martedì 14 aprile 2020

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova il casale che vedi sotto.

Nella foto di  ieri il bar Gianicolo che si trova a porta San Pancrazio.

lunedì 13 aprile 2020

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova il caratteristico e storico bar che vedi sotto.

Nella foto di ieri villa Doria Pamphili.

     Con i suoi 184 ettari[1] e i nove chilometri di perimetro è il più vasto parco di Roma. Presso una terrazza panoramica con giardino all'italiana (vista su San Pietro, Monte Mario e il Soratte) sorge il Casino dei Quattro Venti, elegantissima architettura dell'Algardi, a quattro piani, con scale e terrazze, ornato da statue, busti e rilievi classici. Nell'interno, che non si visita, ricca collezione di sculture classiche.
     Villa Doria Pamphili o Belrespiro venne creata da Alessandro Algardi[2] intorno al 1650 per il principe Camillo Pamphili nipote di Innocenzo X[3]. Una volta avuto l'incarico della villa l'Algardi sentì il bisogno di recarsi a Tivoli per fare disegni e schizzi di villa Adriana[4]. Il terreno su cui sorge la villa  è segnato dal crinale di una altura su cui passa l'acquedotto Paolo, da questo partono declivi più o meno ripidi dotati di una ricca vegetazione mediterranea, fino ad un'area di fondovalle, a sua volta movimentata da altre alture.
     Nel Settecento la villa venne ampliata, significativi gli interventi realizzati nel giardino dei Cedrati da Gabriele Valvassori e le modifiche alla fontana del Giglio, al canale e al lago apportate da Francesco Bettini. Inoltre l'architetto Alessandro Nicoletti realizzò la stanza dell'organo nell'esedra del giardino del teatro.
     Nel 1783 la villa passò a don Giovanni Andrea Doria.
     Dopo i danni subiti dall'assedio francese alla Repubblica Romana nel 1849, nel 1856 Filippo Andrea V Doria Pamphili acquistò villa Corsini presso porta San Pancrazio. All'Ottocento si devono l'Arco dei Quattro Venti (ingresso monumentale alla villa), la ristruturazione della palazzina Corsini e le serre antistanti alla villa Vecchia. Nel 1960 si ebbe la sciagurata apertura della via Olimpica,  il PRG del 1962 destina la villa a parco pubblico. Così viene acquisita dallo Stato e dal Comune, la maggior parte venne aperta al pubblico dal 1966 al 1972, mentre il Casino del Bel Respiro e i giardini adiacenti divennero proprietà del demanio e sede di rappresentanza della Presidenza del Consiglio. In occasione della visita del capo del governo libico Gheddafi, qui venne piantata la tenda nella quale alloggiò (agosto 2010). Intorno all’anno duemila è stato edificato un ponte pedonale per unire i due settori della villa separati dalla via Olimpica, è allo studio un progetto di interramento della via stessa. Tale progetto venne presentato nell'aprile del 2004 con un costo di 60 milioni di €, la spesa sarà sostenuta da privati che in cambio potranno costruire un parcheggio. Il progetto prevede due tunnel a tre corsie della lunghezza di 1.700 metri[5].

     Purtroppo la villa è tagliata in direzione Nord-Sud dalla via Olimpica (oggi via Leone XIII[6]) costruita in occasione delle Olimpiadi del 1960 per collegare il quartiere dell'EUR con i suoi impianti sportivi e il Foro Italico. E' delimitata a Nord da via Aurelia Antica, a Est da via di San Pancrazio e via Vitellia[7], a Sud e a Ovest da via della Nocetta[8]. Le strade all'interno del parco, nella parte Ovest, sono intitolate a donne che si sono battute per l'emancipazione femminile[9], le altre ricordano i combattenti della Repubblica Romana o sono toponimi. Tutta la villa rientra nel XII Municipio (già XVI) Comune di Roma[10] (quartiere Gianicolense). Dal 2003 è disponibile un punto Jogging gestito dall'Uisp all'angolo tra via Vitellia e via Leone XIII, dispone di docce, spogliatoi, servizi igenici e di sorveglianza.
     Tra gli artisti che rimasero affascinati dalla villa ricordiamo Camille Corot che "ne fece il tema di una delle sue deliziose impressioni romane in cui il Casino è visto dalla terrazza al di sopra del teatro, immerso in un mare di verde nella luce pomeridiana, quando tutte le tonalità acquistano un dolcissimo risalto"[11].

