sai come si chiama e dove si trova la villa che vedi sotto.
Nelle foto di ieri villa Chigi nel quartiere Trieste.
La villa si estende su 5 ettari, era considerata dai Chigi luogo
di villeggiatura estiva in considerazione del carattere di vigna suburbana. Il
cardinale Flavio Chigi acquistò nel 1763-65 una vigna sulla Salaria nel luogo
detto Monte delle Gioie, la proprietà fu ingrandita con l’acquisto di terreni
limitrofi. Nella vigna esisteva una palazzina che il Chigi fece ampliare
incaricando dei lavori Tommaso Bianchi e Pietro Camporese il Vecchio (1726-1781
capostipite di una famiglia di architetti attivi a Roma tra Settecento e
Ottocento; anche i figli Giuseppe e Giulio furono architetti, il figlio di
Giulio fu Pietro Camporese il Giovane fu autore della ricostruzione della
basilica di San Paolo fuori le Mura. Architetto eclettico ha progettato la
chiesa di Santa Maria in Aquiro, la facciata del Collegio Germanico Ungarico in
via della Scrofa e Santa Brigida in piazza Farnese. E' autore del Duomo di
Subiaco) trasformandolo in casino delle delizie. Secondo una formula
tradizionale l’area verde risultò distinta in due parti, di cui una, a quota
più alta, dinanzi alla facciata, con aiuole simmetriche, siepi di bosso, basi
di peperino per vasi di agrumi, boschetti di lecci e di allori. L’altra
porzione, più estesa, fu impostata a prato con un lungo viale rettilineo in
corrispondenza dell’androne fino al cancello d’ingresso. All’interno della palazzina
esisteva un ciclo paesistico pittorico purtroppo andato disperso perché fu
acquistato da antiquari romani e la maggior parte del ricchissimo arredamento
fu ceduta dall’industriale milanese Alemagna. La villa è divenuta proprietà di
un istituto commerciale italiano (da: Paola Hoffmann, Le ville di Roma, Newton,
2004 e da Carlo Zaccagnini, Le ville di Roma, Newton, 1991).
Nel 1990 il Comune acquistò per un
miliardo e ottocento milioni di lire i quattro ettari del parco, mentre il
casino rimase al milanese Carlo Cabassi (da I rioni e i quartieri di Roma,
Newton, 1991, pag. 2038). Oggi l'edificio è affidato in comodato d'uso a Mondo
X per il recupero dei tossicodipendenti (da: sovraintendenzaroma.it). Nel 2003
è stata riqualificata dall'amministrazione comunale con la riproposizione del
disegno settecentesco (da sovranintendenzaroma.it).