mercoledì 31 agosto 2016

Viva la Caffarella

Condividiamo tutte le iniziative che servono a far conoscere, tutelare e valorizzare la Caffarella, meraviglioso spicchio di campagna romana sopravvissuta alla speculazione edilizia selvaggia degli anni del dopoguerra.

Per ulteriori informazioni consultare il sito internet caffarella.it o la pagina facebook.

Evviva! Nasce l'Ufficio per la promozione della mobilità ciclistica

   Una bella notizia per tutti i cittadini che amano la bici e una città meno inquinata e con meno macchine. Questa mattina le associazioni ciclistiche romane si sono incontrate con la commissione mobilità del Comune di Roma presieduta dal consigliere Enrico Stefano. In tale contesto l'assessora alla mobilità Linda Meleo ha annunciato che per ascoltare le associazioni e gli attivisti impegnati nella ciclabilità, sarà costituito un Ufficio Speciale per promuovere la mobilità ciclistica a Roma. Tale ufficio sarà diretto da Paolo Bellino, portavoce di Salvaiclisti.
   La costituzione di questo ufficio è un passo avanti importante verso una città più libera dal traffico e dal conseguente inquinamento. Augurando buon lavoro all'assessora Meleo e a Paolo Bellino ci auguriamo che questa volta si faccia sul serio.
Una immagine della pista ciclabile
Monte Ciocci-Monte Mario.

   A nostro modesto parere è necessario impegnare i soldi che ci sono secondo il Piano Quadro approvato quattro anni fa (ricordandosi di utilizzare i soldi delle multe), confermare e migliorare quel piano, curare la manutenzione delle piste ciclabili esistenti, realizzare la pista ciclabile Roma - Mare, proseguendo quella già esistente lungo l'argine del Tevere, realizzare la pista ciclabile lungo la via Nomentana, mettere in sicurezza le strade consolari in uscita da Roma con il sistema delle bike line.
   E' necessario fare con realismo poche cose, ma fatte bene!



Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova la piazza che vedi sotto.
Nella foto di ieri piazza Sforza Cesarini
che si trova lungo corso Vittorio.

martedì 30 agosto 2016

Livia casalinga e stratega sul Palatino

   Per chi vuole conoscere meglio la storia di Roma è in libreria un interessante libro sulla figura di Livia, la moglie dell'imperatore Augusto.

L'immagine di copertina è presa dal
sito internet della casa editrice Salerno che rigrazio.

   Moglie devota, composta e seria, formatasi nel rispetto delle migliori tradizioni romane, Livia evitava gioielli e vestiti costosi e viveva con semplicità nella dimora sul Palatino che tutti possiamo visitare entrando al Foro Romano con il biglietto comprensivo di Foro Romano, Palatino e Colosseo.
   Si prendeva personalmente cura della casa, l'imperatore, suo marito, gli aveva permesso il raro onore di gestire le sue finanze personali. Con umiltà cuciva i vestiti del marito e spesso si dimostrava brava cuoca per le cene da condividere in due, diremo oggi a "lume di candela".
   Queste e altre curiosità nel libro che ricostruisce con cura scientifica la figura di Livia.

Lorenzo Braccesi, Livia, Salerno editrice, € 18.

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Nella foto di ieri piazza Sant'Ignazio di Loyola.

lunedì 29 agosto 2016

Quando nasce una biblioteca è sempre un bel giorno


   Quando nasce una biblioteca è un giorno da festeggiare, e così sarà dal 13 al 23 ottobre alla Casa del Parco della Pineta Sacchetti dove sarà trasferita la Biblioteca della Bicicletta attualmente nell'ex Cartiera Latina. La biblioteca sarà luogo di incontro per tutti i cicloamatori romani. Per l'occasione è prevista una pedalata sulla pista ciclabile Monte Ciocci - Monte Mario con partenza e arrivo in biblioteca.
   Veramente una bella notizia!
Nella foto in alto la ex Cartiera Latina sulla via Appia Antica già sede della biblioteca della bici.

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Nella foto di ieri piazza Sant'Ignazio di Loyola che si trova nei pressi del Corso e di Montecitorio.

domenica 28 agosto 2016

La città in tasca

   Avete bambini? Non sapete come fargli trascorrere una giornata diversa in questa fine estate 2016? Prendete al balzo l'occasione offerta dall'evento che ha per titolo "La città in tasca" e che si tiene a villa Scipioni, uno dei parchi pubblici del centro storico meno conosciuti sorto in prossimità del sepolcro della famiglia romana che ha segnato la storia di Roma classica.

   Fino al 13 settembre tutti i giorni dalle 17 alle 23 teatro, musica, cinema, danza, laboratori, letture, giochi per bambini dai 3 ai 12 anni. Quest'anno si è giunti alla 22° edizione, e già questo fatto fornisce garanzie sulla qualità delle iniziative. L'evento è inserito nei programmi dell'estate romana.
Per altre info consultare il sito internet: comune.roma.it.


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Nella foto di ieri piazza Sant'Eustachio
tra il Pantheon e piazza Navona.

sabato 27 agosto 2016

A Maccarese in bici.

Se ami la bicicletta, se ti piace fare una bella pedalata in compagnia, non  mancare a questo evento. Questa è la locandina aggiornata.

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Nella foto di ieri piazza Sant'Egidio a Trastevere.

venerdì 26 agosto 2016

Roma adotta Amatrice.

   Davanti ai tragici fatti che hanno coinvolto alcune zone del reatino portando morte e distruzione ci sembra giusto sospendere i nostri post su Roma e unirci all'appello per portare soccorsi alle persone colpite dal terremoto.
L'amministrazione di Roma Capitale ha deciso di aprire un conto corrente dedicato alla rinascita del territorio distrutto dal terremoto del 24 agosto. Ognuno può contribuire con un concreto gesto di solidarietà alla rinascita di Amatrice con una donazione al conto corrente: IT 94 F 02008 05117 000104430239 con causale 'Roma adotta Amatrice'. 
"Ringrazio ancora una volta tutti coloro che attualmente sono impegnati nei soccorsi e chi finora si è prodigato nella raccolta dei beni di prima necessità. C'è bisogno dell'aiuto di tutti, non lasciamo soli i nostri amici: adottiamo Amatrice". Lo scrive su Facebook la sindaca di Roma Virginia Raggi, annunciando l'apertura del conto corrente.

