Dalla musica classica al jazz, ogni genere musicale è importante e gradevole, sono tutte espressioni che devono essere conosciute. Una bellissima occasione è offerta dai musei del circuito del Comune di Roma che saranno aperti fino a tarda sera per abbinare musica e arte, tutte le iniziative vanno dal 24 al 28 marzo.
Tra le tante iniziative tra cui scegliere segnaliamo il 27, giorno di Pasqua, alla Centrale Montemartini vi sarà uno spettacolo nel quale avverrà una contaminazione tra musica jazz, musica elettronica e tango. con il sax di Javier Girotto e il pianoforte di Alessandro Gwis (ore 21 e ore 22,30).
Per consultare tutto il bellissimo elenco di iniziative vedere in sito internet: museiincomune.it o telefonare al 060608.
sabato 26 marzo 2016
Sei romano de Roma se...
sai come si chiama e dove si trova il palazzo che vedi sotto.
Nella foto di ieri il palazzo della Calcografia Nazionale costruito nel 1837 da Valadier, si trova in via della Stamperia presso fontana di Trevi. E' sede della Calcografia Nazionale e del Gabinetto Nazionale delle Stampe.
Nella foto di ieri il palazzo della Calcografia Nazionale costruito nel 1837 da Valadier, si trova in via della Stamperia presso fontana di Trevi. E' sede della Calcografia Nazionale e del Gabinetto Nazionale delle Stampe.
venerdì 25 marzo 2016
Una bella idea... semplice!
Una bella idea, semplice, come sono sempre le idee geniali. Le torri di Ligini all'Eur sono in restauro, a breve partiranno i lavori e non vedremo più quegli scheletri di palazzi, anzi di grattacieli che rovinano l'Eur e chi entra a Roma dalla via Cristoforo Colombo. L'idea questa che vedete nella foto sotto.
Una volta le tre torri di Ligini costituivano il PALAZZO DEL MINISTERO DELLE FINANZE, progettate degli architetti Cafiero, Ligini, Marinucci e Venturi, del 1957-62. I tre grattacieli alti60 metri
e i due corpi bassi lo ponevano come uno degli elementi caratterizzante dell’Eur nel
dopoguerra. Sono stati parzialmente demoliti, al loro posto dovevano sorgere le Torri in cristallo di Renzo Piano un un complesso misto di appartamenti e negozi. A parte le proteste degli architetti e dei cittadini del quartiere, del progetto bellissimo di Piano non se ne farà più nulla perché non si sono trovati investitori privati in grado di realizzarlo. A gennaio del 2016 tutto il complesso semi demolito è stato acquistato dalla Tim che lo restaurerà e si è impegnata a completare il tutto per la fine del 2016. Qui si trasferiranno i 5.500 dipendenti ora a Corso Italia.
Speriamo che tutto vada in porto nel migliore dei modi.
Una volta le tre torri di Ligini costituivano il PALAZZO DEL MINISTERO DELLE FINANZE, progettate degli architetti Cafiero, Ligini, Marinucci e Venturi, del 1957-62. I tre grattacieli alti
Speriamo che tutto vada in porto nel migliore dei modi.
Sei romano de Roma se...
sai come si chiama e dove si trova il palazzo che vedi sotto.
Nella foto di ieri il palazzo del Viminale.
Nella foto di ieri il palazzo del Viminale.
Il palazzo si trova in piazza del Viminale, nel
rione Monti (anche se al di là di via Depretis è rione Castro Pretorio). In
alcuni testi è indicato palazzo del Viminale. Venne costruito nel 1920 su
progetto dell’architetto Manfredo Manfredi, in stile neocinquecentesco, si
caratterizza per una scalea centrale e una doppia rampa carrozzabile che sale
al palazzo. Al centro della piazza una fontana a livello della strada con una
tazza quadrangolare sulla quale sono scolpiti tre monti (simbolo del rione) e
la lupa. Le rampe e la piazza con la fontana furono sistemate nel 1930. I
lavori per la costruzione del palazzo portarono alla demolizione del convento
di San Paolo e della chiesa di Santa Maria della Sanità con il suo ospizio dei
Convalescenti. L’area di 60.000 mq venne spianata ad opera del Genio Civile, la
terra rimossa venne scaricata dove oggi è la Città Universitaria. A ridosso di
San Lorenzo in Panisperna furono trovati resti di un impianto termale. Attuale ministro dell'Interno è Angelino Alfano dell'NCD, nato ad Agrigento nel 1970.
giovedì 24 marzo 2016
Colosseo: ricostruito il montabelve di Domiziano
L'intervento di archeologia sperimentale farà parte del progetto di ricostruzione del piano dell'arena in cinque anni, per un costo stimato di 20 milioni di euro.
