martedì 19 gennaio 2021

Qual è il rione più popolato e quello meno di Roma?

 

Il rione più popolato è l’Esquilino con 24.167 ab. seguito da Trastevere con 19.229 ab. Il meno popolato è Campitelli con 552 abitanti. Tutti i dati si riferiscono al 2015 e provengono dal comune di Roma. Nella foto in alto l'Arco di Gallieno, uno dei simboli del rione Esquilino, nella foto in basso i giardini di piazza Vittorio, cuore del rione.


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Nella foto di ieri la pasticceria Mondi in via Flaminia, nei pressi di ponte Milvio.

lunedì 18 gennaio 2021

Il monumento più bistrattato di Roma

     Nel parco della Caffarella, di fronte alla scuola Ada Negri si trova il monumento a Lorenzo Cuneo, volontario del Comitato per il Parco della Caffarella, morto sull’autostrada A1, travolto da un camion sulla corsia di emergenza, si era fermato per prestare soccorso ad un’auto in panne. Ogni anno in occasione nell’anniversario della sua morte un concerto si tiene in Caffarella. Un largo gli è intitolato lungo via dell’Arco di Travertino, dove si trovano i capolinea dei bus Atac; una scuola materna gli è dedicata in via Cerveteri, presso l’istituto psico-pedagogico (già Magistrale) Margherita di Savoia. Il monumento era sovrastato da una scultura in ferro opera dell’artista armeno Henrig Bedrossian, purtroppo oggi è in abbandono, ma ancora si legge la frase del poeta Khalil Gibrain:

Date poca cosa se date le vostre ricchezze,

è quando date voi stessi che date veramente.

Vi sono quelli che danno con gioia,

e questa è la loro ricompensa,

attraverso le loro mani parla Dio,

attraverso i loro occhi sorride alla Terra.

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la pasticceria che vedi sotto.

Nella foto di ieri la via Cassia nel tratto vicino a piazzale di ponte Milvio.

domenica 17 gennaio 2021

Qual è il teatro più grande e quello più piccolo di Roma?

 

Il teatro dell’Opera con i suoi 1.600 posti è il teatro più grande di Roma. “Stanze segrete” in via della Penitenza a Trastevere è il più piccolo. Uno dei più importanti al mondo per l'opera lirica. Costruito nel 1878-80 da Achille Sfondrini per conto dell'albergatore Domenico Costanzi (proprietario dell'albergo Quirinale confinante con il teatro dell'Opera) per cui venne chiamato teatro Costanzi per vari decenni (a quella data il teatro della lirica era il teatro Apollo - di epoca seicentesca come il Valle e l'Argentina - ma demolito per la costruzione degli argini del Tevere). L'inaugurazione avvenne il 27 novembre del 1880 con Semiramide di Rossini alla presenza dei sovrani Margherita e Umberto, dell'aristocrazia, del mondo politico e imprenditoriale romano (la data è ricordata con l'apertura della stagione). Acquistato dal Comune di Roma e restaurato radicalmente nel 1926-28 da Marcello Piacentini cui si deve la facciata a portico, un ulteriore restauro venne compiuto nel 1960. La facciata a semplici linee  e con una finestrata di nove balconi, porta sull'attico le figure a rilievo delle cinque Muse, opera di Giuseppe Scirocchi del 1960, ed è preceduta da un portico a terrazza. La sala conserva ancora la struttura ottocentesca a quattro ordini di palchi e due gallerie con volta vivacemente affrescata da Annibale Brugnoli che si è ispirato a celebri opere liriche (1880). A questa si è sovrapposta la decorazione a stucchi decò-classicista. Magnifico lampadario di cristallo di Boemia. Il palcoscenico è dotato di modernissimi impianti. La sala dispone di 1.600 posti, precedentemente erano 2.200 ma lavori di adeguamento alle norme di sicurezza hanno imposto nuove dimensioni.

     Nel teatro si sono esibiti i massimi artisti lirici e direttori d'orchestra di ogni epoca. L'elenco sarebbe troppo lungo. Fra le tante citazioni possibili ricordiamo la regia di Luchino Visconti per Le nozze di Figaro di Mozart del 1964 con la direzione di Carlo Maria Giulini.

