lunedì 11 aprile 2016

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova il palazzo che vedi sotto.

Nella foto di ieri palazzo Falconieri che si trova in via Giulia ma affaccia anche sul lungotevere.

Già appartenuto agli Odescalchi, passato ai Farnese ai primi del Seicento per ingrandire l'area di proprietà, nel 1637 fu acquistato da Orazio Falconieri. La famiglia proveniva da Firenze dove esercitava la professione di banchieri, ha Roma fecero fortuna con il commercio del sale, ebbero due cardinali e un senatore. Nel 1865 la famiglia Falconieri si estinse nella famiglia Gabrielli, allora il palazzo venne venduto ai Medici del Vascello, di nuovo venduto all'ungherese Vilmos Fraknoi membro dell'Accademia delle Scienze di Budapest. Nel 1928 fu acquistato dallo stato ungherese per farne sede dell'Accademia di Ungheria. Possiede una biblioteca di 20.000 volumi di storia, letteratura, linguistica, archeologia, storia dell'arte. Tra gli altri anche edizioni rare delle opere di Petrarca.

     Le vicende costruttive del palazzo abbracciano due secoli di storia. Orazio Falconierie era amico personale di  Francesco Borromini[1] e per la stima che intercorreva tra i due all'artista svizzero diede l'incarico di ampliare e modificare il palazzo. Borromini saturò lo spazio tra il palazzo e la chiesa aggiungendo quattro finestre e un nuovo portale, ideò il cortile che allora era aperto sul Tevere, e l'altana.

     Il piano terra è intonacato a bugne, sulla cornice marcapiano si trovano le undici finestre del piano nobile, ogni finestra è architravata come quelle del piano superiore. Il cornicione reca i simboli della famiglia Falconieri: l'aquila e il leone tra mensole. Alle due estremità della facciata si trovano due erme cariatidi femminili di marmo bianco e testa di falco. Le quattro sale del piano nobile si devono a Borromini.
    L'altana è composta da tre arcate sovrastata da terrazza, il panorama è affacciato sul Tevere verso Trastevere e il Gianicolo. Abitarono nel palazzo Emilio Sfrondati, cardinale segretario di stato e nipote di Gregorio XIV e Giovanni Pecci futuro Leone XIII.


[1] Francesco Borromini (Bissone, Lugano 1599 - Roma 1667) architetto barocco, grande rivale del Bernini. E' autore della chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza, della chiesa di San Carlino alle Quattro Fontane, della chiesa di Sant'Agnese a piazza Navona, del palazzo della Propaganda Fide in piazza di Spagna.

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