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Nella foto di ieri piazza Sant'Andrea della Valle che si trova lungo Corso Vittorio, presso piazza Navona.

giovedì 25 agosto 2016

Domenica tutti al museo

Domenica andiamo tutti a visitare uno dei tanti e bellissimi musei di Roma. Il ministro Dario Franceschini ha annunciato che l'incasso della giornata sarà devoluta alle zone terremotate.
Mi sembra una bella iniziativa a cui aderire.

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Nella foto di ieri piazza Sant'Anastasia a due passi dal Circo Massimo.

mercoledì 24 agosto 2016

A Maccarese in bici!

Una bella iniziativa, da non perdere!

Vent'anni senza Antonio Cederna.

   Tra pochi giorni, il 27 sono vent'anni che Antonio Cederna ci ha lasciati. A lui dobbiamo tante battaglie storiche in difesa dell'ambiente, del verde e del vastissimo patrimonio archeologico della nostra città. Fu il primo, insieme ad Argan e Petroselli ha sognare un grande parco archeologico nel cuore della nostra città, Roma. Quello che faticosamente si sta realizzando intorno a via dei Fori Imperiali.
La foto di Antonio Cederna è tratta da:
it.wikipedia.org, che ringrazio

   Nelle sue battaglie seppe coniugare tutela e sviluppo sostenibile. Tra le tante battaglie condotte su "Il Mondo" e "la Repubblica" ci piace ricordare quella per la salvaguardia e valorizzazione del parco dell'Appia Antica.
   Antonio Cederna (Milano 1921 – Sondrio 1996), archeologo, giornalista e ambientalista, ha dedicato la sua vita alla difesa del patrimonio ambientale-storico-artistico italiano, essendone un pioniere, proprio negli anni del boom economico. Fratello di Camilla Cederna, dopo la laurea in archeologia e il diploma di perfezionamento alla scuola di Roma, lavora con Lucos Cozza a Carsoli. Abbandona l’attività di archeologo per dedicarsi a campagne di stampa sui temi della difesa dell’ambiente. Giornalista del Mondo, del Corriere della Sera, dell’Espresso e dopo la sua fondazione de la Repubblica. Nel 1955 fu fondatore di Italia Nostra, è stato consigliere comunale di Roma e deputato al Parlamento.

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Nella foto di ieri piazza Santa Maria Liberatrice,
cuore di Testaccio.

Terribile notizia del terremoto nel reatino

   Questa notte alle ore 3,36 anche a Roma si è avvertita nettamente una forte scossa di terremoto, dopo meno di un'ora un'altra scossa, meno forte e più corta.
   Il terremoto ha avuto il suo epicentro ad Accumoli in provincia di Rieti. E' stata una scossa di 6 gradi, ci sono morti e feriti, ancora persone sotto le macerie. Il sindaco di Amatrice ha detto: "Il paese non c'è più". Come sempre in questi casi tanta solidarietà e accuse di lentezza nei soccorsi.
   Non possiamo far altro che esprimere la nostra solidarietà alle popolazioni colpite dal sisma e sperare che al più presto la situazione torni alla normalità.

martedì 23 agosto 2016

Le più belle finestre di Roma11

Cosa resta delle finestre oggi, come è la finestra e quale è il ruolo della finestra nell'architettura moderna?
Questa sopra è una finestra del MAXXI, un'opera di arte contemporanea universalmente apprezzata. Cosa è rimasto delle finestre? Un nastro.

   In questi ultimi giorni abbiamo fatto un viaggio nel tempo e nello spazio, visitando almeno uno dei luoghi che presentano finestre di secoli diversi, una finestra per ogni secolo dal Duecento al Novecento passando dal romanico, al gotico, al primo Rinascimento, al secondo Rinascimento, al Barocco, al Rococò, al Neoclassico fino a giungere allo stile liberty del primo Novecento.
     E poi? Che ne è successo delle finestre. Per Le Corbusier le finestre erano a nastro, continue, un esempio eclatante lo abbiamo al villaggio Olimpico. Nel secondo dopoguerra, per l'International Style abbiamo le finestre che diventano facciate intere di palazzi, immaginiamo i grattacieli dell'EUR (palazzo Eni che affaccia sul laghetto). Per avere un esempio di finestra negli anni Duemila, possiamo prendere ad esempio il MAXXI, dove le finestre danno luce e aria alle gallerie continue che si sviluppano su vari livelli.

     La storia della finestra continua...

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Nella foto di ieri piazza Santa Maria in Trastevere, il cuore del rione stesso.

lunedì 22 agosto 2016

Le più belle finestre di Roma10

Ancora finestre belle, particolari, artistiche che si possono vedere nella nostra città. Provate a indovinare questa.
Questa è una delle finestre di palazzo Venezia.
Sul lato Ovest della piazza omonima si trova PALAZZO VENEZIA, è la prima grande opera rinascimentale di architettura civile in Roma. La possente e severa costruzione, bruna e merlata, armonizza la robustezza del castello medioevale con l’eleganza del primo Rinascimento. Il principale corpo del fabbricato ha la facciata rivolta verso la piazza e s’innalza all’angolo sinistro con una massiccia torre quadrangolare; sulla destra l’edificio continua con un altro corpo di fabbrica che volge ad angolo retto lungo via del Plebiscito, una nuda muraglia chiude il lato su via degli Astalli, l’ultimo lato include il portico della chiesa di San Marco e si raccorda la palazzetto Venezia.

     STORIA. Si attribuisce a Leon Battista Alberti[1] il progetto del palazzo, iniziato nel 1455 da Pietro Barbo - poi papa Paolo II[2] - e ultimato da suo nipote Marco Barbo, patriarca di Aquilea, titolare della vicina basilica di San Marco. Nel 1564 fu dalla Chiesa ceduto in uso alla Repubblica di Venezia per i suoi ambasciatori e per il cardinale titolare di San Marco, sempre veneziano. Passato in proprietà all’Austria per il trattato di Campoformio (1797), nel 1916 il governo italiano lo rivendicò a se, facendone iniziare i restauri a F. Hermanin. Durante il periodo fascista fu palazzo di rappresentanza del capo del governo che, nella sala del Mappamondo, ebbe il suo gabinetto di lavoro. Riaperto ai visitatori nel 1944 e sede del museo omonimo e di mostre temporanee.