     Il teatro dell'Opera dispone di un orchestra, un coro e del corpo di ballo con la scuola di danza. Quest'ultima a sede in via Ozieri 8, presso piazza Lodi. I depositi si trovano in via dell'Ara Massima di Ercole presso il Circo Massimo.

     Dal 1937 il Teatro dell'Opera ha una stagione estiva all'aperto alle Terme di Caracalla, questa ha sempre riscosso un grande successo di pubblico soprattutto tra i turisti. Solo durante l'ultima guerra mondiale la stagione estiva fu interrotta e di nuovo dal 1993 al 2003 per importanti lavori di restauro alle terme. In alcuni casi è stato utilizzato lo stadio Olimpico.

     Con ingresso da via Firenze 60 si trova l'Archivio Storico Audiovisivo  che conserva bozzetti delle scenografie, libretti di sala, manifesti e locandine, registrazioni audio e video, fotografie di scena, partiture e spartiti autografi, cimeli di artisti e l'emeroteca.

      Il teatro più piccolo di Roma si trova al civico 3 di via della Penitenza (Trastevere) si trova il più piccolo teatro di Roma, si chiama “Stanze segrete” che porta avanti una programmazione strettamente legata a testi letterari e poetici. E’ stato fondato nel 1992 da Aurora Cafagna, oggi il direttore artistico è Ennio Coltorti. Si tratta di un’unica stanza di circa 40 posti, un salotto che permette un’esperienza particolare, superando la barriera tra attori e pubblico, quindi un piccolo spazio per grandi emozioni.

     La via prende il nome dal monastero annesso alla chiesa di Santa Maria della Penitenza, detto comunemente “Le scalette” per le due rampe di scale che conducono alla porta principale, è più noto con il nome “Buon Pastore”.

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 sai come si chiama e dove si trova la strada che vedi sotto.

Nella foto di ieri ponte Milvio. Per i romani “ponte Mollo”. Uno dei ponti più antichi di Roma, costruito, o meglio ricostruito, dal censore Marco Emilio Scauro, da cui il nome, alla fine del II secolo a. C., rimaneggiato nel XV secolo da Nicolò V[1], che aggiunse una torre di guardia, fatta ricostruire da Pio VII[2], in forma di porta fortificata su disegno del Valadier[3] nel 1805, fatto saltare da Garibaldi nel 1849 per ostacolare l’avanzata dei francesi durante la gloriosa repubblica romana[4], infine fu restaurato nel 1850 da Pio IX. Negli anni Trenta un tram vi passava sopra. E’ stato pedonalizzato negli anni Sessanta.

     I quattro archi mediani sono ancora quelli antichi. Verso la città la statua di San Giovanni Nepomuceno di Agostino Cornacchini (1731) e dell’Immacolata di Domenico Pigiani (dopo 1840). Presso il ponte ebbe termine la battaglia omonima tra Costantino e Massenzio (312), questa aprì la strada all’Editto di Milano (313) che sancì la libertà religiosa per i cristiani.

     Nel 2004 il ponte è diventato meta di innamorati da tutta Italia che giungevano a porvi i loro “lucchetti dell’amore” sulla base del successo del libro di Federico Moccia “Tre metri sopra il cielo”, un romanzo rosa per giovanissimi. La situazione aveva prodotto un degrado, il peso dei lucchetti, legati tra loro da catene ed appese ai lampioni, aveva addirittura fatto cadere alcuni campioni. Finalmente nel luglio 2007 il municipio installa dei paletti per gli amanti dei lucchetti.



[1] Niccolò V. Tommaso Parentuccelli (Sarzana 1397 – Roma 1455), papa dal 1447. promosse la conclusione della pace di Lodi, fondò la biblioteca Vaticana. Invano promosse una crociata contro i turchi dopo la caduta di Costantinopoli nel 1453.

