domenica 12 giugno 2022

Villa Borghese e villa Ada in bici

 


   Bellissima passeggiata in bici tra villa Borghese e villa Ada organizzata da VediROMAinBici. E' stata una passeggiata fresca, sempre bellissime queste due ville nobili romane.

     Il cuore verde di Roma perché a ben vedere da una carta stradale ha proprio la forma di un cuore. Uno dei parchi storici di Roma più grandi[1], forse il più caro ai romani. E' definito anche il parco dei Musei perché in esso o lungo il suo perimetro vi si trovano sette musei: la galleria Borghese, il museo Bilotti, il museo Canonica, la casa del Cinema, il museo Civico di Zoologia, la GNAM, il museo Etrusco di Villa Giulia. A questi va aggiunto il Bioparco e Explora il museo dei bambini..

     La villa fu creata nel Seicento per il cardinale Scipione Caffarelli Borghese, nipote di Paolo V[2]. Venne così trasformato un terreno coltivato a vigna in una sontuosa "villa di delizie" che voleva gareggiare con quelle classiche e rinascimentali. Alla morte di Scipione, nel 1633, la villa era completata con una "pars urbana" con raffinati giardini provvisti di una selezione ricercata di alberi, fiori ed essenze e una "pars rustica" destinata alla coltivazione e alla caccia. Così natura libera e natura progettata dall'uomo contribuivano ad alimentare la meraviglia e il piacere dei signori che vi abitavano e dei loro ospiti. Ciascuna parte era delimitata da murature con porte.

     Il primo recinto comprendeva la zona antistante il Casino Nobile la più ricca di statue, fontane, immerse in una fitta vegetazione di pini, abeti, cipressi, lecci, olmi, larici e lauri. Il portale di questo primo recinto è oggi su via Pinciana. Ancora oggi è rintracciabile l'assetto geometrico del recinto e del suo assetto viario.

     Il secondo recinto, sempre chiuso da mura, si estendeva alle spalle del Casino Nobile, era popolato di gazzelle e daini ancora presenti nell'Ottocento. Ai lati del Casino Nobile erano i cosiddetti Giardini Segreti in cui si coltivavano specie vegetali rare e preziose tra cui agrumi e bulbacee provenienti da tutta Europa. Qui anche i Casini dell'Uccelliera e della Meridiana.

   Il terzo recinto o "Barco" era la parte coltivata o lasciata incolta che si estendeva per 40 ettari. Era il trionfo della natura, dove oggi è piazza di Siena vi era una ragnaia, un fitto bosco dove era possibile stendere delle reti per catturare gli uccelli, vi era la valle dei Platani, tutt'oggi lasciata libera, movimentata di dolci pendii con platani secolari, qui nel Novecento venne progettato il Giardino Zoologico. Questa parte ha subito i maggiori cambiamenti a partire dal Settecento.

     Nel Settecento fu trasformata radicalmente da Cristoforo Unterberger e da Antonio e Mario Asprucci[3] per volere del principe Marcantonio IV Borghese poi dal figlio principe Camillo marito di Paolina Bonaparte. L'intervento più importante fu la realizzazione del Giardino del Lago secondo i canoni del giardino all'inglese con l'introduzione di specie esotiche.

     Ancora nell'Ottocento fu ingrandita dal Luigi Canina[1] che dette alla villa un nuovo aspetto con la costruzione di numerose piccole fabbriche di stile eclettico.

     Nel 1902 fu acquistata dal re d'Italia Vittorio Emanuele III e donata al Comune di Roma che la intitolò al re Umberto I, nome che non entrò mai nell'uso comune, per i romani restò sempre e solo villa Borghese. Questo acquisto sottrasse la villa a un tentativo di lottizzazione. L’apertura al pubblico avvenne il 12 luglio 1903. Nel 1908 venne realizzato il collegamento con il Pincio (Cavalcavia sul Muro Torto). Il Galoppatoio venne realizzato dall’unione di tre vigne: Astani, Piancastelli e Lesa. Dal 1911 nella villa sorge il Giardino Zoologico[2].

     Dalla fine dell'ultima guerra vi sono stati numerosi interventi di restauro e recupero degli arredi del parco. Agli anni dei sindaci Rutelli e Veltroni si devono la trasformazione del Giardino Zoologico in Bioparco, l'istituzione del Globe, la trasformazione della casina di Raffaello in Ludoteca, la creazione della Casa del Cinema e del Museo Carlo Bilotti.