     Nella villa ci sono Km 10,700 di percorsi ciclopedonali[12].


[1] Estensione di Villa Doria Pamphili. Il dato da soprintendenzaroma.it, dove il nome è riportato con la j, cioè Pamphilj. Può essere utile un confronto con villa Ada = 160 ha, villa Borghese = 80 ha, la Caffarella = 200 ettari.
[2] Alessandro Algardi (Bologna 1598 - Roma 1654) scultore e celebre restauratore di statue antiche soprattutto per incarico di Ludovico Ludovisi, oggi tutti i suoi lavori si trovano a palazzo Altemps. Celebre la statua in bronzo di Innocenzo X al Campidoglio e la tomba di Leone XI in San Pietro e il Casino Algardi all'interno di villa Pamphili che oggi appartiene alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
[3] Innocenzo X Giovanni Battista Pamphili, papa dal 1644 al 1655. Nunzio in Francia e Spagna, cardinale dal 1629, cercò di rafforzare lo Stato della Chiesa mantenendone l'autonomia. Protesse gli artisti, tra questi Bernini e Borromini. Lottò contro i Barberini del predecessore Urbano VIII. Condannò Giansenio, fu attivo nella Controriforma. La cognata donna Olimpia Maidalchini detta la Pimpaccia curò i suoi interessi e venne odiata dal popolo come testimonia Pasquino. Incaricò il Bernini di progettare la chiesa di Sant'Andrea al Quirinale, la fontana dei Quattro Fiumi in piazza Navona.
[4] La notizia dell'Algardi a villa Adriana da: Carlo Zaccagnini, cit.
[5] Via Olimpica in tunnel Le notizie da Repubblica del 17.04.04 e del 26.05.05.
[6] Leone XIII è il successore di Pio IX, papa dal 1878 al 1903. Gioacchino Pecci di Carpineto Romano.                   E' il papa della Rerum Novarum, è il primo papa di cui si ha un filmato, è sepolto nella Basilica di San Giovanni in Laterano.
[7] Via Vitellia Dal nome dell’imperatore romano che fece costruire queste deviazione della via Aurelia. Fu imperatore per tre mesi prima di Vespasiano (settembre-dicembre 69). Nella strada si trova la chiesa di Santa Chiara (1950 opera di Paniconi e Pediconi autori dei palazzi Inps e Ina all’Eur e del quartiere Ina Casa Torre Spaccata) che fa parte del monastero delle monache di clausura Clarisse (angolo via Leone XIII).
[8] Via della Nocetta Ricorda una antica tenuta indicata con questo nome indicata nel Diario di Roma del 30 maggio 1835 come “vigna fuori porta San Pancrazio, in vocabolo Nocetta,  passata la villa Pamphili”. Potrebbe essere un diminutivo per distinguerla da quella grande sulla Salaria detta Vigna della Noce.
[9] Strade a donne. Nell’ottobre del 2007 una strada è stata intitolata ad Anna Politkovskaja (1958-2006), giornalista russa molto conosciuta per il suo impegno sul fronte dei diritti umani, per i suoi reportage dalla Cecenia e per l’opposizione al presidente Putin. E’ stata assassinata nel suo ascensore mentre rincasava il 7 ottobre 2006.
[10] Municipio XVI Con gli accorpamenti decisi dal Consiglio Comunale l'11 marzo 2013 è diventato XIII.
[11] Camille Corot da: Paolo Hoffman, cit. pag. 297. Corot (Parigi 1796-Ville d'Avray 1875) pittore francese di paesaggi, considerato il padre dei circoli artistici parigini che diedero vita all'impressionismo. Dei dipinti realizzati nei suoi tre viaggi in Italia ne è stata realizzata una esposizione permanente al Louvre.
[12] Percorsi ciclopedonali. Il dato da "Mappa dei percorsi ciclopedonali", ed. Comune di Roma, 2008.

domenica 12 aprile 2020

Buona Pasqua a tutti

Buona Pasqua a tutte le persone che seguono questo blog e alle loro famiglia. In questo momento difficile per tutti noi, ci auguriamo che presto finisca questa pandemia e si torni a pedalare e godere della "città più bella del mondo".
   Sei romano de Roma se... sai in quale villa di Roma ci troviamo.



