domenica 30 ottobre 2016

Sei romano de Roma se...

sai come si chiama e dove si trova la porta delle mura Aureliane che vedi sotto.


Nella foto di ieri porta San Paolo.
     Tra le più imponenti e meglio conservate, resa caratteristica per la vicinanza con la Piramide Cestia. Il luogo è caro alla memoria dei romani perchè luogo di difesa della città in occasione dell'armistizio dell'8 settembre 1943, è diventato il simbolo della Resistenza romana.
     Prima e dopo la Piramide Cestia esistevano due porte vista l'intensità di traffico che intercorreva tra Roma e Ostia. La porta a Ovest della Piramide venne presto chiusa perchè da qui si accedeva ai Granai che si trovavano alla Marmorata (Testaccio) ed erano meglio raggiungibili da porta Portese.
     Ovviamente il nome primitivo era porta Ostiense per la via Ostiense[1] che ne usciva. E' altrettanto ovvio che prese il nuovo nome perchè da questa porta si usciva per andare sulla tomba dell'apostolo Paolo, ovvero alla basilica di San Paolo fuori le Mura. Con Onorio (401-403) le due porte furono ridotte ad una, per meglio difendere la posizione, mentre nella controporta rimasero due porte. Come per le altre porte fu creata una fila di finestre per dare luce alla camera di manovra. La nuova porta fu più alta di un metro sul livello stradale che nel frattempo di era alzato. Contemporaneamente le due torri laterali vennero rialzate, munite di finestre e merli. La lapide commemorativa che Onorio era solito collocare sopra il passaggio rimase sul posto almeno fino al 1430, ora è dispersa.
     Nel 549 gli Ostrogoti di Totila riuscirono a penetrare da qui per il tradimento della guarnigione.
     All'interno della porta si trova il Museo della via Ostiense con le ricostruzioni dei porti di Ostia e dei monumenti ritrovati lungo la via.
     Il luogo fu teatro dei combattimenti (10 settembre 1943) tra militari italiani (Granatieri di Sardegna) e cittadini romani contro i tedeschi che volevano occupare Roma dopo l'armistizio e la fuga del re a Brindisi nella parte liberata d'Italia. L'avvenimento segnò l'inizio della Resistenza romana. Più lapidi ricordano i combattimenti che rivestirono più un valore simbolico. In occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia (2012) sul piazzale a sinistra della Piramide è stato ricollocato un piccolo monumento che ricorda l'8 settembre.
      Il 6 luglio 1960 si tenne una manifestazione dei partiti di sinistra per protestare contro i fatti di Genova dove le proteste contro il governo Tambroni, sostenuto dal MSI, si erano unite alle proteste per il congresso che il MSI voleva tenere nella città di Genova medaglia d'oro durante la Resistenza. Tali manifestazioni erano state fortemente represse. La manifestazione di Roma non era autorizzata, il corteo appena giunto da viale Aventino venne attaccato dai reparti celere e da un reparto di polizia a cavallo guidata da Raimondo d'Inzeo. In seguito alle percosse riportate morirà la guardia Antonio Sarappa, due mesi dopo all'ospedale militare del Celio.
     Ogni anno in occasione del 25 aprile si tengono cerimonie pubbliche e manifestazioni in ricordo della Liberazione.
    
     L'aspetto della porta è caratterizzato dalle due torri a base semicircolare o di ferro di cavallo e dall'uso del travertino. All'interno si trova la controporta che fu edificata da Massenzio, è l'unica esistente insieme a quella di porta Asinaria. Sorgeva così una piccola fortificazione in cui alloggiava la guarnigione militare e la stazione dei gabellieri per la riscossione del pedaggio sulle merci. E' un edificio nel complesso asimmetrico e irregolare con il fornice esterno non in linea con i due interni, le due torri sono poco più alte della facciata.
     Sulla torre Est è presente un'iscrizione a memoria dei lavori che Benedetto XIV effettuò dal 1749 per il restauro di tutto il perimetro. Intorno al 1920 la porta fu isolata dalle mura Aureliane per agevolare il traffico cittadino che aumentava sempre di più in una zona dalle caratteristiche popolari con forti insediamenti industriali (Mattatoio, Mercati Generali, Porto Fluviale, Centrale Montemartini, Gazometro ed altri). Il tratto di mura che collegava la porta alla Piramide Cestia andò distrutto a causa di un bombardamento durante la Seconda Guerra Mondiale, al suo posto venne costruita una strada che oggi porta il nome di Raffaele Persichetti, uno dei caduti negli scontri con i tedeschi del 10 settembre 1943.


[1] Via Ostiense. Strada consolare romana univa la città al suo porto Ostia. Oggi è la SS8.

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