Una grande gabbia di 1,80 per 1,40 metri, alta un metro, che un meccanismo di carrucole e tornio azionati dalla forza di 8 uomini, riesce a far salire per 7 metri, dai bui sotterranei fino all'arena. Ricostruito con esattezza filologica dagli ingegneri Umberto Baruffaldi e Heinz Beste, è uno dei 28 montacarichi, di fatto stupefacenti macchine sceniche, che assicuravano il sollevamento delle belve.
Circa 200.000 € il costo dell'impresa, finanziata e poi filmata dall'americana Providence Pictures.
Sei romano de Roma se...
sai come si chiama e dove si trova il palazzo che vedi sotto.
Nella foto di ieri il palazzo del Quirinale.
Nella foto di ieri il palazzo del Quirinale.
Iniziato da Gregorio XIII nel 1574, sul
posto di una villa del cardiale Ippolito d’Este (il figlio del duca Alfonso e
di Lucrezia Borgia), per farne la residenza estiva dei papi. Vi lavorarono
successivamente il Mascherino, Domenico Fontana, Flaminio Ponzio, Carlo
Maderno, il Bernini e Ferdinando Fuga, fu compiuto sotto Clemente XII
(1730-40), ma già Clemente VIII era andato ad abitarvi e, dopo di lui tutti i
papi fino al 1870. Da quell’anno divenne la reggia dei Re d’Italia e, dopo il
1947, la residenza del Presidente della Repubblica Italiana.
L’ampia facciata del tardo Rinascimento è
a due piani con finestre a piattabanda e a timpano, a sinistra basse costruzioni e un baluardo
circolare ne nascondono la parte inferiore. A destra il grande portale di Carlo
Maderno, fra due colonne reggenti un ricco timpano arcuato con cornice spezzata
su cui le statue di San Pietro (di Stefano Maderno) e San Paolo del 1615. Al di
sopra grande balcone fiancheggiato da lesene, fregiato nel mezzo del timpano spezzato
da una Madonna con Bambino, di Pompeo Ferrucci (1635). Sulla destra emerge il
lato breve della sopraelevazione della “Manica lunga”. Nell’interno il vasto
cortile porticato è di Domenico Fontana, mentre la torretta dell’orologio, la
scala a chiocciola a colonne doriche binate sono del Mascherino. Le tre
finestre del piano nobile, ad angolo con via del Quirinale corrispondono alla
Cappella Paolina che prende il nome da Paolo V Borghese che la fece costruire
da Carlo Maderno, ha le stesse dimensioni della Cappella Sistina in Vaticano.
Nell’Ottocento quattro papi vi furono eletti. Ad essa segue il Salone dei
Corazzieri o sala Regia, sempre del Maderno con affreschi di Giovanni Lanfranco
e C. Saraceni, in essa si svolgono le principali cerimonie tra cui
l’insediamento del Presidente della Repubblica. Al balcone corrisponde la sala
del Balcone, seguono – affacciando sulla piazza: la sala Gialla, la sala di
Augusto, la sala degli Ambasciatori. Queste sale furono ricavate da un’unica
galleria in epoca napoleonica.
mercoledì 23 marzo 2016
L'Appia Antica ha bisogno della massima tutela!
Nei giorni scorsi si è svolta una marcia in ricordo di Antonio Cederna che tanto si è battuto per la tutela e la valorizzazione dell'Appia Antica, è stato il primo che ha chiesto l'istituzione del parco regionale per meglio proteggere gli immensi territori conservati lungo il suo percorso.
Dopo la
riforma dei Beni Culturali voluta dal ministro Franceschini, il parco dell’Appia Antica
si sta trasformando in Istituto Autonomo, come Ostia Antica. Ma con i soldi dei
biglietti in un anno si arriva a 100.000 euro, tale cifra non basta nemmeno per sfalciare l’erba.
Siamo sicuri che questa riforma fa bene al parco dell'Appia Antica? Come fare per sopravvivere?
Ci auguriamo che le autorità competenti siano in grado di affrontare questo problema.
Contro il terrorismo: solidarietà al popolo del Belgio!
L'immagine del Campidoglio illuminato ieri sera in solidarietà di tutte le oltre 30 vittime dei due attentati terroristici a Bruxelles è tratta dal sito internet post.it che ringrazio!
Sei romano de Roma se...
sai come si chiama e dove si trova il palazzo che vedi sotto (oggi è facile).
Nella foto di ieri il palazzo del Parlamento nella omonima piazza.
Nella foto di ieri il palazzo del Parlamento nella omonima piazza.