     FACCIATA. E’ tripartita orizzontalmente da due cornici marcapiano continue che ne accentuano lo sviluppo in larghezza, al primo piano le finestre sono centinate, ma fra queste e quelle minori del terzo piano, architravate, si impongono, in superba sfilata, le grandiose finestre marmoree e a croce del piano nobile, caratteristiche di questo periodo specialmente in Roma e nel Lazio. Il coronamento è ancora di tipo medioevale, con merlatura guelfa a sbalzo su archetti e beccatelli. Sull’asse mediano della facciata si apre in basso un portale finemente ornato, con finestra sopralume e stemmi del cardinale Barbo, elegantissima opera attribuita a Giovanni Dalmata; al secondo piano è un balcone.

     Un altro portale è su via del Plebiscito, fiancheggiato da eleganti semicolonne con capitelli compositi, con gli scudi dei Barbo sugli alti plinti e coronamento a timpano, anch’esso attribuito a Giovanni Dalmata. Questo immette in un atrio e quindi nel CORTILE, piantato a giardino e cinto su due lati da un elegantissimo PORTICO sormontato da loggia, opera incompiuta - che doveva contornare tutto il cortile, di Giuliano da Maiano, il quale si ispirò agli ordini architettonici del Colosseo. Nel mezzo Fontana con Venezia che sposa il Mare, di G. Monaldi (1730).

     Il Museo Nazionale di Palazzo Venezia racchiude opere di arte medioevale e rinascimentale provenienti dal museo Kircheriano, da Castel Sant'Angelo e da donazioni o lasciti privati (tra i più consistenti: le armi del conte Carlo Calori, le porcellane e i dipinti di Fabrizio Ruffo di Motta Bagnara, le medaglie di Paolo II dell'antiquario Scipione Bonfigli, le sculture lignee e le opere di oreficeria provenienti dalla Marsica colpita dal terremoto del 1915, la collezione del conte George Wurts e della moglie Henriette del 1933). In mostra si trovano sculture lignee, dipinti, porcellane, bronzetti, maioliche, terracotte e armi. Sono da menzionare le sculture di Algardi, Bernini, Gianbologna, Nicola Pisano, Sansovino; le pitture di Guercino, Giorgione e Maratta.



[1] Leon Battista Alberti (Genova 1404 – Roma 1472), architetto, matematico, poeta, umanista, crittografo, linguista, filosofo, musicista, archeologo. Ha progettato la faciata di Santa Maria Novella e il palazzo Rucellai a Firenze, il tempio Malatestiano a Rimini, la chiesa di Sant’Andrea a Mantova, il palazzo munipale e il campanile del Duomo a Ferrara. Ha scritto un trattato sull’architettura e uno sulla pittura.
[2] Paolo II Pietro Barbo (Venezia 1417 – Roma 1471) papa dal 1464, nel suo stemma un leone rampante con una banda diagonale. Successore di Pio II, eletto all’unanimità con l’impegno di combattere il nepotismo e promuovere una guerra contro i turchi, promesse non mantenute. Nipote di Eugenio IV, fece incarcerare Bartolomeo Sacchi, Stefano Infessura ne parla malissimo nella sua cronaca. Scomunicò il re di Boemia Giorgio che seguiva Jon Hus, stabilì che il giubileo avesse una cadenza venticinquennale, è morto per una indigestione di melone o per un attacco di cuore (paggio), è sepolto nelle grotte vaticane. Suo successore fu Sisto IV.

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Nella foto di ieri piazza Campitelli che si trova vicinissima al teatro di Marcello.

domenica 21 agosto 2016

Le più belle finestre di Roma9

   Ancora una volta alziamo gli occhi al cielo, non per vedere le stelle, la luna o addirittura guardare se ci sono nuvole, guardiamo le finestre di Roma. Ci sono ancora tante finestre di valore artistico da scoprire nella nostra città. Provate a indovinare queste. Se non ci riuscite leggete sotto.


Sono tutte finestre che appartengono al palazzo della Farnesina ai Baullari che si trova in corso Vittorio, di fronte a palazzo Braschi.
     Detta anche palazzo Le Roy o Farnesina ai Baullari o Palazzo Regis, costruita nel 1523 per il prelato francese Le Roy (Regis) e attribuita ad Antonio da Sangallo il Giovane[1]. I gigli di Francia, posti sulla fascia del primo marcapiano, furono più tardi scambiati con i gigli farnesiani, da cui il nome del palazzo.
    Il palazzetto a pianta quadrilatera ha il basamento, che comprende piano terreno e rialzato, a bugnatura continua e alternativamene di diverso spessore, modalità questa  tipica del Sangallo. I due piani superiori hanno finestre che al primo piano sono a timpano mentre al secondo sono a piattabanda; agli spigoli si trova un addentellato di bugne sporgenti, bel cornicione a mensole. Per la costruzione del Corso la facciata venne spostata sul lato, oggi è caratterizzata dalla triplice loggia all'angolo di destra. Questa nuova facciata è opera di Enrico Gui. Intatto il lato sul vicolo dell'Aquila. Elegantissimo cortile aperto verso l'esterno con semicolonne doriche ai lati e da portichetto in fondo, questo è sormontato da una loggia alla serliana dorica e, nell'ultimo piano, da una loggia architravata con colonne d'ordine composito.
     All'interno si trova il Museo Barracco di scultura antica donato alla città nel 1902 dal barone Giovanni Barracco. E' una piccola ma interessantissima collezione creata con l'intento di illustrare la storia dell'arte delle antiche civiltà egizie, assiro babilonesi e greca. Non mancano pezzi etruschi e romani.
     Sulla piazza affacciano il Palazzo Braschi nobile architettura neocinquecentesca di Cosimo Morelli[2], eretto dopo il 1792 per i nipoti di Pio VI Braschi ed è l'ultimo palazzo delle famiglie papali costruito a Roma; su un altro lato della piazza si trova la chiesa di San Pantaleo, fondata nel 1216 e dedicata al patrono dei medici e delle nutrici, rifatta nel 1681-89 da Giovanni Antonio De Rossi per incarico dei padri Scolopi. Al secondo altare sinistro i Miracoli di San Pantaleo di Mattia Preti.



