sai il titolo e l'autore del quadro che vedi sotto.
Nella foto di ieri il quadro di Mario Mafai: via Giulia.
mercoledì 18 aprile 2018
martedì 17 aprile 2018
Tante belle occasioni per pedalare in allegria
Nei prossimi giorni tante belle iniziative per chi vuole pedalare in allegria in questo periodo di primavera con le temperature miti.
GIOVEDI' 19 alle ore 19 riunione di presentazione della "Liberazione a pedali", pedalata per ricordare la Lotta di Liberazione del 25 aprile. L'incontro si terrà dal Biciclettaro in via urbana 122, facilmente raggiungibile alla stazione Cavour della metro B.
SABATO 21 ore 14 appuntamento alla Stazione di Acilia della Roma Lido per una passeggiata in bici alla scoperta del Sentiero Pasolini, un nuovo percorso pedonale e ciclabile realizzato dai volontari della ciclabile Tevere lungo il corso del fiume.
DOMENICA 22 ore 9,15 appuntamento in largo Corrado Ricci con VediROMAinBici per scoprire il percorso dell'acquedotto Vergine.
MERCOLEDI' 25 Liberazione a pedali, appuntamento ore 9 a piazzale Ostiense.
SABATO 28 ore 16 BICIFESTAZIONE, manifestazione per chiedere più spazio alle bici in città.
Sarà un successo!
GIOVEDI' 19 alle ore 19 riunione di presentazione della "Liberazione a pedali", pedalata per ricordare la Lotta di Liberazione del 25 aprile. L'incontro si terrà dal Biciclettaro in via urbana 122, facilmente raggiungibile alla stazione Cavour della metro B.
SABATO 21 ore 14 appuntamento alla Stazione di Acilia della Roma Lido per una passeggiata in bici alla scoperta del Sentiero Pasolini, un nuovo percorso pedonale e ciclabile realizzato dai volontari della ciclabile Tevere lungo il corso del fiume.
DOMENICA 22 ore 9,15 appuntamento in largo Corrado Ricci con VediROMAinBici per scoprire il percorso dell'acquedotto Vergine.
MERCOLEDI' 25 Liberazione a pedali, appuntamento ore 9 a piazzale Ostiense.
SABATO 28 ore 16 BICIFESTAZIONE, manifestazione per chiedere più spazio alle bici in città.
Sarà un successo!
Sei romano de Roma se...
sai come si chiama e chi è l'autore del quadro che vedi sotto.
Nella foto di ieri il quadro di:
Enrico Coleman, Lo specchio di Diana, una vista del lago di Castel Gandolfo.
Nella foto di ieri il quadro di:
Enrico Coleman, Lo specchio di Diana, una vista del lago di Castel Gandolfo.
lunedì 16 aprile 2018
Anche il mensile delle Ferrovie parlano della bici
Anche il mensile gratuito delle Ferrovie dello Stato parla delle bici, segno tangibile del successo di questo mezzo di trasporto ecologico e sempre giovane. Il mensile del mese di aprile, in distribuzione sulle Frecce, dedica un bell'articolo a pag. 87 dal titolo: "Bici per tutti". Il bike sharing dai primi esperimenti ai successi di oggi. In effetti il giornale ricostruisce la storia delle bici in affitto, dai primi esperimenti, avviati in Olanda nel 1965, fino al tentativo di Milano nel 1987 quando furono messe in circolazione 300 bici sponsorizzate. Nel 1995 nacque il bike sharing a Lione con 1.500 bici. Nel 2007 lo stesso sistema fu esteso a Parigi, si chiamò Velib. L'anno successivo a Milano con il nome di Bikemi. Oggi anche a Roma funziona un servizio di bici in affitto, non ovunque, ma nel I, II e VII municipio, la previsione è di estenderlo a tutta la città.
Viva la bici!
In alto foto del titolo dell'articolo sul mensile delle Ferrovie dello Stato,
in basso una foto delle bici in affitto a Roma (largo Colli Albani).
Sei romano de Roma se...
sai chi è l'autore e qual è il titolo del quadro che vedi sotto.
Nella foto di ieri:
Nella foto di ieri:
GIORGIO MORANDI[1], Natura morta, 1932.