La turrita facciata
posteriore di Palazzo Montecitorio è opera di Ernesto Basile del 1903-25. Fu costruita
in occasione del raddoppio dell’edificio con la nuova aula parlamentare sempre
del Basile. E’ uno degli esempi più notevoli di architettura floreale o liberty
che vi sia in Roma per quanto troppo in contrasto con l’ambiente. L’architetto
usò mattoni rossi e travertino con enorme stilobate. Notare l’esagerato
sviluppo della parte basamentale e la modestia del portale, preceduto da una
ripida scala. I due gruppi allegorici sono di Domenico Trentacoste del 1911.
Qui, nel 1748 venne ritrovato l’obelisco gnomone di Augusto ora su piazza
Montecitorio.
martedì 22 marzo 2016
E' in crisi il primo cineclub romano
E' in crisi il Filmstudio, chiuso
da giugno, non ha riaperto dopo la pausa estiva. E’ stato il primo e più
prestigioso cineclub romano, autentico tempio del cinema indipendente. Si trova in Via Orti
d’Alibert a Trastevere, molto vicino a via della Lungara. Perché possa continuare a vivere ci sono due problemi da affrontare: riconversione tecnologica di una delle
due sale e saldo di una non indifferente bolletta dell’energia elettrica.
Ci auguriamo che presto questi problemi si possano superare perché quando chiude un cinema è una triste notizia, perché è un luogo di diffusione della cultura, ma se chiude un cineclub è una doppia tristezza, perché chiude una sala che proietta film di qualità, a volte rari, molto belli ma che non riescono ad arrivare nel grande circuito, spesso film stranieri dei popoli del Terzo Mondo. Ma c'è ancora un altro motivo, il dibattito che segue queste proiezioni rendono più interessante l'attività che si svolge in questi luoghi.
Forza Filmstudio!
Nella foto in alto via Orti d'Alibert dove si trova il Filmstudio.
Sei romano de Roma se...
sai come si chiama e dove si trova il palazzo che vedi qui.
Nella foto di ieri il palazzo del Monte dei Pegni o del Monte di Pietà che si trova in piazza del Monte di Pietà nei pressi di via dei Giubbonari.
Nella foto di ieri il palazzo del Monte dei Pegni o del Monte di Pietà che si trova in piazza del Monte di Pietà nei pressi di via dei Giubbonari.
Istituto fondato nel Seicento
con ampia facciata a mattoni e senza rilievo, unica decorazione, al centro una
lapide di Clemente VIII del 1604 con splendida cornice e un’edicola con il
“Cristo nel Sepolcro”. Il palazzo fu progettato da Carlo Maderno[1],
la facciata posteriore è di Nicola Salvi.
Sulla sinistra campanile con campana in vista e orologio di fine
Settecento. La leggenda vuole che l’orologiaio, per un compenso considerato
scarso, avesse sabotato alcuni ingranaggi firmando l’opera con questi versi:
“Per non esser state a nostre patte, orologio del Monte sempre matte”. Oggi le
lancette vanno avanti di quattro minuti secchi. Una fontana è sulla facciata e
un’altra nel cortile, sempre opere del Maderno.
All’interno si trova una splendida cappella di Carlo Maderno
rifatta da G.A. De Rossi e decorata da C. Bizzaccheri con marmi preziosi,
pitture e soprattutto sculture. All’altare Pietà, di Domenico Guidi, 1676, il
suo capolavoro. E’ aperto in occasioni particolari, come le giornate del FAI.
[1]
Carlo Maderno (Capolago 1556 - Roma 1629) Deve la sua fama
ad aver progettato e realizzato la facciata e la navata trasversale della
basilica di San Pietro. Sua anche la chiesa di Santa Susanna in via XX
Settembre, san Giovanni de Fiorentini (dove è sepolto) e sant'Andrea della
Valle. Cappella Salviati in San Gregorio al Celio.
lunedì 21 marzo 2016
Una chiesetta sconosciuta ma con una lunga storia
C'è a Roma una chiesetta sconosciuta ai più. Ci passa davanti una strada importante, la via della Magliana, ma le macchine corrono via veloci, non c'è tempo per fermarsi ad ammirarla. La chiesetta sta lì solitaria tra la strada chiassosa e indifferente, una pista ciclabile su marciapiede, e sui fianchi casette di un tempo passato quando tanti romani vivevano in baracche o poco più che baracche. Lungo i fianchi della chiesa tante attività artigianali, piccoli artigiani che lavoro il ferro, il legno e altro ancora. Ma nessuno a tempo per visitarla e lei mostra orgogliosamente l'abside all'indifferenza di noi moderni che corriamo veloci, siamo più attratti da internet con i suoi social.
E allora diamogli un'occhiata a questa sconosciuta ma affascinante chiesetta. Ascoltiamo la sua storia!
E allora diamogli un'occhiata a questa sconosciuta ma affascinante chiesetta. Ascoltiamo la sua storia!