[1] Antonio da Sangallo il Giovane (Firenze 1484 - Terni 1546) architetto italiano del Rinascimento e del Manierismo. Giuliano da Sangallo e Antonio da Sangallo il Vecchio erano gli zii. E' autore di Palazzo Baldassini in via delle Coppelle (oggi Istituto Sturzo), dei Bastioni di porta Ardeatina, ha contribuito alla realizzazione di palazzo Farnese, ha realizzato un progetto per la basilica di San Pietro.
[2] Cosimo Morelli (Imola 1732 - 1812) architetto tipico del passaggio dal barocco al neoclassicismo. Cattedrale di Macerata, teatro Pergolesi di Jesi.

Finalmente! C'è la data di riapertura della Scalinata di Trinità de' Monti

   Finalmente è stata resa pubblica la data di riapertura al pubblico della scalinata di Trinità de' Monti, Dopo nove mesi di lavori sono finiti i restauri fatti con un milione e mezzo di euro donati da Bulgari. Verrà inaugurata probabilmente intorno al 21 settembre. Altri restauri con sponsor sono stati: la Barcaccia con 200.000 di Bulgari, Fontana di Trevi con 2.180.000 di Fendi, la Piramide Cestia con 2.000.000 di Yuzo Yagi, Sala degli Imperatori dei Musei Capitoli di Enel energia, che ora vuole offrire 360.000 euro per restaurare il giardino di Palazzo Caffarelli.
   Non vediamo l'ora di rivedere la scalinata riaperta al pubblico e pulita, come nuova!

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Nella foto di ieri piazza San Silvestro che è stata recentemente riqualificata.

sabato 20 agosto 2016

Le finestre più belle di Roma8

Ancora una delle finestre più belle di Roma, e non sono finite! Provate a indovinare questa.
Questa è una foto del palazzo dei Conservatori sul Campidoglio.

     La piazza del Campidoglio, piccola di dimensioni, ma grandiosa e armoniosa per l'impianto architettonico, la giustezza delle proporzioni e la coerenza stilistica dei tre palazzi che la delimitano. E' la prima piazza di Roma moderna nata su regolare progetto dovuto al genio di Michelangelo. Sulla balaustra, dal lato della scalinata, si trovano le statue dei Dioscuri, i cosiddetti Trofei di Mario, le statue di Costantino e Costantino II, due pietre miliari provenienti dall'Appia Antica. Al centro si trova la statua equestre di Marco Aurelio, unica statua equestre dell'antichità greco romana salvatasi perchè si credeva che rappresentava Costantino. La statua venne trasportata qui dalla piazza del Laterano nel 1538 su suggerimento di Michelangelo. Questa è una copia, l'originale si trova all'interno dei musei Capitolini, nell'aula progettata da Aymonino, dal 1990 (restauro 1981-1990).
     La piazza è limitata dal palazzo dei Conservatori (a destra), dal palazzo Nuovo (a sinistra) e dal palazzo Senatorio (di fronte). I primi due palazzi furono eretti su disegno di Michelangelo rispettivamente da Giacomo Della Porta[1] (1568) e Girolamo Rainaldi[2] (1655). Si nota un maestoso ordine di lesene corinzie, queste ripartiscono la facciata che è coronata da un attico a balaustra con statue marmoree. Al piano terreno un portico con colonne ioniche addossate ai pilastri. Al primo piano una serie di grandi finestre a balcone coronate da timpani curvi con conchiglie nel mezzo, ornano il tutto delle semicolonne.
     In fondo alla piazza si eleva il palazzo Senatorio, con la solenne facciata eretta tra il 1582 e il 1605 da Giacomo Della Porta e Girolamo Rainaldi alterando il priitivo progetto michelangiolesco, in sostituzione di un asimmetrico complesso medioevale e quattrocentesco sorto sui resti del Tabularium.



[1] Giacomo Della Porta Architetto e scultore del secondo Cinquecento. Conclude la costruzione della cupola di San Pietro dopo la morte di Michelangelo. Autore della facciata e della cupola della chiesa del Gesù, della fontana delle Tartarughe, e della fontana del Moro in piazza Navona.
[2] Girolamo Rainaldi architetto romano della prima metà del Seicento, padre di Carlo Rainaldi (abside di Santa Maria Maggiore e Chiesa di Santa Maria in Campitelli) assistente di Domenico Fontana, eresse Santa Teresa a Caprarola, chiamato da Innocenzo X progetto la chiesa di Sant'Agnese in Agone poi modificata dal Borromini.

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Nella foto di ieri piazza San Pantaleo lungo corso Vittorio, sullo sfondo dell'immagine si riconosce palazzo Braschi. Il nome della piazza deriva dalla chiesa omonima che affaccia sulla destra.

venerdì 19 agosto 2016

Le più belle finestre di Roma7

   Ancora una finestra che ha un rilievo storico e artistico. Provate a indovinare dove si trova. Se non ci riuscite... leggete sotto.
Nella foto due finestre di palazzo Capranica che si trova nella piazza omonima tra il Pantheon e Montecitorio. La finestra di sinistra è di stile rinascimentale, quella di destra è gotica.
     Il card. Domenico Capranica decise l'acquisto di una serie di case per sostituirle con l'attuale costruzione che doveva ospitare il Collegio che porta il suo nome. Si tratta di un Collegio per giovani avviati alla carriera ecclesiastica. La costruzione del palazzo iniziò nel 1430 e terminò venti anni dopo. Nel 1456 venne fondato il Collegio che ancora esiste.
     Il palazzo risente ancora dell'impostazione medioevale, inizialmente aveva solo il piano terreno e la torre - spostata a sinistra come in palazzo Venezia - ma più alta dell'attuale. Due portali si aprono sulla piazza, risalgono al 1451, con stemmi e iscrizioni. Al piano nobile le finestre hanno bifore e alcune sono crociate. La cappella di Sant'Agnese era alla base della torre, attualmente è stata spostata al primo piano, contiene una tela di Antoniazzo Romano[1].
     Nel Seicento venne realizzato all'interno del palazzo un teatro che dal 1922 è cinema, si tratta di uno dei più antichi teatri romani che ha ospitato, tra gli altri, Goldoni, Montesquieu e Verdi. Celebre lo scherzo del marchese del Grillo che rischiò di mandare a fuoco il teatro stesso.