[2] Pio VII. Luigi Barnaba Chiaromonti (Cesena 1742 – Roma 1823), monaco benedettino, papa dal marzo 1800. Si recò a Parigi per incoronare Napoleone imperatore dei francesi nel 1804. Fu arrestato e deportato da Napoleone a Grenoble,Savona e Fointnenbleau.

[3] Giuseppe Valadier. Roma 1762 – 1839. architetto e archeologo neoclassico. Lasciò nello Stato della Chiesa e a Roma, dove sistemò piazza del Popolo e il Pincio con la Casina. Restaurò opere romane come l’Arco di Tito.

[4] Foto Ponte Milvio minato dai Garibaldini. In rivista Roma ieri, oggi e domani, n.44, pag. 75. Una lapide sotto l’arcata della torre valadieriana ne ricorda l’avvenimento. Una foto d’epoca di ponte Milvio con una piena del fiume in Roma ieri, oggi, domani n.18 pag. 172.


sabato 16 gennaio 2021

Grandi novità per il Colosseo!

 

Ci sono grandi novità in vista per il Colosseo e l’area archeologica centrale. Si spera in una riapertura dei musei cittadini, pandemia permettendo. La prima novità riguarda il completamento dell’arena, è stata aperta la gara di progettazione, sono conclusi i lavori degli ambienti ipogei del Colosseo grazie al finanziamento di Della Valle. L’inaugurazione dovrebbe avvenire per il Natale di Roma, il 21 aprile. Saliamo verso il Palatino. Nella Vigna Barberini saranno impiantati alcuni filari di viti, per ricordare la vocazione agricola della zona in epoca medioevale e moderna. Negli Horti Farnesiani arriverà un kindergarten dedicato ai giochi dei piccoli romani di oggi e di allora. Sono terminati gli scavi e i restauri nella domus Tiberiana (siamo sempre sul Palatino), lo stesso per la Casa delle Vestali e la Curia Iulia (qui siamo nel Foro Romano). Nella Domus Aurea è stata ultimata la passerella disegnata da Stefano Boeri (l’architetto del Bosco Verticale, famoso e premiato grattacielo di Milano) che conduce nella Aula Ottagona. Si aspetta il via libera per una mostra a Raffaello e alle grottesche. Parte in questi giorni il restauro dell’Arco di Settimio Severo, mai toccato in 40 anni. Si è lavorato nel tempio di Venere e Roma grazie ai 2,5 milioni di Fendi, qui è tornata alla luce una foglia d’oro intatta di 1.700 anni fa. Insomma, tante e positive novità per il monumento simbolo di Roma, il Palatino e l’area dei Fori. Speriamo che presto la pandemia ci lasci godere dello spettacolo eterno di Roma!

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 sai come si chiama e dove si trova la torretta-ponte che vedi sotto.

Nella foto di ieri ponte Flaminio.  E’ il ponte attraversato da Corso Francia. Doveva chiamarsi “ponte XXVIII ottobre”, in ricordo della marcia su Roma, ma cambiò nome prima in ponte di Tor di Quinto, quindi nell’attuale. E’ lungo 254,9 metri, è largo 27 metri, è stato progettato da Armando Brasini che nei dintorni aveva progettato la chiesa di piazza Euclide (Chiesa del Sacro Cuore di Maria), e la sua dimora (probabilmente il Castellaccio omonimo). Il ponte si rese necessario per l’insufficienza di ponte Milvio, richiese una variante della via Cassia e della via Flaminia. I lavori per la sua costruzione iniziarono nel 1938 e furono sospesi nel 1943 per gli eventi bellici. Ripresero nel 1957, fu inaugurato nel 1951. Negli anni Sessanta il ponte fu chiuso per un problema strutturale al quinto pilone che causò un cedimento del piano stradale, provvisoriamente venne costruito a monte il ponte Bailey, è ancora visibile uno dei piloni di questo ponte provvisorio che ora non c’è più. Fu riaperto nel 1964.

     Il ponte è realizzato in calcestruzzo, rivestito di travertino.

