghi per la sosta, pista ciclabile collegata con quella di via delle Terme di Caracalla. Tale intervento è stato possibile perchè l'area è stata liberata dal mercato "Metronio" che ha trovato posto in una nuova e moderna struttura in piazza Epiro. L'area è illuminata[2].



[1] Via Latina. Antica strada consolare romana che usciva da porta Capena insieme alla via Appia ma, molto più antica di questa era un tracciato preistorico percorso anche dagli Etruschi per commerciare e colonizzare la Campania. Un tratto di via Latina è conservato nel Parco delle Tombe Latine, presso via dell'Arco di Travertino, altri tratti sono nel Parco degli Acquedotti e sui castelli nell'attuale via Anagnina sotto Tuscolo. Percorrendo la valle del Sacco arrivava fino a Capua. In parte il suo percorso coincise con la successiva via Labicana.
[2] Parco Metronio. La notizia della riqualificazione da: la Repubblica del 02.11.09.