     Sulla piazza, recentemente riqualificata e pedonalizzata, si trova la chiesa di Santa Maria in Aquiro, eretta nel 1590 da Francesco da Volterra[2] su una chiesa preesistente che si vuole costruita da Gregorio III nel 731, restaurata nel 1856. Deve il suo nome dal termine equira, le corse di cavalli che si tenevano nel vicino Campo Marzio. Facciata a due ordini con campaniletti laterali e balcone nel mezzo di Carlo Maderno[3] e F. Breccioli, ultimata nella parte superiore da P. Camporese[4] nel 1774 che si è ispirato alla chiesa di Santa Maria in Orto a Trastevere. Interno a tre navate divise da pilastri, gli affreschi della navata centrale, della cupola e il quadro all'altare della crociera sinistra sono di Cesare Mariani artista del XIX secolo.



[1] Antoniazzo Romano pittore tra i più importanti del Rinascimento a Roma, influenzato da Beato Angelico e Piero della Francesca. Ha lavorato alla Cappella Sistina con Perugino. Sue opere a palazzo Barberini, celebre l'Annunciazione in santa Maria sopra Minerva.
[2] Francesco da Volterra Cipriani detto. Autore della chiesa di San Giacomo in Augusta, Santa Susanna alla Terme di Diocleziano, Santa Maria in Via, San Silvestro in Capite, Santa Pudenziana e altre.
[3] Carlo Maderno autore della facciata e della navata trasversale di San Pietro, chiesa di Sant'Andrea della Valle.
[4] Pietro Camporese il Vecchio capostipite di una famiglia di architetti attivi a Roma tra Settecento e Ottocento.  E' autore del Duomo di Subiaco. Il figlio detto Il Giovane è autore della ricostruzione della basilica di San Paolo fuori le Mura.

Villa Sciarra, un luogo poco conosciuto ma bellissimo di Roma

   Villa Sciarra si trova a Monteverde Vecchio, all'interno delle mura Gianicolensi, è una villa tra le meno conosciute, ma storica, con pregevoli fontane, monumenti, statue e un casale principale degno di nota. Questo piccolo gioiello di Roma soffre di tutti i problemi che hanno le aree verdi di Roma, scarsa manutenzione, non è innaffiata, avrebbe bisogno di ben altre cure. Ci sentiamo di condividere l'appello dei residenti per portarla tra i luoghi del cuore del Fai. Così il fai avvierebbe un progetto di recupero.
   Buona fortuna villa Sciarra!



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Nella foto di ieri piazza San Lorenzo in Lucina, presso via del Corso, dal nome della omonima chiesa.

giovedì 18 agosto 2016

Le più belle finestre di Roma6

Continuiamo con questa sorprendente carrellata di finestre di Roma. Provate a riconoscere questa che vedete sotto. Se non riuscite leggete di cosa si tratta e a quale stile artistico si riferisce.
Questa è una delle finestre che compaiono sulla facciata della chiesa dei Santi Apostoli nella omonima piazza a due passi da piazza Venezia. Siamo in uno stile barocco/classicista.
     La chiesa venne eretta probabilmente da Pelagio I dopo la cacciata dei Goti (VI sec.) restaurata da Martino V Colonna, Sisto IV Della Rovere e Pio IV Medici, fu pressocchè rifatta da Francesco Fontana[1], figlio di Carlo nel 1702-08, alla morte del quale fu portata a  termine dal padre nel 1714. Disadorna facciata neoclassica su disegno di Giuseppe Valadier[2] del 1827, ma non fedelmente attuato, altissima, ripartita da leggere lesene e con un finestrone rettangolare nel mezzo. E' preceduta da un grande portico, opera di Baccio Pontelli[3] della fine del sec. XV che si distende con nove arcate su due ordini, il primo a pilastri ottagonali con lo stemma Della Rovere nei capitelli e il secondo con semicolonne ioniche contro i pilastri, formante loggiato continuo, questo fu chiuso dal Rainaldi che vi inserì ricche finestre barocche e vi aggiunse la balaustrata con le statue di Cristo e dei Dodici Apostoli.
   Interno, lungo 63 metri, diviso in tre vaste navate, presenta nella volta della navata centrale il luminoso affresco "Il trionfo dell'ordine di San Francesco" del Baciccia del 1707. In fondo alla navata sinistra il monumento di Clemente XIV Ganganelli, prima opera romana di Antonio Canova con ai piedi del papa la mansuetudine e la modestia (1789).
     A sinistra della basilica si trova il palazzo dei Santi Apostoli, proprietà della Santa Sede, progettato da Giuliano da Sangallo per Giuliano Della Rovere poi papa Giulio II. Di fronte alla basilica si trova l'amplissima facciata berniniana di palazzo Odescalchi, che ha una fronte moderna sul Corso. Sul lato breve della piazza si trova il palazzo Balestra, già Muti, attribuito a Mattia de Rossi (1644) con elegante cortile a portici, dove abitò e morì il cardinale di York, ultimo degli Stuart. All'inizio della piazza, sulla destra si trova il palazzo Colonna, risale ai tempi di Martino V Colonna (1417-31) ma fu ricostruito nel 1730, in parte da Nicola Michetti. L'attuale edificio occupa un intero isolato che si spinge fino a via della Pilotta dove - attraverso quattro archetti - scavalca la via e giunge a villa Colonna sul Quirinale. Nel palazzo è la celebre galleria Colonna, collezione tutt'ora privata che conserva alcuni capolavori assoluti come: Narciso alla fonte di Jacopo Tintoretto, Martirio di Sant'Emerenziana del Guercino, San Francesco orante e due angeli di Guido Reni, l'Assunzione della Vergine di Rubens, il Mangiafagioli di Bartolomeo Passerotti già attribuito a Annibale Carracci.



[1] Francesco Fontana architetto e ingengnere italiano figlio di Carlo (autore di San Marcello al Corso) ha lavorato in numerose chiese romane: San Pietro in Vincoli, San Salvatore in Lauro e al cortile del Belvedere in Vaticano.
[2] Giuseppe Valadier architetto orafo e argentiere italiano nato a Roma vissuto tra Settecento e Ottocento, principale esponente del neoclassicismo romano. Suo il disegno di piazza del Popolo, il duomo di Urbino, l'orologio sulla facciata di San Pietro, ha progettato il rifacimento del teatro Valle e del teatro Tor di Nona.
[3] Baccio Pontelli  architetto, soprattutto militare ed ebanista nativo di Firenze. Rocca di Ostia e chiesa di Sant'Aurea, rocca di Senigallia, mura di Jesi, progetto della Cappella Sistina realizzata da Giovannino De Dolci. Chiesa di San Pietro in Montorio.