     Il ponte compare nel film “Poveri ma belli” di Dino Risi (1956), “Caro diario” (1993) di Nanni Moretti, nel film “Tre metri sopra il cielo” (2004) con Riccardo Scamarcio, tratto dall’omonimo romanzo di Federico Moccia. Il tutto nasce da una scritta di vernice nera sul ponte che diceva appunto “Io e te tre metri sopra il cielo”.

venerdì 15 gennaio 2021

La villa che mette d'accordo romanisti e laziali

     Oggi si gioca il derby, la partita Lazio – Roma suscita da sempre grande interesse nella città, le tifoserie delle due squadre sentono molto questo incontro. Anche se c’è l’emergenza sanitaria tanti romani seguiranno la partita. La rivalità è molto accesa, ma c’è una villa a Roma che mette d’accordo romanisti e laziali, è villa Lais, nel quartiere Tuscolano.

     All’interno della villa due viali sono stati intitolati uno ad Agostino di Bartolomei (calciatore centrocampista o difensore, capitano della Roma 1972-75 e 1976-84, con lui la Roma vinse lo scudetto nella stagione 1982-83, è morto suicida a Castellabate a dieci anni esatti dalla finale di Coppa dei Campioni persa contro il Liverpool) un altro a Luciano Re Cecconi (calciatore centrocampista, con la Lazio negli anni 1972-77, è morto il 18 gennaio 1977 in una gioielleria di via Fracesco Saverio Nitti 68, Collina Flaming, entrando finse una rapina, il gioielliere gli sparò in pieno petto).

     Nei secoli XVII e XVIII l'area risultava suddivisa in due vigne, una denominata "alli Condotti", dalla vicinanza dei condotti dell'Acquedotto Felice, l'altra "alla Ferriera", dal nome di un opificio per la lavorazione del ferro. La proprietà dei terreni restava in ogni caso appannaggio del latifondo ecclesiastico, il Capitolo Lateranense, che nel 1685 cedette una delle due vigne in enfiteusi a Carlo e Lorenzo Merolli, mercanti di campagna, le cui famiglie ne risultarono detentrici fino alla prima metà dell'800.

     Dal catasto Gregoriano del 1818 risulta che nella zona oggi occupata da villa Lais esisteva una Vigna Costantini con un edificio composto da vari corpi di fabbrica disposti a semicerchio, un lungo viale alberato la collegava alla via Tuscolana. Più tardi sorsero due “valcherie”, opifici per la lavorazione della lana presso il corso dell’Acqua Mariana. Nella pianta dell’Istituto Topografico Militare del 1872-5 risulta esserci anche una cava di pozzolana, mentre la valcheria è diventata un mulino che poi sarà il Mulino Natalini. Nel 1906 appare per la prima volta il nome “Orti Lais”. I Lais iniziano la trasformazione della rustica vigna in residenza borghese di campagna senza per questo cancellarne la destinazione agricola – industriale. Questa trasformazione è testimoniata da una lapide (finto stile paleocristiano) del 1905 di dedicazione della cappella alla Vergine Madre di Dio. Venne creato un giardino padronale limitrofo al Casino, vennero costruiti edifici di servizio (vaccheria, garage scuderia, serra, case d’abitazione per il giardiniere e gli addetti alla produzione).

     Lanciani segnala nel 1907 il ritrovamento nella vigna di un tratto di basolato forse appartenente all’antica via Tuscolana.

     La creazione del quartiere negli anni Cinquanta, ma ancora di più negli anni Sessanta, segna il restringimento della villa nelle dimensioni attuali. Nel 1979 (sindaco Argan) la villa, ormai in abbandono, viene acquistata dal Comune che subito l’apre al pubblico ed inizia il restauro degli edifici. La superficie attuale della villa è di 2,6 ettari.


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Nelle foto di ieri piazzale di Ponte Milvio.

giovedì 14 gennaio 2021

Qual è la prima chiesa costruita a Roma dopo il 1870?

 

Dopo porta Pia, e l’unione di Roma al resto d’Italia non fu certo un periodo facile per la Chiesa cattolica a Roma. In quel clima quale fu la prima chiesa costruita in città? La chiesa del Sacro Cuore di Gesù a via Marsala, opera di Francesco Vespignani, consacrata nel 1887.