Nella foto di ieri viale Vicopisano alla Magliana.

sabato 11 aprile 2020

Luoghi del cuore19: la Casina della Civette


   C'è una casetta nel verde, nella nostra città, sembra una casa delle favole, una casa bizzarra, che non può esistere se non nella fantasia di un mago o di un pazzerello, ma esiste realmente. E' la Casina delle Civette, all'interno di villa Torlonia, una villa che è rimasta chiusa per oltre trenta anni per una sorta di "damnatio memorie".


   Basta guardarla con attenzione, in una bella giornata di sole, come questa di oggi, per vedere una gran quantità di particolari che rimandano al mondo animali e ad elementi dell'architettura medioevale, tale da renderla unica.



Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova il viale che vedi sotto.



Nella foto di ieri viale Marconi.

venerdì 10 aprile 2020

Luoghi del cuore19: il Passetto del Biscione


     Là dove venne ucciso Cesare, il 15 marzo del 44 a.C. c'è un sottopassaggio che mette in comunicazione Campo de' Fiori con via di Grotta Pinta, sarebbe un arco del teatro di Pompeo, il primo teatro in muratura costruito nell'antica Roma. Ci troviamo nel cuore di Roma, un luogo che l'uomo ha sempre abitato anche nei periodi più bui della sua storia, quando la città era ridotta a poche decine di migliaia di abitanti, qui l'uomo a costruito, demolito, ricostruito sopra servendosi nel materiale abbandonato che era disponibile.




     In questo luogo che evoca la storia millenaria della città mi piace passare e avvertire il tempo che è trascorso.

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova il viale che vedi sotto.

Nella foto di ieri via di Vigna Jacobini nel quartiere Portuense.
     Sono le ore 3,06 del 16 dicembre 1998, un boato, il buio, la polvere, una palazzina di cinque piani in via di Vigna Jacobini crolla in un solo colpo e annienta la vita di 27 persone (tra cui 5 bambini). Ora il luogo è abbandonato, Ferruccio Fumaselli, che ha perso i genitori e due fratelli, ha creato l’associazione di volontariato Orfeo. Nel luogo della tragedia si vorrebbe fare un giardino in memoria delle vittime.
     Nell’ottobre del 2013 arriva la sentenza dei giudici d’appello per cui il crollo sarebbe stato causato dalla scarsa qualità ed estrema disomogenità del calcestruzzo usato per i pilastri del palazzo e dalle alte temperature prodotte dai macchinari della tipografia. Assolto Mario Capobianchi, amministratore della San Paolo Tipografia Editoriale che si trovava al piano terra e al seminterrato dello stabile, accusato di omicidio colposo plurimo e disastro colposo, era l’ultimo imputato, “il fatto non costituisce reato”. L’altro amministratore Vincenzo Mudanò era nel frattempo deceduto.
     Secondo quanto emerso dalla perizia di ufficio, dove c’era la tipografia la temperatura raggiungeva livelli particolarmente alti, addirittura 35 gradi in più rispetto a quella esterna, cosa non contestata da nessuna delle parti in causa. Se si tiene conto della fragilità originaria delle strutture cementizie è agevole convenire circa la sicura incidenza del fenomeno sul crollo strutturale[1].
   Il 16 febbraio 2016 i giornali riportano la notizia che la Cassazione ordina nuovo processo dopo 18 anni. Accolto il ricorso dell’unico imputato Mario Capobianchi. Nel disastro del 16 dicembre 1998 persero la vita 27 persone tra cui 5 bambini. La sentenza dell’11 luglio 2012 aveva assolto con formula piena l’ultimo imputato l’amministratore della tipografia situata al piano terra dello stabile che fu ampliata prima della tragedia. La prima sentenza decideva che l’amministratore della tipografia era condannato per disastro e omicidio colposi, verdetto annullato in Cassazione nel 2006.