Una pessima notizia: non parte il restauro del Mausoleo di Augusto!

   Purtroppo dobbiamo dare una brutta notizia per tutti gli amanti di Roma, della sua lunga e appassionante storia. Purtroppo il Mausoleo di Augusto che dovrebbe essere una delle punte di diamante del nostro turismo e che necessita di importanti cure, purtroppo ripetiamo, non partono i lavori di restauro di cui necessita. Doveva essere restaurato per il 2014, il bimillenario della morte di Augusto, il fondatore dell'impero di Roma, ma ancora non si riesce a partire.
   I lavori non partono perchè la ditta che ha vinto l'appalto ha presentato dei ribassi sospetti. Soldi già stanziati: 4 milioni dallo Stato e dal Comune più altri 6 da Telecom. I lavori dovevano iniziare nel 2016 e finire nel 2017.
   Quanta fatica per far marciare le cose nella nostra città.

Sei romano de Roma se...

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Nella foto di ieri piazza Rondanini che si trova nei pressi del Pantheon lungo via del Pozzo delle Conrnacchie. A mio modesto parere è la piazza più piccola di Roma. Prende il nome dal palazzo che si trova sulla piazza, costruito nel Cinquecento dal card. Thomas Wolsey vissuto alla corte di Leone X. Vi abitò Alessandro Farnese futuro papa Paolo III che lo fece affrescare da Raffaellino del Colle.

mercoledì 17 agosto 2016

Le più belle finestre di Roma5

   Non ci stanchiamo di guardare le finestre di Roma, molte di esse, tra quelle che si trovano nel centro storico, sono rappresentative dei diversi stili che si sono succeduti nella storia dell'arte. Provate ad indovinare dove si trova questa dell'immagine sotto. Se non ci riuscite leggete subito dopo.
   E' una delle finestre di Casa Zuccari o Casa dei Mostri in via Gregoriana a due passi dalla cima della Scalinata di Trinità de' Monti.
     La Casa Zuccari è una strana costruzione fatta edificare da Federico Zuccari[1] alla fine del Cinquecento. Ha questo nome perchè la porta e le finestre sono bizzarramente decorate con grosse teste di mostri con la bocca spalancata e lo Zuccari non la vide finita. Non è difficile vederci una similitudine con la villa Orsini di Bomarzo. L'artista lasciò ai figli grossi debiti contratti per la costruzione di questa casa tanto che essi furono costretti prima ad affittarla e poi a venderla. Servì da abitazione a molti artisti: Angelica Kauffmann, Winkelmann, Overbeck e D'Annunzio che vi ambientò alcune pagine del Piacere. Alla fine dell'Ottocento fu comperata da Enrica Hertz che vi raccolse gran numero di opere scientifiche costituendo la cosiddetta biblioteca Hertziana. Nel 1913 la biblioteca fu donata in lascito allo stato tedesco che l'ha aperta al pubblico. Oggi la biblioteca si compone di 287.000 volumi dedicati all'arte italiana, in particolare rinascimentale e barocca, ma anche all'arte romana post classica (il testo più antico è del 1475). Inoltre possiede una fototeca di 900.000 volumi. Nel palazzo dei Mostri si trova la sala di lettura, uffici e depositi. Nelle cantine è stata rinvenuta una facciata di epoca repubblicana in opera reticolata forse riferibile alla villa di Lucullo.
    Un importante intervento di restauro e di ampliamento è stato condotto su progetto dell'arch. madrileno Juan Navarro Baldeweg che si è ispirato a criteri di luminosità e leggerezza. Il concorso è stato vinto nel 1995, i lavori sono stati condotti nel 2001-11, l'inaugurazione è avvenuta l'1 febbraio 2013. Il cortile lucernaio ha intorno a se le sale di lettura disposte su quattro livelli come ballatoi fino alla terrazza sommitale che richiama gli ambienti della villa di Lucullo[2].
    Più in basso c'era fino ad una quarantina di anni fa la sede del Club Alpino Italiano.
   La via prende il nome da Gregorio XIII (il bolognese Ugo Boncompagni, papa dal 1572 all'85; riformò il calendario giuliano, dal 4 al 15 ottobre 1582)  che volle questa strada in sostituzione di una scomoda scalinata eretta da Domenico Fontana. Altri artisti abitarono nella via: al n. 5 Francesco da Volterra, al 22 Pasquale Stanislao Mancini, Nicola Poussin, il Gregorovius, ancora Francesco Crispi e Lamartine, al 42 il Canina.



[1] Federico Zuccari (Sant'Angelo in Vado nelle Marche 1539 - Ancona 1609) pittore di stile manierista, la sua opera maggiore è il Giudizio Universale nella cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze, a Roma ha lavorato nella chiesa della Trinità de Monti, nell'Oratorio del Gonfanlone, in San Marcello al Corso. Ha lavorato in palazzo Farnese di Caprarola. Sue opere sono nei principali musei del mondo. Era fratello minore di Taddeo.
[2] Nuova biblioteca Hertziana le notizie da: edilportale.com e altbiblhertz.it

La scuola che diventa un museo


    Una delle prime scuole Elementari di Roma sta per diventare una scuola museo. Molti la conoscono, questa scuola si trova all’Esquilino, tra via Bonghi e via Guicciardini. Un gruppo di artisti ha realizzato dipinti murali e installazioni, sono: Felice Levini, Bruno Ceccobelli, Gianfranco Notargiacomo, il progetto è di Teresa Coratella ex alunna. Nel progetto sono previste poesie scritte sui muri tra cui quelle di Plinio Perilli e Tommaso Binga alias Bianca Menna. Roma è protagonista di alcuni lavori che saranno realizzati o si stanno realizzando all'interno dell'edificio scolastico, si ispira a Roma il lavoro di Giancarlino Benedetti Corcos, una fila di maioliche con la circolare, il tram che faceva un anello intorno Roma raccordando quasi tutte le linee di bus in uscita dalla città.. Otto i murales di grandi dimensioni di cui quattro, quelli di Claudio Bianchi, Teresa Coratella, Andrea Fogli e Tommaso Cascella, realizzati con i bambini  dell’istituto. Levini riprende il discorso di Pericle agli ateniesi sulla democrazia, l’opera di Ceccobelli porta a riflettere sulla noia. Il murales all’entrata è stato affidato a Mark Kostabi. 
   Inaugura a ottobre, aperto al pubblico tutti i sabati.

