venerdì 9 novembre 2012

Angoli nascosti di Roma: il ninfeo di Egeria.


   Immaginiamo di trovarci imbottigliati nel traffico, nemmeno
ci rendiamo conto che è una bella giornata di sole. Stanchi
della lunga fila di macchine che non si muove, giriamo alla
prima traversa a destra, scopriamo che si chiama via di Vigna
Fabbri, è un nome ben augurante. La strada è lunga 500 metri
circa. Alla fine della strada si apre un grande prato. Lasciamo
la macchina alla meglio e ci inoltriamo in questo luogo
naturale. Sembra di essere in campagna, il sentiero in terra
battuta avanza a zig zag, le case sono sempre più lontane
alle nostre spalle, ad un certo punto spariscono e ci
troviamo di fianco alla Vaccareccia, un casale agricolo
del Cinquecento che dal nome supponiamo sia stato una grande
stalla per le vacche e i buoi. Di fronte ad essa vediamo un
fontanile perfettamente funzionante, galline e conigli in un
recinto e prima di arrivare ad un piccolo corso d'acqua
ecco i cani pastori, grossi, severi ma calmi, con un gregge
di pecore. Proseguiamo la passeggiata nel sentiero di fondovalle,
ormai il luogo ci ha preso. Non è più Roma, siamo in aperta
campagna, la città non si vede neppure. Il senso piacevole
di spaesamento si unisce poco dopo ad una dimensione fuori
dal tempo, non siamo più nel XXI secolo, siamo in un'altra
epoca imprecisata, perché abbiamo raggiunto un grande nicchione
da cui esce dell'acqua, due statue di marmo bianco sono ai
lati, rappresentano figure umane semisdraiate, subito davanti
un piccolo stagno con l'acqua verde per la presenza di vegetazione,
incredibile, ma siamo sempre a Roma?

   Ebbene sì, siamo a Roma, esattamente al ninfeo di Egeria,
nel pieno della valle della Caffarella! Secondo una antichissima
leggenda qui veniva il secondo re di Roma Numa Pompilio
ad unirsi in  piacevole compagnia con una ninfa, Egeria appunto,
ragazza bellissima semidivinità che viveva - come tutte le
ninfe - presso le fonti. Egeria consigliò il re su quali leggi
dare alla città di recente fondazione! Anche la leggenda
aggiunge fascino al luogo, qualche amante della storia di
Roma dirà che il luogo leggendario non era questo ma in via
Valle delle Camene (dove oggi si celebrano i matrimoni con rito
civile alle Terme di Caracalla), ma a noi piace pensare che gli
incontri avvenissero qui, perché la Caffarella ci ricorda
l'infanzia e soprattutto l'adolescenza. Terra di libertà
e di momenti trasgressivi per noi "ragazzetti".

   Per scendere con i piedi per terra: il ninfeo di Egeria
non è altro che il ninfeo (luogo fresco dove passare le giornate
calde d'estate se liberi da impegni di lavoro) della villa di un
ricco romano del periodo imperiale e nel corso della sua lunga
storia venne usato anche come punto di sosta per lavarsi e
riordinarsi prima di entrare in città. Questo uso era ovviamente
per chi viaggiava sulla via Appia.

   Ci piacerebbe stare ancora in questo posto meraviglioso ma,
bisogna tornare indietro, rituffarsi nel traffico cittadino e
riprendere gli impegni e le responsabilità a cui la vita ci
chiama.
   Ma ci torneremo!

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