sabato 14 marzo 2026

La fontana del Facchino

 Quando a Roma non c'era la libertà di parola le statue parlavano. Una di queste era quella del Facchino. 


La statua del FACCHINO, già in via del Corso, per ragioni di viabilità si trova dal 1872 in via Lata addossata al palazzo De Carolis oggi del Banco di Roma. Di fronte si trova l’antichissima diaconia, oggi chiesa di Santa Maria in Via Lata con facciata barocca opera di Pietro da Cortona[1]. E’ alimentata dall’Acqua Vergine (la stessa di Fontana di Trevi). Fu voluta dalla Corporazione degli Acquaroli nel 1580, è opera di Jacopo del Donte. Una relazione del Vanvitelli del 1751 attribuisce l’opera a Michelangelo. Rappresenta un facchino con il berretto dal volto sfigurato, ha le maniche rimboccate e porta una piccola botte o caratello, da essa però non esce vino ma acqua. La voce popolare ha attribuito le fattezze della statua ad un certo facchino di nome Abbondio Rizio famoso per le sue bevute, non certo di acqua.

Quando era in via del corso aveva vicino una lapide che recitava:

“Ad Abbondio Rizio, coronato (facchino)

sul pubblico selciato,

valentissimo nel legar fardelli.

Portò quanto peso volle, visse quanto potè,

però un giorno, mentre portava un barile di vino

in spalla e dentro il corpo,

contro sua voglia morì”. 

Il popolo romano vi intravide un ritratto di Martin Lutero.

Il lavoro degli acquaioli a Roma terminò nel Cinquecento con la riapertura dei grandi acquedotti romani.


[1] Chiesa di Santa Maria in via Lata. La chiesa conserva la tomba della famiglia Bonaparte e il busto di Zenaide Wolkonsky di Pietro Tenerani. Il sotterraneo conteneva importanti pitture dell’alto medioevo, sono state portate al museo della Cripta Balbi in via delle Botteghe Oscure.

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