Sei romano de Roma se...

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Nella foto di ieri una immagine di piazza Risorgimento nella quale si vede una porta delle mura Leonine che da accesso alla Città del Vaticano, è opera dello scultore Oliviero Rainaldi, lo stesso della contestata statua a Giovanni Paolo II in piazza dei Cinquecento.

martedì 16 agosto 2016

Le più belle finestre di Roma4

Alziamo gli occhi e scopriamo tante belle finestre a Roma. Ce ne sono davvero tante che parlano della storia, dell'arte, della vita della nostra amata Roma. Sapete questa finestra a chi appartiene? Guardatela bene, se proprio non lo sapete, leggete sotto.
Questa foto appartiene alla Casina del Cardinal Bessarione, è un esempio tipico di finestra rinascimentale. La Casina che si trova in via di Porta San Sebastiano vicinissima alla Chiesa di San Cesareo de Appia.
     Si tratta di un esempio tipico di rifugio suburbano, venne costruita dal cardinale Basilio Bessarione[1] che aveva la propria residenza in palazzo Colonna in quanto era titolare di Santi Apostoli. Ovviamente la sua costruzione è avvenuta utilizzando in parte costruzioni preesistenti.  Intorno al dotto umanista cardinale soleva radunarsi il fior fiore dell'intelligenza romana del primo Rinascimento. La casa, cinta da giardino, è una graziosa costruzione del Quattrocento, ad un solo piano rialzato con facciata e loggia rivolti verso il parco. Al di sotto si trovano gli ambienti di servizio. Nella costruzione furono utilizzati materiali di spoglio, abbondanti nella zona, come le colonne della loggia. Di notevole interesse gli affreschi del salone del piano nobile, si tratta di una ricca e complessa tematica decorativa. Gli ambienti interni sono arredati con mobili e opere d'arte del Rinascimento. Fino al 1930 era un'osteria. Restaurata tra il 1934 e il 1935, il 27 luglio del 1935 Benito Mussolini vi ha ricevuto il presidente del Consiglio ungherese. Attualmente è chiusa al  pubblico perchè utilizzata come sede di rappresentanza del Comune di Roma.

     Subito prima si trova la chiesa di San Cesario de Appia, nota anche con San Cesareo in Palatio, sorta sopra un edificio termale romano e rifatta alla fine del XVI secolo forse da Giacomo Della Porta[2], con facciata a lesene su alto basamento, ornata da specchiature e preceduta da protiro. Davanti alla chiesa, in un'aiuola, antica colonna di granito con croce. Interno assai semplice e severo, ad aula rettangolare e soffitto a riquadrature dorate su fondo azzurro con le insegne araldiche di Clemente VIII e figura del santo titolare. Presbiterio, pergamo,  paliotto dell'altare e cattedra ricomposti con elementi cosmateschi di finissima fattura. Nella calotta dell'abside il Padre Eterno fra due Angeli e all'esterno dell'arco Annunciazione, mosaici su disegno del Cavalier d'Arpino[3].



[1] Basilio Bessarione (Trebisonda 1408 - Ravenna 1472) svolse una poderosa opera per salvare i testi della cultura greca che affluivano in Italia dopo la conquista di Costantinopoli da parte dei Turchi. Ebbe un grande ruolo nel diffondere la conoscenza della lingua greca antica come fonte della cultura occidentale. Tentò una mediazione per giugere alla riappacificazione tra ortodossi e cattolici.
[2] Giacomo Della Porta scultore e architetto, chiesa del Gesù, fontana delle Tartarughe, ha terminato la cupola di San Pietro lasciata incompiuta da Michelangelo.
[3] Cavalier d'Arpino pittore del Seicento, autore degli affreschi nella sala degli Orazi e Curiazi in Campidoglio e degli affreschi della cupola di San Pietro.

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Nella foto di ieri piazza Risorgimento,
nel rione Prati, a due passi dal Vaticano.

lunedì 15 agosto 2016

Le più belle finestre di Roma3

Provate a indovinare di che finestra si tratta. Dove si trova? Se non ci riuscite leggete sotto tutte le indicazioni utili.
Questa finestra, e quella sotto, appartengono alla Casa dei Cavalieri di Rodi con ingresso dalla piazzetta del Grillo ma visibile dal Foro di Augusto, via dei Fori Imperiali.


Antica sede del Priorato romano dell'Ordine dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme (detti poi di Rodi e di Malta). Fu eretta verso la fine del XII secolo come monastero di San Basilio sorto a sua volta sui resti del tempio di Marte Ultore. Restaurata e abbellita tra il 1467 e il 1470 dal cardinale Marco Barbo, nipote del papa Paolo II (Paolo Barbo), amministratore del Priorato che si giovò probabilmente delle stesse maestranze che avevano lavorato a palazzo Venezia. L'ingresso è da piazza del Grillo. Notare il pittoresco ingresso sormontato da una finestra crociata. La facciata sul foro d'Augusto presenta un bellissimo balcone trilobato (stile gotico) e due finestre crociate (tipiche del primo rinascimento romano). Su questo lato nel XV secolo c'era una scala. Un'altra bella finestra trilobata è sul lato che guarda i fori Imperiali.
     Attraversato il salone d'onore con le bandiere dell'ordine, si passa nell'arengario[1], nella sala della loggetta con i resti delle sculture del portico del foro d'Augusto, seguono alcune sale con soffitti in legno, sculture e dipinti di varie epoche, infine si accede nell'ariosa loggia a otto arcate affacciata sui fori. La pittura ad affresco molto deteriorata raffigura entro medaglioni imperatori romani e paesaggi, tali pitture sono attribuite alla cerchia di Andrea Mantegna.
     La cappella è ricavata nell'atrio di una casa di epoca romana, è dedicata a San Giovanni Battista patrono dell'ordine.
     La Casa dei Cavalieri di Rodi è aperta il martedì e il giovedì mattina su prenotazione.