     Fu voluta da Pio IX ma iniziata solo nel 1879 sotto Leone XIII, che ne affidò la costruzione a Giovanni Bosco e, giunta a compimento nel 1887, il santo stesso celebrò la prima messa il 16 maggio. Francesco Vespignani (autore anche della chiesa di Sant’Anselmo sull’Aventino e del rifacimento del presbiterio e dell’abside della Basilica di San Giovanni in Laterano) ne fece il progetto in stile neo rinascimentale con la facciata tripartita in travertino, e il campanile sormontato dalla caratteristica statua del Redentore in rame dorato (1931). Interno a tre navate con colonne di granito di Baveno, completamente rivestito di marmi, stucchi, dorature e pitture. I tre altari principali sono composti con elementi seicenteschi provenienti da chiese demolite. Nelle cappelle laterali dipinti del pittore romano Andrea Cherubini, uno dei pittori della campagna romana.

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Nella foto di ieri il parco di Tor di Quinto nella zona Nord di Roma.

mercoledì 13 gennaio 2021

Qual è la costruzione più alta di Roma?

 

     L’edificio abitabile più alto di Roma è la Torre Eurosky (m 120 al tetto, m 155 con antenna), è un edificio a carattere prevalentemente residenziale. La torre è stata progettata dall’architetto Franco Purini ed è stata realizzata negli anni 2007-2013. La torre è affiancata alla torre Europarco progettata dallo Studio Transit negli stessi anni (2009-2012), anch’essa è alta m 120 ma ha una destinazione a uffici (nella foto la torre Eurosky in costruzione ma ormai delineata). Seguono nell’ordine:

-          Il grattacielo Alitalia all’EUR di m 72, poi IBM, oggi INAIL dopo una ristrutturazione di Gino Valle del 1994.

-          Grattacielo Italia (architetto Mattioni, 1960) di m 72, in piazza Marconi all’Eur, dove c’è la stele a Marconi, siamo lungo la Colombo, e il museo Preistorico.

-          Torri Ligini, di m 68, in viale America angolo via Colombo, davanti al laghetto, già sede del Ministero delle Finanze, oggi completamente svuotate, dovevano essere abbattute, si spera in un restauro e riutilizzo per altro uso.

-          Grattacielo delle Poste, sempre all’EUR in viale America, di m 70, caratterizzato dal colore scuro.

     Se prendiamo in considerazione strutture non abitate al primo posto abbiamo la Torre Telecom di Tor Pagnotta (1983) di 178 metri, la Torre Radio di Monte Mario di m146 metri, la Torre Piezometrica di Vigna Murata di m 120, il Gazometro all’Ostiense di m 92. In questa classifica ci sarà posto per le Vele di Calatrava che si sono iniziate a costruire a Tor Vergata ma la cui costruzione è bloccata, altezza 70 metri.

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Nella foto di ieri il mercato di Tor di Quinto in via Riano, presso ponte Milvio.

martedì 12 gennaio 2021

Per tutti gli amanti di Roma

 Questa sera alle ore 21,20 su Canale 5 "Viaggio nella Grande Bellezza ROMA" con Cesare Bocci. Da non perdere!

Qual è il rione più grande e quello più piccolo di Roma?

 

Il rione più grande di Roma è Trastevere con Kmq 1,8; seguito da poco da Monti con 1,6. Il rione più piccolo è Sant’Angelo con Kmq 0,13; seguito da Sant'Eustachio con 0,16.

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 sai come si chiama e dove si trova il mercato che vedi sotto.


Nella foto di ieri l'ippodromo di Tor di Quinto.

lunedì 11 gennaio 2021

La stazione della metro che non esiste


     A Roma succede anche questo, una stazione della metro che non esiste.  Se prendete la metro A e uscite alla stazione metro Numidio Quadrato e vi mettete a cercare una via o piazza con questo nome, non lo trovate, semplicemente non esiste, esisteva quando la metro è stata progettata, ma eliminata con delibera comunale del 1980. Ormai questa stazione resterà per sempre con questo nome.

