giovedì 17 novembre 2016

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova la chiesa che vedi sotto.
Nella foto di ieri il rione San Saba, o meglio un lato
della piazza Bernini che è il cuore del rione.

mercoledì 16 novembre 2016

Rastrelliere in tutti i condomini di Roma!

   Il consigliere del M5S Enrico Stèfano, presidente della commissione Mobilità del Consiglio Comunale, propone rastrelliere per le bici in tutti i condomini con una modifica del regolamento edilizio. In accordo con i consiglieri di maggioranza ha dichiarato: “in vista di un più generale riassetto del trasporto pubblico e privato è indispensabile avviare politiche di sviluppo all’uso della bicicletta. 

Capolavori scomparsi

La Galleria Nazionale d'Arte Moderna dall'11 ottobre ha una nuova sistemazione espositiva delle sue opere. Purtroppo nel nuovo allestimento sono scomparsi alcuni capolavori, ne presentiamo alcuni.
RENATO GUTTUSO, La battaglia di Ponte Ammiraglio, 1952.
   Il quadro, di grandi dimensioni, rappresenta una battaglia di garibaldini contro i borbonici. Prevale il rosso, il pittore si è ritratto più volte, come nel contadino caduto a terra. E' la seconda versione del quadro, proviene dalla Scuola del PCI di Frattocchie, ed è in deposito presso la Galleria come la scultura del "Partigiano morente" di Marino Mazzacurati.
   In questo quadro, al centro su cavallo c'è Garibaldi, ai lati Longo e Pajetta, il soldato con la sciabola alzata è sempre Guttuso. Il quadro fu ripreso dai pittori di carretto, piacque a Leger. Per questo quadro posarono i suoi amici pittori e studiò le divise al museo del Risorgimento di Roma.

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trovano queste case di un popolare rione del centro di Roma.
Nella foto di ieri la salita del Grillo,
che si trova nel rione Monti, tra via Nazionale e via Cavour.

martedì 15 novembre 2016

Roma jazz festival

   Fino al 23 novembre alla Casa del Jazz e all'Auditorium Parco della Musica si tiene la quarantesima edizione del Roma Jazz Festival. Sedici concerti in calendario, con artisti del panorama jazzistico nazionale, oltre a due appuntamenti per i bambini e speciali concerti swing la domenica mattina. per tutte le informazioni consultare i sito internet dell'Auditorium e della Casa del Jazz.

Povero "Purcin de la Minerva" vandalizzato anche lui.

   L'elefantino del Bernini che si trova al centro di piazza di Santa Maria sopra Minerva, davanti alla chiesa omonima, è stato vandalizzato nella notte tra domenica e lunedì, la sua zanna sinistra è stata spezzata. Per fortuna è stata ritrovata e la sovrintendenza ha assicurato che tutto sarà restaurato, la zanna tornerà al suo posto, è il nostro caro elefantino tornerà a splendere come prima.

   Quell'elefantino ricorda i cortei principeschi nei quali apparivano animali esotici, ma per noi romani non era l'elefantino del Bernini ma semplicemente "er purcin de la Minerva".
     Al centro di piazza della Minerva si trova l'elefantino del Bernini che porta in groppa un piccolo obelisco di granito rosso, opera del VI secolo a.C. del faraone Apries, è alto m 5,47. Venne ritrovato nel 1655 nel convento dei domenicani di Santa Maria sopra Minerva, subito il papa Alessadro VII Chigi affidò il progetto del monumento al Bernini che ideò come basamento l'elefantino. In esso l'obelisco rappresenta la sapienza divina che scende nella mente robusta raffigurata dall'elefante, come recita anche l'iscrizione del basamento "è necessaria una robusta mente per sostenere la solida sapienza". I romani chiamano questo monumento "er purcin de la minerva".
   Certo non possiamo militarizzare una città, ma una maggiore sicurezza è auspicabile.

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova la salita che vedi sotto.

