sabato 28 febbraio 2026

Abate Luigi

 


A Roma esistevano le statue parlanti, quando non c'era la libertà di parola, dii stampa, di opinione, il popolo attaccava ad alcune statue dei sonetti romaneschi in rima. Abbiamo visto la più famosa, Pasquino, quindi Marforio, oggi vediamo un'altra di queste originali statue, quella dell'Abate Luigi in piazza Vidoni presso la chiesa di Sant'Andrea della Valle.

     Si tratta di un console o magistrato dell’antica Roma, ritrovato nelle fondamenta di palazzo Vidoni[1], faceva parte dell’Hecatostylum (portico dalle cento colonne), a cui è stato dato il nome di un sacrestano della vicina chiesa del Sudario. La statua si trovava all’interno di palazzo Vidoni, poi è stata portata nel cortile di palazzo Chigi, quindi nel luogo attuale. Particolarità di essa è che la testa gli è stata rubata più volte per cui sulla sua base è scritto:

Fui dell’antica Roma un cittadino

ora Abate Luigi ognun mi chiama

conquistai con Marforio e con Pasquino

della satira urbana eterna fama

ebbi offese, disgrazie e sepoltura

ma qui vita novella e alfin sicura.

     Nel 1966 gli rubarono la testa e per l’ultima volta l’Abate Luigi parlò:

O tu che m’arrubbasti la capoccia

Vedi d’ariportalla immantinente

Sinnò, voi vede? Come fusse gnente

Me mannano ar governo. E ciò me scoccia.



[1] Palazzo Vidoni. La facciata ottocentesca ripete quella posteriore su via del Sudario costruita su disegno di Raffaello. E’ tradizione che l’imperatore Carlo V sia stato ospitato in questo palazzo. Oggi è proprietà dello Stato e sede ministeriale.

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