Morandi è l'artista delle bottiglie e dei
bicchieri, per tutta la vita è vissuto a Bologna e nel paese di Grizzana
sull'Appennino nel periodo estivo. Ha lavorato in condizioni di isolamento
eppure, la sua pittura è ritenuta da tutti tra le poche di livello europeo in Italia
in quegli anni. Si può tentare un confronto con la poesia di Montale. Una
grande retrospettiva dell'artista si è tenuta nel 1973 alla Gnam.
Acquistato alla Quadriennale romana del
1932. E' un soggetto particolarmente caro all'artista, nelle opere di quegli
anni si risontra "l'attacco dissolvente all'oggetto" (Brandi), una
dualità tra oggetto e ombra al punto che gli oggetti assumono una presenza
quasi incorporea. La pittura di Cezanne ha un ruolo determinante nella sua
formazione.
[1] Giorgio Morandi (Bologna 1890 - 1964) Gli studi all'Accademia di
Bologna, una breve esperienza militare, la nomina a direttore delle scuole
Primarie, le estati trascorse a Grizzana dal 1927 furono gli avvenimenti più
importanti della sua vita. Non ha aderito che sporadicamente ai movimenti
artistici italiani del suo tempo: dal futurismo, al movimento strapaesano
Selvaggio, al periodo metafisico (1918-20), al fuggitivo contatto con Valori
Plastici e Novecento. Nei paesaggi di Grizzana si sente l'eco di Cezanne e le
trasparenze di Corot. Sentì il fascino di Giotto e dei maestri del primo
Quattrocento. Dopo il 1930 giunse alle forme consuete della figurazione:
bottiglie, caraffe, fruttiere, vasi di fiori, lucerne), con un colore spesso e
sobrio, di tanto in tanto ravvivato da alcuni toni squillanti. Il suo proverbiale
isolamento ha contribuito ad una insufficiente conoscenza della sua opera e ad
una sottovalutazione che la critica recente ha giustamente rivalutato. Nel palazzo Comunale di Bologna si trova il
suo museo, il paese di Grizzana a preso il suo nome, molte sue opere sono alla
Gnam.
domenica 15 aprile 2018
Palazzi... scritti
L'itinerario di oggi in bici proposto da VediROMAinBici aveva un tema particolare: Palazzi... scritti", cioè quei palazzi che presentano delle frasi incise sulla facciata, per la maggior parte sono in latino. Si tratta di palazzi dei primi del Novecento, degli anni Venti e Trenta. E' stato un bellissimo giro, c'è stato tanto da pedalare, eravamo oltre 30 persone.
L'Appia Run in viale delle Terme di Caracalla.
Il primo palazzo scritto l'abbiamo incontrato a San Lorenzo
in via dei Sabelli.
Altra tappa davanti alla chiesa di Sant'Andrea della Valle.
Il palazzo del Pentagono, tra Castel Sant'Angelo e il palazzo di Giustizia.
Sei romano de Roma se...
sai chi è l'autore e qul è il titolo del quadro che vedi sotto.
Nella foto di ieri il quadro di:
Nella foto di ieri il quadro di:
AFRO[1], Natura morta, 1937.
Artista
friulano, con il fratello si dedicò alla carriera artistica, lui pittore, il
fratello Mirko scultore. Dopo l'adesione al Fronte Nuovo delle Arti arrivò
all'arte informale.
E' un quadro nel quadro, firmato Afro 1937.
E' una ricca composizione di diversi elementi musicali (mandolini, liuto,
trombetta, corno, salterio, campanella) sullo sfondo di un quadro, in cui un
giovane suona uno strumento a corda simile a quelli che nel primo piano
risultano rotti e quindi inutilizzabili. L'analisi del dipinto conduce ad una
lettura in chiave metaforica riferita alla poetica stessa dell'autore: non è la
realtà ad essere sorgente di poesia ma quella rappresenta dall'artista, infatti
è il giovane strumentista a scuscitare note, mentre gli oggetti realisticamente
rappresentati non possono produrre alcun suono perchè danneggiati.
[1] Afro (Udine 1912 - Zurigo 1976) nome d'arte di Afro Basaldella,
pittore, mentre il fratello Mirko di
due anni più grande era scultore (cancello Fosse Ardeatine). Nel 1946 ha fatto
parte del Fronte Nuovo delle Arti e del Gruppo degli Otto. Partendo da una
rimeditazione dell'opera di Braque e Picasso è giunto all'action painting
americana. Sue opere alla Gnam e alla Farnesina.
sabato 14 aprile 2018
Finalmente date certe per la ciclabile Nomentana
La pista ciclabile lungo la via Nomentana, da tanto tempo richiesta dai cittadini, è in fase di realizzazione. I primi 400 metri saranno
pronti entro il 30 aprile (da porta Pia a viale Regina Margherita). La durata
prevista dei lavori per tutta la pista ciclabile fino a ponte Tito Tazio è di 400 giorni per Km 3,6, cioè il 21 febbraio 2019. Due problemi: la
ciclabile non arriva a piazza Sempione, sul ponte della Tangenziale e ferrovia
è stretta 80 cm.