Nella foto di ieri la salita dei Borgia che si trova tra via Cavour e piazza San Pietro in Vincoli. E' così chiamata perchè lì erano le case appartunute alla famiglia dei Borgia.

lunedì 14 novembre 2016

Una passeggiata tra i ricordi

   Il cimitero del Verano a Roma è parte importante della memoria collettiva della nostra città. Tutti noi abbiamo almeno un caro che riposa in quel luogo. Ci andiamo distrattamente in occasione della festa dei morti, e in altre rare occasioni dell'anno. Eppure il luogo presenta una serie di opere d'arte di tutto rilievo, inoltre è spunto per ricordi storici in grado di ricostruire gli ultimi di secoli di storia della nostra città e dell'intero Paese.
La copertina del libro è tratta dal sito ibs.it

   Tutto questo è mirabilmente rappresentato in un libro che si intitola appunto "Una passeggiata tra i ricordi", a cura di Marco Cardinali e Maria Beatrice De Ruggieri, ed. Polombi, € 15.
   Questo libro ci aiuta a tessere una rete di storie. Le vicende di singoli uomini e donne ricompongono sul piano delle vite vissute gli eventi dal Risorgimento e al Novecento, le trasformazioni sociali e culturali del ruolo della donna, lo sviluppo degli stili letterari, artistici e architettonici degli ultimi due secoli, l'avvento e la trasformazione del cinema con la galleria di voci e volti dei protagonisti. Sono ricordi dei romani e di una Roma in continuo cambiamento, eppure immutabile nella memoria collettiva.

Capolavori scomparsi

La Galleria Nazionale d'Arte Moderna dall'11 ottobre ha una nuova sistemazione espositiva delle sue opere. Purtroppo nel nuovo allestimento sono scomparsi alcuni capolavori, ne presentiamo alcuni.
ANTON SMINCK PITLOO, Castel dell'Ovo a Napoli, 1820. Un quadro che è esempio di presenze artistiche internazionali a Napoli. Intorno a Pitloo, olandese, si formò la scuola di Posillipo, una scuola di paesaggio. Il quadro è citato nella storia dell'arte di Argan.

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova la salita che vedi sotto.
Nella foto di ieri il Roseto Comunale. 
Qui vengono coltivate oltre 5.000 piante di rose, a maggio vi si tiene un concorso internazionale e quindi si arricchisce sempre di più. Il terreno sul quale sorge ospitava un tempo uno dei cimiteri ebraici della città in cui era fatto divieto di collocare lapidi o iscrizioni. Chiuso nel 1895, venne demolito negli anni Trenta per l’apertura di via del Circo Massimo. E’ aperto a maggio e ai primi di giugno. 

domenica 13 novembre 2016

La vera filosofia di vita di noi ciclisti

   Molto volentieri pubblico una lettera, tratta dal Corriere della Sera, di una appassionata ciclista di Roma, amica di VediROMAinbici, che ben esprime la filosofia di vita di chi va in bici, soprattutto di chi usa la bicicletta in una grande città, Roma, che non è certo amica delle biciclette.

   La riproduco perchè nella foto risulta troppo piccola e faticosa da leggere.
Caro Conti,
rispondo alla lettera di domenica 6 novembre. Chi scrive ha ragione ad avercela con i ciclisti che sfrecciano a tutta velocità, incurante dei bambini, carrozzine e cani. I "galli cedroni" così li chiamò Maria Laura Rodotà, fasciati in assurde tutine multicolori pietosamente ridicole, corrono come pazzi incuranti dei pericoli che rappresentano... Chiedo ai variopinti e svolazzanti galli cedroni: "Perchè se avvertite questo impellente bisogno di correre non andate in luoghi adatti? Basta cercarli su internet, ce ne sono tanti". Amo la bicicletta fin da piccola, a Roma giro sempre in bici, la uso sia per andare a lavoro che per divertimento. E' il mio antistress naturale: una bella pedalata mi libera dalle preoccupazioni e dai problemi. Pedalando infatti produciamo ormoni chiamati endorfine, importanti per godere buona salute fisica e benessere mentale. Signore o signora che hai scritto la lettera, della quale condivido tutto, ti vorrei però dire che noi ciclisti non siamo tutti così. Ci siamo anche noi, gentili, garbati, rispettosi delle regole: andiamo in bicicletta perchè ci piace e il nostro piacere ciclabile sarà sempre rispettoso nei confronti degli altri, umani e pelosi vari.
Maurizia Benedetti

Murales di Testaccio e Ostiense!