     La stazione della metro Numidio Quadrato è abbellita, al livello di banchina passaggio treni, da mosaici. Sembra di entrare in un bosco magico, fatto di strani alberi mai visti, dove le stagioni che noi conosciamo non hanno corso. Sui pilastri di sostegno dell’ampio atrio si articolano – come le quinte di un teatro – le immagini realizzate da 46 giovani artisti. Una sorpresa visiva di notevole effetto scenografico che dà la sensazione di trovarsi in un luogo senza confini, illimitato e dinamico. Il progetto sulla base del quale è sorta l’idea di realizzare i mosaici nelle stazioni della metro Colosseo, Anagnina, Ottaviano si deve al maestro Piero Dorazio, pittore molto famoso, le sue opere sono presenti anche alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (a Valle Giulia). Il progetto è stato realizzato tra il 1993 e il 1996 (sindaco Rutelli).

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Nella foto di ieri la Chiesa della Grande Madre di Dio. Opera dell’arch. Cesare Bazzani, lo stesso autore della Gnam e del Ministero della Pubblica Istruzione, venne completata e consacrata nel 1933. Qui l’architetto si espresse con classica freddezza. La facciata è preceduta da pronao con frontone triangolare che poggia su due piloni laterali, ornati di nicchie e su due colonne centrali. Ai lati dei corpi arretrati si innalzano due piccoli campanili che fanno da corona alla grande cupola a base ottagonale.

domenica 10 gennaio 2021

Qual è la cupola più grande di Roma?

 

     La cupola più grande di Roma, ovviamente dopo quella di San Pietro, è quella della chiesa di Sant’Andrea della Valle. Misura m 16,10 di diametro e m 80 di altezza, mentre la cupola di San Pietro è di m 41,50 di diametro e m 133,30, la cupola del Pantheon è di m 43,30 pur essendo molto più bassa. La cupola è stata progettata da Carlo Maderno, all’esterno il tamburo riprende il tema delle colonne binate della cupola di San Pietro. E’ molto luminosa grazie ad un ordine di finestre intervallate da semi-colonne, in numero di otto. La presenza delle finestre, se da un lato permette l’illuminazione sontuosa che caratterizza la chiesa, dall’altro rende difficilmente distinguibile il meraviglioso affresco della cupola, realizzato da Giovanni Lanfranco tra il 1621 e il 1625. Il lavoro venne compiuto in contemporanea e in competizione con quello dei pennacchi e del transetto absidale eseguiti dal Domenichino. Gli affreschi della cupola hanno per tema la “Gloria del Paradiso”, mentre nei pennacchi i “Quattro Evangelisti”.

     Secondo alcune fonti questa sarebbe la terza cupola di Roma, è stata superata da quella della chiesa di San Pietro e Paolo all’Eur, di Arnaldo Foschini (1938-1955).

Una buona notizia: riqualificata un'altra pista ciclabile

 Sono terminati i lavori di restauro della pista ciclabile tra villa Borghese e villa Ada. Nella foto sotto la P.C. nel tratto di via Panama in una foto di qualche anno fa.



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 sai come si chiama e dove si trova la chiesa che vedi sotto.

Nella foto di ieri il Castellaccio Brasini che si trova in via Flaminia n. 489 subito dopo ponte Milvio di fronte al noto bar pasticceria Mondi. Prende il nome dal suo progettista l'architetto Armando Brasini[2] che ha eretto qui  "il monumento alla sua libertà creativa". Si tratta di un vero e proprio miscuglio medioevale di contrafforti, spigoli, torri, guglie, comignoli, finestre d'ogni forma e dimensione, timpani e architravi. Secondo Irene de Guttry tutto è stato eretto con  il materiale di demolizione dei cosiddetti sventramenti del centro storico. Per Paolo Portoghesi la sua megalomania lo porta all'ingigantire e ingrassare gli elementi architettonici del barocco, operazione che lo rende inviso alla critica e lo porta ad essere uno dei grandi intrusi nell'architettura del Novecento.