Comunque siamo lieti che va avanti la logica di favorire la mobilità alternativa.
Le due foto del progetto di pista ciclabile è tratta da internet.
Alcune immagini di
questo blog sono attinte da internet e quindi considerate
di pubblico dominio.
Vi prego di avvertirmi in caso di un'involontaria violazione
del copyright, in modo
che io provveda subito all'eliminazione dell'immagine
usata per errore.
Sei romano de Roma se...
sai come si intitola il quadro che vedi sotto e chi è l'autore.
Nella foto di ieri il quadro di:
Nella foto di ieri il quadro di:
SCIPIONE[1], Il cardinal decano,
1930. Chiude il corridoio.
Insieme a Mafai il caposcuola della scuola
di via Cavour, dove abitava l'artista, una vita caratterizzata da salute
cagionevole e morte precoce. Il suo modo di rifiutare la pittura ufficiale del
tempo, il riferimento all'espressionismo e l'aspetto mistico dei suoi quadri
operarono una rottura nell'arte del tempo. Ad un'arte sana e felice,
ricongiunta ai sicuri valori della tradizione, Scipione e i suoi contrapposero
l'idea di un'arte espressione dell'interiorità e della coscienza pensosa
dell'essere e del destino dell'uomo.
Olio su tavola, sul retro uno studio per lo
stesso quadro. Acquistato alla Quadriennale romana del 1935. Rappresenta il
ritratto del cardinale Vannutelli fatto nello studio di Mazzacurati sulla via
Flaminia. Cardinale "decano" per eccellenza, ormai novantenne,
interessava Scipione, che lo ritrasse anche nella camera mortuaria di via della
Dataria.
Il pittore sembra confrontarsi con il "Ritratto
di Paolo III" di Tiziano e quello di "Innocenzo X" del
Velasquez. Fortemente influenzato da Goya, Zurbaran e El Greco. Ricorrono motivi simbolici e enigmatici
attinti dall'apocalisse di Giovanni. Echi del realismo magico e della Metafisica,
si uniscono al barocco e al Seicento spagnolo. Il decadimento dell'uomo, trova
in Scipione, una grande forza espressiva che si manifesta in una cromia accesa
dai toni caldi, bruni e rossastri, la figura sembra posta in uno spazio
incantato privo di profondità. L'umanità
è in balia delle proprie debolezze.
[1] Scipione Gino Bonichi detto (Macerata 1904 - Arco 1933) A Roma dal
1909 frequentò l'Accademia di Belle Arti dove conobbe Mario Mafai e Marino
Mazzacurati. Le sue prime opere si collocano nel solco del Realismo Magico,
sebbene una accentuazione simbolica lascia prevedere gli sviluppi futuri. Con
Mafai e Raphael fondò la scuola Romana, gli anni 1929-30 furono i più intensi.
Nel 1931, già da tempo malato, dovette sospendere il lavoro. La sua fu un'opera
di rottura, con una figurazione di tipo espressionistico volle rappresentare
l'immagine decadente della città, un grido romantico e disperato. A Scipione
piacciono il tramonto rosso di Roma e il barocco romano indice di decadenza. El
Greco era il suo mito.
venerdì 13 aprile 2018
Dateci la strada
Domenica tanti piccoli gruppi di ciclisti pedaleranno sulle strade consolari ripartiti in undici itinerari diversi per convergere poi in via dei Fori Imperiali. L'evento è organizzato da Salvaiciclisti, Ruotalibera e altre associazioni cicloamatoriali romane. Tutti i cortei partiranno tra le ore 10 e le ore 11, l'elenco completo è nel blog dei Salvaiciclisti Roma che ha anche una pagina facebook. Sarà una occasione per sensibilizzare la cittadinanza sui temi della mobilità sostenibile, tutto il giorno in via dei Fori Imperiali saranno presenti rappresentanti delle associazioni per presentare i loro progetti.