[1] Arengario palazzo del comune dotato di balcone esterno per arringare il popolo. Specialmente nell'Italia Settentrionale il palazzo aveva al piano terreno un portico, al primo piano la sala delle riunioni a cui corrispondeva la porta-finestra con balcone per i discorsi pubblici. Celebre l'Arengario di Milano, in piazza Duomo.

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Nella foto di ieri piazza Navona di notte. Era un indovinello troppo facile!

domenica 14 agosto 2016

Le più belle finestre di Roma2

Sono tante le finestre di Roma che hanno un valore artistico. Provate a indovinare questa nell'immagine sotto, se proprio non la scoprire leggete sotto.
Si tratta di due finestre d'angolo della Casa dei Mattei che si trova in Trastevere, in piazza in Piscinula.
     Le Case dei Mattei furono realizzate inglobando case precedenti di proprietà del casato. Si tratta di una famiglia presente a Roma fin dal Duecento, questo era il ramo più antico che alla fine del secolo aveva la carica di guardiano dei ponti e delle ripe. Furono sempre di parte pontificia fino a che nel 1484 Paolo appoggiò i Colonna contro gli Orsini[1] legati a Sisto IV. Allora il Papa ordinò il saccheggio delle case dei Mattei, in quell'occasione vi furono cinque morti. Le tracce più antiche si rilevano nelle finestre centinate e a crocera, nelle bifore e nel portichetto con una colonna medioevale e una loggia. Nel 1555 furono lo scenario di una tragedia familiare nella quale morirono cinque membri della famiglia e incentivò la scomparsa di questo ramo della famiglia Mattei. Nella proprietà subentrarono i Della Molara che dettero il nome alla piazza sul lato Tevere non più esistente. Dal 1870 il piano terreno ospitò la "locanda della Sciacquetta" finchè nel 1890 subentrarono nuovi proprietari che fecero restaurare il complesso. Un altro restauro si ebbe negli anni Trenta, molto fantasioso, più rispondente alla nostra idea del Medioevo che alla realtà documentale.
     Rocche di colonne agli spigoli, monofore e bifore del Trecento, logge e finestre crociate del Quattrocento, sono comunque la caratteristica dell'edificio, uno dei più belli di Trastevere e di Roma.

     La piazza ha questo nome da uno stabilimento per i bagni detto appunto piscinula, perchè era una piccola piscina. A Roma ve ne erano tantissime, questa è l'unica piazza a conservare questo nome. Nella piazza si trova la chiesetta di San Benedetto in Piscinula con due primati: il più piccolo campanile di Roma e la più antica campana di Roma, datata 1069.  Sembra che qui sorgeva la casa degli Anicii, la famiglia del santo di Norcia[2]. La chiesa sembra sia stata fondata da San Benedetto stesso nel 543. Nel piccolo atrio San Benedetto in un affresco del sec. XIII, a sinistra porta cosmatesca che immette a un sacello a pianta quadrata detto "Cella di San Benedetto", con quattro antiche colonne agli angoli sostenenti la volta a crociera. Interno basilicale a tre navate sostenute da quattro colonne antiche per lato, pavimento cosmatesco; dietro l'altare maggiore San Benedetto in trono, tavola del sec. XIV.




[1] Orsini. Il palazzo  Orsini a Roma è sopra il teatro di Marcello.
[2] San Benedetto (Norcia 480 - Montecassino 547) di famiglia agiata, a 20 anni si ritirò a vita ascetica presso Subiaco, poi si spostò a Montecassino dove fondò l'attuale monastero in cui fu sepoltocon la sorella santa Scolastica. Fondatore dell'ordine dei benedettini, con la Regola (540) voleva venerare Dio attraverso la preghiera e il lavoro: Ora et labora; venerato come santo da tutte le chiese cristiane che ammettono il culto dei santi. Si festeggia il 21 marzo e l'11 luglio, patrono d'Europa e degli Ingegneri.

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Nella foto di ieri piazza Montecitorio sulla quale affaccia il palazzo omonimo sede della Camera dei Deputati. Sulla piazza si trova l'obelisco di Psametico III, che serviva da gnomone ad una grande meridiana solare voluta da Augusto.

sabato 13 agosto 2016

Una buona notizia per chi rimane a Roma nella settimana di ferragosto

   Via dei Fori Imperiali sarà isola pedonale dal 14 agosto al 21 agosto. Per tutti i romani che amano la nostra città, non si potrà rinunciare ad una passeggiata tra Fori. L'assessore Meleo promette: "Dal 2017 nuovi interventi per la pedonalizzazione integrale".

Le più belle finestre di Roma.

   Una finestra tra le tante che si aprono nella nostra città, questa è particolarmente bella. Provate ad indovinare dove si trova. Se non ci riuscite leggete sotto.


Si tratta della finestra di Burrò, che si trova in piazza Sant'Ignazio di Loyola, è una tipica finestra barocca. Tutti i graziosi e scenografici palazzi che affacciano sulla piazza, realizzati nel 1727-28, sono opera di Filippo Raguzzini, lo stesso architetto che ha fatto il Santuario del Divino Amore, l'ospedale San Gallicano, la chiesa di San Sisto Vecchio e quella di San Filippo Neri in via Giulia. Si chiamano Burrò, perchè nel periodo napoleonico furono sede degli uffici francesi, ufficio in francese è bureau (leggi = burò) in romanesco è diventato burrò.
La piazza è dominata dall'imponente mole della chiesa di Sant'Ignazio di Loyola eretta nel 1626-50 su disegno del matematico gesuita Padre Orazio Grassi, in base ai disegni di Carlo Maderno,a spese del cardinale Ludovico Ludovisi, nipote di Gregorio XV. La facciata deriva da quella del Gesù ed è ritenuta opera di Alessandro Algardi. La gigantesca volta della navata centrale è completamente affrescata da Andrea Pozzo e rappresenta l'ingresso di Sant'Ignazio in Paradiso. La cupola non fu mai costruita ma il Pozzo vi dipinse su tela una cupola illusionistica di m 13 di diametro. Nel 1891 lo scoppio di una polveriera a Monteverde la fece crollare, venne restaurata e ricollocata.