sabato 5 aprile 2014

Anche gli edifici postali parlano della nostra storia!

   In questi giorni il Comune di Roma ha deciso di mettere una targa per segnalare che l'edificio postale di piazza Bologna è uno dei palazzi più significativi del Novecento. Allora facciamo una passeggia in bici a questo indirizzo per vedere di cosa si tratta perchè questa mi sembra una iniziativa molto lodevole. La storia passa anche attraverso questi luoghi, la storia ufficiale, quella con la s maiuscola e la storia di tutti noi, della gente semplice, del popolo che lavora e combatte per una vita dignitosa.

   Opera di Mario Ridolfi degli anni 1935-37, insieme agli uffici postali di via Taranto (Appio), via Marmorata (Ostiense) e viale Mazzini (Delle Vittorie), ha costituito un importante momento di verifica del lessico razionalista. L’edificio ha una forma che lo rende subito distinguibile e che lo ha fatto immediatamente diventare un indicatore geografico. Composto di un unico volume sinuoso, presenta una lunga pensilina curvilinea che recupera l’allineamento della piazza.
Le due foto sono tratte dal sito ufficiale del comune di Roma: comune.roma.it.
     Lo studio di architettura che vinse questo concorso comprendeva Mario Fagiolo, mentre Giuseppe Samonà vinse il concorso per il quartiere Appio, Adalberto Libera e Mario De Renzi per il quartiere Ostiense, Armando Titta per il quartiere Delle Vittorie. L’edificio di Mario Ridolfi si caratterizza per la sua forma libera, sinuosa e senza spigoli si offre al quartiere rifiutando un aspetto monumentale. L’edificio si presenta con un taglio orizzontale sottolineato dalle pensiline del tetto e dell’ingresso. L’assenza di una facciata lo rende surreale. Le porte finestre sono quelle originali, i divisori interni pure. L’interno ha un volto recente.


Il palazzo delle poste di piazza Bologna
fotografato dall'autore di questo blog,
l'uso di queste immagini è libero.


Nessun commento:

Posta un commento