[1] Mondi. Via Flaminia Vecchia 468. L'originalità sta nei mini coni tutti da gustare o nei cestini di croccante di sesamo ripieni di fruttini gelato. Le paste piccole riproducono millefoglie, babà, Mont Blanc, mimose. Da: Ristoranti di Roma, ed. la Repubblica, 2010.

[2] Armando Brasini (Roma 1880- 1965) è autore del villino in lungotevere delle Armi 22, dell'ingresso al Giardino Zoologico, di villa Manzoni sulla via Cassia, della Chiesa dell'Immacolato Cuore di Maria a piazza Euclide (anno 1921-52), il palazzo dell'Istituto Nazionale degli Infortuni in via IV Novembre (1928-34), la chiesa e l'ospedale del Buon Pastore in via Fiastra 3, il ponte Flaminio nel 1938-52.

sabato 9 gennaio 2021

Qual è la libreria più grande di Roma?


     La libreria più grande di Roma è la Borri Books della stazione Termini, si sviluppa su tre piani: al piano interrato si trovano i libri di psicologia, teatro, critica letteraria, cucina e libri per bambini; al piano terra (che coincide con il piano da cui partono i treni) si trovano best seller, classici e narrativa; al primo piano si trovano i libri in lingua straniera, dizionari e guide turistiche, quest’ultima è la parte più tranquilla di una libreria sempre molto frequentata. La libreria Borri Books è presente in stazione dal 1950, è aperta dalle ore 7 alle 22, la domenica e i festivi dalle ore 8 alle 22. Possiede uno store on line con 90.000 titoli. Ne esiste un’altra nella stazione Tiburtina. Nel gennaio 2020 una pubblicità dice che è la più grande d’Italia. Nella foto cartolina del 1955.

     Roma, non basta una vita!

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Nella foto di ieri villa Blanc sulla via Nomentna.

venerdì 8 gennaio 2021

Qual è il chiostro più piccolo di Roma?


     Nella chiesa dei Santi Quattro Coronati si trova quello che probabilmente è il più piccolo chiostro di Roma. Se l’edificio ecclesiastico sembra una fortezza, il piccolo chiostro emana un fascino particolare, un luogo di raccoglimento, tra i più belli e raccolti di Roma. Capolavoro dell’arte cosmatesca, con arcate strette e snelle colonnine binate con capitelli a forma di loto. Una curiosità: appena entrati, sul muretto di sostegno tra due serie di colonne, si trova un graffito risalente al basso medioevo, si tratta di quindici linee parallele tra le quali si scorgono segni simili a cifre romane; è stato interpretato come un gioco per dadi o una specie di gioco dell’oca.

 

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Nella foto di ieri viale Libia.

giovedì 7 gennaio 2021

Un monumento sconosciuto di Roma, a Cavallo Pazzo


     Roma ha tanti monumenti bellissimi, vengono da tutto il mondo per conoscerli, qualunque persona, dotata di un minimo di cultura desidera almeno una volta nella vita di giungere nella “Città Eterna” per immergersi nella sua storia millenaria, vuoi per l’impero durato cinque secoli, vuoi perché è il centro universale del cristianesimo, il credo religioso più diffuso al mondo.

     Ma c’è anche  un monumento che nessuno conosce “A Tashunka Witko, capo valoroso e guerriero degli Oglala Sioux che combatté per la libertà e la cultura del suo popolo, l’Assessorato all’ambiente del Comune di Roma e il Comitato di difesa “Leonard Peltier” dedicano questo fratello albero a memoria dei milioni di indiani americani sterminati a partire dal 12 ottobre 1492”. Il valoroso capo Sioux di cui parla la scritta è Cavallo Pazzo, in inglese Crazy Horse. La cerimonia ufficiale di inaugurazione del monumento è avvenuta il 28 novembre 1996, alla presenza di Loredana De Pedris, assessore all’ambiente e di una delegazione di indiani d’America. Si trova a piazza Ragusa, nel quartiere Tuscolano, nei giardini al centro della piazza.