   Molto freddo oggi a Roma, con 6 gradi siamo usciti in bici per l'appuntamento di VediROMAinbici, che ci ha guidato in un originalissimo itinerario attraverso i recenti murales di Testaccio e di Ostiense. Eravamo in 32, un bravo alla nostra guida: Bruno, che meglio di così non poteva fare.
Foto copertina della giornata,
siamo in via Ostiense davanti al murales con il Colosseo Quadrato 
e i palazzi primo Novecento di Parioli.

Si pedala verso Testaccio. Sosta per ricompattare il gruppo.

Murales di via Galvani a Testaccio.

Primo murales di via delle Conce.

Secondo murales di via delle Conce,
di fronte al precedente.

Murales in via del Porto Fluviale.

Palazzo in via del Porto Fluviale,
già deposito dell'Aeronautica Militare.


Due murales in via dei Magazzini Generali, uno di fronte all'altro.

Via del Porto Fluviale, murales presso il ponte di Ferro.

Via Ostiense.

Via Ostiense.

Via Libetta.

Via degli Argonauti.

Murales visto dal ponte Settimia Spizzichino,
cavalcaferrovia Ostiense.

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova il giardino che vedi sotto.




Nella foto di ieri la quercia del Tasso che si trova sul Gianicolo, dove il poeta si sedeva a riflettere e cercare pace.

sabato 12 novembre 2016

Nasce a Roma il Museo delle Civiltà

Palazzo Brancaccio sede del Museo Nazionale
d'Arte Orientale.

   Da settembre 2016, in un complesso piano di riforma e riassetto delle strutture del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, è nato a Roma il Museo delle Civiltà.
   La sua istituzione ha permesso di raggruppare in un unico organismo quattro importanti musei nazionali: - il Museo Nazionale d'Arte Orientale Giuseppe Tucci (museo che documenta le civiltà del medio ed estremo oriente), il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari (museo di etnografia italiana e memoria della cultura popolare), il Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini (museo della preistoria, protostoria e di etnografia extraeuropea).
Il Museo Pigorini.

Il museo delle Arti e Tradizioni Popolari.

   L'istituzione del Museo delle Civiltà, istituto dotato di autonomia speciale, speriamo vivamente che consentirà di gestire, valorizzare e promuovere in modo unificato e innovativo collezioni archeologiche ed etnografiche uniche in Italia.
   In bocca al lupo nuovo museo di Roma!

Capolavori scomparsi

La Galleria Nazionale d'Arte Moderna dall'11 ottobre ha una nuova sistemazione espositiva delle sue opere. Purtroppo nel nuovo ordinamento sono scomparsi alcuni capolavori, ne ripresentiamo alcuni.
VITTORIO CORCOS, Sogni, 1896.

   Nel dipinto è ritratta una ragazza elegante dallo sguardo sicuro, il mento appoggiato sulla mano, le gambe accavallate, i capelli mossi, i libri appoggiati sulla panchina, insieme a un cappello di paglia e all’ombrellino. Un rampicante scende dalla finestra posta dietro di lei. Lo sguardo è serio, quali pensieri starà inseguendo?     La ragazza ritratta è Elena, una figlia adottiva dell’artista. Il quadro ebbe subito un grande successo di pubblico e critica quando apparve all’Esposizione Internazionale di Firenze, perciò fu immediatamento acquistato dalla Gnam. E’ stato utilizzato nella pubblicità. E’ considerato il suo capolavoro.