Quando a Roma non c'era la libertà di parola le statue parlavano. Una di queste era quella del Facchino.
La statua del FACCHINO, già in
via del Corso, per ragioni di viabilità si trova dal
Quando era in via del corso aveva vicino una lapide che recitava:
“Ad Abbondio Rizio, coronato (facchino)
sul pubblico selciato,
valentissimo nel legar fardelli.
Portò quanto peso volle, visse quanto potè,
però un giorno, mentre portava un barile di vino
in spalla e dentro il corpo,
contro sua voglia morì”.
Il popolo romano vi intravide un ritratto di Martin Lutero.
Il lavoro degli acquaioli a Roma terminò nel Cinquecento con la riapertura dei grandi acquedotti romani.
[1] Chiesa di Santa Maria in via Lata. La chiesa conserva la tomba della famiglia Bonaparte e il busto di Zenaide Wolkonsky di Pietro Tenerani. Il sotterraneo conteneva importanti pitture dell’alto medioevo, sono state portate al museo della Cripta Balbi in via delle Botteghe Oscure.

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