martedì 12 aprile 2016

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova il palazzo che vedi sotto.

Nella foto di ieri palazzo Farnese che si trova nella piazza omonima di Roma.

     In fondo alla piazza il superbo e grandioso palazzo Farnese, il più bello dei palazzi cinquecenteschi, che conclude trionfalmente in Roma l’architettura del Rinascimento, avviata dal palazzo Venezia.

     Venne iniziato nel 1514, per il cardinale Alessandro Farnese (poi papa Paolo III[1]) da Antonio da Sangallo il Giovane[2], continuato dopo la morte di questi (1546) da Michelangelo e terminato da Giacomo Della Porta[3]. Del Sangallo sono le facciate sulla piazza e sulle vie laterali, fino al coronamento, esclusi il cornicione e la balconata centrale, opera di Michelangolo, che costruì parte del secondo e tutto il terzo ordine del cortile. Giacomo Della Porta aggiunse la facciata posteriore su via Giulia. Il palazzo, passato dai Farnese ai Borbone di Napoli, è oggi sede (dal 1874) della Ambasciata di Francia presso il Quirinale. E' visitabile su richiesta e il 14 luglio di ogni anno.

     LA FACCIATA. Maestosa e di mirabili proporzioni, serrata agli angoli da robusta bugnatura, è divisa in tre livelli da vigorose cornici rettilinee decorate con i gigli farnesiani: al pianterreno, 12 finestre architravate e il grande portale a raggiera di bugne; al primo piano 12 finestre con semicolonne reggenti alternativamente timpani triangolari e arcuati, nel mezzo, la loggia architravata tra due coppie di colonne, coronata da grandioso stemma farnesiano; al secondo piano tredici finestre tutte a timpano triangolare; corona l’edificio lo splendido cornicione, anch’esso decorato con i gigli farnesiani, che prende slancio e spicco da vasto spazio libero sopra le finestre dell’ultimo piano e che viene considerato, con quello di palazzo Strozzi a Firenze, il più bello del genere (palazzo di fine 400 di Giuliano da Sangallo e Benedetto da Maiano).



[1] Paolo III Alessandro Farnese (Canino 1468 – Roma 1549), papa dal 1534. Lo stemma della sua famiglia è composto dai gigli 3-2-1. Convocò il Concilio di Trento nel 1545, approvò la costituzione della Compagnia di Gesù nel 1540. Rimase neutrale davanti ai conflitti franco asburgici. Prodigo di favore verso i familiari invesì il figlio Pier Luigi del ducato di Parma e Piacenza nel 1545. Celebre il suo ritratto opera di Tiziano oggi a Capodimonte. Grande mecenate, commissione a Michelangelo il Giudizio Universale nella Cappella Sistina. La sua tomba è in San Pietro, nella Tribuna, opera di Guglielmo della Porta.
[2] Antonio da Sangallo il Giovane, Antonio Cordini, (Firenze 1484 – Terni 1546); Giuliano da Sangallo e Antonio da Sangallo il Vecchio erano suoi zii. Architetto allievo di Bramante ha realizzato la chiesa di Santa Maria di Loreto alla colonna Traiana, San Giovanni dei Fiorentini iniziata dal Sansovino, la cappella Paolina e la scala Regia in Vaticano, il bastione Ardeatino nelle mura Aureliane, il palazzo Sacchetti per se stesso in via Giulia e il pozzo di San Patrizio a Orvieto.
[3] Giacomo Della Porta (Porlezza Como 1532 – Roma 1602) architetto e scultore, di una famiglia di scultori ticinesi, fu allievo del Vignola. Realizzò per la chiesa del Gesù di Roma la cupola,  due cappelle e soprattutto la facciata, il palazzo della Sapienza, Santa Maria ai Monti, la fontana delle Tartarughe, la villa Aldobrandini a Frascati. Completò la cupola di Michelangelo con Domenico Fontana.
 

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