[1] Crollo del palazzo di via di Vigna Jacobini. Tutte le notizie da: Il Messaggero.

giovedì 9 aprile 2020

Luoghi del cuore18: "Le Tre età" di Klimt


   Un quadro che mi ha sempre emozionato è questo che si trova alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di viale delle Belle Arti. E' una delle gemme della galleria.
Il quadro rappresenta, anche in modo crudo, le tre età della donna. “E’ uno dei capolavori del maestro austriaco ed esemplare del suo stile: poetica per le immagini simboliche, musicale nella cadenza ritmica delle linee e nella sinfonia dei colori, minuziosa e preziosa come un lavoro di oreficeria nel contesto delle lavelle d’oro e d’argento incastonate nella superficie dei colori, che trapassano dalla trasparenza di un velo alla vitrea durezza di uno smalto”. Da: Palma Bucarelli, Guida alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, ed. Poligrafico dello Stato, pag. 64.

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova la strada che vedi sotto.


Nella foto di  ieri via di Santa Passera nel quartiere Portuense, vicino via della Magliana.

mercoledì 8 aprile 2020

Luoghi del cuore17:dar Filettaro



     Questa è troppo facile, è un posto di Roma che conoscono tutti, come dire: “E’ Roma stessa”. I migliori filetti di baccalà si mangiano al largo dei Librai 88, Dar Filettaro, lungo via dei Giubbonari, nel cuore della “vecchia Roma”. L’ambiente è quello di una piccola osteria di una volta, servizio informale, ma gentile. Consiglio di mangiare il filetto passeggiando per le strade, i vicoli e le piazzette intorno.

   Ci troviamo in una piazzetta lungo via dei Giubbonari, non lontano dal vociare del mercato di Campo dei Fiori, qui è il tempio del filetto di baccalà, una specialità romana racchiusa in una leggera pastella croccante, fritta e portata ad unta doratura nel grembo di tre diverse padellacce di ferro annerite. Si può mangiare al volo, avvolto nella carta canepina o seduti. Nel menù poche voci: pane e alici, affettati misti, zucchine fritte, fagioli, bruschette e – in estate – fette di cocomero. Un piatto speciale sono le “puntarelle”, cicoria con salsa di acciughe e aglio. Servizio essenziale, tavoli di legno e tovaglie di carta, personale giovane e cordiale. In estate i tavoli invadono con discrezione la piazza. E’ aperto solo la sera , ferie ad agosto. Sembra che le Monde lo abbia recensito, Eugenio Pacelli, papa Pio XII, mandava il suo cameriere personale a comprare i filetti di baccalà.

     Il baccalà è il merluzzo. La salagione ne consente la conservazione per lungo tempo. Sembra che la procedura di salagione si debba attribuire ai pescatori baschi. I paesi principali produttori sono: la Danimarca, le Isole Faroe, la Norvegia, l’Islanda e il Canada. Il baccalà è alimento essenziale in molte cucine popolari, il suo utilizzo si alterna allo stoccafisso, che è sempre un merluzzo, ma conservato per essiccazione. 

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova il murales che vedi sotto.



Nelle foto di ieri la pista ciclabile che si trova nel primo tratto della via Portuense.

martedì 7 aprile 2020

Una curiosità di Roma: citofoni storici


   Non saprei dire a qundo risalgono, ma questi citofoni sono storici, risalgono agli anni Cinquanta, forse anche prima, si trovano in via della Pace (sopra) e in via Montevecchio (sotto), proprio nel cuore di Roma, a due passi da piazza Navona. Incredibile ma vero: funzionano ancora!

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova la pista ciclabile che vedi sotto.



Nella foto di ieri la cappelletta che si trova in via Portuense, nel tratto parallelo a via Ettore Rolli.

lunedì 6 aprile 2020

Luoghi del cuore16: il mercato di Campo de' Fiori


   In questi giorni di chiusura dei mercati per l'epidemia di coronavirus, è bello ripensare ai mercati, vero luogo di vita popolare, nei quali si affollano i ricordi della nostra infanzia. Tra i tanti mercati d Roma mi piace andare con la mente, e con l'aiuto di immagini, al mercato di Campo de' Fiori. Anche se negli ultimi anni è diventato un mercato per i turisti, affollato di prodotti tipici, certo non economici, la sua immagine rimane.



Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova la cappellina che vedi sotto.



Nella foto di ieri via degli Orti Spagnoli al Portuense.