     Nel Sud Dakota i coloni americani scoprirono l’oro, cercarono prima di comprare le terre dai Sioux, poi iniziarono la conquista del territorio. Così il 25 giugno 1876 si arrivò alla battaglia di Little Big Horn dove duemila indiani – capeggiati da Cavallo Pazzo - accerchiarono e sconfissero il generale Custer con i suoi 225 soldati.

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Nella foto di ieri viale Eritrea nel quartiere Trieste. 

mercoledì 6 gennaio 2021

Qual è la pista ciclabile più lunga e quella più corta di Roma?

 

     La pista ciclabile più lunga di Roma è la Dorsale Tevere che da Castel Giubileo (a Nord) attraversa tutto il centro storico fino a raggiungere il ponte di Mezzocammino (a Sud), in pratica dal Gra al Gra sempre lungo il Tevere. Nel tratto centrale la pista corre sulla banchina del Tevere, è favolosa, offre scenari stupendi sulla “Città Eterna”. In tutto sono Km 32,666. Al secondo posto abbiamo la P.C. Dorsale Aniene di Km 9,450 solo pochi metri in più della P.C. Dorsale Colombo di Km 9,268.

     Ma a Roma esistono anche percorsi ciclopedonali nel verde, il più lungo è nel parco dell’Appia Antica, la domenica e i festivi la strada rappresenta un lunghissimo itinerario tutto per pedoni e ciclisti, si tratta di Km 15,912 (a questo si può aggiungere la Caffarella Km 5,463 – il parco degli Acquedotti con Km 4,123 – il parco di Tor Fiscale con Km 1,537), questo è in assoluto il più bell’itinerario in bici per Roma, pedalando nel verde ci guardano oltre 2.000 anni di storia. Possiamo considerare anche che dentro villa Doria Pamphili si sviluppano sentieri per Km 10,769; in villa Ada Km 7,693.

     La pista ciclabile più breve di Roma è quella di viale Furio Camillo, sono solo 100 metri, al centro della strada tra alberi e parcheggi a spina di pesce, nel primo tratto di strada, da via Appia Nuova a via Eurialo. Sembra un assurdo, ma una logica c’è. La pista continua, ma ci vuole un occhio attento, non c’è una segnaletica al riguardo, sui marciapiedi laterali, sia a sinistra che a destra, ma è segnata solo con una striscia verticale. Così combinata arriva a via Tuscolana dove prosegue per via Nocera Umbra e arriva fino al termine della strada, chiusa dall’acquedotto Felice. Tutto questo ha un senso, anche se non è di facile comprensione. Questa strana, irregolare pista ciclabile vorrebbe collegare villa Lais con villa Lazzaroni e la Caffarella, ma ovviamente mancano molti tratti per collegare il tutto.

In alto la pista ciclabile di viale Furio Camillo, qui sopra la pista ciclabile del Tevere, sullo sfondo ponte Sisto con il suo occhialone.

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 sai come si chiama e dove si trova il viale che vedi sotto.

Nella foto di ieri via Nomentana.

martedì 5 gennaio 2021

Qual è la chiesa più grande di Roma?

 


     Ovviamente la chiesa più grande di Roma e di tutta la cristianità è la basilica di San Pietro, al secondo posto si trova la basilica di San Paolo fuori le Mura, che è anche la seconda chiesa cattolica del mondo per grandezza. Pochi sanno che la chiesa più grande del mondo è Santa Maria della Pace a Yamoussoukro in Costa d’Avorio, consacrata da Giovanni Paolo II nel 1990, la cupola è alta m 158 contro i m 133 di San Pietro a Roma. Fu voluta dal primo presidente del paese Felix Houphouet Boigny, progettata dall’arch. Pierre Fakhoury. Nella foto il quadriportico che precede la basilica di San Paolo fuori le Mura.

Sei romano de Roma se...

 sai come si chiama e dove si trova la via che vedi sotto.


Nella foto di ieri vi Nemorense nel quartiere Trieste.