Una bellissima iniziativa, non si può mancare!
Una bellissima iniziativa, non si può mancare!
Una precedente manifestazione di Salvaiciclisti
in via dei Fori Imperiali.
Sei romano de Roma se...
sai il titolo e l'autore del quadro che vedi sotto.
Nella foto di ieri il quadro di Scipione, La via che porta a San Pietro, i Borghi, 1930. Il quadro si trova alla Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale.
Nella foto di ieri il quadro di Scipione, La via che porta a San Pietro, i Borghi, 1930. Il quadro si trova alla Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale.
giovedì 12 aprile 2018
I colli di Roma sono 7 o esiste un'ottavo colle?
Al via dal 10 aprile "I colli di Roma nel Rinascimento" al museo etrusco di Villa Giulia alle ore 17,30, con un calendario di otto incontri fino a giugno rivolti al grande pubblico. La villa conserva una mappa segreta dei sette colli di Roma, si tratta di un ciclo di affreschi al piano nobile del palazzo attribuiti allo Zuccari in cui compaiono immagini insolite dei setti colli di Roma più un ottavo identificato con le pendici del colle che oggi chiamiamo Parioli. In questi dipinti l'Esquilino appare il colle più importante, qui compare il gruppo del Laocoonte ritrovato nel 1506. Il Celio è rappresentato con la chiesa di Santo Stefano Rotondo, il Colosseo e il Settizonio. Il Campidoglio ha già la forma datagli da Michelangelo, spicca la testa di Costantino. Insomma tante scoperte per conoscere sempre meglio la nostra città.
Sei romano de Roma se...
sai il titolo e l'autore del quadro che vedi sotto.
Nel post di ieri il quadro che si trova alla Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale:
Nel post di ieri il quadro che si trova alla Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale:
MARIO MAFAI[1], Demolizione di via
Giulia, 1936.
Acquistata nel 1937 alla mostra del
Sindacato, l'opera era già esposta alla "Cometa", dove era presente
un numero consistente di opere che avevano per oggetto le demolizioni nel
centro. Ma qui non c'è alcun intento descrittivo o commemorativo, non ci sono
compiacimenti ne rimpianti. Manca nel dipinto un punto di riferimento
monumentale riconoscibile, vi compare lo scheletro di un edificio qualunque con
la disposizione geometrica di colori in contrasto. Alla Gnam "Demolizione
dei Borghi" del 1939.
Sul retro "Composizione" o
"Nudi" era un'opera precendente, la tela fu poi girata e ritagliata.
Presenta caratteristiche vicine all'espressionismo inteso come protesta nei
confronti del classicismo dominante la pittura italiana di quegli anni. E' in
relazione alle opere di Scipione.
[1] Mario Mafai (Roma 1902 - 65) Respinto dall'Accademia con
Scipione studiò nudo dal vero, sposò la pittrice Antonietta Raphael che aiutò i
due giovani irrequieti amici a spezzare il cerchio novecentesco, arcaizzante
e monumentale della pittura italia ufficiale. Nacque così la scuola romana,
visionaria e potente in Scipione, sensuale e tenera in Mafai. Un nuovo tema,
sottilmente eversivo in clima imperiale è fornito dalle demolizioni. Durante la
guerra e l'occupazione tedesca sembra ispirarsi a Goya nella serie delle
torture "Fantasie" del 1941-43. Nel dopoguerra fu neorealista, poi si
accostò all'astrattismo senza mai rinunciare alla sua natura di colorista e di
poeta della dolcezza e decadenza ineluttabile delle cose umane. Sue opera alla Gnam.
mercoledì 11 aprile 2018
Molto volentieri diffondiamo questo allarme a tutti i ciclisti romani e ci stringiamo alla nostra amica Maurizia che ha vissuto questa bruttissima esperienza.
Buongiorno, desidero scrivere di un episodio increscioso che mi è capitato
martedì mattina 10 aprile, alle ore 9,10/15, alle catacombe di San Callisto. Ero in bicicletta e mi sono fermata alla toilette delle catacombe.