Sorta su un sepolcro romano e già
esistente nell’ VIII secolo dopo Cristo. A questa epoca si fa risalire la
traslazione dei corpi di Ciro e Giovanni, per cui la Santa non è mai esistita,
si tratta di una storpiatura popolare di Abate Ciro. La chiesa è stata ampliata
nel XIII secolo. L’abside ha mensoline in marmo a motivi vegetali e una bifora
murata in antico. La chiesa si sviluppa su tre livelli. L’ingresso è sul lato
opposto e sopraelevato. Sul semplice portale una finestra con grata in pietra a
motivi geometrici e due finestrelle murate. Nell’interno resti di affreschi
riproducenti cinque santi dell’VIII o IX secolo. Mentre quelli dell’abside,
molto ritoccati sono sono del XIV secolo. Dalla sacrestia si scende nella
cripta, forse la chiesa originaria, ad un livello ancora più basso il sepolcro
romano con resti di affreschi.
Augusto: il fondatore dell'impero che cambiò il mondo
Una delle figure più importanti della storia di Roma e del mondo è Ottaviano Augusto, l'uomo che fondò l'impero romano ponendo fine a un lungo periodo di lotte intestine. La pace da lui realizzata permise all'impero di sopravvivere per circa cinque secoli. Adesso c'è un bel libro di Arnaldo Marcone dal titolo Augusto edito dalla Salerno editrice che ripercorre le vicende storiche che hanno visto Ottaviano protagonista.
Sei romano de Roma se...
sai come si chiama e dove si trova il palazzo che vedi nell'immagine.
Nella foto di ieri il palazzo del Grillo che si trova alle spalle del foro di Augusto nella piazza omonima. E' un palazzo seicentesco formato da due corpi di fabbrica collegati da un sovrappasso detto arco dei Conti. Ingloba la torre detta della Miliziola per distinguerla dalla vicina e più grande torre delle Milizie, fu edificata nel 1223 come proprietà dei Carboni, poi dei Conti, finchè nel 1675 fu acquistata dai del Grillo che la ristrutturarono aggiungendovi il coronamento a beccatelli e l'epigrafe Ex Marchione de Grillis. Il palazzo è legato alla memoria del Marchese Onofrio del Grillo, famoso per i suoi scherzi, a lui si è ispirato Mario Monicelli nel celebre film "Il marchese del grillo" del 1981, con Alberto Sordi.
Nella foto di ieri il palazzo del Grillo che si trova alle spalle del foro di Augusto nella piazza omonima. E' un palazzo seicentesco formato da due corpi di fabbrica collegati da un sovrappasso detto arco dei Conti. Ingloba la torre detta della Miliziola per distinguerla dalla vicina e più grande torre delle Milizie, fu edificata nel 1223 come proprietà dei Carboni, poi dei Conti, finchè nel 1675 fu acquistata dai del Grillo che la ristrutturarono aggiungendovi il coronamento a beccatelli e l'epigrafe Ex Marchione de Grillis. Il palazzo è legato alla memoria del Marchese Onofrio del Grillo, famoso per i suoi scherzi, a lui si è ispirato Mario Monicelli nel celebre film "Il marchese del grillo" del 1981, con Alberto Sordi.
domenica 20 marzo 2016
Acquedotti romani: una grande impresa ingegneristica.
Una delle grandi imprese compiute dagli antichi romani fu quella di saper costruire strade e acquedotti che hanno superato la prova del tempo. Nel costruire gli acquedotti hanno dato prova di capacità ingegneristiche eccezionali. Oggi ne abbiamo avuto una prova con la passeggiata per Roma, organizzata da VediROMAinbici, nella quale il nostro amico Bruno ci ha fatto vedere gli acquedotti dal punto di vista tecnico, ingegneristico. E' stata una passeggiata molto interessante.
Eccoci alla partenza di largo Corrado Ricci,
oggi ha Roma è una bellissima giornata di sole,
oggi 20 marzo inizia la primavera,
siamo in 30 persone.
Prima tappa alle terme di Caracalla,
qui abbiamo visto i depositi dell'acqua,
punto terminale dell'acquedotto Antoniniano.
Altra tappa a porta Maggiore dove confluivano 8 degli undici acquedotti dell'antica Roma.
Questo perché era un punto molto alto della città nel quale
far arrivare l'acqua per poi distribuirla in tutta l'Urbe.
Ecco lo speco nel quale scorreva l'acqua di cinque acquedotti,
di due più in basso sono murati, altri due sono ben visibili, il più alto
è parzialmente crollato.
Siamo sempre a porta Maggiore, ecco la conduttura di altri due acquedotti.
Ultima tappa a via del Nazareno dove è possibile vedere l'unico tratto in superficie
dell'Acquedotto dell'Acqua Vergine.
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