[1] Luigi Canina (Casale Monferrato 1795- Firenze 1856) architetto, teorico e archeologo. Di ispirazione neoclassica. Dal 1825 diresse, come architetto di famiglia, i lavori di ampliamento di villa Borghese realizzando i propilei su piazzale Flaminio. E' più noto per i suoi studi di architettura antica. Diresse gli scavi di Tuscolo nel 1839-40, quelli sull'Appia Antica che poi sistemò nel 1848. Sua la Casina Vagnuzzi fuori porta del Popolo. E' sepolto in Santa Croce a Firenze.

[2] La data dell’apertura al pubblico, il cavalcavia e le vigne, per queste notizie: Claudio Rendina, Villa Borghese apre al pubblico il parco-gioiello dell’aristocrazia, articolo de “la Repubblica” del 12 luglio 2015 pag. XIX di cronaca di Roma.

VILLA ADA

     Villa Ada è una delle più grandi e belle ville storiche italiane, a Roma solo villa Doria Pamphili ha una superficie maggiore. Anche se da circa 100 anni la villa è circondata da quartieri edificati, chi vi passeggia ha l'impressione di trovarsi immerso nella natura, la fitta vegetazione forma a tratti una selva impenetrabile, è il luogo ideale per passeggiare o correre o andare in bicicletta fra pinete, bosco di lecci, querce da sughero e un lago di ragguardevoli dimensioni. Vi si può entrare da via Salaria, via di Ponte Salario e via Panama. Tutto il suo territorio fa parte del II Municipio del Comune di Roma, ricade nel quartiere Parioli.

     Nella villa ci sono Km 7,700 di percorsi ciclopedonali. Le vie interne alla villa sono intitolati a precursori dell'idea dell'Europa Unita (con eccezioni).

 

     La storia della villa inizia nel Seicento quando era una tenuta agricola del Collegio Irlandese, a fine Settecento passò ai principi Pallavicini[1] che la ristrutturarono come giardino di paesaggio  creandovi percorsi geometrici e piccole costruzioni. Del progetto di sistemazione della villa fu incaricato un architetto francese Auguste Chevalle de Saint Hubert (1755-98). A questi venne affiancato, nella sistemazione del parco, Francesco Bettini (1737- post 1809) eclettico creatore di parchi e giardini, noto soprattutto per la realizzazione di un giardino all'inglese nella distrutta villa Doria Pamphili fuori porta Pinciana. Per sopraggiunti disaccordi con il committente Hubert fu sostituito da Carlo Puri De Marchis (da documenti intorno al 1793). Nel 1804 il principe Pallavicini concesse la villa in affitto a Stanislao Sanseverino con un accordo per un successivo acquisto mai perfezionato. Dal 1839 la villa figura proprietà dei Potenziani[2] (carta del censo di quella data e carta francese del 1868). Tra gli arredi del parco spicca per qualità architettonica il coffee-house settecentesco presso il casino Pallavicini, meglio conosciuto come Tempio di Flora.

     Fu acquistata dai Savoia nel 1872 da Giovanni Antonio Potenziani (circostanza che dovette facilitare la sua carriera politica visto che di lì a poco fu nominato senatore e poi ottenne il titolo di principe) che la ingrandirono con altre proprietà fino a giungere ai 180 ettari attuali, a loro si devono: il Casino nobile oggi sede dell'ambasciata d'Egitto, le scuderie che attualmente sono in abbandono (dovrebbero diventare la sede del Museo del Giocattolo), edifici residenziali e casali. Umberto I[3] preferiva vivere al Quirinale e vendette la villa al conte Tellfner, amministratore dei beni della famiglia reale, questi la intitolò alla moglie Ada. Vittorio Emanuele III[4] la riacquistò nel 1904 e divenne residenza reale chiamandola villa Savoia e tale nome restò fino al 1946 quando i Savoia dovettero lasciare l'Italia in seguito al referendum monarchia o repubblica del 2 giugno.