Uscita dalla toilette non ho più trovato la bici, nel cruscotto avevo gli occhiali da vista, le chiavi di casa, il cellulare e i soldi. Avevo lasciato tutto li perché è un luogo controllato, sbagliando.Mi sono sentita persa, sono andata alla reception e ho detto che mi avevano rubato tutto. Un signore con un giubbetto grigio ed occhiali che stava organizzando i gruppi in visita, mi ha apostrofato dicendomi : "Le sta bene, sono contento che le abbiano rubato la bici perché qui le bici non possono entrare e lei non può andare al bagno perché il bagno è solo per i visitatori delle catacombe"
Alla mia risposta che non sapevo cosa fare, continuava a dirmi con arroganza che mi stava bene e che era proprio contento che mi avessero rubato la bici, lo ripeto perché non faceva altro che dirmelo
Averi dovuto insospettirmi...
Invece ho solo pensato che qualcuno mi avesse seguito ed approfittando di una pipì stop, peraltro velocissima, mi avesse derubato.
Mentre stavo tornando a casa a piedi, due signore vedendomi in lacrime mi hanno chiesto cosa avessi e così mi hanno consigliato di tornare indietro alla reception e di chiamare la polizia per fare la denuncia.
Così ho fatto, ho ritrovato il solito signore che come mi ha rivisto ha continuato a dirmi che mi stava bene che mi avessero rubato la bici.
Ho detto che volevo chiamare la polizia ..Mi ha intimato allora di aspettare dicendomi che aveva lui la mia bici, facendomi vedere delle chiavi.A quel punto molto, molto alterata gli ho risposto di darmi subito la bici, perché dovevo prendere assolutamente una pasticca. Continuava a dirmi di aspettare perché stava organizzando i gruppi per la visita.
Ho alzato la voce e a quel punto siamo andati in una piccola rimessa dove, chiusa a chiave, c'era la mia bici insieme ad altre.Ho pensato altri trasgressori di pipì ...
Me ne sono andata amareggiata, questo signore , non so se sia un prete, mi ha visto disperata chiedere un aiuto...un conforto...Mi avrebbero rintracciato in seguito? La mia bici e tutte le mie cose le avrei riavute ?Premetto che i bagni sono in uno spiazzo aperto, altre volte ci è capitato di fermarci li
e mai nessuno si è permesso di trattarci in questo modo. Io avrò sbagliato essendo un luogo privato aperto al pubblico ma penso che usufruire del bagno in caso di necessità non sia un reato. Appropriarsi, invece, di proprietà altrui e metterle sotto chiave credo sia molto, molto grave...Signore o prete chiunque tu sia ,bastava che mi dicessi:
"Signora li non può andare"
Invio per conoscenza questa email anche alle catacombe di San Callisto, ringraziando per la calorosa accoglienza!!!
Logicamente firmata in quanto il signore mi ripeteva che ero da denunciare.
Cordiali saluti
Maurizia Benedetti
Sei romano de Roma se...
sai come si chiama e chi è l'autore del quadro che vedi sotto.
Nella foto di ieri:
la CHIESA
DI SANT’ANDREA[1], tra la via Flaminia e viale Tiziano, capolavoro del Vignola[2],
costruita nel 1556 per volontà di Giulio III, in memoria di
quando, essendo stato fatto prigioniero durante il sacco di Roma del 1527,
riuscì ad evadere proprio nel giorno del santo che è fratello di San Pietro. “Nella
sua fine ed elegantissima struttura è difficile riscontrare elementi che non
siano rinascimentali”[3]. L’edificio
– chiamato generalmente Tempietto - ha una forma cubica, in laterizio, facciata
in peperino a timpano e lesene. La cupola ellittica è impostata su basso
tamburo. Un muro di cinta delimita un piccolissimo giardinetto, in questo, alle
spalle dell’entrata si trova il campaniletto – con tre campane - che è più
basso della cupola. L’interno è semplice e pieno di armonia.
[1] Chiesa di Sant’Andrea. Anche
Marco Lodoli ha dedicato a questa chiesa un articolo su la cronaca di Roma de
“la Repubblica” del 27.1.02, dal titolo “Sant’Andrea e i nuovi Lanzichenecchi”.
Un cartello sulla porta recita: “Messa ogni domenica alle 9” .
[2] Vignola. Iacopo
Barozzi detto (Vignola 1507 – Roma 1573) architetto, pittore e trattatista.
Lavorò per i Farnese al Casino di Villa
Giulia, al Palazzo di Caprarola e realizzò a Roma la chiesa del Gesù a navata
unica, tale chiesa fissò la tipologia delle chiese della controriforma.
[3] Tempietto del Vignola. La
frase è presa da: Zeppegno – Mattonelli, Le chiese di Roma, ed. Newton, 1993.
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