Una bella notizia per tutti gli amanti di Roma. E' stata semipedonalizzata piazza Mincio, pedonalizzata via Dora, restaurata la fontana delle Rane. Stiamo parlando del quartiere Coppedé.
Costruito dall’architetto Gino Coppedè[1] tra il 1919 e il 1926, è un incredibile incrocio di linguaggi architettonici che ben ci riportano nell’atmosfera borghese di inizio Novecento. “E’ un tardo episodio liberty, del tutto anacronistico e spaesato. La decorazione è sovrabbondante e fantastica, vi prevalgono gli elementi neo medioevali e manieristici”[2]. Ilaria Beltramme in “101 cose da fare a Roma almeno una volta nella vita”, ed. Newton, 2007, invita a visitare il quartiere Coppedè (pag.278).
[1] Gino Coppedè
(Firenze1886- Roma1927) architetto, scultore e decoratore. Fu un artista
eclettico, sviluppò un suo stile ornamentale che coincise con i caratteri dello
stile liberty. Il suo primo importante lavoro fu il castello Mackenzie
(1897-1902) a Genova dove si trasferì. Realizzò ville signorili, progettò
l’arredamento dei piroscafi, hotel di lusso, stabilimenti balneari. A Roma ha
realizzato anche il palazzo al n. 7 di via Veneto ornato con iscrizioni latine
e un’altana a colonne, si tratta della sua ultima opera (1925-27). Aveva
sposato, nel 1889, Beatrice Romanelli, figlia dello scultore Pasquale, da lei
ebbe tre figlie. E’ sepolto in San Miniato. Da Irene de Guttry, Guida di Roma
Moderna, ed. De Luca; da it.wikipedia.org. La notizia del palazzo di via Veneto
da: Guida di Roma del Tci, 1993. Il progetto originario prevedeva 18 palazzi e
27 villini, non tutti costruiti. Da rivista: “Roma ieri oggi e domani”, ed.
Newton, n. 49.
[2] Riferimento da Irene de
Guttry, Guida di Roma moderna, ed. De Luca, 1989.

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