     Durante l'ultima guerra mondiale nella villa venne costruito un bunker antiaereo come in villa Torlonia residenza della famiglia Mussolini, attualmente si sta restaurando (poteva ospitare delle vetture, aveva una uscita di emergenza). In questo luogo, il 25 aprile 1943 Benito Mussolini venne arrestato dopo il voto di sfiducia del Gran Consiglio del Fascismo. Dopo questi avvenimenti parte della villa rimase di proprietà della famiglia Savoia (parte proprietà personale del re, altra della Casa reale), mentre la parte più vicina alla via Salaria fu acquistata dal Demanio nel 1957, gestita dal comune e liberamente accessibile (ettari 34 più i 32 di Forte Antenne). Una parte della villa fu donata, dai Savoia, all'Egitto in cambio dell'ospitalità accordata al re Vittorio Emanuele III in esilio, oggi ospita l'ambasciata di tale paese. La parte privata (84 ettari) è stata lasciata in abbandono e si è quindi conservata più fedelmente.

     A partire dal 1994[5], con l'approvazione del piano di utilizzazione e l'acquisizione dell'area privata si sta lavorando ad una ricomposizione formale e funzionale. Si cerca di riqualificare il patrimonio ambientale attraverso il recupero vegetativo originario.

     Nei primi mesi del 2013 la villa è stata oggetto di lavori di restauro di grandi proporzioni. Sono stati piantati 10 nuovi pini alti 6 metri che vanno a sostituire quelli gravemente e irreparabillmente danneggiati dalla nevicata del febbraio 2012. Gli arredi e le strutture di fruizione sono state restaurate, sostituiti 1.000 metri di staccionate, 100 vecchi tronchi sono stati rimossi, 40 pozzetti impiegati per l'irrigazione sono stati messi in sicurezza.

 



[1] Palazzo Pallavicini Rospigliosi è sul Quirinale, in via XXIV Maggio. Da: Guida di Roma del Tci, op. cit.

[2] Potenziani in piazza della Quercia, l'attuale palazzo Missini Ossoli è stato proprietà Potenziani. Da: romasegreta.it.

[3] Umberto I (Torino 1844 - Monza 1900) fu re d'Italia dal 1878 al 1900. Secondo re d'Italia, venne ucciso per mano dell'anarchico Gaetano Bresci.

[4] Vittorio Emanuele III (Napoli 1869 - Alessandria d'Egitto 28 dic. 1947) fu re d'Italia dal 1900 al 1946, imperatore d'Etiopia dal 1936 al 1943, re d'Albania dal 1939 al 1943. Abdicò il 9 maggio 1946, gli succedette il figlio Umberto II. Era figlio di Umberto I e Margherita di Savoia, appena nato prese il titolo di principe di Napoli.

[5] Acquisizione dell'area private e piano di utilizzo. Provvedimento della giunta comunale presieduta dal sindaco Francesco Rutelli 1993-2001.


[1] Villa Borghese, dimensioni. E' il terzo parco di Roma dopo villa Doria Pamphili (184 ettari) e villa Ada (160 ettari), ha un perimetro di km 6, per sovraintendenzaroma.it la sua superficie è di ettari 79 ettari.

[2] Paolo V  Roma 1552 - 1621, Papa dal 1605. Camillo Borghese. Fu un papa nepotista, il nipote diede avvio alla costruzione della villa e del Casino come pure della collezione d'arte oggi Galleria Borghese. Affidò a Carlo Maderno la costruzione della facciata di San Pietro su cui spicca il suo nome, eresse il transetto modificando il progetto michelangiolesco. Affidò a Flaminio Ponzio l'ampliamento del palazzo del Quirinale. Restaurò l'acquedotto che portava l'acqua da Bracciano detto di Traiano e da allora Acqua Paola, fece costruire il fontanone del Gianicolo e quello oggi in piazza Trilussa come mostra. In santa Maria Maggiore fece costruire la cappella Paolina di fronte alla Sistina e davanti alla chiesa fece erigere la colonna prelevata dalla basilica di Massenzio. Fermo sostenitore dei diritti della Chiesa entrò in conflitto con Venezia per cui lanciò l'interdetto a Venezia nel 1606. Appoggiò la lega cattolica nella Guerra dei Trent'Anni. Fece costruire i porti di Fano e Civitavecchia.

[3] Antonio Asprucci (Roma 1723-1808) allievo di Nicola Salvi, realizzò il tempietto classico del Giardino del Lago, la fontana di Esculapio dentro villa Borghese e gli interni del Casino Nobile della villa stessa. Il suo capolavoro è la galleria che ospita il Ratto di Proserpina del Bernini. Il figlio Mario (Roma 1764-1804) progettò il tempietto di Diana dentro villa Borghese, si dedicò anche alla pittura. Da treccani.


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